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18.12.05

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E' mercoledì. Sono su Trenitalia.it, mi sto facendo i biglietti per i viaggi dei prossimi giorni.
Giovedì mattina. Per Milano. Solito Eurostar delle 06.54. Fatto.
Venerdì pomeriggio. Da Milano a Siena. Partenza attorno alle 17. Vediamo. Ecco. Da Milano a Firenze in Eurostar, da Firenze a Siena in Eurostar Link.
Che cos'è un Eurostar Link?
Commetto un primo errore: non lo chiedo a Google. L'avessi chiesto a Google, l'avrei scoperto subito.
Che cos'è un Eurostar Link?
Decido di comperare il biglietto. Che cos'è un Eurostar Link, penso, lo scoprirò durante il viaggio.
Il giorno dopo, giovedì, sono in stazione alle 6.30. Vado alle emettitrici automatiche. Clicco qui, clicco lì, mi faccio stampare tutti i biglietti. Poi prendo l'Eurostar per Milano delle 06.54. Quando arriva il controllore, gli domando:
"Scusi, lei mi sa dire che cos'è un Eurostar Link?".
Il controllore dice: "Eh?".
"Ho comperato un biglietto per un Eurostar Link", dico, "ma non so che cos'è. Lei me lo sa dire?".
"Lei ha comperato un biglietto per un treno che non sa cos'è?", dice il controllore.
"Sì", dico.
"Be'", dice il controllore, "un treno è un treno".
"Sono d'accordo", dico. "Ma che cos'è un Eurostar Link?".
"Sarà un tipo di Eurostar", dice il controllore.
"No", dico, "ma guardi, che non è mica un treno normale, questo. Perché, vede", continuo tirando fuori il biglietto, "tutti gli Eurostar hanno il numero di quattro cifre, che comincia per nove, vero?".
"Sì", dice il controllore.
"Ecco", dico, "e invece questo treno qui ha il numero undici".
"Come, undici", dice il controllore.
"Sì", dico, "undici e basta. Guardi qui", e egli porgo un biglietto.
Il controllore guarda il biglietto.
Me lo restituisce.
"Comunque, guardi", mi dice, "se le hanno fatto il biglietto, allora il treno c'è di sicuro".
Non oso insistere.
Il giorno dopo, venerdì, arrivo alla Stazione centrale di Milano alle 16.30. Ho mezz'ora di tempo. Vado alla cabina dove c'è il tipo addetto alle informazioni.
"Buongiorno", dico. "Io devo andare a Siena. Fino a Firenze ho un biglietto Eurostar. Da Firenze a Siena ho un biglietto Eurostar Link".
"Cosa?", dice il tipo.
"Link", dico. "Ho un biglietto per un Eurostar Link".
"E che cos'è?", dice il tipo.
"Appunto", dico. "Volevo chiederlo a lei. Ho un biglietto per l'Eurostar Link numero undici delle ore venti, da Firenze a Siena".
"Ma gli Eurostar non vanno a Siena", dice il tipo.
"Non ne dubito", dico. "Ma evidentemente gli Eurostar Link sì".
"Questo lo dice lei", dice il tipo.
"Certo", dico, e ripeto tutta la cerimonia: tiro fuori il biglietto, glielo faccio vedere.
"Ah", dice il tipo. "Ma guarda. Eurostar Link. Ma guarda. Mai sentito". Mi guarda. "Un momento che m'informo".
Ormai sono le 16.37. Il mio treno è alle 17.
Il tipo armeggia col telefono. Chiama un numero. "E' occupato", mi dice. Ne chiama un altro. "E' occupato", mi dice. Ne chiama un altro. "Sono tutti occupati", mi dice.
Poi un dubbio gli attraversa il volto. Sono ormai le 16.45.
"Ma lei", dice, "che cosa voleva sapere?".
"Cos'è un Eurostar Link", dico.
"Ah. Beh. Mah", dice il tipo. "Sarà un Eurostar, no?".
"Va bene", dico. "Grazie".
Vado a prendere il mio treno.
Quando arriva il controllore, dico: "Mi scusi, io a Firenze devo scendere, e prendere l'Eurostar Link per Siena".
"Non c'è un Eurostar per Siena", dice il controllore voltandosi per andarsene.
"Non ho detto Eurostar", dico. "Ho detto Eurostar Link. Link".
"Che cosa?", dice il controllore, voltandosi.
In quel momento mi accorgo che ha sotto il labbro inferiore un pizzetto minuscolo. Mi viene in mente il mago incapace di Mai dire gol, o quel che è.
"Link", dico. "Eurostar Link".
"Eurostar Link?", dice il controllore.
"Sì", dico. "Link. Eurostar Link".
"Mai sentito", dice il controllore. "Forse ha capito male".
"No", dico. "Non ho capito male".
"Avrà capito male", insiste il controllore.
"Guardi", dico. E gli faccio vedere il famoso biglietto con scritto sopra: "Eurostar Link".
Il controllore lo guarda. Lo studia. Poi me lo restituisce.
"Non so che dirle", dice. "Sarà un servizio nuovo".
"Sì", dico, "ma non è possibile sapere che cos'è?".
"Guardi", dice il controllore, "è meglio se si informa alla stazione di Firenze".
"Sì", dico, "ma per il cambio ho quindici minuti in tutto, qui siamo già in ritardo di dieci minuti...".
"Almeno mezz'ora", dice il controllore. "Se deve cambiare, deve prendersi un tempo di almeno mezz'ora. Altrimenti poi non può venire a lamentarsi. I ritardi ci sono, lo sanno tutti".
"Non mi sto lamentando", dico. "Sto solo cercando di capire che cos'è un servizio offerto da Trenitalia. E lo chiedo a un dipendente di Trenitalia che ho qui davanti".
"Be'", dice il controllore, "e io non so che dirle. Mi scusi, ma ho da fare".
E se ne va.
Il treno arriva a Firenze alle venti in punto, con quindici minuti di ritardo. Mi fiondo giù. Vado verso il termine del binario. C'è uno schermo con i treni in partenza. C'è anche il mio Eurostar Link. Ha l'asterisco che lampeggia: segno che è in partenza. Ma non è indicato il binario.
In fondo al binario trovo una ragazza magrolina, dall'aria molto infreddolita, con una divisa blu e al braccio sinistro una fascia rossa con su scritto: "Assistenza".
Decido di farmi assistere.
"Buonasera", dico. "Dovrei prendere l'Eurostar Link per Siena".
"Deve attraversare il salone delle biglietterie, uscire, e lì trova la corriera".
"L'Eurostar Link è una corriera?".
"Sì", dice la ragazza. "Una corriera verde".
"Grazie", dico.
Vado. Attraverso il salone delle biglietterie. Trovo la corriera. Chiedo conferma all'autista. Salgo a bordo. Qualche minuto dopo, si parte per Siena.
Sono l'unico viaggiatore.

Posted by giuliomozzi at 18.12.05 17:24

Comments

Solo. Solo, sulla corriera.
questa volta, forse, siamo fermi. Sulla soglia di una pausa narrativa.
Chissà, magari, non è salito, poi, più nessuno.
O forse un malcapitato ingenuo semplice viaggiatore, che aveva iniziato la sua giornata normalmente, come tutte le altre, forse, si è ritrovato, poi, seduto vicino a G. e ha tirato fuori il suo biglietto.
Con su scritto: Eurostar-senza-link.
L'inizio di una storia di cui non resta traccia nemmeno su Google...
Mad

Posted by: maddalenamapelli at 18.12.05 18:56

Viaggio molto poco, per mia fortuna, e il treno l'ho preso forse due anni fa per farci salire il mio nipotino Lorenzo. Il tratto Lucca - Viareggio che feci prevede solo accelerati e diretti, se Dio vuole!

Bart

Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 19.12.05 12:32

Io, a dir la verità, avevo capito fosse una corriera senza neppure andare su Google.
Madonna come sono intelligente!!! ;-)

Posted by: gianni biondillo at 20.12.05 00:44

Gianni, sei solo meno pedante di me. Io pretendo che chi mi vende qualcosa (un servizio di trasporto, ad esempio) sappia che cosa mi vende e sia
[a] disponibile a
[b] capace di
spiegarmelo.

Posted by: giuliomozzi at 20.12.05 09:20

È desolante. Ma non mi stupisce, e questo è ancora più desolante. Essere abituati all'incompetenza e all'approssimazione al punto di non meravigliarsene più.

Mi sono permesso di citare questo post in fondo a un aneddoto sulle ferrovie del Giappone, paese nel quale ho appena passato un paio di settimane. Avvilente contraltare che potrebbe essere esteso a una buon numero di aspetti della quotidianità.

Un caro saluto.

Posted by: stark at 21.12.05 16:57

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