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05.11.05

Il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo (Settima parte)

Di Davide Bregola
Folla all'inaugurazione di un supermercato:
follacoop.jpg

Settimana scorsa in un dialogo informale con un professore associato dell’Università di Bologna, Facoltà di Lettere Moderne -indirizzo filologico- ho chiesto: Allora? Secondo te in che situazione si trova la critica italiana?
La critica? Non è un problema. Ci sono 3 grandi fazioni, lavorano a scomparti stagni. Non si entra, non si esce. E’ così e basta.
Io: Potresti essere più chiaro?
C’è la lobby massonica che porta avanti i suoi autori, li studia, li coccola, li asseconda, li fa conoscere…c’è la lobby gay che fa conoscere i suoi, li fa ripubblicare, tiene vivo il ricordo, li fa studiare agli studenti che poi insegneranno nelle scuole…c’è la lobby comunista che fa le stesse cose con i suoi autori, che ha i suoi spazietti sui giornali, sulle riviste, nelle redazioni. Sono in gioco queste tre forze. Gli altri, i cani sciolti, i critici solitari, gli scrittori appartati, i morti dimenticati, stanno lì dentro a un file morto, pronto per essere mandato nel cestino e destinato ad essere mandato al creatore al prossimo “Svuota cestino”, se capisci l’antifona windows!
Io: Ma come? Allora siamo tutti burattini in mano a questi gruppi?
Fai tu! Si spartiscono i pochi soldi, occupano i pochi posti all’università, fanno i consulenti per riciclare un po’ di denaro…pensa che ho fatto un lavoro per la SEI, prestigiosa casa editrice, che sperava andasse male il mio libro per non rimetterci. Sembra un paradosso? Devono essere in passivo con l’editoria per avere in attivo altre attività. Non vedi? Non capisci? Non senti? Non fare l’ingenuo. Tutto è diverso da ciò che sembra, qui in Italia. Niente è come appare…
Io: E gli autori? Bassani, Calvino, Fenoglio, Gadda, il Novecento? Il mio Novecento?
Mezze calzette. Che ti frega degli autori italiani del Novecento. Bassani era un ebreo che odiava gli ebrei che a loro volta a Ferrara erano i più convinti fascisti. Bassani. Uno che ha costruito il suo impegno sociale solo per il fatto che un giorno l’hanno mandato fuori dalla Biblioteca Ariostea. Un rompicoglioni presuntuoso. Scrittore per “signore da salotto” che bevono il te alle cinque. E te lo dice uno che ha fatto il corso monografico su Bassani!
Io: E gli altri? Quelli di oggi?
Niente. Solo chiacchiera e distintivo. Leggi Kafka e Beckett e c’è già tutto. Forse un po’ Testori, forse lui. Che sperimentava sapendo cosa stava facendo. Poi buio. Tre lobby, in tutta Italia. E basta.
Io: Mi hai demoralizzato. Non so più cosa argomentare.
Vuoi sapere? In questo mondo, in questa epoca ha solo senso il calcio e la fica. Solo calcio e fica. Inter e fica. Fica e Inter. E basta.
Io: E gli ebrei? Dove li metti gli ebrei?
Loro stanno dappertutto, sia con i massoni, che coi comunisti che con i gay. Te lo dice uno che è amico dei semiti e amico del popolo d'Israele.
Io: Mah.

*
Quando il regista Pier Carpi mi disse che Licio Gelli, del quale era un grande amico, nel ’96 fu candidato al Nobel per la Letteratura, scoppiai in una grossa risata.
Poi lessi un'intervista di Concita De Gregorio su Repubblica del 28 settembre 2003: “Son soddisfazioni, arrivare indenni a quell’età e godersi il copyright. “Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa”. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza. Tutto in quelle carte sequestrate qui a villa Wanda ventidue anni fa: 962 affiliati alla Loggia. C’erano militari, magistrati, politici, imprenditori, giornalisti. C’era l’attuale presidente del Consiglio, il suo nuovo braccio destro al partito Cicchitto: allora erano socialisti.”. Pensai che il Venerabile Maestro di Propaganda 2 è un vero narratore, e forse il Nobel se lo meritava. Se lo merita.
*
Nell’ultimo libro di Giuseppe Genna intitolato L’anno Luce (Marco Tropea) c’è già tutto. Nel Prequel una scena apocalittica: un direttore generale esalta i suoi uomini come in uno di quegli happening festaioli e aziendali in cui si parla dei fatturati presenti, di quelli futuri. Un gigantesco schermo a pixel alta risoluzione filma la faccia del direttore generale, la situazione è esaltante, pare di essere in uno stadio. D’un tratto uno sparo. La camicia bianca sotto alla sua giacca si riempie di sangue. Un attentato. L’ATTENTATO contro l’uomo a capo dell’azienda. In pochi secondi lacrime e panico. L’uomo barcolla. Stramazza al suolo. Si toglie la giacca. Scoppia in una fragorosa risata. E’ stata una messa in scena! L’attentato è diventato uno status symbol. Se non attentano alla tua immagine, alla tua persona, non sei nessuno. Il Kamikaze è il mezzo per attestare la potenza, il potere, l’incommensurabile importanza di un uomo:«ROMA (Reuters) - Il comitato del ministero dell'Interno che si occupa di valutare le informazioni relative ad attività e gruppi terroristici ha ricevuto informazioni su un presunto attentato contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, come oggi lo stesso premier aveva anticipato in un'intervista al quotidiano Libero.
Lo ha detto oggi un alto funzionario del Viminale.
"Il comitato di analisi strategica antiterrorismo ha avuto informazioni", ha detto il dirigente rispondendo a una domanda sulla presunta minaccia di un attacco suicida. Il funzionario non ha tuttavia aggiunto altri dettagli.
Non è stato possibile sapere come le informazioni siano state valutate dal Comitato.
In un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Libero" infatti, Berlusconi ha detto di essere "oggetto di una minaccia diretta" di attentato, con un kamikaze pronto a colpirlo allo stadio.
"Io sono oggetto di una minaccia diretta. Un kamikaze allo stadio contro di me", ha detto il premier in un colloquio riportato dal quotidiano.
"Ma non è questione di me - ha continuato Berlusconi - Qui c'è di mezzo l'Italia. Come fate a non avere questa avvertenza? Siamo esposti ad attacchi micidiali del terrorismo".
"Io non rinnego nulla, espongo sempre la verità per togliere di mezzo pretesti propagandistici a chi vuole organizzare stragi. Per questo evidenzio la mia assoluta disponibilità al dialogo con i Paesi islamici", ha aggiunto il premier, che non ha fornito dettagli più precisi sulla minaccia.
Il 29 ottobre scorso Berlusconi, in un'intervista alla tv La7, aveva detto di non essere mai stato convinto della guerra in Iraq e di aver tentato di dissuadere il presidente statunitense George W. Bush dall'invadere il paese arabo.
Nel colloquio con Libero, il premier ha spiegato di aver voluto parlare di questi temi perché l'intervista "fosse amplificata da (la tv satellitare in lingua araba) Al Jazeera e io potessi apparire per quel che sono: leader di un Paese che in ogni maniera ha cercato di tenere lontana la guerra. Che non ha attaccato nessuno e non è in guerra".
"Le nostre truppe in Iraq non sono di occupazione, sono forze di pace - ha ripetuto Berlusconi - sotto l'egida di una risoluzione dell'Onu. Siamo intervenuti soltanto allora".»
Siccome dal Governo hanno percepito che gli italiani non credevano a questa vicenda, il giorno dopo il Ministro dell’Interno Pisanu ha dovuto confermare con la propria autorevolezza che il Presidente del Consiglio non aveva mentito. Ma così facendo ha ottenuto l’esatto contrario: Se Berlusconi fa muovere pure Pisanu vuol dire che anche lui si è reso conto che non gli crede più nessuno e deve scorazzare i suoi uomini per riavere un minimo di credibilità. Nessuno ha creduto a Pisanu. Genna l’ha detto profeticamente e in maniera chiara, inattaccabile in L’anno Luce.
*
C’è una sospettosa discrepanza tra l’avvenimento in sé e la reale percezione dello stesso: In un paesino del cazzo, in provincia di Mantova, fanno una fiera annuale sugli strumenti per i bar: spillatici, frigidaire, vetrinette, bicchieri, mobilio. In un fine settimana 60.000 (sessantamila) visitatori. A Roma una manifestazione indetta da un giornale che vende 10.000 (diecimila) copie, Il Foglio, e Giuliano Ferrara il suo direttore, hanno l’idea di manifestare davanti alla sede dell'ambasciata dell'Iran per protestare contro le affermazioni del presidente Mahmoud Ahmedinejad su Israele. Si dice abbia detto che Israele deve essere o dovrebbe essere cancellata dalla faccia della Terra. Nessuno ha mai sentito questa affermazione, è una frase che proviene da un passa parola, non si capisce se è stata detta in inglese o in Farsi, la lingua persiana, potrebbe essere che abbiano tradotto male, che una glossa possa essere interpretata in dieci modi diversi, che un sinonimo ha significato positivo e uno negativo.
Certo è che da alcuni anni il Governo americano ha promesso che dopo Afghanistan e Irak dovrebbe toccare all’Iran. Bush l’aveva detto in decine e decine di interventi.
Ecco, dicevo, alla manifestazione davanti all’ambasciata c’erano 10.000 (diecimila) persone secondo la polizia e 15.000 (quindicimila) secondo gli organizzatori. Per una settimana i giornali hanno aperto la prima pagina con questa notizia della manifestazione e i telegiornali hanno messo in apertura notizie e avvicendamenti sulla questione. Per la Fiera degli oggetti da Bar solo un trafiletto sulla Gazzetta di Mantova. C’è qualcosa che non mi torna.
*
In casa abbiamo un Manuale per la chimica in agricoltura di mio padre chimico. Su più pagine c’è l’esempio di un test:
Questionario per la preparazione dell’esame previsto per il rilascio dell’autorizzazione all’acquisto dei prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi
Definizione, autorizzazione e composizione
dei prodotti fitosanitari

1.Che cosa sono i prodotti fitosanitari?
k tutti i prodotti che si impiegano per la difesa delle piante, delle derrate alimentari, il diserbo delle coltivazioni e che favoriscono o regolano le produzioni vegetali
k gli insetticidi e fungicidi
k i prodotti per la difesa delle piante molto tossici e nocivi

2.Secondo la nuova normativa, come vengono chiamati i preparati destinati a proteggere i vegetali e ad eliminare le piante indesiderate?
k fitofarmaci
k prodotti fitosanitari
k pesticidi

3.Quanto dura l’autorizzazione alla vendita di un prodotto fitosanitario prima che sia necessaria una rivalutazione degli aspetti tossicologici?
k 10 anni
k 1 anno
k 50 anni

4.I prodotti fitosanitari sono di libera vendita o sono soggetti ad autorizzazione?
k sono di libera vendita
k sono soggetti ad autorizzazione dell’Unità sanitaria locale
k sono soggetti ad autorizzazione del ministero della Sanità

5.Che cosa si intende per sostanza attiva?
k il residuo massimo consentito sugli alimenti
k la sostanza contenuta in un prodotto fitosanitario che agisce contro l’avversità da combattere
k un prodotto che può essere acquistato solamente da chi possiede il patentino

6.Che cosa sono i coadiuvanti?
k sostanze che riducono l’efficacia di un prodotto fitosanitario
k sostanze che completano o rafforzano l’azione di un prodotto fitosanitario
k sostanze che prolungano il tempo di sicurezza

7.Che cosa sono i coformulanti?
k sostanze che hanno lo scopo di aumentare l’efficacia delle sostanze attive
k sostanze che servono a ridurre la DL 50
k sostanze che servono a ridurre la concentrazione della sostanza attiva

8.Perché è importante conoscere l’attività della sostanza attiva?
k perché specifica se il prodotto è nocivo agli insetti ed acari utili
k perché indirizza l’agricoltore nella scelta del prodotto in relazione all’avversità da combattere
k perché indica la quantità minima necessaria per combattere i parassiti

9.Con gli insetticidi di impiego agricolo possono essere trattati i parassiti degli animali?
k sì, solamente se questi non producono latte
k no, mai
k sì, solo se non esistono prodotti alternativi

CLASSIFICAZIONE DEI PRODOTTI FITOSANITARI
10.A che cosa serve un prodotto fitosanitario insetticida?
k a combattere gli insetti parassiti degli animali
k a combattere le malattie crittogamiche
k a combattere gli insetti dannosi alle colture agrarie

11. A che cosa serve un prodotto fitosanitario diserbante?
k ad impedire lo sviluppo indesiderato delle erbe infestanti nelle colture agricole
k ad eliminare le piante infestate da organismi nocivi
k al solo diserbo di fossi, canali e giardini

12. A cosa serve un prodotto fitosanitario fungicida?
k a combattere le malattie fungine delle piante agrarie
k a favorire la potatura dei fruttiferi
k a distruggere le foglie attaccate dal marciume

13.Cosa sono i fitoregolatori?
k prodotti per combattere le malattie crittogamiche
k prodotti impiegati per la concia delle sementi
k prodotti che promuovono o inibiscono determinati processi naturali delle piante

CLASSI DI PERICOLOSITA' E LIMITI IGIENISTICI
14.Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario molto tossico?
k con una croce di Sant’Andrea in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio
k con scritto, in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza “prodotto molto tossico”
k con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio, la sigla “T+” e la scritta molto tossico

15.Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario tossico?
k con una croce di Sant’Andrea in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio e la scritta nocivo
k con scritto, in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza “prodotto tossico”
k con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio, la sigla “T” e la scritta tossico


Ho guardato se il Manuale riportava l’esatto nome della pompa per dare il verderame alle vigne.
L’ho fatto perché stamattina il mio vicino di casa stava spruzzando del liquido sull’erba che è nata nella terra incolta che ha davanti a casa. Ho chiesto a mia madre come si chiamasse questo attrezzo, e lei con il suo lessico pratico, che proviene dalla famiglia di umili origini contadine, mi ha detto: “Si chiama pompa per dare l’acqua.”.
“Forse è una forma dialettale”, le ho riposto. Pompa lo è, ma l’acqua è il verderame, o può essere il diserbante. Se lo chiamavano “acqua” è perché vogliono togliere l’elemento di pericolosità del prodotto per renderlo più accettabile. Se lo chiami veleno ne dai un’accezione negativa o allarmante. Acqua è molto innocuo, come termine. Ho cercato il nome esatto dell’attrezzo, ma non esiste una glossa specifica. E’ indicato come: pompa per irrorare di verderame le viti contro la Peronospora. Mia madre aveva ragione.
C’è una continuità storica nell’usare termini innocui per questioni pericolose, gravi, mortali. Il significato sembra cambiare, e noi non ci rendiamo conto del pericolo. C’è premeditazione colpevole nel dire che una persona morta ammazzata è stata “ferita a morte”? Il Presidente del Senato parla di “guerra all’Occidente” riferendosi all’attentato che ci fu a Sharm el Sheik il mese scorso. La guerra in corso è “guerra contro il terrore” e i morti sotto i bombardamenti delle bombe sono “tragiche fatalità”. Gli sgozzamenti filmati con telecamere per il web sono “barbarie” e le torture ad Abu Graib sono “casi isolati”. I regimi dittatoriali sono nemici della democrazia, ma non sempre: ci sono anche i dittatori buoni e amici dell’Occidente. Le macchine di morte costruite in Europa e in America sono delle nuove tecnologie e in Medio Oriente sono “armi di distruzione di massa”. Mi è venuto in mente questo nel vedere il mio vicino di casa, un signore che ha 58 anni come mio padre ma sembra averne 75; senza capelli, faccia piena di tagli rugosi, orecchie molli. Stava lì con un camice grigio da operaio ferroviere, e spruzzava sull’erba il diserbante. Le foglie e gli steli verdi nel giro di dieci minuti erano diventati gialli. Io ero li fuori e guardavo. Un leggero vento umido di novembre si muoveva nella via. Il mio vicino di casa non può soffrire il disordine che procura l’erba selvatica che cresce sulla sua terra arida. Vorrebbe cementare tutto il mondo, fosse per lui farebbe una colata di asfalto sul mondo. Nessuna pianta, nessun fiore, nessuna rampicante attorno a casa. Solo erba gialla che si secca e scompare. Rimane terra nuda, marrone. Schiacciata. Ho provato a pensare se anche i nostri critici contemporanei sono come quell’uomo. C’è una terra incolta dove all’improvviso crescono erbacce, graminacee, papaveri, margherite, soffioni. Ma loro vogliono pulizia, su quella terra, nessun disordine. Allora come quel signore prendono la pompa, ci mettono dentro del diserbante, sparpagliano il liquido. Aspettano che tutto ingiallisca, crepi, scompaia.
Le armi chimiche e batteriologice sono tali se arrivano da una parte, agenti defolianti se provengono dall’altra.
Io ero lì, fermo oltre la siepe che separa casa mia da casa sua, il vento, un po’ di freddo, umido. C’era come un odore di polvere da sparo, lo stesso che sentivo a militare quando ci facevano sparare coi fucili su delle sagome in legno. Un odore simile a quella polvere. Lo stesso odore che sento sulla verdura a foglia larga che compero al Lidl il martedì mattina, quando arriva fresca dalla Spagna o dalla Germania e c’è più varietà: insalata zuccherina, rucola, valeriana, ruchetta. La metto sotto acqua per risciacquarla, prendo una terrina, la metto dentro dopo averla asciugata, l’annuso e sa lo stesso odore che sento mentre l’uomo cosparge i suoi quattro metri quadrati di terra con decilitri di diserbante o prodotti fitosanitari.
E’ bello sapere di vivere in luoghi dove le parole sono rassicuranti sonniferi per la coscienza.
Il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo dovrà essere costruito partendo anche da queste considerazioni.
Gli altri capitoli de Il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo:

Prequel
PREQUEL

Capitolo 1
1
Capitolo 2
2
Capitolo 3
3
Capitolo 4
4
Capitolo 5
5
Capitolo 6/a
6

Posted by Davide Bregola at 05.11.05 14:31

Comments

Letto, stampato e appeso in camera (fra la bandiera dell'Inter e il poster di Eva Erzigova).

Onore a Bregola.

Posted by: giambojet at 05.11.05 16:22

confermo l'onore al merito.

Posted by: cristiano prakash dorigo at 05.11.05 20:53

E quindi l'Editoria e la Critica italiana sarebbero in mano a comunisti, gay e massoni? Sarà, ma se io entro in una qualunque libreria decente trovo di tutto, qualunque cosa, scritta da migliaia di scrittori italiani, di ogni tendenza politica, di ogni genere letterario, di ogni possibile editore italiano, piccolo, medio o grande che sia, per non parlare delle possibilità offerte dalla Rete.
P.S.
A me Bassani piace, anche se non ho l'abitudine di prendere il tè alle cinque, e non sono manco ebreo.

Posted by: Gattominchia at 06.11.05 22:24

Quando entri in una libreria trovi di tutto...
ma cosa trovi nei territori della critica (giornali e tv)?

e poi scusa, prova a farti pubblicare un romanzo omofobo filosunnita e nazionalista e fammi
sapere se ti riesce.

p.s.
non sono filosunnita, ma interista sì.

Posted by: giambojet at 06.11.05 22:45

Uso Adriano come esempio, così forse mi capisci ;-)
Adriano con la Lazio gioca male (forse)e lo sostituiscono. La c.d.critica lo seppellisce di invettive, dicono che è un viziato che non ha più voglia, che pensa ai soldi ecc. ecc. ecc.
Pensi che per questo la gente, alla prossima partita, non vada più allo stadio a vedere Adriano? Pensi che in Brasile si scordino di Adriano? Pensi che Adriano sia diventato un brocco? Che ai prossimi Mondiali con il suo Brasile non ci farà un mazzo tanto?
Io non credo che la critica abbia tutto questo potere,perchè chi spende i soldi per una partita come per un libro è ancora in grado di giudicare con la propria testa, e se fai un bel libro, anche se è filosunnita, omofobo e nazionalista trovi chi lo pubblica e anche chi lo compra.

Posted by: gattominchia at 06.11.05 23:05

La mia è autofiction, ma ho riportato fatti riconducibili alla realtà. Per critica, qui, non si intende il giornalismo culturale, ma CRITICA che propaga la memoria e fa andare gli autori nei libri, crea monografie, si inventa corsi universitari o post-universitari, scrive saggi che contano, attestano la validità di un autore, perché magari ne sono i curatori testamentari. Sono in giuria nei premi, scrivono le Grandi Opere delle case editrici importanti. In definitiva hanno potere. Io volevo testimoniare il lassismo, il malcontento, il cinismo di certi prof universitari, in quel paragrafo. Ma il pezzo pone altri interrogativi, a mio avviso. Vediamoci tra 30 anni, e vediamo chi tra quelli di oggi, ci sarà ancora in ctalogo dal primo all'ultimo libro...Bregola

Posted by: D.Bregola at 06.11.05 23:44

Adriano è all'Inter perchè un critico di calcio (vedi selezionatore) l'ha pescato nella favela dove tirava colla cogli amici, credo.
E comunque se gioca come sabato io a vederlo non ci vado più.

Posted by: giambojet at 06.11.05 23:51

Certo, concordo con quello che dici su certi professori e su certi "curatori testamentari", ma quello che intendevo dire è che bisogna anche mettersi nei panni di un lettore qualunque (per carità, non di un lettore "puro" alla Franchini)che entra in libreria magari perchè ha in testa una certa recensione, o magari no, magari perchè cerca un libro di cui si è parlato in quel certo blog, o magari perchè c'è stato il passaparola di un amico, o magari per cento altri motivi. E le scelte di questo lettore qualunque magari contribuiscono a far rimanere in catalogo un libro per trent'anni.
'notte

Posted by: gattomichia at 07.11.05 00:34

Probabilmente l'associato fa parte della quarta lobby, visto che non la nomina ;-)

Posted by: Vincenzo at 07.11.05 14:19

Il professore tiene ragione, pero' secondo me sottovaluta il potere di quella critica da 'vuota cestino', i cani sciolti, come li chiama lui, che della lobby se ne fregano o che forse si ritrovano tutti la' perche' questa parte di realta' e' davvero poco rassicurante...
Stanno tutti 'la'' nella blogosphera a pubblicarsi la vita e a far critica di tutto, non solo inter e fica.
A me questa cosa talvolta destabilizza

Posted by: Filomena at 08.11.05 13:23

sono d'accordo con filomena, anche se non è che mi destabilizza la cosa, forse aumenta l'indifferenza. no?

Posted by: corridrice at 09.11.05 13:29

D'accordo anche io, in un mondo ideale. Ma mi chiedo: ha più importanza appartenere a una delle 3 lobby oppure conta di più il disinteressato (bovaristico o meno) apporto critico di un bloggers, colto fin che si vuole, ma del quale non rimarrà nulla se solo decidessero che internet va resettato per pretestuosi motivi di sicurezza? E poi: le parole sono ancora come pietre nel momento in cui chi usa il fosforo in Iraq per uccidere è un portatore di pace, e chi resiste sempre lì è un terrorista da eliminare?D.

Posted by: dbregola at 09.11.05 13:50

Esatto. In questo senso lo trovo destabilizzante, perche' dall'altra parte guarda un po' quello che succede!
Quelle lobbies per quanto powerful, sono come dei burattini, prese per il culo quotidianamente, hanno perso la loro credibilita'. Meglio stare da questa parte solo perche' e' piu' challenging quando non si ha il culo parato.
Se internet venisse resettato? Secondo me i bloggers disinteressati si metterebbero veramente in gioco (tranne quelli che corrono direttamente dall'analista)e costituirebbero una minaccia oggettiva per le altre lobbies.

Posted by: Filomena at 09.11.05 16:04

ciao davide,
bella la tua intervista a genna.
l'ho postata sul mio blog.
sono in piena lettura dell'anno luce.
maledetto genna!!!

Posted by: vertigine at 09.11.05 17:57

Volevo solo aggiungere che ad andare a spasso per la blogosphera ti accorgi che ci stanno certe lobbies di bloggers pure li' da far paura...

Posted by: Filomena at 10.11.05 17:07