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02.11.05
EDITORIA UNDERGROUND:Untitl.Ed
Di Davide Bregola
Nostro intento è puntare, insieme con gli autori, alla creazione e alla liberazione di oggetti di scrittura, nati dalla creatività, dalla libertà (e dalla vicinanza alle voci altrui) a cui ci si abitua nel web, piuttosto che alla costruzione di un personaggio-autore, di un libro-evento o di un fenomeno-cult.

Sostenitore da sempre delle idee editoriali intelligenti e originali, animatore di una di queste in www.nomadepsichico.it, mi sono informato su esperienze simili a Nomade esistenti in Italia e sono incappato in un'operazione di sicuro interesse chiamata Untitl.Ed.
Cosa è Untitl.Ed? Un progetto nato dall'imprenditorialità culturale di un gruppo di bloggers. Pubblicano libri di narrativa, saggistica, poesia, ma a differenza di tante case editrici alle quali si manda il dattiloscritto, quelli di Untitl.Ed vanno a spasso per la Rete di Internet a cercare "scrittori in potenza" o "talentuose scrittrici appartate". Per saperne di più clicca qui: http://www.untitlededitori.com/welcome/
La Untitled Editori (in breve: Untitl.Ed) è nata in un blog, discutendo fra blogger. L'idea iniziale è stata questa: ogni giorno tantissime persone (e noi fra queste) riversano una quantità enorme di scrittura in rete, e ogni giorno possiamo leggere tantissime storie, e la realtà raccontata da centinaia di punti di vista. Perché non chiedere agli autori dei blog più belli, alle "voci" alle quali siamo più affezionati, di scrivere un vero libro? Se avessimo una casa editrice, ci siamo detti, potremmo trattare queste scritture come bozze di narrazioni che si accatastano, magicamente ogni giorno, sul tavolo della nostra ipotetica Redazione.
Sostenuti dalla curiosità e dalla simpatia espresse dagli interventi in rete di moltissimi blogger e lettori di blog, nel gennaio 2005 abbiamo dunque fondato la casa editrice vera e propria, la Untitled Editori srl.: una società di blogger finalizzata alla pubblicazione di libri scritti da blogger.
La collana Untitl.Ed è “untitled” di proposito e volutamente fin dalla copertina dei suoi libri: copertine molto semplici sulle quali è riportato il solo titolo del libro, senza il nome dell'autore. La scelta di far scivolare il nome dell'autore dalla copertina al frontespizio ha per noi il significato di un gesto simbolico, che rifiuta "gli onori" della copertina per assumersene, responsabilmente, prima di tutto gli "oneri": l’onere della prova, l’onere del racconto.
Questo il modo di procedere di Untitl.Ed.
La casa editrice non chiede testi in visione, ma propone ad alcuni autori di blog di scrivere uno specifico libro per la sua collana. Si tratta, in sostanza, di una vera e propria commissione. Se l’autore-blogger accetta, avrà come primo lettore un editor (in particolare: il lettore più attento e appassionato di quel blog) con cui l’autore potrà discutere ed elaborare l’idea iniziale e che si impegna a curarne il lavoro nel modo più discreto e aperto possibile, nel pieno rispetto della sua originalità espressiva e del senso della sua ricerca.
Gli autori verranno regolarmente retribuiti per il lavoro richiesto, mentre la casa editrice pubblicherà i loro libri a proprio totale rischio.
Nostro intento è puntare, insieme con gli autori, alla creazione e alla liberazione di oggetti di scrittura, nati dalla creatività, dalla libertà (e dalla vicinanza alle voci altrui) a cui ci si abitua nel web, piuttosto che alla costruzione di un personaggio-autore, di un libro-evento o di un fenomeno-cult.
I libri vengono pubblicati a tre per volta, e sono acquistabili separatamente, oppure tutti e tre insieme in un'unica confezione a prezzo speciale.
Con questa scelta intendiamo offrire, fin dalla prima uscita (settembre 2005), un piccolo panorama di scritture diverse e ugualmente affascinanti, e promuovere le parole e lo stile personale di moltissimi blogger di valore, con lo stesso spirito giocoso e collettivo che caratterizza il sistema dei blog, non tanto nell’ottica di una battaglia per il copy-left, che guardiamo con curiosità ma a cui non siamo interessati, ma piuttosto, lasciando volentieri e deliberatamente ad altri la lotta di potere per l’affermazione di un nome-logo, magari mascherata da ricerca di un carattere “autoriale”.
Posted by Davide Bregola at 02.11.05 10:09