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19.05.06
Merda
Eurostar delle 16.55 da Milano a Padova. C'è poca gente. Il sedile accanto a me è libero, difronte a me siede un signore tedesco in giacca beige, cravatta rosa e camicia bianca. Legge, apparentemente con soddisfazione, un'edizione nella sua linga del Da Vinci Code.
A un certo punto ci si avvicina un ragazzo alto e magro con una maglietta blu, il pizzetto, i capelli scompigliati, un tascapane fucsia.
"Mi scusi", dice il ragazzo rivolgendosi al signore tedesco, "ma questo treno va a Livorno?".
Il signore tedesco alza gli occhi dal libro, guarda il ragazzo con aria interrogativa.
"No", dico io. "Questo treno va a Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Venezia".
"Ma io devo andare a Livorno!", dice il ragazzo al signore tedesco.
Il signore tedesco continua a guardare il ragazzo con aria interrogativa.
"Ci sono due possibilità", dico.
"Quali?", chiede il ragazzo al signore tedesco.
Il signore tedesco mi guarda come si guarda uno al quale si è appena affidata una missione importante e difficile.
"Le toccherà scenndere a Brescia", dico.
"A Brescia!", dice il ragazzo al signore tedesco. "Ma è lontanissima da Livorno! Mi toccherà tornare indietro".
Il signore tedesco mi guarda come si guarda uno al quale si affida la propria vita.
"Non è detto", dico. "Ora lei deve cercare il capotreno o un controllore".
"E dove lo trovo?", dice il ragazzo al signore tedesco.
Il signore tedesco appoggia la testa allo schienale e chiude gli occhi, come un medium che si concentra.
"Lo trova nella carrozza 3", dico. "Lì c'è una specie di ufficio del capotreno".
"E che cosa gli dico?", dice il ragazzo al signore tedesco. "Che deve far tornare indietro il treno?".
Il signore tedesco sospira leggermente.
"Ma no!", dico. "La prossima stazione è Brescia. Le dovrà scendere lì. E poi, probabilmente, lì troverà un treno che la porterà a Livorno senza passare da Milano. Via Cremona, via Fidenza".
"Cremona! Fidenza!", esplode il ragazzo. "Mi mandate in mezzo alla campagna! Sarà un delirio di coincidenze!", grida rivolto al signore tedesco.
Il signore tedesco apre gli occhi, guarda il ragazzo con severità.
"Den Menschen ist der Sinn ins Innere gegeben, dass sie als anerkannt das Bessre waehlen", dice il signore tedesco al ragazzo. "Es gilt als Ziel, es ist das wahre Leben".
"Ho capito", dice il ragazzo al signore tedesco. "Grazie mille. Vado subito in cerca del capotreno".
Il ragazzo si allontana.
Io guardo il signore tedesco.
Il signore tedesco mi guarda.
"E' sicuro di quelo che ha deto?", dice il signore tedesco in quasi perfetto italiano.
"Quasi", dico. "Ma la vita è un rischio, non si può sempre stare lì ad aspettare il fischio".
"Ha racione", dice il signore tedesco. "Se permete", aggiunge, e riprende il suo libro.
"Buona lettura", dico.
"Ach!", dice il signore tedesco. "Lipro di merda è".
Posted by giuliomozzi at 19.05.06 16:26
Comments
"Il senso è dato gli esseri umani nella parte interna, che selezionano come ha riconosciuto il Bessre "dice il signore tedesco al ragazzo." E' considerato come obiettivo, è la vita allineare ".
Traduttore on-line di merda è
Posted by: Toni at 19.05.06 17:13
Geniale, davvero.
Posted by: Filippo at 19.05.06 23:15
a me sto signore tedesco che se ne sta li, mezzo atterrito e poi tira fuori un tre per cento di palle e spara quella frasona al ragazzo un po rinco, m'ha ricordato l'altro tedesco, quello del Maratoneta, ex gerarca nazista, ora mite dentista in quel di New York, quando, al povero Hoffman, chiede, fino allo sfinimento: "...è sicuro ?", "è sicuro ?"...
Posted by: cletus at 21.05.06 19:57
Come fa a venire in mente Hölderlin a uno che legge il Codice da Vinci, per quanto schifato?
Posted by: Bluto at 07.06.06 16:51