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11.02.06

Il romanzo del ventunesimo secolo #41

Stefano Bernazzani interviene nell'inchiesta sul Romanzo del XXI secolo.
Tutti gli articoli pubblicati fino ad ora si trovano QUI.

Di Stefano Bernazzani

"La discussione sul romanzo italiano del futuro è molto varia e interessante, come dimostrano gli interventi precedenti. Gli aspetti da considerare sarebbero talmente tanti che in effetti solo con una pluralità di interventi si può sperare di affrontarli tutti. Io provo a dare il mio contributo partendo da un punto molto concreto. Immaginiamo di essere nel 1900 e di porci la stessa domanda: come sarà il romanzo italiano del ventesimo secolo? Be', se penso che forse i due romanzi più belli del '900 italiano sono "Cristo si è fermato a Eboli" e "La tregua", penso che ben difficilmente sarebbero stati immaginabili con tanto anticipo. Perchè sono (anche) romanzi di testimonianza, legati al momento storico, e chi avrebbe potuto immaginare l'avvento del fascismo e la seconda guerra mondiale? Flannery O'Connor diceva che "in futuro avremo dei grandi romanzi, ma non saranno quelli che il pubblico pensa di volere o quelli auspicati dai critici. Saranno romanzi del tipo che interessano al romanziere, e i romanzi che interessano al romanziere sono quelli che ancora non sono stati scritti". Naturalmente esistono romanzi "necessari" staccati dal loro momento storico, ma io credo che continueranno ad essere la minoranza. Quindi, insieme a tutte le considerazioni tecniche, strutturali e commerciali/distributive discusse negli altri interventi, io credo che per poter immaginare il romanzo del ventunesimo secolo (e un secolo è lungo...) dovremo porci la domanda su cosa accadrà nei prossimi anni, a partire da quello che già sta succedendo, sui fenomeni che influiranno sulla vita di tutti. Penso ai nuovi scenari urbani multientici, per esempio, alle tensioni ma anche alle nuove culture che li attraversano. Penso all'allungamento della vita umana grazie alla medicina, con una generazione che conoscerà tutti i suoi bisnonni, e vi conviverà. Penso alle nuove forme di lavoro, ai nuovi lavoratori e ai loro contratti, ma anche al fatto che ci sarà presto un computer in ogni casa, e già oggi tutti i bambini studiano l'inglese. Penso alla necessità di trovare ad ogni costo una fonte di energia rinnovabile, ma penso anche alla desertificazione che colpisce zone ancora lontane dall'Italia, ma non per questo non si farà sentire anche da noi, come ogni altra cosa che succede sul pianeta. Tutto questo non potrà rimanere fuori ancora per molto dai romanzi, probabilmente."

STEFANO BERNAZZANI ha 35 anni e vive nel piacentino, dove si occupa di telecomunicazioni. Ha pubblicato "Viaggiatori diretti altrove", Mobydick, e poi altri racconti apparsi su quotidiani e riviste. E' presente con un altro testo nella raccolta "Il silenzio della neve", Nephos edizioni.
Collabora intervenendo periodicamente nel blog OREPICCOLE

Posted by Davide Bregola at 11.02.06 10:22

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