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26.05.06

La cultura enciclopedica

La cultura enciclopedica dell'autodidatta


Tutti gli interventi dell'inchiesta sul romanzo del XXI secolo si leggono cliccando qui.

Intervista pubblicata anche su libroblog e tratta da RETROGUARDIA


Il romanzo "La cultura enciclopedica dell'autodidatta" (per gli amici: CEDA) è uscito il 25 maggio per la Sironi Editore.
Mi piacerebbe che tu raccontassi il tuo primo romanzo in modo diretto. Chi è Giovanni Costa? Lo conosciamo? Ti va di presentarcelo?

Giovanni Costa (il protagonista del romanzo, n.d.r) è il tentativo di rappresentare un "personaggio" nuovo, del secolo appena iniziato. Ho cercato di costruirlo come se fosse una tipologia di uomo che racchiude in sé la tipologia di uomini, nella loro vera essenza, di questa contemporaneità. E' pronipote di Emilio, nipotino di Zeno Cosini i cui zii sono Bouvard&Pecuchet. Miscuglio di riferimenti culturali "illuministi" e "bassezza" del mondo reale. Il tutto raccontato in prima persona, nella maniera più semplice possibile. Perché questo? Perché la forma è un retaggio del passato. La forma affascina quando non si ha più la forza di capire cosa sia la forza e di estrapolarla da se stessa. Chi non ha forza di scrittura getta tutta la sua cupidigia nella forma. Io invece ho scommesso tutto sulla "forza". Mi sono allontanato dal "formalismo" e ho cercato spazi tra le pieghe della neuroscienza, del cognitivismo. Ma ho fatto un’opera in levare. Troverai una prosa "soggetto-predicato-complemento oggetto" e l'enciclopedismo di riferimento è molto più vicino all'idea wiky che non quella di cui tutti serbano memoria. La cultura enciclopedica dell'autodidatta è un tentativo di scrivere l'opera narrativa come se fosse un "palinsesto". Si vedono e si riescono a leggere tracce del passato. Ma il testo è lì. Nuovo di zecca. Ai critici chiedo di definire cosa è "forza" perché la "forma" è già stata codificata.

Per un anno sei stato inquilino della palazzina Vibrisse. Dal tuo appartamento hai invitato scrittori, critici e lettori ad immaginare o definire il romanzo del ventunesimo secolo. Molti hanno accettato il tuo invito, altri si sono risparmiati. In concomitanza dell’uscita del romanzo CEDA, pubblicherai tutti- o in parte- gli interventi in formato pdf? Che cosa intendi con paralipomeni?

Ti posso dire che il pdf sarà qualcosa che in parte risponde e in parte medita sul romanzo del xxi secolo. Per cui l'inchiesta rimane l'inchiesta, poi ci saranno invece i paralipomeni. Sorta di saggi in cui ci sono idee e pezzi di un libro uscito (i paralipomeni per definizione sono degli scritti su un altro scritto). Lì dentro ai paralipomeni (il titolo esatto: Il grande romanzo italiano del XXI secolo) ci saranno alcuni pezzi o anche testi completi di interventi fatti da scrittori. Quello sarà il pdf file sharing scaricabile dal 25 maggio su www.sironieditore.it. Si darà spazio ed evidenza anche all'inchiesta compiuta. Entrambi questi progetti viaggeranno in parallelo col romanzo CEDA.



Allora che rapporto c’è tra il CEDA e "Il grande romanzo italiano del ventunesimo secolo"?

L'attinenza tra CEDA e i paralipomeni è questa: la condivisione. Siamo nel secolo della condivisione di file, di saggi, di letteratura, di immagini. I paralipomeni sono scaturiti per contatti diretti. Giovanni Costa chiede che tutte le menti siano messe in "serie" per fare un grande, mastodontico cervellone ideale per migliorare la nostra specie e il Mondo. Io, dal momento che il blog e la mia collaborazione esoterica in rete cesserà, inizierò la fase essoterica. Andrò in giro per l'Italia a presentare il libro e a discutere dei temi che mi premono come la Verità e altri Valori dimenticati dall'uomo. Ma lo farò cercando la "condivisione", appunto. Cercherò di essere solo un tramite. Chi ha il privilegio di andare in mezzo agli altri non si deve arrogare il diritto di monologare, ma di agire nel territorio per ambire a fare "il bene" per la società dell'epoca in cui vive. Lascio gli egocentrismi ad altri. Io voglio agire nel territorio. E portare a casa la speranza di un futuro. Si può fare tutto questo con un romanzo? Si potrà fare con la letteratura che per chiunque rappresenta un mezzo debole? Non lo so. Non ho risposta.

Hai accennato alla tua esperienza nella palazzina Vibrisse. Che idea ti sei fatto del mezzo internet e, nello specifico, del mondo dei blog?


L'esperienza di blog e di internet l'ho accettata proprio perché partiva da un progetto che mi avrebbe portato a definire alcune cose come quelle approfondite: scrittura alloglotta, idee sul romanzo. Mi piace pensare che ho usato un mezzo contemporaneo per arrivare prima e direttamente a ciò che mi ero proposto. I blog e i siti però mi interessano fino a un certo punto. Ho notato che ha più seguito chi sbraita di più e chi fa polemica o accusa. Dove ci sono nomi e cognomi (ad esempio in qualche pezzo postato) in cui si parla male di qualcuno o di qualcosa, si vede chiaramente la maggior affluenza e la maggior partecipazione. Per chi vuole fare un discorso più argomentato e un vero dibattito per definire un discorso (almeno uno), il mezzo indicato non è ancora frequentato da persone sufficientemente affrancate dalla idea analogica dello scontro. Comunque se vuoi sapere un parere: il mezzo del blog o del lit-blog è già vetusto. A mio avviso c'è un nuovo modo di incontro e di dialogo: l'agorà reale. La realtà e l'incontro diretto sono il mezzo più innovativo e rivoluzionario lasciatoci in dote dal passato.


Posted by Davide Bregola at 26.05.06 10:17

Comments

Ciao Davide, ho visto in libreria il tuo nuovo lavoro, lo leggerò sicuramente!
tante cose!

ps capito chi sono?

Posted by: Matteo Musacci at 26.05.06 14:05

Certo che mi ricordo. Ciao Matteo. Nel romanzo Ferrara c'è! Molto trasfigurata, ma i nomi delle vie e dei luoghi sono veri.

Posted by: D.B. at 26.05.06 16:07

Condividere. Hai ragione Davide. Spero che la generazione 70-80(la nostra) sia pronta a condividere esperienze, a scambiare informazione e ispirazione, a sviluppare e diffondere una nuova coscienza nelle generazioni più giovani. Interessante anche l'idea di Agorà reale e, aggiungerei io, aperta.

Posted by: Francesco Sasso at 26.05.06 18:33

Francesco, sì, mi sembra che "condivisione" sia la parola chiave per chi fa cultura e arte ora. Se pensiamo che il '900 si è aperto con un Manifesto programmatico dell'avanguardia e si è chiuso con un altro manifesto, ma stavolta cinematografico, ossia Dogma '95 di Von Trier, ciò che dico nell'ultimo capitolo dei paralipomeni è la mia "idea" o il mio "investimento" da qui al futuro, senza Manifesti, perché quelli appartengono a un'epoca precisa. E a me interessa chi è uscito dal '900. Ma siamo in pochi. La "futurità" di taglio filosofico mi sembrerebbe un'operazione d'indagine interessante. Cambio argomento ora: ieri a Feltrinelli Ferrara alla presentazione di CEDA il docente che mi ha introdotto ha usato l'intervista di Retroguardia per incentivare il dialogo. Ti son fischiate le orecchie?

Posted by: D.B. at 27.05.06 10:47

Ah, ecco perché avevo quel ronzio...

Posted by: Francesco Sasso at 27.05.06 12:46

Il romanzo, già letto, è emozionante e bellissimo.Grazie.

Posted by: Lisa D. at 27.05.06 13:37

Davide, ho comprato il tuo nuovo romanzo, già dalle prime pagine mi sembra veramente geniale.
Questo lungo ponte lo dedicherò alla sua lettura.
a presto

Posted by: Matteo Musacci at 01.06.06 19:13

Grazie per la fiducia Matteo. Ma la copertina? Che ne dici dell'omino posto in alto a sorvolare quella specie di montagne? D.

Posted by: D.B. at 01.06.06 22:23

davide
ho appena finito il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo.
Complimenti, ed è gratis... :-).

Il pezzo incriminato, quello sui blog, va interpretato e collegato ad altre pagine del .pdf (in particolare vedi pag.57-58 dove scrivi della profezia della fine etc) per poter meglio comprendere il tuo/nostro/vostro/loro (chi più ne ha, più ne metta) pensiero.

alla prossima...


Posted by: Francesco Sasso at 02.06.06 16:01

Grazie Francesco per avere la pazienza e la curiosità di arrivare al fondo delle cose. Io sulla querelle nata sui blog prendendo spunto dalle 5 righe in NOTA del saggio "Il grande romanzo del XXI secolo" e trattate con quella superficialità e quel pressapochismo additandomi come un nichilista qualsiasi, preferisco non dire, ma agire. Per cui tu che hai letto tutto il .pdf già ti sei fatto un'idea più ampia. Chi si accontenta di letture di secondo o terzo grado o di insinuazioni, non merita risposta.Si leggesse i miei paralipomeni(messi gratuitamente per tutte le tasche, come dici) e poi parlasse. Giusto?(D.B.)

Posted by: D.B. at 02.06.06 16:43

Il paralipomena pone delle questioni molto interessanti. Ho comprato a Roma il romanzo ieri e lo leggerò in questo fine settimana.Molto bella la copertina.Sara.

Posted by: Sara Spandrio at 02.06.06 22:46

la copertina sulle prime mi ha ricordato Chagall, la serie sul cantico dei cantici, dove i due personaggi si prendono per mano e volano nel cielo.
poi ho guardato la copertina nel suo insieme, pensando anche al titolo del tuo romanzo (che sto leggendo con grande interesse).
quell'uomo in posizione fetale che si ripara da quelle montagne, mi ha dato un senso di salvazione dal peccato di ignoranza. un uomo che fa della sua cultura un'arma. chissà. a fine romanzo tutto si spiegherà!

Posted by: Matteo Musacci at 03.06.06 10:11

MMmmmmmm. Sì, la copertina ha fatto lo stesso effetto a me e quell'omino è simile al mio Giovanni Costa. Per i contenuti non posso rovinarti la soluzione dell'enigma.

Posted by: D.B. at 03.06.06 10:24