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04.05.06

Ventisette

Sono in treno. Si siede difronte a me una ragazza sottile, con i capelli neri e corti, gli occhi neri. Avrà diciott'anni, diciannove, venti. Indossa dei jeans, una maglietta con le maniche corte. Ha a tracolla una borsa di tela militare, come le usavamo tutti, da studenti, un quarto di secolo fa.
Quando il controllore mi sveglia, mi accorgo di avere la faccia bagnata. Tiro fuori il fazzoletto, mi asciugo, strizzo gli occhi, mi soffio il naso. L'uomo con la barba che è seduto davanti a me dice: "Tutto bene?".
"Tutto bene", dico. "Stavo sognando una persona che non c'è più". Non gli dico: "Da ventisette anni".

Posted by giuliomozzi at 04.05.06 07:59

Comments

In fondo è una cosa bella che gli scrittori, gira e rigira, alla fin fine tornano sempre a dire quelle due o tre cose per loro così importanti, in modi sempre diversi.

Posted by: Filippo at 04.05.06 12:06

anche io sudo spesso mentre dormo, o almeno molto spesso. Dubito fortemente però che ciò sia dovuto al sognarmi quando avevo vent'anni. Che poi era giusto ieri.

Posted by: cletus at 06.05.06 15:29

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