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30.11.05

Nuovi Argomenti #32 -reload-

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Il racconto tratto da Nuovi Argomenti numero 32 intitolato "IO SO"

Se le porte della percezione fossero ripulite tutte le cose sembrerebbero infinite
Di Davide Bregola

C’è una storia che si racconta alle cene con gli onorevoli del nostro parlamento. E’ una storia che per essere raccontata ha bisogno di una formula standardizzata e vuole che queste siano vicende di finzione, al cento per cento.
Sto leggendo un racconto di Antonio Pascale dal titolo “Io sarò Stato?” E’ uscito nell’antologia La qualità dell’aria. Ad un certo punto il suo impiegato statale dice: “E’ un processo postmoderno, la verità non esiste, conta solo l’intreccio e la composizione delle forze in vettore.”
Mi fa tornare alla mente un fatto di qualche anno fa.
Italia
Modena
Via De Romei
Ore 21.50 circa.
Ero a cena all’Osteria Pane&Vino con una ventina d’invitati e l’Onorevole Ernesto Pellegrino.
Ernesto Pellegrino aveva finito da qualche ora di parlare in pubblico del suo nuovo libro Segreti di stato.
Avevo presentato l’incontro in Sala Estense. Pellegrino era il responsabile della Commissione stragi del governo in carica di Massimo D’Alema.
L’incontro era stato un fiasco. Ad ascoltarlo c’erano state solo sedici persone, mancava il sindaco. Presente solo un assessore defilato, vicino alla porta d’ingresso, pronto per uscire. Sarebbe ricomparso durante la cena.
A cena c’era anche il titolare dell’agenzia Inaudito. Il libro era della casa editrice in questione e ne avevamo fatti arrivare cinque scatoloni pieni per venderli durante la presentazione pubblica. Ne avevamo venduti otto. Il titolare era arrabbiatissimo.
Prima che l’onorevole arrivasse la polizia era fuori ad aspettarlo e seguiva i suoi spostamenti con le radio trasmittenti e i cellulari collegati ad altri militari che lo stavano accompagnando a Modena. Da Roma sarebbe arrivato in aereo a Bologna. Dall’aeroporto l’avrebbero scortato fino al luogo dell’incontro. Un poliziotto aveva detto che l’onorevole era in ritardo di un’ora.
Prima di vedere l’auto su cui c’era Pellegrino sentimmo cinque minuti di sirene spiegate. Sirene il cui suono sembrava sempre più vicino. Arrivò la prima macchina della polizia, una seconda, una terza. Spensero il suono ma lasciarono le sirene a lampeggiare. Scesero due poliziotti in borghese. Parlavano al telefono. Arrivò dopo cinque minuti l’auto blu su cui c’era l’onorevole con altri tre uomini.
Scesero, si guardarono attorno e lo fecero scendere. Uscì che era tutto uno scatto, volle dirigersi subito all’interno della sala dove si sarebbe tenuta la presentazione. Alcuni poliziotti rimasero fuori dal teatro. Altri entrarono. Le due guardie del corpo sempre appresso.
Il titolare dell’agenzia mi guardò con la fronte corrugata. Io e lui assistevamo a questi movimenti che avevano la parvenza di essere un rito consolidato. Ognuno sapeva come muoversi, cosa fare, dove guardare.
Rilassò la fronte e mi disse Ma quanto ci costano questi!
Proprio così. Disse solo Quanto ci costano questi!
Al che risposi E’ la democrazia che costa. Ma non ero troppo convinto di quello che avevo risposto. Questa frase l’avevo sentita dire tante volte e metteva tutti a tacere. Sembrava la formula magica per ingoiare tutto: E’ la democrazia che costa.
Dopo l’incontro un poliziotto in borghese chiese all’onorevole: Prendiamo le auto?
No, andiamo a piedi.
Per scaricare tutto il racconto in formato PDF clicca qui


Posted by Davide Bregola at 30.11.05 22:13

Comments

Ottimo! Pungente e delicato nello stesso modo, grazie. s.

Posted by: sandra at 01.12.05 11:41

Davide, secondo me l'intervista fatta da Giorgio Bocca è un pò troppo lunga.


Saluti.

Posted by: Mirfet at 01.12.05 19:44

MIRFET, vedo ora il commento, ma volevo dirti che è una finta intervista. L'ho inventata io, è finzione pura al 100%. E' lunga perché doveva dire alcune cose sulla verità e l'ho fatta dire alla finta mambro con tante parole. Deve dare il senso della logorrea ideologico settantasettina. Se ti ha infastidito ha colpito nel segno.Bravo!

Posted by: D.B. at 07.12.05 18:43

Ciao Davide,
che l'intervista fosse finzione al 100% l'avevo capito... :)

Ha colpito nel segno, con me.
Spesso ho avuto la tentazione di saltarla completamente, e ho dovuto riprendere a leggerla da capo un paio di volte.

Tuttavia, mi chiedo se sia possibile "dare il senso della logorrea ideologico settantasettina" con un numero leggeremente minore di parole. Non ho una formula, sia chiaro, è solo una domanda.
Ma forse sarebbe un'altra storia...

:)

Saluti.
m.

Posted by: Mirfet at 08.12.05 13:59