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28.01.06

Il romanzo del ventunesimo secolo #33

Rossella Bonfatti interviene nell'inchiesta sul Romanzo del XXI secolo.
La lettera da cui è partito tutto si trova QUI.
Gli altri interventi di scrittori, critici, lettori si trovano QUI.

Di Rossella Bonfatti

Il romanzo del XXI secolo non apparirà privo di vita se saprà affrontare le ombre insalubri della modernità. Questo mi verrebbe da dire di prima battuta. Credo che l’idea di romanzo come ‘opera mondo’, come ‘ libro oceano’ sia ormai superata: la questione non sta più nella scelta di una forma, ma nelle poetiche, che si combattono vicendevolmente su un terreno inesistente (quello dei lettori) o si fermano agli appelli e alla redenzione del ‘quotidiano’, ma difficilmente guardano al di fuori di se stesse. E, in nessun caso, governano né la letteratura, né i modi di fruizione. In questo senso mi pare che una certa cinematografia (Dardenne in testa, o quella di area balcanica e russa) abbia superato la letteratura nella rappresentazione della contemporaneità.
Qualcosa si è spaccato in modo silenzioso negli ultimi trent’anni, se ancora i debiti ideologici affondano nelle avanguardie e le citazioni pescano tra Pasolini, Ravera, etc. Il romanzo, dopo aver resistito a Darwin, ha perso la coda - quella che permette alle parole di non fermarsi all’autoreferenzialità, quella che solleva temi, personaggi, vicende ad altezza d’uso.
Non si avvicina agli uomini intesi come specie – e questo uscendo dalla prospettiva ‘apocalittici e integrati’ o da quella escatologica. Preferisce i viaggi intorno alla propria stanza, fagocita universi di seconda mano e lettori onesti con la ricetta del ‘come-tu-mi-vuoi’, rimuove il valore della conoscenza letteraria. Pretende di incarnare una totalità che sfugge; si rimette insomma in circolo senza riguardo alla fine già avvenuta. Trovo allora più adatto il frammento, ovvero l’unità non-rappresentabile. E, soprattutto, più coerente un sano artigianato della parola, che le dilaganti, vaporose, iper-congetturate scritture. La lunghezza (includendo quella degli altri interventi qui raccolti) fa l’inedia. Non la necessità.
Il romanzo del XXI secolo secerne muco – citando il celebre Lorenzo di Guzzanti. E il muco, si sa, non parla – se non di un’espulsione già avvenuta. Resta muto. Ci fissa da una distanza immisurabile: certo, sappiamo da dove viene, ma non da quanto tempo stava lì dentro e perché si è generato. Ci vorrebbe coraggio per ricacciarlo in gola... e scrivere dell’inverso.

Rossella Bonfatti è nata il 19 febbraio 1975. Svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Bologna. Scrive di poesia e scrive poesia. Collabora con STEVE e PLURABELLE

Posted by Davide Bregola at 28.01.06 12:03

Comments

Dott.ssa Bonfatti, in che senso l'"opera mondo", il "libro oceano" è ormi superato? Non può invece trattarsi di Neo-opera mondo o Neo-libro oceano? Potrebbe argomentare meglio quella sua netta affermazione? D.

Posted by: D.B. at 28.01.06 17:27