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28.04.06

Il romanzo del ventunesimo secolo #64

Penultimo intervento, ad opera di una lettrice "forte", come ama definirsi Rosalba Casetti, per l'inchiesta sul romanzo del XXI secolo.
La settimana prossima si chiude con Beniamino Sidoti, semiologo, educatore, consulente didattico del Ministero della Pubblica Istruzione.
Tutti gli interventi pubblicati fino ad ora si trovano qui.

Di Rosalba Casetti

Io sono una lettrice, quello che posso fare è dirti cosa leggo, quali sono le mie esigenze, cosa mi piace e quali libri evito.
Sono una lettrice forte, uso i libri a seconda delle mie necessità:

- la sera prendo qualche vecchio giallo o un Grisham, due pagine e poi dormo
- quando ho dei grossi problemi personali ricorro ai classici, Seneca aiuta o Canetti o qualche autore che mi sembra possa comprendere il dolore del mondo
- se ho una mezza giornata libera, quello di cui sento l’esigenza è “un romanzo che mi porti via”, cioè full immersion, che mi faccia dimenticare l’ora di cena e che lo interrompa solo per il piacere di leggerne ancora un po’ il giorno dopo. Questi sono libri difficili da trovare perché un romanzo del genere deve essere scritto bene, che mi trasmetta il piacere della parola, che ridia alla parola un potere di verità, di illuminazione. Che mi faccia esclamare “che invidia”, mi piacerebbe scrivere così. Poi che ci sia una storia plausibile, non banale, ben ancorata al reale, allo scenario storico, ma non una cosa giornalistica, per quello c’è la TV. Un libro che aggiunga. Difficile da trovare, quando ne trovo uno lo scambio con le amiche o con certe amiche.
- Non amo molto gli autori italiani, quindi forse non sono una buona fonte di giudizio. Penso che non siano bravi a scrivere romanzi, sono sempre un po’ professorali, devono sempre spiegare, ma non leggo molto i giovani, non mi interessano più i romanzi di formazione e quindi so poco degli autori giovani.
- Mi incuriosiscono e leggo molto volentieri libri di altre culture o che sono un po’ cross culturali, mi sembra che il linguaggio ne risenta in ricchezza e che gli occhi con cui guardano il mondo siano meno provinciali.

Che cosa ho letto di recente di cui rammento titolo, autore, ecc?
 La masseria delle allodole della Arslan
 Leggere Lolita a Teheran della Nafisi
 Il responsabile delle risorse umane di Yehoshua
 Possessione e tutti i quattro romanzi in serie di Antonia Byatt (in inglese)
 Il grande viaggio di Giuseppe Cederna
 Ogni cosa è illuminata di Foer
 Istambul di Pamuk
 Leggo molta poesia

Una volta amavo molto andare in libreria, almeno una volta a settimana, ora mi sembra di andare al supermercato, preferisco le biblioteche, per cui sono anche poco informata.

Riassumendo: un bel romanzo deve essere scritto bene, con un bel linguaggio ricco, ma non professorale; che abbia una bella storia ben ancorata alla realtà; che abbia almeno un’illuminazione, una luce sulla “vita”, qualcosa di nuovo, qualcosa che dia origine a un nuovo pensiero, una nuova riflessione, che mi faccia esclamare “ecco, proprio così”.

Rosalba Casetti dice di sé: ex insegnante di informatica, per questo motivo, per il linguaggio terribile che usavo quotidianamente hoa incominciato a frequentare corsi di poesia, ora faccio parte del Laboratorio di poesia che si riunisce da tredici anni, tutti i giovedì a Bologna, quest'anno abbiamo pubblicato una specie di antologia di poesie, facciamo uscire una rivistina in cui io personalmente presento ogni volta un poeta. Ho fatto un lavoro per una casa editrice, da inserire in un 'antologia per le superiori sulle letterature extraeuropee, cinese, araba, indiana. Sono una lettrice forte, ho un incarico pubblico nel campo del volontariato.

Posted by Davide Bregola at 28.04.06 10:15

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