14.01.06
124
Padova, via San Massimo. Sono appena uscito dallo studio del mio medico. Il percorso previsto è: farmacia, labortorio di analisi, casa. E' quasi mezzogiorno. Via San Massimo è stretta, a senso unico, e con una fila di automobili parcheggiate sul lato destro - destro per chi procede nel senso di marcia autorizzato. Io cammino sul marciapiede del lato sinistro.
Una voce maschile dice: "Scusi, per piacere!".
Mi volto. In mezzo alla strada c'è una 124 bluette. Dentro la 124 ci sono un uomo (al volante), una donna (al suo fianco) e tre ragazzini o ragazzine (dietro). L'uomo ha abbassato il finestrino.
"Mi scusi", dice l'uomo, "per andare all'ospedale?".
Mi avvicino. "Da che parte dell'ospedale?", dico. "Perché l'ospedale è grande".
"A pediatria", dice l'uomo.
In quel momento mi accorgo che stando lì, in mezzo alla strada, blocco il traffico. Ci sono già un'automobile e un furgoncino fermi, che aspettano.
"Aspetti", dico.
Giro attorno alla 124. Ora sono tra la 124 e le automobili parcheggiate. Attraverso il finestrino, la signora mi guarda. Intanto, l'automobile e il furgoncino passano.
"Abbassi da questa parte", dico a voce alta, facendo segno di abbassare il finestrino.
La signora mi fa un gran sorriso.
L'uomo apre la portella dalla sua parte, esce, si volta verso di me.
"Me la sa dire la strada per la Pediatria?", dice.
"Sì", dico, "la so. Ma lei non può stare in mezzo alla strada".
In un istante si è formata una piccola coda.
"Eh", dice l'uomo, "ma non so dove andare".
"Torni dentro", dico, "e dica a sua moglie di abbassare il finestrino dalla sua parte".
C'è qualche colpo di claxon.
"Non ho capito", dice l'uomo.
"Torni dentro", ripeto, "chiuda la portella, lasci passare. Se sua moglie abbassa il finestrino, le spiego la strada".
"Mia moglie non capisce niente di strade", dice l'uomo.
Altri colpi di claxon.
"Non discuto", dico. "La strada la spiego a lei", e indico l'uomo col dito, tanto per disambiguare il pronome. "Ma lei non può stare lì. Si sieda dentro e dica a sua moglie di abbassare il finestrino.
L'uomo torna dentro la 124. Chiude la portella. Il traffico ricomincia a scorrere. Dentro la 124, vedo l'uomo e la donna discutere animatamente.
La signora apre la portella. Me la sbatte addosso.
"Scusi", dice sorridendo.
"Fa niente", dico. Mi chino verso l'interno. "Allora", dico, "dovete andare avanti; alla rotonda, svoltate a sinistra; e dopo trenta metri passate davanti all'ingresso dell'ospedale. Pediatria è lì, vi fate spiegare sul posto, ci sono delle persone che sono lì apposta".
"Bene, grazie", dice l'uomo.
"Sì", dico, "però c'è un problema. Dentro l'ospedale è praticamente impossibile parcheggiare".
"E allora?", dice l'uomo.
"Allora", dico, "o trovate da parcheggiare qui, in questa via, ma non mi sembra che ci sia posto, oppure fate come vi ho già detto, andate alla rotonda, svoltate a sinistra, passate davanti all'ingresso dell'ospedale, arrivate a un'altra rotonda, svoltate ancora a sinistra, dopo pochi metri trovate un parcheggio a quattro o cinque piani, dove c'è sempre posto. Spendete qualcosa, ma trovate posto".
"Va bene", dice l'uomo, "allora vado due volte a sinistra".
"Sì", dico. "Magari, quando passate davanti all'ospedale, potete fermarvi lì un attimo e chiedere al personale che c'è lì se c'è posto. Delle volte ce n'è. Ma raramente".
"Va bene", dice l'uomo. "Grazie". Rivolto alla moglie: "Andiamo".
Faccio un passo indietro. La signora chiude la portella. La 124 riparte.
Mezz'ora dopo vedo la 124 bluette passare in via Cesarotti, altra via a senso unico, nel senso sbagliato.
Posted by giuliomozzi at 14.01.06 10:12
Comments
della serie..."dopo un po, capisco subito"!
Posted by: cletus at 15.01.06 00:11
io sono pugliese, a padova da 9 anni.
ho notato che qui non si possono chiedere informazioni.
se chiedi a qualcuno una via, solitamente apre un forum con altri padovani nei dintorni. ci si mette delle mezzore.
(il classico è che sono in due: la prima si fa avanti ma non sa dov'è la strada. chiede alla seconda. la seconda propone un indizio. la prima valuata l'indizio e sembra intuire ma dopo si ricrede e smentisce l'indicazione. la seconda annuisce. poi alla prima vengono dubbi. la seconda ha un altro sussulto o illuminazione ecc)
si interrogano fra di loro. valutano i percorsi migliori. si forma la coda (che giù in puglia, basta una macchina dietro, che ti suona tutto chopin col clacson).
io, come meridionale, mi accontento di un "gira a destra" al volo. mi fido poco dell'indicazione e giro comunque a destra, per passare da via cesarotti dopo mezzora e chiedere ancora.
Posted by: andrea at 15.01.06 07:22
andrea: io a Padova ci sono stato sette anni, e i primi quattro credevo la città poggiasse su di un piano mobile che nottetempo veniva fatto sempre ruotare di una dozzina di gradi, tanta era la mia incapacità di racapezzarmi sulla disposizione di strade e vie. Poi, disperato, ho iniziato a prender foto e a fidarmi di quelle, ed è andata un po' meglio.
Posted by: gualtiero-kimota at 15.01.06 11:38
ciao gualtiero,
io, per fortuna, ho un buon orientamento. dopo poco ho il posto il testa e, in genere, quando non conosco so comunque dove andare.
raramente mi è capitato di chiedere informazioni.
mi sono sempre pentito.
Posted by: andrea at 15.01.06 12:27
Quand'ero un ragazzaccio, con mio fratello si chiedeva in strada (serissimi) indicazioni per Milano Marittima (eravamo a Palinuro), e all'invito a prendere almeno per Salerno, si ringraziava molto cortesemente, si invertiva la marcia e si prendeva la direzione opposta. Capitava anche che ci gridassero dietro che stavamo sbagliando, noi ci sporgevamo dal finestrino e ringraziavamo gentili.
Posted by: massimo at 15.01.06 14:21
Una 124 bluette. Ma a Padova non vige il divieto d'ingresso alle auto non catalizzate? Per quanto una 124 ancora "in piedi" da trasportare dei passeggeri (chi la guida non conta: potrebbe essere una guidatore passionale) a mio avviso dovrebbe essersi guadagnata il diritto di girellare ovunque (ecco, magari solo non in contromano).
Sono quasi le cinque del mattino a Pavia. Blocco del traffico ieri. Saltato pranzo domenicale con la suocera: gioia e pacatezza. "...Ah, dimenticavo di dirtelo [mia moglie alle dieci di sera di una domenica d'ozio], domani a pranzo andiamo da mia madre!". E così ho rincorso il tempo e l'ho superato. Ora dormo un po'. Spero di sognare la 124 rosata che per un paio di settimane buonanima di mio padre guidò rimasto senza Alfa. Ebbe anche un 125 verdone che adorai. Durò ben poco tempo mangiato dalla ruggine ed eroso dalla salsedine. ...Come nel post: come ora ricordo del post l'auto (mi ha colpito) e un poco meno la "storia", a volte ricordo le auto di mio padre e non propriamente lui. Accade raramente e solo a ore assurde, per mia fortuna.
PS: "portella" significa piccola porta. Mentre portiera è -solamente- di alto uso per indicare lo sportello di un autoveicolo. Non lo avrei mai scoperto da solo, grazie.
Posted by: gattostanco at 16.01.06 05:04
Caro Gatto, "portella" per "portiera" è un pesante (e deliberato) venetismo.
Posted by: giuliomozzi at 16.01.06 12:31
Caro Andrea, se chiedi a me do indicazioni precisissime. Non per niente ho fatto il fattorino per sette anni. Giravo di qua e di là con un apeCar 50 bianco come la neve.
Posted by: giuliomozzi at 16.01.06 12:35
infatti la precisione è il problema :)
troppo tempo per sentire tutto il percorso
Posted by: andrea at 16.01.06 15:50
Grazie Giulio della precisazione. Pensavo realmente fosse una finezza linguistica non da poco dopo aver scartabellato un vocabolario. A me piace.
Posted by: gattostanco at 17.01.06 09:40
Forse, dando delle indicazioni sbagliate, le persone imboccheranno delle strade corrette.
Una nota tecnica: Padova ha una forma urbana di base che nn coincide con il classico quadrato - Vicenza, per dirne una vicina - o circolare - Milano - ma è triangolare (se prendete una pianta della città vi accorgerete che le mura, quelle attorno a cui corre la circonvallazione interna, formano tre rette attestate su Santa Croce, Stanga e la zona di Porta Trento). Inoltre, la circonvallazione fa un sacco di mezze curve. Se sovrapponete la mappa mentale che uno si fa basandosi sulla conoscenza schematica delle altre città la triangolo di Padova, nascono problemi difficilmente risolvibili :-)
Lo dico dopo aver girovagato per Padova per 6 mesi, prima di munirmi di una piantina e di aver cominciato a leggerla per capire dove andare.
Poi, ovviamente, ci sono tutti i problemi aggiunti dei sensi unici.
Posted by: julian at 03.04.06 01:40