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27.09.05
Diceva a lei
Pordenone, domenica 25 settembre, primo pomeriggio. Entro in uno dei bar del corso. Vado alla cassa.
"Buongiorno", dice la cassiera.
"Buongiorno", dico.
Estraggo dal portafoglio un biglietto.
"Questa mattina verso mezzogiorno", comincio a spiegare, "abbiamo prese delle consumazioni qui fuori, ai tavolini. Quando mi sono alzato per venire a pagare, mi sono accorto che era l'una, e avevate già chiuso".
"Quindi?", dice la cassiera.
"Quindi non abbiamo potuto pagare", dico.
"Non avete pagato?", dice la cassiera.
"Appunto", dico. "E sono venuto a pagare adesso".
Le porgo il biglietto delle consumazioni.
"Un momento", dice la cassiera.
Si allontana. Torna subito dopo con un signore grossissimo in camicia candida e cravatta nera.
"Qual è il problema?", dice il signore grossissimo.
"Il signore stamattina è andato via senza pagare", dice la cassiera.
"No", dico.
"No?", dice il signore grossissimo.
"Sì", dice la cassiera.
"No", dico. "Eravamo seduti qui fuori. Era mezzogiorno circa. Abbiamo ordinato dei caffè, delle paste, dei succhi di frutta. Quando mi sono alzato per venir qui a pagare, mi sono accorto che nel frattempo avevate chiuso".
"E quindi", dice il signore grossissimo, "non avete pagato".
"Non abbiamo pagato", dico, "ma non per nostra intenzione. Tant'è che sono qui adesso".
"Stamattina non ha pagato", dice la cassiera, "e adesso ha pure il coraggio di ripresentarsi".
"Ma cosa dice!", dico. "Sono qui appunto per pagare".
"E spero bene, che paghi!", dice la cassiera.
"Avrei potuto anche fregarmene", dico.
"Vede, che ci ha pensato?", dice la cassiera.
"Ma neanche per sogno", dico. "Sono qui o no?", aggiungo sventolando il biglietto delle consumazioni.
"I fatti sono fatti", dice la cassiera. "E i fatti sono che lei non ha pagato".
"Non ho capito", dice il signore grossissimo.
"Che cosa non ha capito?", diciamo la cassiera e io, in coro.
"Lei è disponibile a pagare?", dice il signore grossissimo.
"Sì", dico. "Sono tornato qui apposta".
"Praticamente è come uno che si costituisce", dice la cassiera. "Magari vuole anche i complimenti per la buona azione".
"No", dico, "voglio solo pagare".
"Ma, adesso, ha pagato o no?", dice il signore grossissimo.
"Mi sono presentato qui alla cassa per pagare", dico, "e la signora si è alzata ed è andata a chiamare lei".
"E spero bene", dice la cassiera. "Quando uno non paga, chiamo il titolare".
"Ho capito", dice il signore grossissimo. Si rivolge alla cassiera: "Faccia il pagamento".
La cassiera si siede al suo posto, prende il biglietto, fa il conto. Undici euro e cinquanta. Pago.
"Bene", dice il signore grossissimo. Si rivolge alla cassiera: "Il signore ha dunque pagato?".
"Sì", dice la cassiera.
"Bene", dice il signore grossissimo guardandola negli occhi. "E allora non rompa più il cazzo".
Si volta e se ne va.
Ho un attimo di esitazione.
"Guardi che diceva a lei", dice la cassiera. "Veda di circolare".
Posted by giuliomozzi at 27.09.05 12:39
Comments
Giulio, mi sto sbellicando dalle risate e tentando di immaginare la tua faccia. Non volermene :-)))
Buona Giornata. Trespolo.
Posted by: Trespolo at 27.09.05 15:52
ma davvero è succesa stà cosa? spero non a bar dalla fonatana di cioccolato.
Posted by: VMF at 27.09.05 16:20
Quello che Valerio chiama "il bar della fontana di cioccolato" è in realtà la prestigiosa cioccolateria Peratoner:
http://www.ilpasticciereitaliano.it/scheda.asp?IdArticolo=128
Quanto alla domanda se "sia davvero successa 'sta cosa", rispondo: è successa, e non è sucessa.
Posted by: giuliomozzi at 27.09.05 16:30
Nel dubbio, sempre meglio farsi dare del "tu".
:-)
Posted by: Giancarlo Tramutoli at 27.09.05 17:12
Giulio, sembrano sit-com. Fai domanda a Love Bugs su Italiauno. Ti prendono fisso! :-D
Posted by: Marco at 27.09.05 18:57
Giulio, non puoi esporti a questi rischi.
Ti serve una guardia del corpo
e io sono in cerca di occupazione.
Posted by: Carlo at 27.09.05 21:46
Mi sembra un'ottima conclusione ai commenti sul caso Moresco/Pra'/Evangelisti, appena letti sul sito madre.
Se si sbucciano con cura le parole/cipolla, come fa quasi sempre Mozzi nei suoi racconti-lampo, ma anche nei suoi interventi, le lacrime diventano lenti. E ci si vede meglio.
Posted by: Giuseppe Ierolli at 27.09.05 22:44
giulio, tu devi avere qualcosa di irrisolto con le cassiere (di bar, di botteghini ferroviari...). Hai provato a parlarne con uno psicanalista ?
Posted by: cletus at 27.09.05 23:57
Cletus, sei fortunato che la natura fiduciaria del rapporto mi vieta di raccontare le conversazioni con il mio psicoanalista.
Posted by: giuliomozzi at 28.09.05 14:11
E io che all'ultima riga avevo letto "veda di ciondolare"
Posted by: ale at 03.10.05 16:27
Ti avevo detto di non pagare. Ti devo una colazione comunque.
Posted by: Palomar at 27.10.05 16:18