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03.10.06
Senti
Senti, amore mio: ci sarà un gran freddo
l’ultimo dell’anno e molta neve fuori
e buio nella notte;
ma per l’ultimo dell’anno, amore mio,
avremo molto sonno per andare a letto,
ci riposeremo di quest’anno
nel quale abbiamo avuti tanti giorni, e così svelti:
e poi, l’amore del mattino sarà tenero
e buono come i riccioli di lana
e sarà fatto a lungo
e sarà dolce come un vino della sera
che fa girare un po’ la testa e fa sognare. Noi faremo i sogni
davvero.
4.11.93-31.10.95
Posted by giuliomozzi at 03.10.06 01:00
Comments
E' splendida! Ma è un aggettivo ancora insufficiente. Mi ha preso il cuore. Ciao.
Posted by: ramona at 03.10.06 10:42
Ti adoro. Come scrivi.
Posted by: patrizia finucci gallo at 04.10.06 01:33
Beh, io non ti adoro, no. Ma mi stai simpatico. E la poesia - per quel che ci posso capire io - mi sembra molto bella.
Posted by: Toni at 04.10.06 08:55
Che l'ultimo dell'anno sia domani! Sì, un ultimo dell'anno bello così, lo voglio anch'io.
Posted by: Biancanera at 04.10.06 12:52
bella, giulio. bentornato col tuo diario.
Posted by: franz krauspenhaar at 04.10.06 23:37
Se posso dare un giudizio personale, io preferisco la versione pubblicata il 27.10.2004 in giuliomozzi.com. Le lievi modifiche mi sembrano spezzare la particolare e ammaliante fluidità che contraddistingueva le tue "poesie", Giulio. Soprattutto quel punto fermo nell'ultimo verso. Se posso chiedere: come mai queste modifiche? E' per i tredici anni passati dal '93, o per i due anni passati dal 2004? (E poi, in post scriptum, è già uscito "Discorso sopra un sentimento nascente"?)
Posted by: Filippo at 07.10.06 23:30
Errata corrige: nel PENULTIMO verso, non nell'ultimo. Pardon.
Posted by: Filippo at 07.10.06 23:32
Cosa aspettate leggete l'intervista per conoscerla meglio!
Posted by: cadmio at 08.10.06 09:28