14.05.06
Il romanzo del ventunesimo secolo #67/1
Alcide Pierantozzi presenta la prima di due versioni della sua idea sul romanzo nel XXI secolo.
La lettera da cui è partito tutto si trova qui.
Tutti gli interventi di scrittori, critici, lettori si trovano qui.
Qui l'intervista shockante a Alcide Pierantozzi.
ROMANZO POP(PER)

Di Alcide Pierantozzi
Il romanzo del XXI secolo puzza di Popper e ha la stessa faccia di Vladimir Luxuria. Insomma è una cosa che dovrebbe distendere i muscoli, soprattutto quelli del cervello. Soprattutto quelli del cervello di Roberto Cotroneo, tanto per fare un esempio.
Con la faccia di Vladimir Luxuria perché è un ibrido disarmonico, questo nuovo romanzo evoluto: un mosaico misto e perfetto, cioè una cosa che dev’essere un po’ di tutto ma che abbia negli occhi tutto l’aroma della salvezza. Tutta la salvezza di cui abbiamo bisogno.
Scrivere elegante, dovremmo. Ad esempio come faceva Manzoni. Così il nemico a cui ci rivolgiamo, ragazzi, dice: “Ammazza, qui ci attacca una persona importante!”
Quindi la prima regola del romanzo del XXI secolo è: scrittura colta, alta, didascalica, tentativo di descrizione vera del mondo, critica feroce verso le teorie contemporanee, una roba pronta a individuare i punti deboli di ogni congettura logica e clericale, capace di individuarne la fallibilità. Una lingua che non c’entri niente con quella che c’era in Italia e nel mondo fino a ieri. Una lingua che freghi il nemico.
Dunque la prima caratteristica è che questo romanzo è scritto da scrittori veri e non più dalla vacca (o dal giornalista) che passa, tanto per fare un esempio.
Tipo il romanzo del XXI secolo è una cosa che non c’entra niente col modo in cui sto scrivendo ‘sto pezzo. ‘Sto pezzo è così perché scrivo veloce, non è un progetto. Bregola mi ha chiesto di scrivere un pezzo entro lunedì. Ieri sera ero al Billy e non potevo scriverlo, dunque lo scrivo adesso un po’ ai matti, come si dice dalle parti mie. Un po’ impopperito per altri cazzi.
Un’altra regola quindi è avere un PROGETTO, scrivere per fare Letteratura, per parlare dell’incertezza – tutta l’incertezza – della natura umana, senza porsi censure, senza temere l’abisso che inghiotte le strade, i palazzi, i tralicci delle vostre belle città.
Il romanzo del XXI secolo è un ibrido tra "Profondo rosso" e "I Ponti di Madison County" nei contenuti e un miscuglio tra lo "Zibaldone" e una Summa qualsiasi nella forma. Si oppone allo storicismo, alla Storia, non vuole trascendere l’individuale, è privo di digressioni massimaliste e sa raccontare una busta di plastica che svolazza, come in American Beauty. E si legge tutto d’un fiato. E ritorna alla scrittura la prerogativa della sua esclusività.
Caspita, c’è così tanta bellezza nel mondo che il mio cuore non riesce a sopportarla. Non è così? Ricapitolando, questo romanzo scientifico del XXI secolo adotta la pratica di interventi limitati e parziali, vuole risolvere i singoli problemi, vuole recuperare il mito perché crede nel valore ontologico della metafora: cioè io, come scrittore, come vita singola, mi esprimo solo attraverso la metafora e tutto il resto è recupero filosofico, invettiva pasoliniana, nuovo perfetto paradigma. Le allegorie, Dante docet, spaventano il lettore, ogni lettore.
Il romanzo del XXI secolo deve farci paura di brutto, deve salvarci la vita di brutto. Non possiamo più stare male. Non possiamo più crogiolarci nel dolore. C’è troppa bellezza nel mondo.
Allora… abbasso le censure. Allora abbasso le sperimentazioni fini a se stesse.
Allora abbasso tutto ciò che non è vuoto, tutto quello che non è infinito. Tutto quello che, nonostante tutto questo, non arriva al popolo.
Il talento fa paura. Il talento inquieta, ancora, persino in un tempo impassibile come il nostro. Soprattutto quando è giovane, e si presenta a noi con furia inaudita. La furia simbolica, sessuale, filosofica, omicida di questo libro, di questo racconto struggente e infernale.
Taiwo e Kehinde sono gemelli siamesi. Il loro corpo dotato di due busti e di un solo paio di gambe ha la forma di una ipsilon, come la lingua di un serpente, ma lavorando come inservienti dietro il banco di un locale di incontri sessuali pochi conoscono la loro natura, la verità della loro carne. È solo la prima di una serie di immagini fulminanti, di una successione di pagine fosche e splendenti che alternano ossessioni, torture, gironi danteschi, filosofia, sangue, suggestioni horror, riferimenti pasoliniani, passaggi efferati e altri pieni di una grazia purissima, quasi infantile.
Questo è un libro che disturba, e al tempo stesso abbraccia e consola. Questo è un libro che qualcuno chiamerà maledetto, ma che io chiamerei nel modo contrario. Un libro benedetto dalla spada del talento, dalla luce sacra della letteratura.
(Marco Mancassola - risvolto di copertina di 'Uno in-diviso' di Alcide Pierantozzi, pubblicato nel maggio 2006 da Hacca editore)
Posted by Davide Bregola at 14.05.06 22:23
Comments
Pazzesco il tuo romanzo alci! nn dormo da 2 giorni.....
Posted by: Alex at 15.05.06 16:44
ciao Alcìde, ho visto che sarai a Rovigo Sabato, magari ci incontriamo, io sarò lì il pomeriggio.
ma il tuo libro è già in giro?
Cmq mi sa che lo prenderò li cin tanto di dedica dell'autore :-))
in bocca al lupo per tutto.
Umberto
Posted by: umberto at 17.05.06 14:05
Ciao Umberto! Ci vediamo a Rovigo, certo! Il libro esce il 30 maggio.
Posted by: Alcide at 17.05.06 22:08
Alcide preparati ché abbiamo l'uscita quasi in contemporanea. I libri che diventeranno "i libri dell'anno" escono sempre a maggio, per cui...
Posted by: D.Bregola at 18.05.06 10:03
Il tuo quando esce? Il mio il 30...
Posted by: Alcide at 18.05.06 21:54
che noia questo fare cin cin con i vostri bicchieri colmi fino all'orlo di boria...
siate un pò più laici
Posted by: lu at 20.05.06 00:39
allucinato e allucinante
Posted by: Fifa at 24.05.06 14:26
ciao alcide......come stai? ti ricordi di me,sono riccardo il ragazzodi torino?? quando esce "UNO IN DIVISO??? LO asoettiamo tutti
Posted by: riccardo at 29.05.06 16:16
bisogna vedere perché è pazzesco e perchè non dormi.
Posted by: mattia at 05.06.06 20:23
Io ho dormito benissimo. Il libro mi ha lasciato relativamente perplesso, se non semplicemente deluso. In ogni caso buona fortuna.
Posted by: mattia at 05.06.06 20:32
Io ho dormito benissimo. Il libro mi ha lasciato relativamente perplesso, se non semplicemente deluso. In ogni caso buona fortuna.
Posted by: mattia at 06.06.06 00:46
Scusate, ho sbagliato a inserire i commenti.
Posted by: mattia at 06.06.06 00:49
non solo a inserirli, hai sbagliato pure a farli! :)
Posted by: marco at 07.06.06 19:33