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13.12.05
Clic clic clic
Foligno, 12 dicembre. Sono le nove e un quarto del mattino. Devo essere a Perugia, all'incontro organizzato dall'azienda Gesenu, entro le undici. C'è lo sciopero, non ci sono treni. Sono riuscito ad arrivare da Roma fin qua con un eurostar d'annata (un vecchio Pendolino rimesso a nuovo alla bell'e meglio), ma il regionale che doveva portarmi a Perugia è, come immaginavo, soppresso.
Telefono in Gesenu. Mi dicono: "Prenda un taxi. Non si faccia problemi. Paghiamo noi".
Vado al parcheggio dei taxi. Non c'è nessuno. Nessun taxi, nessuno che aspetti taxi.
Sto lì un po' ad aspettare.
Continua a non esserci nessuno.
Chiamo il servizio Cercafacile di Vodafone.
"Buongiorno, sono Valentina, in che cosa posso esserle utile?", dice cordialmente Valentina.
"Buondì Valentina", dico. "Mi sa dire se è possibile chiamare un taxi per telefono, a Foligno?".
"Adesso vediamo", dice Valentina.
Sento il clic clic clic. Le dita sulla tastiera.
"Un taxi radio non c'è", dice Valentina. "Ci sono tre parcheggi, posso darle il numero di uno dei parcheggi. Lei dov'è?".
"Sono alla stazione ferroviaria", dico. "Al parcheggio dei taxi della stazione ferroviaria".
"Allora, guardi", dice Valentina, "le do il numero del parcheggio più vicino".
"Che non sia il numero del parcheggio dove sono ora", dico.
Sul muro esterno della stazione, in effetti, c'è una cassetta di latta con uno sportellino, e sopra c'è scritto: "Taxi. Chiamate notturne".
"Sarebbe buffo", dice Valentina ridacchiando. "Adesso controlliamo. I tre parcheggi sono", e mi dice tre indirizzi: via, piazza, numero.
"Non so", dico. "Io sono alla stazione. Non so come si chiami il piazzale della stazione".
"Allora, guardi", dice Valentina, "adesso vedo sulle mappe dov'è la stazione".
Clic clic clic.
"Sì, guardi", dice Valentina, "le do il numero del parcheggio di via Tale, che è a quattrocento metri dalla stazione".
"Sicura", dico, "che non è il numero del parcheggio della stazione?".
"Sicura", dice Valentina. "Il numero del parcheggio della stazione è un altro".
"Bene", dico.
"Le dico il numero, le mando un messaggio o la collego?", dice Valentina.
"Mi mandi un messaggio", dico.
"Bene, l'ho mandato", dice Valentina.
Sento il bip nel mio telefono.
"Ed è anche già arrivato", dico. "Grazie".
"Prego", dice Valentina.
Chiudiamo la telefonata.
Leggo il messaggio. Copio il numero. Chiamo.
Sento una suoneria alle mie spalle.
Mi volto.
La suoneria viene senza dubbio dalla cassetta di latta.
Non ci credo, penso.
In quel momento arriva a grande velocità un taxi.
Mi avvicino.
"Un momento", dice il tassista, scendendo svelto e correndo verso la cassetta.
Mi rendo conto di non avere ancora premuto il tasto rosso del telefono.
"Ma sono io", dico.
Il tassista non mi bada, o forse neanche mi sente. Apre la cassetta, prende la cornetta del telefono.
"Pronto", dice il tassista.
Sento la sua voce direttamente, e nel telefono.
"Sono io", dico nel telefono.
"Io chi?", dice il tassista.
"Io", dico. "Alle sue spalle. Sono io che ho chiamato".
Il tassista si volta. Mi guarda.
"Il telefono suonava perché stavo chiamando io", dico.
Il tassista riappende la cornetta, chiude la cassettina. Dice: "E perché chiamava, se era qui?".
"Mi hanno dato questo numero", dico. "Avevo solo questo numero. E così l'ho chiamato".
"Ma stava qui davanti", dice il tassista.
"Lo so. Ma non lo sapevo", dico.
"Come non lo sapeva?", dice il tassista.
"Non sapevo che il numero che mi avevano dato era quello di quel telefono lì", dico. "Credevo che era un numero di un parcheggio".
"Questo è un parcheggio", dice il tassista, avvicinandosi al taxi.
"Credevo che era il numero di un altro parcheggio", dico. "Ci saranno altri parcheggi a Foligno, no?".
"Sì", dice il tassista. "Ma il numero è diverso".
"Non ne dubito", dico. "Ma io avevo questo numero qui".
"Roba da matti", dice il tassista. "Dove deve andare?", dice aprendo la portiera.
"A Perugia", dico.
"A Perugia?", dice il tassista.
"Sì", dico. "Non ci sono treni. C'è lo sciopero. Devo assolutamente andarci".
"Le costerà sessanta euro", dice il tassista.
"Non c'è problema", dico. "Paga il cliente".
Saliamo a bordo.
"Quindi è sicuro?", dice il tassista.
"Ma sì", dico. "Stia tranquillo".
"I sessanta euro ce li ha?", dice il tassista.
"Ce li ho", dico.
"Va bene", dice il tassista. "Allora andiamo. Però niente scherzi, va bene?".
"E chi scherza?", dico.
"Ma, non so", dice il tassista. "Con rispetto parlando, ma lei mi sembra il tipo che fa scherzi".
Posted by giuliomozzi at 13.12.05 15:55
Comments
Quando uscirà la raccolta di queste "Nevrosi di un viaggiatore", fammelo sapere al più presto, voglio essere uno dei primi lettori.
Vedi di di accelerare i tempi della pubblicazione perché sarà un bestseller.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 13.12.05 18:57
D'accordo sul best seller. Meno sulla nevrosi. Sono quelli che viaggiano attorno al Mozzi che alla fine dovranno curarsi...
Ben tornato!
Ma della bella Valentina... che altro si dice? Non vorrei sbagliarmi, ma l'ho vista a Foligno abbracciata ad uno.
Uno che aveva appena lasciato l'auto in divieto di sosta. L'auto era un taxi... :)
Posted by: maddalenamapelli at 13.12.05 20:04
Ha ragione il tassista! ;-)
Posted by: gianni biondillo at 14.12.05 11:05
Ecco.
Le care e vecchie telefonate.
Ecco.
Mi sembra di essere tornato a casa.
Posted by: luciano laremi at 14.12.05 20:20
Bello ritrovare le tue avventure di viaggio...
Ciao!
Posted by: Bianca at 15.12.05 11:22
@maddalenamapelli.
Scusa il ritardo. Leggo solo ora.
Il titolo "Nevrosi di un viaggiatore", più ci penso e più mi pare azzeccato. Se fai attenzione, in realtà è Giulio che con la sua - diciamo - pignoleria, trasmette e riceve nevrosi.
La molla che fa scattare le nevrosi degli altri appartiene, in realtà, al viaggiatore Giulio Mozzi.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 15.12.05 22:43
ho riso tutto il tempo. grande. :)
Posted by: cletus at 16.12.05 09:50
@Bart Sì, d'accordo, vista così...
Aspettiamo, allora, la prossima puntata di "Nevrosi di un viaggiatore". E speriamo arrivi presto. :)
Posted by: maddalenamapelli at 16.12.05 15:09
...Però niente scherzi, va bene?".
"E chi scherza?", dico.
"Ma, non so", dice il tassista. "Con rispetto parlando, ma lei mi sembra il tipo che fa scherzi".
"Le ho già spiegato per la telefonata. C'è altro che la turba?", dico.
"Sì", dice il tassista, guardandomi con aria grave.
"Mi dica", dico.
"Perché non ha riagganciato la telefonata prima che io rispondessi?", dice il tassista.
"Perché non ho fatto in tempo", dico.
"Ah. E perché dopo che ha sentito la mia voce non ha riagganciato?", dice il tassista.
"Perché avrei dovuto riagganciare a quel punto?", dico.
"Le do due buoni motivi: primo, per risparmiare almeno cinque secondi di telefonata; secondo, si sarebbe evitato tutte queste spiegazioni", dice il tassista.
"Per il primo motivo: ho un contratto con cui pago sempre la stessa cifra nei primi sessanta secondi; per il secondo: sono responsabile delle mie azioni, odio i messaggi e tantomeno le telefonate anonime, e magari lei durante la giornata avrebbe pensato con rammarico a quella telefonata persa per un soffio. Avrebbe potuto pensare ad una grande occasione sfumata, chissà...", dico.
"Francamente parlando", dice il tassista, "lei avrebbe potuto farmi dimenticare in fretta una possibile grande occasione persa: una corsa da sessanta euro non è niente male per me"
"Senta," dico "io non voglio farle alcuno scherzo, mentre lei mi sta giocando un brutto tiro: sono le dieci passate e non ci siamo ancora mossi di qui. Se non arriverò in tempo a quella riunione, non potranno rimborsarmi questa corsa".
"Aaah, ora capisco", dice il tassista" lei ha imbastito il giochetto della telefonata assurda per perdere tempo e non pagarmi la corsa, una volta giunti a destinazione".
"Non ho detto niente del genere", dico. "Inoltre è stato lei a dilungarsi sulle spiegazioni"
"Io sto solo cercando di capire se lei mi pagherà o no", dice il tassista.
Mi sto un po' innervosendo. Tiro fuori il mio portafoglio, lo apro. Prendo tre banconote da venti euro, le divido in due. Porgo al tassista tre mezze banconote.
"Il resto glielo darò all'arrivo, di tre mezze banconote non saprei che farmene", dico.
Il tassista mi guarda. Poi mi apre lo sportello, io entro, chiudo lo sportello e lui parte.
Mi metto a guardare fuori del finestrino.
"Comunque avevo ragiore", riprende il tassista.
"Su cosa?", domando.
"Lei", dice il tassista additandomi "è un tipo che fa scherzi".
Posted by: Toni at 17.12.05 01:23
Toni, non ti fare attaccare la nevrosi da Giulio. E' pericolosa. Stanne lontano:-)
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 17.12.05 09:03
Troppo tardi, Bart
Posted by: Toni at 18.12.05 00:01
@Bart e Toni
che ne dite di
Titolo: "Nevrosi di un viaggiatore"
Sottotitolo: "E di tutti i suoi amici"
O qualcosa del genere?!?
:)))
Mad
Posted by: maddalenamapelli at 18.12.05 18:11
da qualche settimana ti ho inserito tra i miei link preferiti. ti ho 'scovato' tra i link preferiti di un altro blogger.....finalmente oggi ti scrivo per dirti che.....MI FAI MORIRE! continua, ti leggo sempre con grande piacere dell'anima! ^_^ Mutiara
Posted by: Mutiara at 10.01.06 14:50
No, per carità. Cerca di vivere a lungo.
Posted by: giuliomozzi at 10.01.06 16:37