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12.12.05
PRESUNTI VIVI
Da qualche settimana mi arrivano degli anonimi "ritratti di scrittori" alla e-mail dbregola@libero.it.
Seguono una logica di questo genere: gli scrittori "Presunti vivi" sono considerati sopravvalutati dalla critica o dai colleghi. Gli scrittori "vivi" sono scrittori dignitosi e rispettabili. Chi li scrive si firma "Liberiamo la censura". Li propongo sul blog così come mi arrivano. Si parte con Moresco per poi passare a Ammaniti, Pederiali, Mazzucco, Baricco, Evangelisti, Pincio, Wu-Ming, Parente, Piperno, Colombati, La Capria, Morozzi, Verasani, Vinci, Desiati, Camilleri, Bevilacqua, Trevi, e via via tutti gli altri.(D.B.)
di Liberiamo la censura
…Antonio Moresco è un erotomane cattolico ingannato dal cialtronismo qulturale italico…e non come pensa uno stallone mistico…non è né Celine né Dostoevskij ma neppure Liala o Barbara Cartland…è un maestrino dalla penna rossa di deamicisiana memoria che de-scrive sempre e ovunque in terza persona…si guarda nel riempire la pagina bianca e si auto-assolve nell’indicare la via…non potrà mai ridere…
…Antonio Moresco de-scrive libri né urticanti né maleducati…sono solo noiosi e miracolati…
…Antonio Moresco è un ruini piagnone…non dice ma urla…crede nella rivoluzione e cammina solo e triste nelle sue risposte…è troppo intelligente per aspirare all’idiozia ab-soluta…non supererà mai se stesso…
Posted by Davide Bregola at 12.12.05 10:27
Comments
Critica al vetriolo, non c'è che dire, ma dall'unico (e credo tale rimarrà) libro del tanto declamato Moresco che ho letto non mi sento di dargli torto. :-)
Posted by: matteo at 12.12.05 15:08
Scusa, Davide, ma non capisco il senso di questa operazione. Un po' mi sono sforzato, ma continuo a non capirlo. A che serve pubblicare quattro righe sgrammaticate e neppure divertenti, neppure tranchant, neppure ironiche a firma di un anonimo estensore? E' una messa a punto di qualche operazione vagamente situazionista (o dada, o postomoderna, o completa pure tu con l'aggettivo che ti pare...) che al momento mi sfugge? Anonimo per anonimo, mi sembravano più divertenti e comunicative le corna che Mastroianni riceveva (ma in realtà si spediva da sé) in "Divorzio all'italiana".
Un saluto.
Posted by: piero sorrentino at 13.12.05 11:05
P, te lo spiego subito: il tuo post è ciò che cercavo. Decine di anonimi mandano pareri e richieste di vedere il loro "pezzo" su blog di qualche scrittore. Questo "Liberiamo la censura" scrive ritrattini, pare essere informato sugli scrittori viventi contemporanei, almeno pare che li legga. Mi sono detto che ne valeva la pena metterlo per vedere se i lettori del blog assecondano o invece, come nel tuo caso, non capiscono. Ho intenzione di mettere un "ritratto" settimanale, tra quelli che mi ha mandato. E se l'anonimo ha voglia di rispondere, credo sia utile un suo chiarimento. D.B.
Posted by: D.Bregola at 13.12.05 12:28
Sicuro che sia informato sugli scrittori che "ritrae" ? A leggere questo su Moresco, mi sembra un fallito cut up dei soliti livorosi commentini nei blog letterari italiani. Io non sono sicuro che abbia mai nemmeno preso in mano un libro di Moresco (e non è detto che chi prenda i libri di Moresco DEBBA necessariamente dirne bene, ci mancherebbe... ma chi lo fa, ne parla male in un altro modo, mi pare). Insomma, niente di realmente distruttivo, tosto, petroso. Poi, certo, tu li hai letti...magari gli altri ritratti funzionano meglio, chi lo sa.
Ma se mi dici che lo fai solo per testare la reazione dei lettori del blog, allora mi dai una risposta che mi soddisfa.
Un saluto.
Posted by: p.s. at 13.12.05 13:14
Bene, e comunque è un esperimento: voglio capire se chi legge i blog degli scrittori è solo un livoroso inedito che manda manoscritti a destra e a manca ma nessuno lo prende in considerazione e, incattivito, getta fango sugli autori di cui si parla, oppure se sono persone che leggono e che vogliono dire la loro con "virile franchezza". Io non l'ho capito ancora, anche se questa dicotomia è troppo rigida e manca di sfumature. Mi aspetto che le sfumature vengano tramite commenti e interventi. Secondo me questa è l'epoca della "condivisione" delle informazioni e dei materiali, e vedo il blog come un Ipod della scrittura con annessi file sharing, free download. Sbaglio? Bregola
Posted by: D.Bregola at 13.12.05 14:21
Scusate se mi re intrometto nel vostro dialogo.
Un ragazzo che conosco solo via internet, anzi direi solo tramite chat, mi rivela che leggendo "La cipolla" è rimasto deluso nel leggere almeno quaranta scopate nelle prime cento pagine. Ha abbandonato la lettura, proseguendo quella dei "Demoni" di Dostoewskij.
Sarà pure un caso ma anche io leggendo un altro libro e precisamente i racconti di "clandestinità" ho trovato la scrittura di Moresco piuttosto paranoicamente attirata verso il sesso.
Posted by: matteo at 13.12.05 14:52
Bé Matteo, idealmente un'opera dove il narratore è attirato paranoicamente verso il sesso mi pare degna di nota. Ci sono candidati al Nobel che hanno fatto di questo un marchio di fabbrica. Guarda alla Pianista dell'ultima autrice austriaca che ha vinto il premio prima di Pinter e mi darai sicuramente ragione. Io di Moresco posso consigliarti, a colpo sicuro, Lerrere a Nessuno (Bollati Boringhieri). Per me è un gran libro! In libreria si trova. Bregola
Posted by: D. at 13.12.05 15:48
Avevo intenzione, comunque, di leggere "gli esordi", ma penso di orientarmi sul tuo consiglio.
Per il resto ti dirò che non è una novità e io non sono uno di primo pelo, nemmeno il mio amico che è anche gestore di un sito "ehmm" un tantino spinto, quindi credo sia avvezzo a trombate o robe simili.
Poi si può discutere quanto si vuole: io lessi "la storia dell'occhio" di Battaille e mi fece schifo, lui lo trovò semplicemente geniale.
Dov'è l'inghippo?
ciao,
Matteo
Posted by: matteo at 13.12.05 18:33
Caro Davide
Sarà che sono uscito di casa alle 6 e ritornato fuso alle 22, ma questa tua operazione non la capisco e le motivazioni da te riportate sono deboli. Stanare chi? Un anonimo? Il testo non apporta nulla sul piano critico né su quello satirico/letterario. Sarà che mi manca qualche coordinata. Stamattina, nel ritaglio di tempo tra una cosa e l’altra, mi sono sparato un capitolo del tuo “Da qui verso casa”, la parte con Julio Monteiro Martins. Invece di riportare quelle quattro righe, perché non posti parti del tuo libro? Sarebbe a mio parere più utile ed interessante. I lettori non sono stupidi. Volevi vedere cosa? Per esempio questa: “ Lo scritto non finisce mai. E questo è un privilegio e una fortuna, non un problema. Scrivere non è una cosa che si FA, ma una cosa che si E’. E come tutte le cose che si è, si è nel flusso, nella durata di ogni fase, di ogni esperienza, nel continuo divenire, nella metamorfosi di sé e di tutto. […] Considerare la scrittura come un prodotto è senz’altro avvilirla, sminuirla, svuotarla di dignità. E questo […]. Il resto lo conosci.
Questa è una sensazione/opinione che ho voluto esprimere. Un disagio. Peccato. Il testo sopra non mi stimola.
Posted by: Francesco Sasso at 13.12.05 23:08
Francesco, tanti disastri sono lastricati di buone intenzioni. Questa rubrica concessa a "tutti gli anonimi" che mandano e-mail a blog letterari mi sembra un primo passo per dare voce alle opinioni anche impopolari o che non si condividono appieno ma che in qualche modo danno conto di un sentire che sta qui, ora. Può darsi che la mia buona intenzione si riveli un disastro, ma a mio avviso vale la pena provare. Sono attorniato da persone che fanno buon viso e cattivo gioco, e spero nella sincerità dell'anonimato.D.B.
Posted by: D.B. at 14.12.05 11:34
Ma la sincerità e la verità perde la sua forza se anonima. E'un scendere in campo stando in un bunker.
Posted by: Francesco Sasso at 14.12.05 12:08
Errore: perdono la loro forza... la fretta...
Posted by: Francesco Sasso at 14.12.05 12:10
Non è cola mia se l'Italia vuole rimanere anonima quando dice cose che pensa veramente (scusa se prendo una parte per il tutto), ma siamo un paese di cialtroni e qui si vuole dare, in sedicesima, anche una piccola prova di questo. Io, se voglio dire qualcosa, rispondo di me stesso, firmandomi e rimanendo pubblico, se gli anonimi che mi insultano, o che insultano altri, o che vogliono fare ritrattini di scrittori non si vogliono firmare, avranno le loro ragioni. Credo. La cosa che mi fa specie però è che di tutti gli interventi che ho postato sul romanzo italiano del xxi secolo, alcuni importanti, come quello di Parente, Verasani, ecc, non accendono l'immaginario e non fanno da fulcro per iniziare un dibattito, invece basta postare 7 righe di uno sconosciuto che salmodiante ritrae sue impressioni, e scatta il dibattito. Anche questa era una prova di alcuni pensieri che già avevo sul mondo blog e limitrofi che mi fa pensare a una cosa: la mia piccola avventura blog dovrà avere un termine. La farò durare 1 anno giusto. iniziato nel settembre 2005 dovrà durare un anno esatto. Non mi interessa andare oltre.D.
Posted by: D.B. at 14.12.05 12:37
“La cosa che mi fa specie però è che di tutti gli interventi che ho postato sul romanzo italiano del xxi secolo, alcuni importanti, come quello di Parente, Verasani, ecc, non accendono l'immaginario e non fanno da fulcro per iniziare un dibattito, invece basta postare 7 righe di uno sconosciuto che salmodiante ritrae sue impressioni, e scatta il dibattito.”
Qui non c’è un dibattito aperto per le sette righe.
Se parli di me, ti dico che io leggo Nazione Indiana 2.0 (qui ho mai lasciato un commento), Lipperatura (qui non ho mai lasciato un commento), Vibrisse ( in dieci mesi avrò lasciato meno di dieci commenti, escluso il post che mi riguarda) e il tuo blog (qui ho commentato durante il tuo “Il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo”. Ad un certo punto, non capendo dove volevi arrivare, mi sono messo in atteggiamento d’ascolto e di semplice lettore. Il mio primo mestiere è quello di lettore.
Sulla questione “Il romanzo del ventunesimo”, non avendo a riguardo idee chiare, anche qui, mi sono messo in posizione d’ascolto e riflessione, non vedo la necessità di dover dire la mia, se la mia idea non c’è. Cosa c’è di sbagliato in tutto questo?
Fatto sta che, leggendoti su queste pagine, ho iniziato a conoscerti come scrittore, ho comprato Da qui verso casa e Il catalogo delle voci, ho iniziato a parlare di letteratura migrante con alcuni professori dell’università di Bari. Che c’è di male? La tua avventura è stata inutile?
Leggendo questo post mi sono detto: che succede, perché questo slittamento? ed ho commentato. Che c’è di male?
Adesso dici che chiudi, sicuramente appena dopo l’uscita del tuo libro. Mi dispiace. Avevi instaurato un rapporto potenzialment duraturo con un lettore che lasciava pochi commenti, per sua scelta, ma che ti seguiva. Bisogna per forza alzare la voce per essere?
Un saluto
Posted by: Francesco Sasso at 14.12.05 20:23
Ho frequentato e frequento ancora oggi siti dove si discute molto attraverso i forum. I blog li conosco poco, in special maniera quelli "letterari" che mi sembra una brutta cosa da assegnare ad uno spazio personale tipo diario.
Posso assicurare che, in molte discussioni vissute personalmente, il post viene e sgorga subito quasi senza pensare e, purtroppo, molte volte finisce per contraddire un'idea solamente prendendosela con chi l'ha scritta.
Ho visto poi che anche l'isituzione di forum anonimi, dove non venivano cioè indicate le generalità di chi postava, hanno avuto un successo pari a zero.
In sostanza, il brano di Sorrentino è molto bello quanto teorico: difficile scannarsi e dissanguarsi solamente sugli ideali e le opinioni correnti. Si arriva sempre, prima o poi, al pettegolezzo stile comari, all'insulto personale o a piccole fazioni, dove non conta ciò che scrivi ma conta solamente il tuo nome.
Matteo
Posted by: matteo at 15.12.05 09:13
Francesco Sasso e Matteo, devo darvi ragione. Non è necessario lasciare un commento, avete ragione, non è necessario alzare la voce e insultare. Devo essere sincero, sono partito con il blog avendo un preconcetto, ma m è stato chiesto di aprirlo, e l'idea di sperimentare qualcosa di questo tipo, dopo perplessità che già avevo 5 anni fa su questa forma di comunicazione non sono svanite. Qualcuno crede che un blog serva anche a promuovere un libro in uscita ma per me prendono un grande granchio. Narrativa e blog per il monento sono "generi" diversi, e chi vuole fare blog pensando con la logica della scrittura narrativa è già superato dagli eventi. Per cui è vero che uscirà il mio romanzo,non uscirà quando chiuderò il blog, ma molto prima e non ne darò nemmeno conto, perché se è vero che da settembre hanno visitato in 10.000 queste pagine è anche vero che "chi se ne frega del romanzo di Bregola". Ma il romanzo, per la forma e per i contenuti che avrà, sarà fatto così anche perché ad un certo punto irrompe il blog, irrompe l'informazione massificata come non mai prima d'ora. Sono nebuloso e criptico, ne convengo, però è così. Mi fa piacere l'essere stato un megafono per la letteratura dei migrant writers. E' una ricerca a cui tengo e che dal 2001 mi tiene impegnato, quindi i due libri che cita Sasso sono il mio contributo alla ricerca sul romanzo del xxi secolo. La ricerca continuerà, le cose che ho scritto, i commenti che ho letto, le e-mail che mi sono arrivate, che mi arrivano e mi arriveranno saranno prese in considerazione per aggiustare il tiro, per confermare alcune considerazione, per metterne in discussione altre. Da tutto questo materiale, dall'avventura di 1 anno del blog vorrei ricavare parole vive, anche se è una contraddizione, non paragrafi morti, e già vedo che la forma di tutto questo potrebbe essere il paralipomena. A Roma alla fiera del libro ho parlato con più critici, qualche scrittore, e ciò che manca, in questi anni, è la parola degli scrittori sulla metaletteratura. Nei secoli passati, nello scorso secolo, si sono pubblicati centinaia di titoli sulla questione mentre oggi latitano testi che scommettano sul futuro. So che testi del gerene sono al limite della cialtroneria, sempre sul punto di crollare come castelli di sabbia, deboli e contraddittori. Però vale la pena provare. Non è necessario vincere a tutti i costi, scommetterci è importante. Rimango dell'idea che 1 anno di esperienza vistuale sia più che sufficiente per capire alcune dinamiche. D.B.
Posted by: Davide at 15.12.05 13:49
scusa se ti rispondo a monosillabi, ma sto per uscire di casa.
Ti chiedo solo di continuare la tua ricerca, mantenendo la rotta da te tracciata. Era questo il significato del mio primo intervento. So che mi capisci quando dico che ascoltare è importante, è quello che io personalmente sto facendo qui da te e in altri luoghi.
Un saluto
Francesco
Posted by: Francesco Sasso at 15.12.05 14:58
sono qui perchè il tema mi interessava... sono giovane. e questo è già un guaio. vorrei essere scrittrice. e questo è un altro guaio. sto curiosando fra i blog letterari. e questo è il guaio peggiore. una mia amica ha aperto un blog e mi ha invitato a gestirlo con lei. ho accettato ma non sono all'altezza.
quanto tempo ci vuole in una giornata per riflettere, inseguire quello che si dice in rete, rispondere. alla fine è come leggere un testo di filosofia, o sociologia, insomma un testo in cui per spiegare la tesi si consumano parole su parole. non è che i bloggers o come si dice,usano troppe parole? non è il male del 2000. cioè portato all'esasperazione. spiegate, giustificate, mi riferisco a voi "adulti", e alla fine parlate ancora più di noi solo di voi stessi. mi sa che me ne tornerò nel silenzio. o al massimo in qualche simpatica chat di persone che alla fine vogliono solo comunicare con me...
mi è capitata una cosa buffa. sono capitata sul blog di una scrittrice. le ho detto che un suo libro non mi era piaciuto, ma così, nel discorso, e che mi dispiaceva, ma lei mi ha censurato. allora non capisco più. nel suo blog parla dei libri che legge, allora perchè non accettare un giudizio negativo. ecco, ho perso il filo. mi scuso. forse ho sbagliato post. ma il libro di davide lo leggerò.
Posted by: crisstella at 18.01.06 10:08