« VIVI | Main | Il romanzo del ventunesimo secolo #12 »
21.12.05
Il romanzo del ventunesimo secolo #11
RENATO BARILLI interviene nel dibattito sul Romanzo Italiano del XXI secolo. Gli interventi pubblicati fino ad ora si trovano qui:
http://www.vibrissebollettino.net/davidebregola/archives/romanzo_xxi_secolo/index.html
Tutto è partito dalla lettera che si può leggere qui: http://www.vibrissebollettino.net/davidebregola/archives/2005/11/lettera_aperta.html#comments
Di Renato Barilli
Caro Bregola,
come ben sai, sono un sostenitore a oltranza della validità e della ricchezza della narrativa italiana quale si presenta in questi inizi di secolo. Dico narrativa perché non ne farei tanto una questione di “romanzo”, nozione che sembra imporre di scrivere con un principio e una fine, e con una vicenda “ben fatta”. Ma si può narrare anche per brani, segmenti, appunti ecc.; e non trascuriamo la possibilità-necessità di unificare il campo, tra le narrazioni che si fanno con la scrittura e quelle che si fanno su pellicola, al cinema, o meglio ancora su nastro magnetico o disco digitale, come avviene sempre più spesso. Sostengo da tempo che un Aristotele redivivo non avrebbe alcuna esitazione a comprendere nella sua Poetica anche il cinema così come, allora, ebbe il coraggio di unire l’epica, cioè la narrativa narrata, con la commedia e la tragedia, cioè la narrazione agita, performata, senza stare troppo a preoccuparsi dei rispettivi specifici. Oggi mi capita di passare con assoluta disinvoltura dalla visione di un film su schermo grande o di uno sceneggiato su schermo piccolo (siamo diventati molto bravi, con i vari Don Matteo e Commissario Rocca e Procuratore Mastrangelo…) alla lettura di un testo narrativo appena uscito a stampa. Mi sembra che oggi la narrativa in, versione cartacea si è resa competitiva, non ha nulla da invidiare, rispetto ai suoi rivali. C’è forse solo, a suo carico, la pigrizia di un pubblico disabituato a “leggere”, tanto è vero che assistiamo alla perversione dell’effetto video, per esempio, la popolarità eccessiva di Baricco, che mi sembra scucito, approssimativo, affrettato, ma va in testa nelle classifiche proprio perché lo si vede in TV, con effetto indotto. Mi consola vedere che Ammanniti, pur non andando sul piccolo schermo, ottiene un vasto consenso, e assieme a lui i Nove e Scarpa e Campo e Ballestra e Vinci, ovvero lo squadrone comparso agli appuntamenti di “Ricercare”, e fatto confluire sull’antologia “Narrative invaders”. Ma devo dire che negli ultimi tempi sono divenuto tollerante nei confronti anche di prodotti che non hanno avuto il nostro “imprimatur”: ho detto bene di Nesi, di Piperno, mi appresto a farlo perfino per l’ultimo nato della Mazzucco. Senza contare che c’è poi sempre lo squadrone dei romanzieri oggi cinquantenni, cioè anteriori a quella che io chiamo “terza ondata”, e cioè i casi di Busi, De Carlo, Veronesi, Benni… Insomma, il panorama è ricco e robusto, ma ahimé osteggiato da molti miei colleghi che non si aprono alle novità e restano prigionieri del passato, come se non si fosse andati oltre i vari Pasolini e Calvino, anche se quest’ultimo è stato eccellente, e invece il primo assai poco valido. Inoltre anche la grande stampa asseconda molto male questa situazione rigogliosa, un organo importante come “Repubblica” si è specializzato a parlare solo degli stranieri, dedicando paginoni a illustri sconosciuti, magari solo perché insigniti di un riconoscimento molte volte inutile e distribuito col bilancino del politically correct com’è il Nobel. Deleterio poi è il ruolo del festival di Mantova, pronto appunto a ospitare tutti i bestseller stranieri, o quelli italiani, purché siano di giallisti e di eroi televisivi. Ma il suo alto numero di frequenze ha fatto girare la testa ai nostri assessori, per cui un incontro difficile come appunto il “Ricercare” di Reggio Emilia, volto a lanciare i nostri nuovi prodotti, è stato cassato dagli amministratori di quella città, invidiosi del facile successo dei mantovani. Niente paura, “Ricercare” rinascerà, anzi, ancor più indirizzato al futuro, sotto il titolo di “Ricercabo”, cioè un ricercare che si farà a Bologna, anzi, no, nel comune limitrofo di S. Lazzaro di Savena.
Renato Barilli, critico letterario e d'arte (Bologna 1935). Ha preso parte alla neoavanguardia degli anni Sessanta, culminata nel Gruppo 63. Come critico d'arte ha storicizzato le esperienze d'avanguardia, dalla pop art, alla body art. E' Ordinario al DAMS di Bologna e Direttore del Dipartimento delle Arti Visive. Laurea in lettere nel 1958, incarico in estetica dal 1970, straordinario di storia dell'arte contemporanea dal 1972, ordinario di fenomenologia degli stili dal 1980. Ha scritto numerosi volumi di Estetica, di critica letteraria e di critica d'arte. Tra le sue opere: L'arte contemporanea. Da Cezanne alle ultime tendenze (Feltrinelli 2005);Bergson il filosofo del software (Cortina 2005); Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna (Bompiani 2003); E' arrivata la terza ondata (Testo&Immagine 2000)
Posted by Davide Bregola at 21.12.05 09:26
Comments
Che la manifestazione "Ricercare" sia stata "cassata" dagli amministratori di Reggio Emilia in quanto "invidiosi del facile successo dei mantovani" (nota: non è così "facile", il "successo" del Festivaletteratura di Mantova - che a me non piace, ma questo è un altro discorso), a me non risulta. Ho partecipato alle ultime (anche all'ultimissima, particolarmente tempestosa) riunioni del "comitato tecnico" di "Ricercare": e nessuno faceva, né esplicitamente né implicitamente, paragoni con il Festivaletteratura. Certo: il Comune di Reggio Emilia chiedeva al comitato di inventare delle "formule" che permettessero a "Ricercare" di diventare una manifestazione un po' meno "autoreferenziale" e un po' più legata alla vita culturale cittadina. Il che non significa, checché ne pensi Renato Barilli, trasformarla in una carnevalata come il Festivaletteratura.
Posted by: giuliomozzi at 21.12.05 10:39
"Deleterio poi è il ruolo del festival di Mantova, pronto appunto a ospitare tutti i bestseller stranieri, o quelli italiani, purché siano di giallisti e di eroi televisivi." prego chi ne avesse voglia di scorrere qui sotto gli autori ospiti del festival di mantova 2005 (come risultano dal sito, poi magari ci saranno state variazioni, ma insomma: più o meno questi sono stati). ci sono un sacco di nomi di tutti le taglie e anche un sacco di nomi che io ad esempio manco conosco (e probabilmente un sacco di loro varrano la pena). se il professore barilli ritiene che Darwish sia un eroe televisivo, o che Semprun sia un "giallista" o che Spiegelman non sia un autore che merita perfino il vituperato bagno di folla, mi faccia sapere perché devo aver capito tutto sbagliato nella vita. c'è severgini, ma ci sono anche portelli e del boca. c'è la mac donald ma c'è anche la marouane (e comunque, scusate, sicuri che non valga la pena di conoscere meglio anche yehoshua?).
per il professor barilli sembra che la letteratura italiana contemporanea consista o in quanti "hanno ricevuto l'imprimatur" da Ricercare o - bontà sua - in quanti sono stati beneficiati dal mercato... a parte i suoi pupilli - che peraltro anche io apprezzo - possibile che barilli veda sola piperno e mazzucco, cioè quelli che i banconi delle librerie ci sbattono in faccia senza sosta? ammazza che occhio acuto!!! ecco allora preferisco il festival di mantova, che pur nella forma a volta discutibile dell'ostensione dell'Autore, mette in circolo un sacco di nomi e libri che difficilmente altrove si sentono citare e che difficilemente si ha l'occasione di conoscere, di cui difficilemente si trovano i libri ecc. ecc. altrove si preferisce citare in continuazione scarpa-nove-vinci-ballestra come un mantra... e tutti gli altri? che si mettessero in fila per ricercabo, evidentemente...
Ecco *i nomi della lista*. sfatiamo il mito, please.
Abbado, Daniele / Abbatiello, Antonella / Al Nasiri, Buthaina / Altomare, Massimo / Amiry, Suad / Anedda, Antonella / Archetti Marco / Artioli, Mario / Audisio, Emanuela / Avoledo, Tullio / / Banda, Alessandro / Baraka, Amiri / Bartezzaghi, Stefano / Bartuli, Elisabetta / Bedini, Maria Angela / Benedetti, Carla / Bergonzoni, Alessandro / Berry, Marco / Bersani, Mauro / Bertelli, Gualtiero / Bettin, Gianfranco / Bollani, Stefano / Bottura, Renato / Bramani, Lidia / Branzi, Andrea / Busi, Giulio / Buttarelli, Annarosa / Capuani, Monica / Carboni, Massimo / Carlotto, Massimo / Carrer, Chiara / Cassano, Franco / Cataluccio, Francesco / Cavalli, Ennio / Cavicchioli, Marco / Celestini, Ascanio / Cheli, Pietro / Cirri, Massimo / Cisneros, Sandra / Clough, James / Cneut, Carll / Cole, Babette / Comini, Claudio / Connelly, Michael / Conti, Guido / Conti, Quirino / Cosentino, Giuseppe / Costa, Lella / Cottrel Boyce, Frank / Coyaud, Sylvie / Craveri, Benedetta / Crepax, Margherita / Curino, Laura / / D'Arcais, Paolo Flores / Dafydd, Fflur / Darwish, Mahmoud / Davies, Nicola / De Angelis, Milo / De Cataldo, Giancarlo / de Kerckhove, Derrick / De La Héronnière, Edith / De Marchi, Vichi / De Masi, Domenico / Degli Antoni, Pietro / Del Boca, Angelo / Di Francesco, Michele / Di Giorgio, Claudia / Donà, Cristina / Donovan, / Dorfles, Piero / Dotti, Guido / Doyle, Roddy / Dunant, Sarah / Elsinor / Erbamil, / Fabbri, Franco / Farinetti, Gianni / Fasoli, Claudio / Ferrari, Ivano / Ferrero, Carlo Alberto / Filocamo, Giovanni / Finessi, Beppe / Fioroni, Giosetta / Fofi, Goffredo / Fois, Marcello / Fortunato, Mario / Fouad Allam, Khaled / Franceschini, Enrico / Franzoni, Giovanni / Fuksas, Massimiliano / Gaarder, Jostein / Galimberti, Fabrizio / Gambarotta, Bruno / Garlaschelli, Barbara / Gentile, Enzo / Ghattas, Robert / Ghinelli, Paola / Giagnoni, Lucilla / Giancaspro, Mauro / Ginsborg, Paul / Goldkorn, Wlodek / Gonella, Simona / Graziani, Eleonora / Grisham, John / Guarnaccia, Steven
Guedj, Denis / Guglielmi, Libereso / Hornby, Nick / Iliprandi, Giancarlo / Jin, Ha / Kachachi, Inaam / Kahn, Ashley / Khuri, Elias / Kizito Sesana, Renato / Krug, Nora / La Cecla, Franco / Lagani, Chiara / Lamarque, Vivian / Lansdale, Joe R. / Lavagetto, Mario / Lavagnino, Alessandra / Levi, Lia / Levy, Andrea / Libeskind, Daniel / Licalzi, Lorenzo / Lindahl, Inger / Lipperini, Loredana / Livio, Mario / Lombardi, Sandro / Lucarelli, Carlo / Lupi, Michele / MacDonald, Ann-Marie / Macola, Erminia / Magris, Claudio / Magro, Giuseppe / Malago’, Elia / Maltese, Curzio / Manara, Milo / Mancia, Mauro / Manguel, Alberto / Marconi, Sara / Marouane, Leila / Martinelli, Carlo / Massarenti, Armando / Matarrese, Sabino / Mattotti, Lorenzo / Mauri, Fabio / Mihaileanu, Radu / Minganti, Franco / Moccia, Federico / Molinari, Luca / Morandi, Albano / Morelli, Ugo / Moresco, Antonio / Morgan, / Mosca, Renzo / Nadotti, Maria / Nava, Emanuela / Nkoma, Thoko / Odija, Daniel / / Ottieri, Maria Pace / Ovadia, Moni / Oyehaug, Gunnhild / Paccagnini, Ermanno / Palahniuk, Chuck / Pali e Dispari, / Parks, Tim / Parrella, Valeria / Pascale, Antonio / Pastore, Antonietta / Pastorin, Darwin / Pederiali, Giuseppe / Pellizzari, Valerio / Pellizzola, Marco / Pera, Pia / Perissinotto, Alessandro / Perrella, Silvio / Perrotti, Carla / Phillips, Caryl / Piccini, Daniele / Pierìs, Michalis / Pietromarchi, Bartolomeo / Piperno, Alessandro / Pistoletto, Michelangelo / Pitzorno, Bianca / Politkovskaja, Anna / Portelli, Alessandro / Pozzi, Elisabetta / / Quaranta, Bruno / Quarenghi, Giusi / Rampello, Liliana / Rasy, Elisabetta / Ràvic Strubel, Antje / Riel, Jorn / Rimondi, Giorgio / Riotto, Antonio / Romagnoli, Gabriele / Romito, Lorenzo / Rosolini, Giuseppe / Ruffilli, Paolo / Saletti, Carlo / Sallis, James / Sapienza, Davide / Scarlini, Luca / Scateni, Stefania
Schiavazzi, Elide / Schott, Ben / Sebregondi, Maria / Segrè, Andrea / Semprùn, Jorge / Sereni, Clara / Serra, Michele / Sessi, Frediano / Setouchi, Harumi / Severgnini, Beppe / Sini, Carlo / Sinibaldi, Marino / Specchio, Mario / Spiegelman, Art / Spinelli, Barbara / Stella, Gian Antonio / Taddia, Federico / Tadjo, Véronique / Tassinari, Valeria / Terragni, Attilio / Terzani Staude, Angela / Testa / Enrico Thiep, Nguyen Huy / Tiezzi, Federico / Toibin, Colm / Vaghenàs, Nasos / Valente, Andrea / Van de Sfroos, Davide / Varvello, Marco / Vassalli, Sebastiano / Verdiani, Vera / Vergine, Lea / Verplancke, Klaas / Vidoz, Paolo / Vincenzi, Massimo / Vivan, Itala / Viviani, Cesare / Yehoshua, Abraham B. / Zaccagnini, Paolo / Zaccuri, Alessandro / Zarri, Gabriella
Posted by: paola at 21.12.05 15:09
Il Festivaletteratura è attorniato di merda d'ogni sorta, come pure Barilli (che ho visto scegliere opere d'arte a caso in 5 minuti, da un elenco di giovani artisti da premiare) è attorniato da merda.
Chi si circonda di merda, poi non può ne' gridare aiuto, ne' vantarsi del proprio rigore morale.
Il Festivaletteratura è organizzato da un insieme di lettori che chiamano chi cazzo gli pare a loro e hanno anche fondato un'associazione per tutelare il proprio evento privatistico e che tendezialmente vorrebbe essere snobista e rivolto a se stessi. Se l'edizione del Festival va male, comunque l'organizzazione ha un piccolo sostentamento privato e pubblico che la tiene in piedi.
Se il festival attira tanta gente, è in gran parte un caso e in piccola parte dipende da un buon lavoro di messa in scena e logistico; ma se stuzzica gli amministratori di altre città che ci vedono chissà quale opera d'immagine e di lucro è per pura debolezza e ignoranza di questi ultimi e dei "consulenti culturali" che utilizzano.
Facili profitti al mondo non esistono. Chi vuole sfondare scopiazzando, dura giusto 5 minuti. Come non esiste nessuno in grado di dire che una cosa è arte e l'altra no o che una cosa è nuova, elitaria e geniale e l'altra fa schifo ed è popolare e/o massificata.
Per quel che mi riguarda, conoscendo da più anni e da vicino le realtà di cui ho parlato qui sopra posso dire che il mondo senza tutto questo non starebbe peggio e nemmeno meglio.
Posted by: Medo at 24.12.05 17:24
Medo, qualcosa mi sfugge. Se il Festivaletteratura è un "evento pritatistico", perché i lettori che lo organizzano non avrebbero il diritto di invitare chi gli pare a loro? E se l'evento lo fanno snobisticamente per se stessi, com'è che ci va invece così tanta gente? E: non è che, forse, si potrebbero usare, per descrivere le cose, di tanto in tanto, delle categorie un po' più precise di "merda" e "cazzo"?
Posted by: giuliomozzi at 25.12.05 18:46