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12.01.06
Il romanzo del ventunesimo secolo #24
Andrea Malabaila interviene sul Romanzo del XXI secolo.
Tutti gli interventi pubblicati si trovano QUI.
L' "inchiesta sul romanzo del XXI secolo" è partita con la lettera che potete leggere QUI.
Di Andrea Malabaila
Il romanzo del XXI secolo sarà breve, non più di cento pagine. I lettori saranno sempre più distratti dalle nuove tecnologie e dalle miriadi di informazioni disponibili, quindi cercheranno letture veloci e scorrevoli. Per questo spariranno le descrizioni e pure l’autore – per quanto possibile – sparirà dietro le sue parole. Nessun intervento, nessun giudizio, ma i fatti così come sono. Nessuno vorrà che qualcuno gli insegni come va il mondo, ognuno vorrà trarre le sue conclusioni, e allora l’autore non sarà un maestro o un predicatore, ma un semplice cronista. Non sarà su un pulpito, ma in mezzo alla gente. Si limiterà a registrare dialoghi, sarà una macchina da presa e dovrà solo scegliere cosa inquadrare. Racconterà storie comuni, apparentemente banali. I protagonisti di queste storie non saranno eroi, ma persone qualunque.
La gente sente sempre più il bisogno di essere protagonista, quindi potrebbe succedere qualcosa sul genere dei reality show. Addirittura, la figura dell’autore potrebbe essere annullata e i veri autori potrebbero essere gli stessi protagonisti. Chi scrive si limiterebbe a registrare la realtà. Per questo motivo, le storie potrebbero non avere un senso compiuto, e molto probabilmente la caratteristica principale del romanzo del XXI secolo sarà proprio l’incompiutezza. Si creerà sempre più una rete ipertestuale, fatta di rimandi e citazioni, soprattutto se prenderà il sopravvento il libro elettronico (ma credo che la carta la farà da padrona ancora per un bel po’). Lo stesso romanzo potrebbe diventare un ipertesto tout-court, e questo darebbe maggiore importanza alla figura del lettore e, ancora una volta, ne toglierebbe all’autore, che non avrebbe più il potere assoluto sulla storia ma si limiterebbe a proporre delle possibilità.
Andrea Malabaila abita a Torino. Bambole cattive a Green Park (Marsilio) è il suo libro d'esordio. Il suo sito ufficiale è:www.andreamalabaila.it
Posted by Davide Bregola at 12.01.06 09:46
Comments
Non doveva essere GRANDE?
Io voglio Don Camillo e Peppone, voglio la Romana, voglio quella gente li', insomma.
Posted by: giambino at 12.01.06 17:20
No, GRANDE l'aveva aggiunto Marco Candida.
Posted by: Andrea at 12.01.06 18:40
Andrea, quando scrivi "l'autore sarà un semplice cronista e non un predicatore", tu sei cronista o rete-predicatore? (Rete-predicatore! un neologismo! gooooaaaallll! Meglio di 'autodidattismo'!)...
ciao
Posted by: Marco at 12.01.06 19:53
A me questa prospettiva fa paura...
Posted by: Maura at 12.01.06 21:50
Il nuovo romanzo del XXI secolo non sarà la bibbia del relativismo (quindi io e Gei Ar sedicesimo possiamo stare tranquilli.)
Posted by: GesùJambino at 12.01.06 21:53
x Marco: qui sono in veste di rete-predicatore o di rete-preveggente
x Maura: perché questa prospettiva ti fa paura?
Posted by: Andrea at 13.01.06 09:25
Penso che il romanzo non solo sarà di meno di cento pagine ma le parole saranno modificate dal lessico da sms più intuitivo e veloce. hai provato a pensare ai cambiamenti sintattici? la sintassi impoverita a frasi semplici, la punteggiatura ridotta al solo uso di punti fermi e virgole, se necessarie. I congiuntivi un triste ricordo da cancellare e sopravviveranno magari punti interrogativi e esclamativi. I tempo presente e il passato prossimo saranno gli unici usati perchè la memoria andrà a scomparire e con essa i tempi passati remoti. Il sogno scomparso dall'immagine della felicità fittizia abolirà l'imperfetto. Le parole con il -mente finale saranno preferite alle altre per le caratteristiche di ineluttabilità.
Avremo una grammatica di dieci pagine e un dizionario che potremo portare in tasca.
Ci hai pensato, Andrea?
Ciao
Posted by: Roberta at 14.01.06 20:43
Questa prospettiva sì che fa paura!
Posted by: Andrea at 15.01.06 10:48
Purtroppo non la vedo rosea, Andrea. Quello che mi spaventa di più è che l'impoverimento parta dalla gente e non, come descrivevano gli autori come Bradbury e Orwell, da un organo superiore. L'organo superiore ha ben gestito. hai avuto modo di leggere "di questa vita menzognera" di Montesano? Fantastico: dà proprio un quadro di quello che sta succedendo intorno. (perdona le sgrammaticature ma il norton mi ammazza aprendo in continuazione finestrine e diavolerie)
Posted by: Roberta at 15.01.06 15:56