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27.07.06
Un romanzo pericoloso: CEDA
Qui si può leggere tutta l'inchiesta sul romanzo del XXI secolo.
[Con l'uscita del romanzo "La cultura enciclopedica dell'autodidatta" da 2 mesi a questa parte mi stanno accadendo un mare di cose. Alcune belle e altre brutte. Lo immaginavo già, per cui non sono sorpreso più di tanto. Sono uscite recensioni molto positive alcuni blog ne stanno parlando ( due tra i tanti "Vertigine" di Rossano Astremo e "Retroguardia"). C'è chi se l'è presa perché s'è sentito attaccato e cerca di difendersi. C'è chi non ne ha capito nulla e si arrabbia perché si sente minacciato vedendo il proprio nome e cognome in mezzo ad altri nomi e cognomi. Bene o male è tutto nella norma. Però. Però io sto vivendo la realtà con tutti gli organi di ricezione aperti. Apertissimi. Ieri 26 luglio 2006 ero in una casa di riposo a parlare dell'attore e sceneggiatore di teatro Angelo Beolco detto Ruzante. Quando sono uscito sapevo già che sarei dovuto partire subito per Correggio dove al festival MUNDUS mi stavano aspettando per leggere alcuni brani del romanzo in teatro. Appena fuori dall'istituto per vecchi però ho notato un camion con la scritta sul rimorchio "Acquario gigante". Si poteva entrare. Era una specie di circo acquatico in cui si poteva andare a vedere fauna ittica. Sono entrato. Dentro c'era un enorme acquario con pesci galleggianti. Morti. In formalina. C'erano cuccioli di delfino. Un piccolo balenottero. Uno squalo assassino. Altri pesci di poco conto. Ho fissato lo sguardo sullo squalo. Galleggiava inesorabilmente. Morto. Ho pensato a me, uno squalo in formalina, che galleggia artificialmente in un baraccone da circo. Con queste ultime righe chiudo il blog a un anno esatto dall'apertura. Il progetto è finito.
Qui è possibile ascoltare l'intervista del 3 agosto 2006 a Radio 3 nel programma di libri "FAHRENHEIT".]

Qui è pubblicato il primo post e si dà conto del progetto.
SQUALO ASSASSINO
(un'allegoria)
Come lo squalo della Florida. Lungo. Quanto può essere lunga la sua agonia. Pesante. Quanto pesante è la sua presunta ferocia. Ermetico, liquido, in un acquario semovente, chiuso in acquatica fissità. Esposto come il trofeo dell'uomo sull'uomo costretto alla cattività. Privato di dentatura, privato di svolte, condannato ad una orizzontalità senza curve. Visione univoca del mondo ovattato, cieco. Intorno un mondo si muove, arrivano sinistre vibrazioni che si propagano attraverso il brodo marino. Un mare di ricordi quando poteva attaccare, trascinare, lacerare, impaurire. Una libertà che incuteva terrore ed ammirazione. Ora è soltanto un ologramma ingigantito. Reso obeso da sguardi compassionevoli. Il predatore ingannato dalle stesse prede. L'assassino assassinato dalle vittime. Il fuorilegge consegnato alla legge.
Pinna caudale che indica il fondo dell'abisso, pinna dorsale che affonda inesorabilmente. Antico istinto sopraffatto. Dopato in uno spazio stantio; coscienza d'Oceano ridotta a pochi neuroni ansiosi, rigenerazione di molecole che non ha più ragione d'essere in quella che appare essere una piscina di disperazione. Un amorfo oblò sempre più stretto, sempre più selettivo, sempre più appannato. Affacciato sull'oblio.
Posted by Davide Bregola at 27.07.06 15:25