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19.04.06
Il romanzo del ventunesimo secolo #62


Tommaso Pincio e Romano Luperini intervengono nell'inchiesta sul Romanzo del XXI secolo. La lettera con cui li ho invitati a dare un contributo al dibattito è questa:
Sto raccogliendo testimonianze d'autore su cosa è, cosa sarà, il Romanzo nel 21° secolo.
Non so ancora esattamente cosa me ne farò, ma so perché lo faccio: a mio avviso il romanzo italiano di questo inizio secolo ha dato prove di grande interesse, ma la percezione del suo valore che se ne ha attraverso il giornalismo culturale e la critica letteraria, sembra nulla o di poco conto.
Sono spesso in giro per l'Italia, e tra le persone che frequento: bibliotecari, universitari, insegnanti, educatori, animatori, alla domanda: "Quali sono gli autori italiani attuali che conosci o dei quali hai sentito parlare?" le risposte sono sempre imbarazzate e insicure.
Si è capito che attraverso gli uffici stampa delle case editrici uno, due casi eclatanti all'anno, siano la costante strategica che fa vendere un po' di copie, fa vincere premi, fa andare alla ribalta delle cronache "IL CASO" dell'anno. Ma è un bel gioco che potrebbe durare ancora per poco.
Mi interesserebbe sapere la tua idea di romanzo italiano nel nuovo secolo. Come deve essere? Come sarà? Come dovrebbe essere?
In questi ultimi mesi si parla di "Restaurazione" da parte di alcuni scrittori o critici, altri indicano il romanzo italiano come qualcosa che ha a che fare con la fine, la sconfitta.
Secondo te?
Ti chiedo di pensarci un po', e se vuoi mandami qualche riga, una cartella, gradirei esprimessi la tua "idea di romanzo".
Se questa proposta di "autocoscienza collettiva" non ti interessa o non ti va di condividerla, sei libero di fare come credi.
Questa lettera aperta è un tentativo di pensare e mettere per iscritto qualche idea sparsa e disordinata che mi sembra essere "nell'aria" da un po'. Si tratta di ordinarla, discuterne, fare incontri pubblici, articoli su riviste, iniziare un dibattito serio ma anche disinteressato, rigoroso ma libero da griglie codificate, serio ma senza volerlo a tutti i costi risolutivo.
Grazie
Davide Bregola
e-mail: dbregola@libero.it
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Salve Davide. Sono d’accordo con te quando dici che in questi ultimi anni il romanzo italiano ha dato segni di essere ancora vivo. Di più non so dire e non voglio. Perdonami, ma le dispute teoriche non mi emozionano. Per me il romanzo non è né un fine né un canone. Continuerò a scriverne e altri scrittori faranno altrettanto. Forse smetterò di “farneticare dell’america”, come suggerisce qualcuno (n.d.r Umberto Rossi), o forse no. Vedremo. Ma qualunque cosa farò non sarà certo in nome di cosa “deve” essere un romanzo. Ti faccio i migliori auguri per il lavoro che stai compiendo.
Caro Bregola, non so rispondere; il mio mestiere non è fare profezie sul futuro (il XXI secolo è appena iniziato), ma studiare il passato. Posso dire solo che il romanzo è un genere ibrido, che può cambiare pelle di continuo e adattarsi a ogni situazione. Sopravviverà quindi anche alla crisi della letteratura.
Romano Luperini
Tutti i loro libri si trovano qui e qui.
Tutti gli interventi pubblicati fino ad ora si trovano qui.
Posted by Davide Bregola at 19.04.06 21:40
Comments
e per MOZZI cos'è il romanzo del XXI secolo?
Posted by: curiosona at 20.04.06 09:16
Domanda impropria. L'esatta sarebbe: Cosa sarà e cosa vorresti che fosse. Sul "cosa è" possiamo già vedere da sei anni a questa parte.(D.B.)
Posted by: D.B. at 20.04.06 20:39