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21.11.05
Il romanzo del ventunesimo secolo #3
E' la volta di Giuseppe Caliceti. Terzo intervento creato grazie ai contributi che mi sono arrivati e che mi arriveranno su dbregola@libero.it.
Tutto è partito con la "Lettera aperta a scrittori, critici e lettori" il cui testo è qui: http://www.vibrissebollettino.net/davidebregola/archives/2005/11/lettera_aperta.html#comments.
Attenzione nei commenti: non si è mai parlato di Grande Romanzo Italiano, ma semplicemente di "romanzo italiano". L'aggettivo GRANDE l'ho usato solo nei miei interventi pamphlet che sono in qualche modo riconducibili a un progetto comune, ma che hanno un'autonomia rispetto agli scritti proposti in questa rubrica chiamata ROMANZO XXI SECOLO. (D.B.)
Di Giuseppe Caliceti
Il romanzo è una macchina. Dentro al romanzo c'è un motore narrativo. Se non ci fosse questo motore non sarebbe una macchina, un romanzo. Io ho amato molto le macchine di Milan Kundera, per esempio. Le ruote, il volante, i sedili anteriori e posteriori. Il romanzo viaggia nel nostro tempo. Il romanzo è un'automobile che attraversa il nostro tempo. In parte lo cattura, in parte no. Ma cosa importa? Un buon romanzo subisce numerosi collaudi. Senza un motore narrativo non c'è un romanzo. Forse ci può essere una storia? Forse sì, forse no. Certo il romanzo, la macchina del romanzo, è fatta apposta per portare in giro la storia. Il romanzo fa fare questo giro di storia al lettore. E' una strada in parte segnata, in parte no. Certo si possono leggere storie anche senza motore narrativo, storie che non hanno altro tipo di motore: voglio dire, a volte si lasciano leggere anche quelle. Ma in forma di romanzo le storie si lasciano leggere meglio. I lettori si lasciano meglio portare in giro. Anche le storie, sembrerebbe. Porsi domande sul romanzo del nuovissimo millennio appena iniziato è una roba per me un po' megalomane, lo confesso. Comunque qualcosa di certo è cambiato. Qualcosa cambia sempre. Qualcosa cambierà Come deve essere? Come sarà? Come dovrebbe essere? Chi lo sa? Certo le auto che si vedono passare in giro oggi sono diverse da quelle di tempo fa. Intanto sono più veloci. Alcune sono veri e propri fuoristrada. Anche i motori narrativi sono sempre più oliati. C'è più velocità di accelerazione. Eccetera. Ecco, così cambierà il romanzo in futuro: come cambiamo le automobili.
Giuseppe Caliceti vive a Reggio Emilia, dove lavora come insegnante elementare e organizzatore culturale. Il suo ultimo libro in ordine di tempo è "Il busto di Lenin" (Sironi Editore)
Posted by Davide Bregola at 21.11.05 20:43
Comments
Io vorrei leggere una cosa che sta alla letteratura come Hegel alla filosofia, come Kill Bill al cinema (nell'ultimo caso senza omicidi).
Posted by: anonimo ma neanche tanto at 23.11.05 01:04