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05.11.05

Sedici ore e ventisette minuti

Stazione di Milano, biglietteria.
"Buongiorno", dico. "Vorrei sapere se è possibile andare in treno da Bassano in Teverina a Busseto".
"Vediamo", dice l'impiegato.
Si volta verso il computer.
"Quale Bassano ha detto?", dice l'impiegato.
"In Teverina", dico. "Bassano in Teverina".
"Bene", dice l'impiegato.
Preme qualche tasto, muove il mouse.
"Quando deve farlo, questo viaggio?", dice l'impiegato.
"Giovedì prossimo", dico.
"Bene", dice l'impiegato.
Preme qualche altro tasto, muove ancora il mouse.
"Ci sono diverse soluzioni", dice l'impiegato.
"Bene", dico.
"A che ora vuole essere a Busseto?", dice l'impiegato.
"Alla sera del giovedì", dico. "O alla mattina presto del venerdì. Se ci sono anche dei treni notturni".
"Sì", dice l'impiegato. "Guardi: c'è una soluzione da sei ore e diciotto minuti, che però è anche la più costosa perché c'è una tratta in Cisalpino; oppure una da otto ore e ventidue minuti, una da undici ore e cinquantaquattro minuti, una da tredici ore e quattro minuti, una da sedici ore e ventisette minuti".
"La più economica?", dico.
"Ma", dice l'impiegato, "tolte le due sotto le dieci ore, tutte le altre soluzioni costano pressappoco lo stesso".
"E come numero di cambi?", dico.
"E' lo stesso", dice l'impiegato. "Tranne la soluzione da sei ore e diciotto, che ha tre cambi per quattro treni, tutte le altre hanno quattro cambi per cinque treni".
"E la più poetica?", dico.
"Non ho capito", dice l'impiegato.
"Voglio dire", dico, "che se devo farmi da sei a sedici ore di treno, tanto vale che cerchi di fare il viaggio più poetico".
"Ad esempio?", dice l'impiegato.
"Non so", dico. "Immagino che per arrivare a Busseto si passi per Fidenza".
L'impiegato dà un'occhiata al computer. "Sì", dice, "c'è il cambio a Fidenza".
"Ecco", dico, "Fidenza-Busseto mi sembra un percorso abbastanza poetico. Il cuore del cuore della pianura padana".
"Ma sono solo dieci minuti", dice l'impiegato.
"Questo è vero", dico.
"Ci sarebbe anche il tratto da Bassano in Teverina ad Attigliano-Bomarzo", dice l'impiegato continuando a guardare il computer, "che se non altro ha dei bei nomi".
"Belli davvero", confermo.
"Però sono solo quattro minuti", dice l'impiegato.
"Si può sempre sperare in un ritardo", dico.
"Mi pare già abbastanza poetico sperare in un ritardo", dice l'impiegato.
"Senta", dico, "non è che una delle soluzioni più lunghe contempla una lunga attesa del treno corrispondente, in piena notte, in una stanzioncina di campagna?".
"Veramente no", dice l'impiegato guardando il computer. "Al massimo posso offrirle ina lunga attesa del treno corrispondente, in piena notte, alla stazione di Bologna".
"Che però non è male", dico.
"Mi dicono che c'è un sacco di vita", dice l'impiegato.
"Ho sentito dire anch'io", dico.
"Allora le faccio il biglietto per la soluzione da sedici ore e ventisette minuti?", dice l'impiegato.
"Eh, potrebbe essere un'idea", dico.
"Scusate", dice una voce alle mie spalle.
Mi volto. C'è un distinto signore in giacca, cravatta e borsa di pelle. Dietro di lui, una dozzina di altre persone.
"Scusate", dice il distinto signore. "Non per interferire, ma dobbiamo fare il biglietto anche noi".
"Avete ragione", dico. Mi volto verso l'impiegato. "Vada per la soluzione più lunga".
"Procedo", dice l'impiegato.
Fa le operazioni. Mi consegna un fascio di biglietti. Pago. Nel darmi il resto, l'impiegato avvicina la fronte al vetro e sussurra: "Sa, la capisco. Anch'io scrivo poesie".
"Specialmente di notte?", sussurro.
"Specialmente di notte", dice l'impiegato.
"Allora auguri", dico raccogliendo biglietti e resto. "E grazie".

Posted by giuliomozzi at 05.11.05 10:19

Comments

Ecco di cosa parlano gli aspiranti viaggiatori che alla biglietteria di Lucca mi fanno perdere il treno ogni domenica...se lo sapevo che era poesia..non gli infamavo!....
Scherzo signor Giulio ma ti ringrazio di avermi messo il dubbio sulla mia percezione data agli eventi e di volere sempre arrivare prima e di non tollerare il non arrivare affatto.

Leggoti sempre da ora
lucia

Posted by: lucia at 05.11.05 17:44

dead blog walking.

Posted by: dead at 06.11.05 00:13

john lee hooker ha spazzato i pavimenti della ford a detroit per anni (si favoleggia). Probabile che il bigliettaio, se rimasto incolume dall'ira dei passeggeri bloccati dal vostro amabile dialogo, editerà prima della pensione.

Posted by: cletus at 06.11.05 22:52

Lucia, sei lucchese, dunque, come me. Ben trovata.

All'edicola della stazione dài un'occhiata ai miei libriccini di "Lucca racconta". Dovresti notarli perché hanno copertine molto colorate con bei disegni di un altro lucchese, Mirko Benedetti.

Ciao.

Bart

Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 07.11.05 08:47

eh, i signori distinti son sempre prosaici...

Posted by: dario at 07.11.05 15:39

Uno dei tuoi dialoghi più belli.

Posted by: gianni biondillo at 16.11.05 18:19

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