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03.03.06
LIBERIAMO LA CENSURA Vs. Baricco-Ferroni-Citati
Per il momento sappiamo che Liberiamo la Censura pubblicherà nel 2006 un romanzo per un "piccolo ma combattivo", come si usa dire (ma da ora in poi sarà vietato dirlo in qualsiasi recensione editoriale), editore italiano riconducibile alla sfera Pequod, Fazi, Minimumfax. Da un po' di giorni sappiamo tutti la sua e-mail perché l'ha resa pubblica in un commento: liberiamolacensura@libero.it. Non sapremo mai se l'ha fatto per carenza d'affetto o per insultare chi gli scriverà per sapere le reali generalità. Sappiamo anche dei suoi ritratti dotati di particolare sintesi pubblicati nello sgradevole spazio intitolato VIRILE FRANCHEZZA. Liberiamo La Censura commenta oggi la querelle baricchiana alla luce del libro Parente di Nessuno di Massimiliano Parente, testo imprescindibile in questi primi mesi del 2006 assieme al Best Off curato da Giulio Mozzi. Ripeto, se ce ne fosse bisogno: i due libri da leggere ora sono quelli appena citati ossia Parente di nessuno (Gaffi); Best Off 2006 (Minimum fax). Chiaro no? (D.B.)
Di Liberiamo La Censura
Credo che il buon (in senso di bontà etimologica) Parente abbia aperto una porta e subito tutti quelli che leggono i blog e i giornali l'abbiano chiusa...perchè è importante soffermarci sulle puttanate di Baricco e Ferroni/Citati...gente che mangia alla stessa tavola e inverte i fattori con lo stesso risultato...sono stenografi...solamente ripetitori di una idea piccolo borghese e cattocomunista di letteratura...non scrivere mai...de-scrivere sempre...seghe cerebrali e specchi dell'italia, paesello di plastica dove si fa tutto per un secondo fine e solo per guadagnarci...dove ci si legge e ci si racconta amicizia fino al primo "Ma"...allora si diventa dei bastardi...noi abbiamo avuto un Morselli suicida perchè diventasse conosciuto e lodato...prima silenzio...e così via...il catrame poco puzzolente italiano della cultura non vuole rischiare perchè non conosce né il rischio né sa perché dovrebbe rischiare...liberiamola questa cazzo di censura e forse si inizierà a leggere e a non più disboscare boschi...a lavorare questi proto fighetti della parola...viva l'analfabetismo.
E alla domanda di una blogger che chiede: "Esiste ancora la censura?" Liberiamo continua:
Non esiste la censura...è questo il problema...i vari Guzzanti sorella etc piangono un regime che esiste nelle loro menti e mani pronte a raccogliere alla cassa (la stessa Guzzanti ha diretto uno dei film più brutti in Italia degli ultimi anni e non è difficile trovarne tali qui...sono tutti più o meno così e i soldi chi gliel' ha dati? il Berlusca)...il Berlusca è il peggio che ci sia eticamente ed esteticamente ma questi sono le sue proiezioni...quello che il sistema vuole per poter andare avanti...moralisti del bene e del male...attoruncoli e attricette da balera senza orchestra...urlano perchè non hanno un cazzo da dire...la sinistra salottiera che non conosce assolutamente il popolino italiano perchè crede che il male sia il berlusca ma non capisce che il marcio sta nella massa che vede in lui l'italiano medio/mediocre mediamente cattolico per salvarsi il culo alla fine quando i piedi tireranno, sempre pronto a inculare il prossimo e comunque sorridente...noi siamo pizza mafia e mandolino e non tanto di più...e quindi sottovoce per essere sentito chiedo la censura totale...lo studio coatto e a tirare i buoi come in cina per questi pseudo intelletuali in voga senza remo... hanno intossicato di niente le menti (non di nulla...magari, è creatore!)...e poi mai che nessuno dica che uno che si spaccia come demiurgo della semiotica ha nient'altro che tradotto lo strutturalismo o che Nietzsche è stato sempre letto qui attraverso l'omino con i pantaloncini alla zuava un pò nazistello ma non troppo (come scriveva Bernhard)che faceva di cognome Heidegger...cara la mia claudia...quanta censura e analfabetismo ci vorrebbero in Italia per diventare totalmente stupidi...
Posted by Davide Bregola at 03.03.06 16:07
Comments
Baricco, nel suo articolo su Repubblica del 1 marzo, pone furbescamente due domande di fondo, in particolare a Ferroni e Citati:
1.Dite ora se i miei libri vanno letti o non vanno letti e perché.
2. Vi assumete la responsabilità di dire “Fra cent’anni Baricco chi lo legge più?”.
B. quindi, come sollazza i lettori dei suoi libri scrivendo sceneggiature ad effetto sicuro come se dovesse vendervi il miglior preservativo alla frutta anche se voi prediligete la castità fino al matrimonio, pone due domande a cui ogni risposta libera è preclusa.
Non si può dire se un libro deve essere letto o non deve essere letto perché ognuno ha la libertà di scegliere da solo. E non ci sono motivazioni valide che possano indurre una di queste due posizioni, perché ogni lettore è unico nel suo tempo. Io, che mi considero un lettore minatore, uno che vuole sudare cadere e macerarsi in un volo sottoterra, non sopporto i libri di B. che ho letto come Seta, Castelli di Rabbia, City e Novecento. Non li sopporto perché sono pappa pronta e distintivo e non c’è molto da spiegare. Milioni di persone li amano. Quindi?
B. poi è opportunamente disonesto, perché con il suo solito stile sottende alla seconda domanda una risposta obbligata che lui già conosce (perché non è stupido ed è un ottimo divulgatore di merci): tra cent’anni, uno che ha milioni di copie in giro per il mondo per le attuali regole del mercato (non siamo ai tempi di Virgilio, nell’ottocento o nella prima metà del novecento dove le tirature dei libri si contavano stupefacenti se erano in centinaia prima e in migliaia poi), a meno che non accada una catastrofe solo sui suoi libri (ma allora delle copie si salverebbero sicuramente e nascerebbe una religione chiamata Barislam), sarà sicuramente letto e presente nella storia della letteratura, almeno del suo paese.
Insomma, le tesi-richiesta del povero B. sono per me, come i suoi libri, fuffa per organi freddi. Senza dimenticare che B. dimostra lui stesso di non leggere Ferroni e quindi si lamenta prima di tutto della sua ignoranza. Se avesse detto “I critici devono cominciare a leggere solo i libri che si scelgono e si comprano da soli e non quelli che i numerosi Deus ex machina editoriali gli mettono in mano” forse avrebbe contribuito ad un dibattito che non si fermasse su di lui. E questa non è un’utopia retorica, o lo è nella stessa misura in cui ci fermiamo a discutere di uno scrittore recensito ovunque, credente fedele del marketing che vede la scrittura solo come oggetto da vendere in ogni forma, presentissimo in televisione, fondatore e preside di una scuola dove si insegna a scrivere per ogni occasione inquinando ogni spazio, che vuole risposte inessenziali da chi, accidempoli, non vuole proprio leggere ogni cosa che scrive.
Se a lamentarsi delle cose che non vanno è gente come me, dicendo cose ben più pesanti ed inerenti ai guai “mafiosi” del sistema editoriale, immediatamente si alza un coro di insulti che nega ogni risposta, si risente personalmente e come gruppo di un qualche potere e bolla tutto come “Quello è in cerca di pubblicità”. Proprio loro che sono sempre ovunque e comunque e non sopportano un commento o una presa di posizione che avviene una volta l’anno tanto per chiarire.
Se parla B. dice cose intelligenti, anche quando, come accusa te il coro, la sua è solo una lagna da scrittore incompreso.
Questo vuol dire che culturalmente in Italia, e lo vediamo tutti i giorni, si vuole stare sempre dalla parte del più forte, scegliendo il forte di riferimento in uno schieramento o in quello opposto che gli si contrappone. A volte i terzisti riescono a stare con incredibile tempismo un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Chi non condivide nessuna delle due parti e continua a ripetere ossessivamente che bisogna creare, a partire dai singoli individui, nuovi percorsi e rapporti, viene messo a tacere (per capire come consultare la pagina Extra Omnes su www.multimodo.com/simonebattig).
Questo sono i motivi per cui si legge B., perché è specchio perfetto del nostro teatrino nazionale, è il paravento che tutti cercano di mettersi in testa, e ci consola non sentirci soli nel nostro immane compito di farci una posizione. Difesa da più individui paravento possibili. Possibilmente.
Simone Battig
Posted by: simone battig at 03.03.06 16:39
SCUSATE LA MIA IGNORANZA!IN PAROLE MOLTO SEMPLICI MA ESISTE ANCORA LA CENSURA? IN CHE SENSO? CLAUDIA
Posted by: claudia at 03.03.06 16:50
Non esiste la censura...è questo il problema...i vari Guzzanti sorella etc piangono un regime che esiste nelle loro menti e mani pronte a raccogliere alla cassa (la stessa Guzzanti ha diretto uno dei film più brutti in Italia degli ultimi anni e non è difficile trovarne tali qui...sono tutti più o meno così e i soldi chi gliela dati? il Berlusca)...il Berlusca è il peggio che ci sia eticamente ed esteticamente ma questi sono le sue proiezioni...quello che il sistema vuole per poter andare avanti...moralisti del bene e del male...attoruncoli e attricette da balera senza orchestra...urlano perchè non hanno un cazzo da dire...la sinistra salottiera che non conosce assolutamente il popolino italiano perchè crede che il male sia il berlusca ma non capisce che il marcio sta nella massa che vede in lui l'italiano medio/mediocre mediamente cattolico per salvarsi il culo alla fine quando i piedi tireranno, sempre pronto a inculare il prossimo e comunque sorridente...noi siamo pizza mafia e mandolino e non tanto di più...e quindi sottovoce per essere sentito chiedo la censura totale...lo studio coatto e a tirare i buoi come in cina per questi pseudo intelletuali in voga senza remo... hanno intossicato di niente le menti (non di nulla...magari è creatore)...e poi mai che nessuno dica che uno che si spaccia come demiurgo della semiotica ha nient'altro che tradotto lo strutturalismo o che Nietzsche è stato sempre letto qui attraverso l'omino con i pantaloncini alla zuava un pò nazistello ma non troppo (come scriveva Bernhard)che faceva di cognome Heidegger...cara la mia claudia...quanta censura e analfabetismo ci vorrebbe in Italia per diventare totalmente stupidi...
Posted by: liberiamola censura at 03.03.06 18:25
E quindi noi dovremmo leggere i due libri "sacri" per capire una lite tra comari??
Baricco ha dato fuoco alle polveri partendo da una posizione buona, con l'unico scopo di rifare esattamente le battutine ricevute dai due critici.
E' sceso allo stesso livello, se c'è un livello in queste cose.
Posted by: matteo at 03.03.06 18:52
Matteo, leggere i 2 libri non per capire la lite, ma per innalzarsi spiritualmente ed evitare così che le liti ci tocchino. Ecco perché questo spassionato consiglio. D.
Posted by: Davide Bregola at 03.03.06 18:58
Ho capito Davide. Ho ripensato al contenuto dei libri e, seppur in ritardo, mi si è accesa la lampadina. Leggere due testi sul e contro il mondo dell'editoria servirà senz'altro a capirne i retroscena e le lobby. Ma pensare che questo riesca ad elevarci sopra tali litigi stile Asilo, mi risulta difficile. Ormai non solo i settori di maggior visibilità, quali editoria, stampa, radio e televisione, sono soggetti a tali ragnatele.
Il sistema stesso vive e vegeta basandosi sul ricatto, sui burattinai che vivono nell'ombra tirando i fili, sul vince il più furbo o quello che riesce a farsi amicizie importanti, queste maledette amicizie fantomatiche...
La società sta vomitando ciò che ha ingurgitato per anni: non sfuggono a queste ondate nemmeno gli scrittori ed i loro dirimpettai, i critici.
Se il solo leggere di per sè stesso bastasse ad elevarsi, allora quei tre (Baricco, Celati e Ferroni) con tutto quello che avranno letto nella loro vita dovrebbero litigare fuori dal sistema solare :P.
Speriamo nel libro di liberiamola cultura.
Posted by: matteo at 04.03.06 10:11
Se sei così cazzuto e ne dubito, visto la genuflessione a Colombati metti in rete la trama della Presunta Intenzione e tu sai che cosa è...cialtrone
Posted by: liberiamola censura at 06.03.06 09:30