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18.09.06
Tutta l'Enciclopedia dell'autodidatta, tutto il Grande romanzo italiano del XXI secolo, e anche molto altro
QUI SI PUO' ASCOLTARE DAVIDE BREGOLA A "FAHRENHEIT" DI RADIO RAI 3.
[...] Davide Bregola è di sicuro l’autore più interessante della generazione dei trentenni o giù di lì. [...]("ITALIAOGGI" Giuseppe Pederiali)
[...]Bregola ci stupisce. Il suo Colombo-Costa tira fuori una carta di navigazione che non assomiglia più a nessuna di quelle usate dagli scrittori giovani di oggi. Infatti, la sua navigazione tocca continenti lontani, gli universi di Coccioli, Vittorini, Carlo Levi, Céline e altri scrittori con i quali i confronti diventano intollerabili e sproporzionati, ma intimamente inquietanti. Del resto,
Costa vuol comporre Il grande romanzo sulla verità[...] ("Gazzetta di Parma" Giuseppe Marchetti)
[...]A prima vista la sua scelta sembra un’ingenuità, ma non lo è affatto, se si pensa che ogni norma morale degna di questo nome deve innanzitutto rispettare l’intelligenza e la libera volontà del singolo, la sua dignità umana, e in merito a ciò ogni uomo è in grado di giudicare.
Questa, sostanzialmente, è l’azione del romanzo, ciò che conferisce ad esso l’unità, la tensione narrativa, e insieme il notevole pregio contenutistico e formale.[...] ("Libri&Riviste d'Italia" Sandro Dell'Orco)
di giuliomozzi
Bene. E'in libreria il romanzo di Davide Bregola La cultura enciclopedica dell'autodidatta. E da ora è disponibile, in rete, il testo completo dell'inchiesta condotta da Davide, a partire dal luglio dell'anno scorso, sul tema del Grande romanzo italiano del XXI secolo, e via via pubblicata nel suo blog. "Il testo è stato rivisto e riscritto in ogni sua parte", spiega Davide. "Quanto alle lettere di autori e di critici, ho fatto una selezione tra quelle più rappresentative e funzionali".
Davide ha sempre parlato di questa inchiesta, e del testo che se ne generava, come di "paralipomeni" al romanzo La cultura enciclopedica dell'autodidatta. "Paralipomeni" (ci affidiamo all'edizione in rete del dizionario di Tullio De Mauro) era il titolo attribuito, nella traduzione greca dei Settanta a due libri dell’Antico Testamento che integravano fatti e vicende non narrate nei libri di Samuele e dei Re (nella traduzione italiana corrente, quella stabilita dalla Conferenza episcopale italiana, quei due libri sono chiamati Cronache). Per estensione, con il nome "paralipomeni" s'intende, spiega ancora De Mauro, "un'opera che continua, completa o integra altri scritti precedenti".
Abbiamo quindi, per così dire, un'opera divisa in due. Anzi: in tre, e fors'anche in quattro o cinque.
Una cosa fatta di tanti pezzi, ma che è una solo se tutti i pezzi ci sono
C'è il libro. Il libro sembra un oggetto finito, stabile. E lo è. Ma alcune parti del libro, anche prima che Davide avesse progettato il libro-in-quanto-libro, erano state pubblicate. In rete: nel blog di Marco Candida. In carta: nella rivista Nuovi Argomenti.
Ma dentro il libro sono finiti anche testi pubblicati da Davide nel suo blog; e anche testi pubblicati da altri (ad esempio nei commenti) nel blog di Davide.
E mentre Davide finiva e rifiniva il libro, iniziava l'avventura della grande inchiesta. E, in un modo o nell'altro, la lavorazione del libro influiva sull'inchiesta, e il progresso dell'inchiesta influiva sul libro...
Alla fin fine, a me pare che l'opera nel suo complesso (la somma di testi fatti apparire in blog o riviste, il blog di Davide, l'inchista, il libro) sia una cosa che riesce a essere una proprio perché è fatta di tutti questi pezzi, e perché ciascuno di questi pezzi sta in piedi per conto suo e insieme s'incastrano l'uno nell'altro.
Quando si parla di opera, s'intende qualcosa di fatto e finito. Questa di Davide è un'opera aperta: ma non solo aperta dalla parte del lettore (nel senso, come dice Eco, che il testo è lì, e il lettore ci fa quello che vuole), bensì anche aperta dalla parte dell'autore.
Siamo, in somma, dentro esperienze del nostro tempo.
Un'avventura ariostesca
Ma questa opera, questa somma di parti, alla fin fine che cos'è? Io dico: è un'avventura ariostesca. Giovanni Costa, protagonista del romanzo-libro, è un cercatore di verità (come i paladini, almeno in teorie - le donne li distraevano un po' - erano cercatori del Graal). I suoi percorsi, i suoi disagi, le sue interrogazioni, i suoi sbigottimenti - tutte le sue avventure, in somma - stanno dentro questa ricerca. Si potrebbero istituire facilmente paragoni tra situazioni del romanzo e situazioni ariostesche: ma anche tra le situazioni reali, dell'autore Davide Bregola, e le situazioni ariostesche. Ad esempio: ogni luogo di scrittura (blog altrui, blog proprio, rivista, libro...) è percepito da Davide come un Castello di Alcina, come un luogo nel quale, dopo un po' che ci si sta, ci si accorge che non si fa altro che girare e girare: un luogo chiuso. E quindi, da ogni luogo di scrittura, prima o poi, bisogna uscire.
Un continuo uscire
Credo che si possa descrivere così, il lavoro di Davide, da un bel po' di anni in qua: un continuo uscire dai luoghi della scrittura, non appena essi si manifestano per quel che sono: luoghi chiusi.
Ma adesso, per piacere
Ma adesso, per piacere, leggetevi un po' questo Grande romanzo italiano del XXI secolo, visto che è gratis. E poi, se vi va, fate un salto in libreria e date un'occhiata al romanzo.
(Se il libraio fosse sprovviso del romanzo, avvisatemi. Grazie.
Ecco qui alcune recensioni a "La cultura enciclopedica dell'autodidatta".
Posted by Davide Bregola at 18.09.06 22:18
