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28.09.05
Accertamenti
Eurostar delle 06.54 da Padova a Milano. Siamo alle porte di Verona.
Il treno si ferma.
Il treno rimane fermo.
La voce della capotreno, dagli altoparlanti: "Siamo spiacenti, la circolazione è interrotta all'altezza di Rezzano [*] a causa di un investimento... In casi come questo gli accertamenti giudiziari richiedono un certo tempo... Al momento prevediamo un ritardo di circa mezz'ora".
"Che cos'è successo?", dice la ragazza con la maglietta nera seduta alla mia sinistra.
"C'è stato un investimento", dice il tipo in camicia bianca, cravatta azzurra e laptop aziendale che mi sta difronte.
"E cioè?", dice la ragazza.
"Un treno ha investito qualcuno", dico. "O qualcuno si è buttato sotto".
"Oddio", dice la ragazza.
"Sono cose che succedono", dice il tipo in camicia bianca, continuando a navigare il wireless.
"Che cosa brutta", dice la ragazza.
"Ne muoiono di più sulle strade", dico.
"Lei dice?", dice il tipo in camicia bianca.
"E' sempre una cosa brutta", dice la ragazza.
"Ci vorrà di più di mezz'ora", dico. "Devono fare i rilievi, fotografare tutto, accertare la dinamica del fatto...".
"Ma non è morto?", dice la ragazza.
"Sì", dico, "sarà morto. Di solito muoiono".
"E allora", dice la ragazza, "che razza di accertamenti fanno?".
"Be'", dico, "come minimo devono capire se si è trattato di un incidente, nel quale i macchinisti potrebbero avere qualche responsabilità, oppure di un suicidio".
"Tanto quello è morto", dice la ragazza. "E noi dobbiamo andare a lavorare".
"Potrebbe anche essere stato un assassinio", dico. "Magari il poveretto è stato spinto da qualcuno sotto al treno".
"Il poveretto?", dice la ragazza.
"Sì", dico. "Il poveretto. Quello che è morto".
"Poveretti siamo noi", dice la ragazza. "Poi in azienda mi fanno il culo".
"Le conviene avvisarli al più presto", dico. "Spieghi loro che cosa è successo".
"Ma se non lo sappiamo!", dice la ragazza.
"Be'", dico, "sappiamo l'essenziale".
"E cioè?", dice la ragazza.
"Che c'è stato un investimento", dico. "Che qualcuno probabilmente s'è ammazzato".
"Mi ammazzano a me, altro che storie", dice la ragazza.
"Ha ragione", dice il tipo in camicia bianca.
"In che senso?", dico.
"Sto guardando il sito del Ministero dei lavori pubblici", dice il tipo in camicia bianca indicando lo schermo del laptop. "Ne muoiono molti di più sulle strade".
[*] Se ho capito bene.
Posted by giuliomozzi at 28.09.05 14:11
Comments
Fa piacere leggere e constatare che non hai cambiato idea a riguardo:"...Penso che oggi per la quarta volta sono presente a un suicidio sui binari della ferrovia. Però magari è stato un incidente. Le altre tre volte ero in treno. Mi stupiva molto che la gente si adirasse per il ritardo (i medici prima, e le forze dell'ordine poi, devono fare il loro lavoro) e che a nessuno venisse in mente di dire un requiem per il poveretto, o almeno compatirlo..." da http://giuliomozzi.clarence.com/archive/022505.html
Posted by: Toni at 28.09.05 17:02
"Spiega loro"! dopo mezzora di dialogo in terza persona è un refuso.
suggerimenti alternativi:
"Spieghi loro" o "Spieghi a loro" "Gli spieghi"
Posted by: cletus at 28.09.05 22:42
;-)
Posted by: cletus at 28.09.05 22:42
I fiumi sono lunghi,
gli acidi lasciano tracce e le pillole danno i crampi,
i fucili non sono legali
i nodi scorsoi non tengono
il gas ha una puzza orribile
tanto vale vivere.
Posted by: Lu at 30.09.05 20:14
Grazie, Cletus. Ho corretto.
Posted by: giuliomozzi at 03.10.05 12:06