« Settembre 2005 | Main | Novembre 2005 »

31.10.05

GENTE DISPERATA LA CHAT L' AIUTA #7

di Giovanni Costa

Cinesina_cincin si trova cliccando su www.ciaoamigos.it, basta andare su VIDEOCHAT della homepage. Li ci sono persone in telecamera che si fanno vedere e discutono animatamente. Cinesina è la star indiscussa della Stanza TREAMIGOS. La trovate ad ogni ora, basta cliccare sul suo nikname. Forse è una dipendente della Ciao Amigos, forse una esibizionista. Dipinge, si spalma yogurt sul corpo, tira fuori la lingua ma non fa mai vedere per intero il viso. Particolare: è sempre con un camice da estetista. Bianco.

Sventrex: Posso mostrartelo di nuovo Cinesina?
arrapamiento: E basta parlare di kazzzziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
dolceboy1981: VUOI VEDERLO CINESINA TI VA
dolceboy1981: VUOI VEDERLO CINESINA TI VA
cinesina_cincin: puoi anche farlo ma la differenza tra il tuo e quello di un altro? qual'e'?
dolceboy1981: VUOI VEDERLO CINESINA TI VA
dolceboy1981: VUOI VEDERLO CINESINA TI VA
stefano_pimonte: CINEEEEEE
arrapamiento: Io voglio vedere solo un minuto cineeeeeeeeeeeeeee
cinesina_cincin: Arrapamiento vuoi vedere il mio culo?
arrapamiento: Sarà 1 mese ke nn ammiro sua bellezzaaaaaaa
stefano_pimonte: C’E’ ANCHE YOGURT?

arrapamiento: cinesinaaaaa!
dolceboy1981: TI HO INVITATO CINESINA (gli ha mandato ma telecamera n.d.r.)
cinesina_cincin: cazzo scrivi?
dolceboy1981: TI HO INVITATO CINESINA
dolceboy1981: TI HO INVITATO CINESINA
arrapamiento: 1 mese circa che non ti vedo.
cinesina_cincin: Mi stanno tel scusate
lucio67m è uscito dalla stanzefonando. Scusate.
cinesina_cincin: Rieccomi
arrapamiento: eekotiiiiiiiiii
arrapamiento: rikordi cine quei disegni ke faceviiiiiiiii
cinesina_cincin: Si li faccio ancora.
arrapamiento: E’ da là ke nn ti vedo più.
stefano_pimonte: CON YOGERT
cinesina_cincin: yogert?
hombre7683: Cine ho voglia di te
mac_gyver2005: Buongiorno a tutti!Qualke ragazza di napoli?
arrapamiento: E pure iòòòòòòòòò
stefano_pimonte: UUUUUUUUUUUUUUUUU!
cinesina_cincin: Io di un panino al prosciutto
hombre7683: Prendilo con la salsiccia cine te lo offro io!
arrapamiento: mmmmmmmmmm
arrapamiento: ke finezzaaaaaaaaa
stefano_pimonte: SOLO RAGAZZI DI PROVINCIAAAAAAAAAA
stefano_pimonte: UUUUUUUUUUUUUUUU
hombre7683: Lo vedi cine?
cinesina_cincin: Cosa vedo?
hombre7683: Il mio panino
cinesina_cincin: hombre mi sa che hai il Cazzo all’ aria perche' non ti ho in cam!
hombre7683: Chiedila (La telecamera si può chiedere all’utente n.d.r.)
mac_gyver2005: Buongiorno a tutti!Qualke ragazza di napoli?
arrapamiento: Cineeeeeeee, fai la pittrice?
Cinesina_cincin: No, estetista.
Arrapamiento: Dove?
Cinesina_cincin: Treviso.
Arrapamiento: Vengo a farmi massaggiare da te: ho certi dolori!
Cinesina_cincin: Difficile trovarmi. Pratico fuori mano!

Posted by Davide Bregola at 00:34 | Comments (3)

28.10.05

ANTOLOGIA AL FEMMINILE

fernandel.jpg

C'è chi parla dei laboratori di scrittura come di importanti appuntamenti per scoprire i segreti della narrazione, chi sostiene non servano a nulla. Chi dice che scrittori si diventa solo se prima e durante si è forti lettori e chi, sentito con le mie orecchie, dice di non leggere romanzi per non influenzare il proprio stile. A differenza di questi punti di vista agli antipodi non ho mai sentito dire che tentare di scrivere un pezzo narrativo non sia utile per migliorare la propria consapevolezza lessico-sintattica e progettare, magari dopo pagine e pagine di testo buttate nel cestino, una narrazione compiuta riconducibile a qualcosa che potrebbe avere a che fare con una possibile pubblicazione. Per questo di seguito riporto notizia che la casa editrice Fernandel (http://www.fernandel.it/) assieme a Grazia Verasani, autrice per Mondadori-Colorado Noir di Quo Vadiz Baby? e Gianluca Morozzi, autore per Guanda di L'era del porco stanno cercando dattiloscritti, racconti, memorie, epigrammi, calligrammi, mesostici, acrostici, romanzi brevi, racconti lunghi al femminile, per veicolarli in un'antologia di sole donne. Il sottoscritto ha iniziato a confrontarsi seriamente con la scrittura solo nel momento in cui è stato in redazione a Transeuropa, dal lontano 1995, per poi essere catapultato con dolcezza nel mondo degli UNDER 25 e fare parte di CODA (11 under 25 nati dopo il 1970). L'esperienza di fare parte di un'antologia con altri autori mi fa dire con discreta sicurezza che vale la pena tentare di scrivere racconti senza per forza volere pubblicare IL LIBRO D'ESORDIO ma essere parte di un progetto più solido, con altre persone, in un confronto serrato sulla scrittura.(D.B.)

"Quote rosa"
La casa editrice Fernandel raccoglie materiale per un'antologia tutta al femminile riservata a scrittrici esordienti under 35.
L'antologia, che nasce da un'idea di Gianluca Morozzi, avrà per titolo "Quote rosa". Due sono gli obiettivi di questa antologia: da una parte semplicemente quello di raccogliere validi testi di autrici italiane più o meno sconosciute, dall'altra quello di indagare attraverso lo strumento del racconto il rapporto delle donne con la politica, la società e il mondo del lavoro in tutte le
sue forme. Per usare le parole di Grazia Verasani, «al momento tutto è politica, mercificazione, tagli alla cultura. In questo senso un'antologia al femminile diventa un'occasione per raccogliere materiale che esula dal territorio dei sentimenti, delle storie intime, del personale».
Per definire un'autrice "esordiente" non riteniamo preclusivo l'aver pubblicato racconti su internet, su riviste o in antologie. Ci basta che non esista un romanzo, o una raccolta di racconti a vostro nome.
Non vi sono limiti di lunghezza, se non quelli che tradizionalmente distinguono un racconto da un romanzo.
Non inviate poesie, solo opere di narrativa.
La partecipazione delle autrici è a titolo gratuito.
I racconti devono pervenire entro il 31 marzo 2006.
L'uscita dell'antologia è programmata per la seconda metà del 2006. Nel caso non si riuscisse a selezionare un numero sufficiente di racconti ritenuti validi, l'antologia non sarà pubblicata.
Il comitato selezionatore è formato da Grazia Verasani, Elena Battista, Elisa De Portu, Giorgio Pozzi, Gianluca Morozzi.
Quindi, se siete nate dopo il 1970 e non avete mai pubblicato un libro di narrativa a vostro nome, potete mandare un massimo di tre racconti a:
Fernandel,
via Col di Lana 23, 48100 Ravenna, specificando sulla busta "Per l'antologia "Quote rosa". I testi devono essere inviati esclusivamente in formato cartaceo, non per e-mail.
Per informazioni sul concorso: segreteria@fernandel.it


Posted by Davide Bregola at 15:51 | Comments (13)

27.10.05

«"Google Print": è nata la biblioteca di Babele?», in La Civiltà Cattolica 2005 III 507-516.

Di Antonio Spadaro

Lo scrittore argentino Jorge Louis Borges nel racconto La Biblioteca di Babele (1941) paragonava l’universo a un’immensa biblioteca; tutti sono attratti dal numero indefinito delle sue gallerie e trascorrono la vita a esplorarle, senza però mai venirne a capo: non si trovano né i confini estremi né i libri che si cercano: «La Biblioteca è una sfera il cui centro esatto è qualsiasi esagono, e la cui circonferenza è inaccessibile». Ecco la domanda: è possibile che qualcuno abbia pensato sul serio di catalogare, riprodurre e rendere disponibile al pubblico l’intera memoria dell’umanità contenuta in tutti i libri del mondo? Forse no, ma qualcuno ha avuto un’idea che, sebbene sia più realistica, si ispira comunque a quell’utopia.

Un progetto ambizioso

L’immagine di Borges è affascinante e viene spontanea alla mente quando si pensa che il più consultato motore di ricerca presente in internet, cioè Google(1), il 14 dicembre scorso ha reso noto un accordo per la digitalizzazione(2) di circa 15 milioni di volumi. Ciò significa che le intere collezioni della Stanford University (8 milioni di volumi), della University of Michigan (7 milioni di volumi), oltre a collezioni di documenti della New York Public Library(3), a testi dell’Ottocento di Oxford e a 40.000 volumi di Harvard, per un totale di circa 4,5 miliardi di pagine saranno trasferiti dalla carta su supporto informatico e poi resi accessibili gratuitamente attraverso la Rete. A questi vanno aggiunti i libri che gli stessi editori mettono a disposizione direttamente. Ovviamente, saranno consultabili integralmente soltanto quelli che non sono coperti da diritto di autore; degli altri è prevista la digitalizzazione integrale per attivare ricerche al loro interno, ma non la piena disponibilità per l’utente. Il lettore che desiderasse acquistare il volume consultato potrà farlo proprio dalla pagina di accesso alla lettura.

Concretamente ciò significa che tutta la ricchezza di questo sapere potrà essere consultabile da casa propria in qualunque parte del mondo. Mary Sue Coleman, rettore dell’University of Michigan, ha dichiarato che permettere l’accesso universale al sapere mediante i tesori della biblioteca è una delle missioni importanti di una grande università(4). Il progetto non è privo di fascino e ricorda da vicino l’utopia di poter raccogliere e schedare tutto il sapere prodotto dall’umanità, rendendo possibile al suo interno ricerche e studi. Il nome di questo progetto è Google Print(5), disponile all’accesso in una versione dimostrativa dal giugno scorso. La ricerca è realizzata sull’integrità dei testi già inseriti e così permette di visualizzare l’elenco dei libri che contengono le parole-chiave ricercate. Un esempio: digitando il titolo della nostra rivista tra virgolette (“La Civiltà Cattolica”) si scopre che sono stati inseriti già oltre 200 libri che la citano. Non è poco, se consideriamo che il numero di volumi digitalizzati al momento è molto ridotto. Di ogni volume possiamo leggere le pagine disponibili e visualizzare il luogo esatto del testo nel quale ricorre la citazione della parola o dell’espressione che stiamo cercando. Possiamo però vederne anche la copertina, scorrerne l’indice ed, eventualmente, effettuare una nuova ricerca all’interno dell’opera scelta. Se essa è soggetta a diritti di autore, Google Print propone la consultazione di poche pagine soltanto (ma anche altre parti come l’indice o la bibliografia o la presentazione, a seconda degli accordi editoriali), mentre i testi di pubblico dominio sono proposti integralmente. L’utente dispone di link verso i siti partner del progetto, cioè librerie che vendono i libri via internet e propongono l’acquisto del volume cartaceo(6). È possibile poi, sempre dalla stessa pagina, proseguire nella ricerca per avere informazioni sul libro in questione: giudizi critici e citazioni del medesimo presenti in tutta la Rete.

In realtà quello di Google non è un progetto del tutto nuovo. Già la libreria virtuale Amazon, col suo motore di ricerca A9(7), sin dall’ottobre 2003 offre un servizio molto interessante. Essa infatti ha varato il programma «Inside the book» (Dentro il libro), al quale hanno aderito numerosi editori.
PER LEGGERE IL SEGUITO DEL SAGGIO DI ANTONIO SPADARO: http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2005/3726/Articolo%20Spadaro.html

Posted by Davide Bregola at 10:55 | Comments (0)

26.10.05

A proposito di incontri con l'autore: Bregola a Minerbio

di Davide Bregola
Quando decido di andare a fare un incontro e parlare di narrativa, di scrittura o dei mie libri (3 pubblicati: 1 di narrativa e 2 di interviste a scrittori&poeti. stop.)la domanda che mi pongo è: Cosa imparerò di nuovo andando a matera o a Martina Franca o a Bazzana o a Bergamo e così via? Probabilmente sono ancora nella fase in cui accumulare esperienze e incontrare un potenziale numero di persone mi tornerà utile sia come persona che scrive sia come uomo che legge: in me non disgiunti ma in altri individui sì.

Per questo e non per altro Mercoledi 26 ottobre 2005 sarà alle 21 nella biblioteca di Minerbio (Bo) a parlare del tema: "A che punto è la narrativa italiana contemporanea rispetto al resto del mondo?"
Minerbio, per chi volesse raggingerla è qua:
http://www.viamichelin.com/viamichelin/ita/dyn/controller/mapPerformPage?pim=true&act=RefineToMap&rnd=1130315831531&E_mg=210505300jS1105299103701209576MAPB2C1a103ita542000130u1103eur000bTWluZXJiaW800001100&stat=ambiguous_map&google=1&strChoice=0

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
URP Comune di Minerbio tel. 051 6611711
Istituzione dei Servizi Sociali e Culturali del Comune di Minerbio tel. 051 877056
Chi desiderasse ricevere per posta elettronica le ultime notizie riguardanti gli appuntamenti culturali, ricreativi, sportivi può iscriversi alla mailing list inviando una e-mail all’indirizzo cultura@comune.minerbio.bo.it

Il sito del Comune: http://www.comune.minerbio.bo.it/

Posted by Davide Bregola at 10:30 | Comments (2)

24.10.05

DIDASCALISMO

Di Davide Bregola

Dopo la serata di venerdi 21 ottobre a Mantova con Bariani, Borgonovo, Mozzi, mi sono accorto che quando si parla di blog e diari on-line e rete, commenti, collegamenti ipertestuali, contatti...si usa un lessico che per certi versi è oscuro, da iniziati. Venerdi il titolo della serata fatta al Teatro delle Cappuccine in San Leonardo era: "DIARI IN INTERNET, RIVISTE LETTERARIE, LOTTA PER IL RICONOSCIMENTO E...16 VITAMINE", ed ho sentito con le mie orecchie persone sedute dietro di me chiedersi: "Ma cosa è la rete?"
Per questo spiego che il pezzo scritto qui sotto dal titolo: Il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo (Sesta parte/B) come vedete ha numeri da 1 a 6 scritti in rosso. Se andate col mouse sui numeri in rosso compare "una manina" al posto della freccetta. Se cliccate due volte sul tasto sinistro del mouse si apriranno uno alla volta i capitoli precedenti a quello che si legge direttamente.
Sembra essere didascalici e di dare notizie scontate, ma altri lettori mi hanno chiesto ad esempio: "Perché certe parole del blog sono scritte in rosso?"
Nulla è scontato, quindi.

Posted by Davide Bregola at 21:22 | Comments (7)

Il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo (Sesta Parte/B)

Sto scrivendo la Settima parte de Il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo, però ora faccio un collegamento con i primi Sei capitoli pubblicati sul blog. I testi sono lunghi, richiedono tempo e pazienza. Sono una specie di Paralipomena sul mio romanzo che sta per prendere forma e sarà pubblicato da Sironi Editore nel 2006. Il libro avrà un titolo riconducibile a La cultura enciclopedica dell'autodidatta.
Gli altri capitoli de Il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo:
1
2
3
4
5
6
Di Davide Bregola
Eppure vedevo che in questo lavoro solitario di officina, di scrittura, di confronto serrato coi libri e con chi scriveva, ecco, proprio lì vedevo e sentivo che c'era un fondo di entusiasmo. Vedevo e vedo che dallo studio e dall'impegno, dalla contraddizione di un'attività fuori dal tempo e da ogni contesto c'era e c'è qualcosa che mi pare avere un senso profondo. Per ora, e già da un po’ di anni, ho scommesso tutto lì. E' come se in un'ipotetica roulette avessi riposto tutti i miei risparmi su un colore. Tutto lì. E intanto la ruota gira...
Io non posseggo più nulla, i miei risparmi son tutti lì. Sul rosso o sul nero e non mi è concesso toglierli. Per il momento stanno lì e intanto aspetto. Chissà se ho fatto bene o se sarà tutta una fregatura e la mia vita sarà passata inutilmente, se i miei 34 anni di adesso saranno biasimati tra qualche anno o se, come spero, saranno ricordati come un passaggio inevitabile per una scommessa vinta.

intellectual_2.jpg
Mentre sono qui a leggere Prima persona di Giuseppe Pontiggia incappo nella frase: “I veri pessimisti sono i venditori di ottimismo. Disperano tanto dell’uomo da ingannarlo con le speranze. E poi si chiedono agli artisti messaggi positivi! Lasciate che ci aiutino ad avvicinare, attraverso la bellezza, la verità. E’ questo il loro messaggio positivo. Per l’ottimismo ci sono i professionisti!”
La frase che mi rimane impressa per tutto il giorno è: Lasciate che ci aiutino ad avvicinare, attraverso la bellezza, la verità. Lasciate che ci aiutino ad avvicinare, attraverso la bellezza, la verità. Lasciate che ci aiutino ad avvicinare, attraverso la bellezza, la verità.
Mi chiedo se basta l’estetica per tendere alla verità. Mi chiedo se Pontiggia non avesse detto altro rispetto a ciò che la frase potrebbe significare. La bellezza avvicina alla verità? Io sono qui a rimuginare su come dovrebbe essere il Grande Romanzo Italiano del XXI secolo e allo stesso tempo mi faccio domande sulla verità. Verità e Grande Romanzo sembrano non essere disgiunti, ma dovrò argomentare meglio questa affermazione che potrebbe diventare l’assioma: Il Grande Romanzo del XXI secolo dovrà parlare di Verità.
In questi giorni ho avuto una breve relazione epistolare con Roberta. Mi pare che nel nostro scambio ci siano tutte le speranze e le delusioni di chi ha a che fare con la scrittura e ha trent’anni nel 2004.

Ciao Roberta,
che fine ha fatto il tuo blog? Lo leggevo con piacere e poi è sparito.
Tu? Il Romanzo? Ti sei persa da qualche parte?
Mannaggia, sei una grande ma poi non hai continuità!
Fammi leggere qualcosa.
Io come avrai visto ho il blog in Vibrisse e a marzo si dovrebbe pubblicare il romanzo sulla Verità del quale già ti parlai quasi 2 anni fa quando ci vedemmo.
A risentirci
Davide

*
Già due anni fa ne parlammo? mio dio, passa il tempo, gli altri fanno le cose in cui credono e io non tanto (non faccio le cose belle, ma quelle necessarie sì). Ossia, per il momento ho accantonato la scrittura. E' vero, non ho continuità però, cosa posso dirti (per non cadere ai miei stessi occhi), adesso la mia vita è un po' cambiata: convivo da un anno con Marco (non sono sposata) avrei voglia di un figlio ma per adesso Marco non lavora, ma fra un po' sì e allora mi metto d'impegno. Ho cambiato anche lavoro: adesso lavoro a Mestre e sono da un anno la segretaria dell'Assessore alle Politiche Abitative all'Accoglienza e all'Immigrazione. E' una pazza. E' stato un anno duro da quando ho chiuso il blog: sono stata anche in terapia ma non farmacologica. La psicologa mi ha aiutato molto e ha detto che sono guarita. Marco anche lui, anno brutto: quasi tutto il giorno chiuso in casa ad aspettare me. Adesso sta bene. Il Lavoro: ho perso tutti i miei ideali politici, nell'espletare l'impiego razionalizzo anche i secondi, ma oggi per la prima volta ho riso di gusto con quella pazza e immatura della mia capa (assessora).
Mia mamma tre mesi fa è stata investita da un'auto e si è rotta tutta. Adesso va di lusso: ho intenzione di iscrivermi ad un corso di nuoto, ad un corso di teatro, di scrivere ogni giorno. Marco studia e lavora gratis, ho un collega di lavoro meraviglioso e iper efficiente e mia mamma ha cominciato a fare i primi passetti con le stampelle.
Direi sono felice. Vedo ogni tanto il tuo blog. come sbircio quello di Giulio.
Dovevo chiamarlo per incontrarlo e farmi dire che cosa ne pensava della mia ultima stesura di oltre 100 pp. Alla fine non l'ho più fatto perchè ho capito che comunque non avrebbe potuto darmi una risposta, dovevo cercarla io. E io non mi ricordo più qual'era la domanda.
Sai, ogni giorno, al telefono, ascolto una decina di storie di vite disperate e mi sento molto fortunata. Allora cerco di fare qualcosa per loro anche se so che quasi nessuno si salverà: dritti per la loro scarogna già decisa e che perseguitano senza vedere.
Se mi rimane tempo, guardo il blog tuo o di Giulio (sono ancora curiosa), ma ha sempre meno senso quello che trovo. non è che tu non sei bravo. Mi pare poco utile ecco. Penso cose tipo: chi sta pagando il tempo della non produttività dello scrittore? Chi usufruisce del prodotto dello scrittore? Più o meno così. Insomma, non vuol dire che ho ragione ed è chiaro: chi scrive il merito è suo, chi non scrive la colpa non è di qualcun altro. Perciò bravo, continua a scrivere e combattere. Adesso vado a leggerti. (e cmq non ho scritto perchè ho avuto paura e sono stata pigra). Grazie per l'email. Mi hai fatto scrivere: era un pezzetto che non lo facevo, anche le mail (anche perchè l'assessore mi controlla a vista). Una volta una mia amica mi ha detto: chi non fa figli fa fogli. Ho pensato che è brutto invecchiare senza figli.
A presto.
Roberta.
*
Azz, Roberta. Sei ficcante come sempre, e anzi di più. Perché pare che hai capito quali sono le cose necessarie della vita: vivere, respirare, dare una prosecuzione alla specie umana, far sì che i nostri cari stiano bene...
e io cerco l'impossibile: far sì che la scrittura abbia senso, non solo per me, ma anche per qualcuno che la cerca. E' vero che scrivere non è una seduta di chemioterapia, però è come se le persone che vengono ai laboratori di scrittura o agli incontri che faccio in giro per l'Italia, fossero in qualche maniera "malate" e cercassero una panacea. La letteratura o anche solo la narrativa per certuni è la panacea. Non so, cerco quelle persone? Cerco me stesso? Cerco di migliorare il mondo con una gocciolina di rugiada quando invece ci vorrebbero cascate? Si e no. Oppure boh. Credo che si possa fare del bene anche con la scrittura, anche quando si fa del male, perché sono consapevole che a volte la letteratura fa male. Penso che se siamo su questa terra ha senso lasciare qualcosa di buono al nostro passaggio, sul nostro cammino. Mi sono chiesto tante volte: io cosa posso lasciare a questo mondo? Cosa credo di fare meglio nel mio specifico? Sarò un bravo saldatore? Sarò un bravo autista di treni? Sarò un bravo avvocato? Sarò un bravo manutentore meccanico? Bada, tutte queste domande si basavano sulle esperienze che facevo. Ho fatto il ferroviere, ho fatto il meccanico, ho fatto il saldatore così come ho fatto Legge senza peraltro finirla. Nel frattempo in mezzo a tutti questi lavori, in mezzo a tutto lo studio, in mezzo a tutta la morchia dei treni c'era anche la scrittura. Andavo al lavoro incazzato perché vedevo che i miei colleghi non avevano la cognizione della classe sociale a cui appartenevano (per gli scioperi entravano perché dovevano prendere le 80 euro con le quali magari cambiavano cellulare). Andavo all'Università e vedevo che i professori e gli studenti facevano qualcosa che io avevo idealizzato o che io avevo preso come un impegno civile, morale, mentre alcuni di loro la consideravano una rivalsa sociale (i meno abbienti) e altri la consideravano un privilegio di casta. Professori intenti solo a farsi sostituire da assistenti pronti a lavorare pagando purché un simulacro di speranza non gli ottenebrasse per sempre un'idea di futuro. Eppure vedevo che in questo lavoro solitario di officina, di scrittura, di confronto serrato coi libri e con chi scriveva, ecco, proprio lì vedevo e sentivo che c'era un fondo di entusiasmo. Vedevo e vedo che dallo studio e dall'impegno, dalla contraddizione di un'attività fuori dal tempo e da ogni contesto c'era e c'è qualcosa che mi pare avere un senso profondo. Per ora, e già da un po’ di anni, ho scommesso tutto lì. E' come se in un'ipotetica roulette avessi riposto tutti i miei risparmi su un colore. Tutto lì. E intanto la ruota gira...
Io non posseggo più nulla, i miei risparmi son tutti lì. Sul rosso o sul nero e non mi è concesso toglierli. Per il momento stanno lì e intanto aspetto. Chissà se ho fatto bene o se sarà tutta una fregatura e la mia vita sarà passata inutilmente, se i miei 34 anni di adesso saranno biasimati tra qualche anno o se, come spero, saranno ricordati come un passaggio inevitabile per una scommessa vinta.
Posso dirti che ti voglio bene?
Saluti a Marco.
Davide
*
Anch'io ti voglio bene caro Davide.
Riesco a volertene anche adesso che dalle 8.00 sono in ufficio e devo ancora staccare perchè ho pranzato con la mia assessora.(perfino la pipì ho dovuto fare in fretta).Io penso che uno si debba programmare la vita e fare le cose che gli piacciono. Perciò hai fatto bene a scommettere sulla scrittura. La scrittura come una panacea? Sì, ma almeno si sceglie di curarsi. e gia la ricerca di una cura è una cura. Avrei voluto scriverti cose acute e illuminanti. Ma ora sono molto, molto stanca. Ma non volevo far passare troppo tempo prima di risponderti. Spero tanto che tu vinca la tua scommessa e vorrei che noi avessimo delle belle vite. non mi interessa se sarò povera, se certe volte sarò così stanca da inciampare sulle scale (speriamo di no), vorrei dare un senso, migliorarmi, migliorare il mondo. Che buonista! Va ben sarà meglio che vada a casa. Che tanto domani forse sarò qui.(anche di sabato).Ti guarderò.
Roberta.

Posted by Davide Bregola at 21:13 | Comments (3)

23.10.05

HA ANCORA SENSO L'UNDERGROUND EDITORIALE?

csinfonia.jpg
Di Davide Bregola
Domanda lapalissiana, quella del titolo. Nomade psichico è una casa editrice che sta in piedi da sette anni e non è mai in passivo. Ha più di cinquanta titoli in catalogo (tra questi 3 sono miei) e ha sempre preso la rete come punto di riferimento per divulgare le proprie edizioni. Quando nel 2000 uscì il mio La lenta sinfonia del male, poi confluito in Racconti Felici (Sironi editore), mi procurò 48 incontri pubblici e un buonissimo numero di copie vendute. Adler, editore di Nomade Psichico, può permettersi di non avere illusioni e pensare di diventare miliardario con l'editoria, non illude gli autori che pubblicano per lui di diventare milionari, perché regala 1 copia del libro come contratto editoriale, può permettersi di dire ai librai che gli chiedono il libro: "Non ve li mando, tanto ne venderete 2 se va bene!".
Se volete saperne di più su Nomade Psichico, il sito è: www.nomadepsichico.it
la e-mail per gli ordini: nomadepsichico@libero.it

Perché Nomade Psichico


Tra gli argini del Po, presso San Nicolò Po, vicino a chiesette rurali nascoste dalle coltivazioni e spesso dalla nebbia, è nata una Casa editrice che poco a poco ha conquistato un posto significativo nel panorama italiano. Nel 2004 è avvenuto il trasferimento a Villimpenta (Mn).
Si tratta delle Edizioni Nomade Psichico, sorte nel 1998 su iniziativa dell'arpista mantovana Chiara Visentini insieme a Marco Boni. Perché un'arpista dovrebbe impegnarsi in un'avventura editoriale? In realtà, da alcuni anni diverse forme estetiche stanno ricostruendo un legame con il territorio, e ciò riguarda la musica, la letteratura e le molteplici "arti visive". Se poi si arriva a pensare che la trasformazione materiale e culturale del territorio può svolgere un ruolo fondamentale nel riscatto delle aree rurali, il gioco è fatto.
In sette anni, le Edizioni Nomade Psichico hanno pubblicato più di quarantacinque titoli. Analizzano l'esigenza di rinnovare la percezione della vita, delle emozioni e dei rapporti sociali attraverso consapevoli esperimenti psicogeografici.
I libri sono in formato compact disc e le copertine sorprendenti; i contenuti non sono da meno: gli autori delle Edizioni Nomade Psichico partono all'attacco, ipotizzando una trasformazione fisica e mentale del territorio, soprattutto di pianura. Nei romanzi, nei racconti e nei saggi le risorse ambientali diventano lo strumento di un'evoluzione psichica, di un rinnovato tentativo di accedere alla felicità immediata.
Nascono così i libri di Max Adler, Davide Bregola, Carlo Moretti e altri, la riscoperta dello "scapigliato" Ulisse Barbieri, e viene avviata la collaborazione con il pittore Nerone, che con le Edizioni Nomade Psichico ripropone "Forestiero sul Po", la nota biografia del pittore Ligabue.
Altra grande novità riguarda le decisioni cruciali sulla distribuzione: le Edizioni Nomade Psichico puntano su una distribuzione centralizzata in Internet, attraverso questo sito. Predomina la volontà di un contatto diretto con il lettore-navigatore, senza l'interposizione, a volte manipolatoria, degli intermediari di settore. E ampio spazio viene dedicato al rapporto "in diretta" con i lettori, grazie ai concerti d'arpa di Chiara Visentini e agli interventi del romanziere Max Adler.
Tra viaggi lontani (Lapponia, Patagonia, terre dei Tatari) e trasformazioni psichiche, auspichiamo un rinnovato interesse per tutto ciò che non è fredda merce o vano progetto di realizzare infrastrutture conducenti direttamente verso il nulla. L'arte come forma specializzata di comunicazione è morta e l'avanguardia è un vicolo cieco. Siamo agenti segreti della cospirazione a favore di noi stessi, dopo verifiche sul territorio scriviamo mappe mentali per muoverci piacevolmente attraverso il caos.

Posted by Davide Bregola at 17:10 | Comments (1)

22.10.05

ROLLING STONE -In edicola il # di Novembre 2005-

Rolling_Stone_logo-1.gif
Di Davide Bregola

Antonio Moresco
Zio Demostene
Effigiepp.101, € 12,00

Uno zio “marcio sporco e imbecille”, una famiglia costituita da nonni che scrivono pompose biografie, un padre militare prigioniero a Bombay, una madre al servizio di una nobile famiglia decaduta, una sorella logorroica che continua a dire di avere segreti inenarrabili; il libro di Moresco racconta un pezzo del nostro Novecento...

EFFIGIE EDIZIONI

www.effigie.com
effigiedizioni@effigie.com

Posted by Davide Bregola at 01:57 | Comments (0)

20.10.05

Bariani, Borgonovo, Mozzi a Mantova

di Davide Bregola

Russia80.jpg

Venerdi 21 ottobre alle ore 21 il Coordinamento Scritture Dannose organizza un incontro dal titolo: DIARI IN INTERNET, RIVISTE LETTERARIE, LOTTA PER IL RICONOSCIMENTO E...16 VITAMINE
Teatro delle Cappuccine, Piazza San Leonardo Mantova
Giulio Mozzi
incontra
Ivano Bariani e Francesco Borgonovo
Giulio Mozzi è scrittore per Sironi, Einaudi, Mondadori, Fernandel, Theoria, è conduttore di laboratori di scrittura e narrazione, è curatore della narrativa italiana per la casa editrice Sironi, Milano. Cura il Bollettino di lettura e scrittura Vibrisse lì si può leggere "La cultura enciclopedica dell'autodidatta" diario letterario di Davide Bregola, il blog di Marco Candida, il fotoblog "Sotto i cieli d'Italia".

Ivano Bariani e Francesco Borgonovo inventano la rivista letteraria on line FaM, Frenulo a mano, dicono di loro stessi : FaM non è una semplice rivista on-line. FaM è soprattutto un covo. Dentro a ogni covo ci sta della gente, e di solito questa gente – se non si tratta di un covo di cadaveri – fa qualcosa. La gente dentro a FaM, appunto, scrive.

Ivano Bariani e Francesco Borgonovo sono anche scrittori, il primo per Minimum Fax ha pubblicato il romanzo 16 Vitamine, il secondo per Nomadepsichico ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo Lotte per il riconoscimento.

Una grande occasione di incontro e di confronto su quanto oggi offre una parte della narrativa contemporanea.

L'ingresso è gratuito FINO AL RAGGIUNGIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI.
POI NON DITE CHE NON L'AVEVO DETTO!
per info:scritturedannose@libero.it

Posted by Davide Bregola at 20:49 | Comments (4)

COMUNICATO

picco.jpg
dipinto di Gabriele Picco

È uscito “Politicamente Scorretto”, il sesto numero di Vertigine, il periodico di scrittura e critica letteraria curato da Rossano Astremo. “Politicamente Scorretto” offre il suo punto di vista sull’Italia d’oggi e non solo, e lo fa raccogliendo l’intervento di dodici autori, Giordano Meacci, Luciano Pagano, Flavio Santi, Gianluca Morozzi, Laura Pugno, Cristiano de Majo, Elisabetta Liguori, Andrea Inglese, Sergio Rotino, Davide Bregola, Elio Paoloni, Gianluca Gigliozzi. Ad esclusioni delle schegge in versi di Laura Pugno e Sergio Rotino, gli altri scrittori raccontano in prosa il nostro tempo alternando storie grottesche, feroci, disilluse e ciniche, offrendo un veritiero spaccato del nostro tempo. Testi in grado di proiettare il naso al di fuori del proprio condominio di riferimento, testi in grado di “aggredire” il reale, di smascherarlo attraverso procedure formali differenti. Personaggi reali che dominano il nostro immaginario collettivo, come il Presidente del Consiglio, Benedetto XVI, Bob Dylan, Saddam Hussein, si mescolano a trame fittizie dando vita a reality show impensabili, omicidi utopistici, crisi familiari irreversibili. Si consente la riproduzione parziale o totale dei testi presenti nella rivista e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta. Le illustrazioni, come ogni numero, sono della pittrice salentina Annalisa Macagnino. Per tutte le informazioni visitare il blog http://vertigine.clarence.com o scrivere a rossanoastremo@libero.it

Posted by Davide Bregola at 17:42 | Comments (0)

18.10.05

TRECCANI SPECIALE SCRITTORI MIGRANTI

Di Davide Bregola

La storica Enciclopedia Treccani ha una rivista quadrimestrale chiamata Treccani-Scuola, dedicata alla ricerca e alla didattica. Da oggi è disponibile in rete un numero monografico dedicato agli scrittori migranti in Italia. Al suo interno c'è un mio contributo.

A BOTTEGA DAGLI SCRITTORI STRANIERI
di Davide Bregola
«Non avevo nessuna idea di cosa fosse l’italiano. Sentivo parole spagnole e pensavo fossero italiane. Non capivo i discorsi, le frasi, allora la mia attenzione andava alla musicalità, agli accenti. Mi sembrava che la gente cantasse. Anche adesso quando qualcuno parla, cerco di ascoltare attentamente e di ritrovare la melodia che mi entusiasmava all’inizio. Quando scrivo, tante volte uso le ripetizioni o le ridondanze per dare un ritmo alla frase. Quando correggo o lavoro alle riscritture provo una tristezza incolmabile quando devo tagliare alcune parole.» .
Questo ciò che dice Smari Abdel Malek, autore di Fiamme in Paradiso, 2000, Milano, Il Saggiatore nel colloqui che abbiamo tenuto mentre sono andato a Milano per incontrarlo.
Il progetto di fare un libro di interviste e dialoghi con scrittori stranieri che scrivono in italiano è nato nel momento in cui mi sono accorto che già nei primi anni novanta dello scorso secolo uscivano romanzi e racconti di autori dai nomi stranieri: Helga Schneider, Giorgio Pressburger, Jarmila Ockayovà, Alice Oxman, Helena Janeczek, Sandra Clementina Ammendola, Helena Paraskeva, Salah Methnani, Pap Khouma e non trovavo notizia del traduttore in italiano. Capìì subito che questi scrittori, provenienti dalle più svariate parti del Mondo avevano deciso di scrivere nella nostra lingua pur avendo come lingua madre il francese, lo spagnolo, l’arabo, l’inglese, il tedesco…Mi sono messo alla ricerca di un gruppo di “scrittori migranti” e quando ho avuto un buon numero di contatti sono andato in giro per l’Italia a colloquiare con loro.
Dopo i primi incontri ho constatato un grande rigore e un’idea di scrittura inedita per il panorama italiano. Nel 2001 stavo leggendo anche i due libri Il mestiere di scrittore 1973, Milano, Garzanti e Il mestiere di poeta 1982, Milano, Garzanti in cui Ferdinando Camon faceva domande e aveva risposte talmente profonde e importanti da far risultare quegli incontri con i grandi Bassani, Quasimodo, Pasolini, Zanzotto, Giudici, Batocchi, Moravia, Pratolini e altri, come dei veri e propri saggi.
PER LEGGERE IL SEGUITO SU TRECCANI SCUOLA CLICCA QUI
QUI
QUI

Posted by Davide Bregola at 10:43 | Comments (1)

17.10.05

GENTE DISPERATA LA CHAT L' AIUTA #4

Di Giovanni Costa

In Chat, Stanza denominata ATTUALITA', si prendono in considerazioni avvenimenti pazzeschi! Genna nel suo nuovo romanzo L'anno luce immagina Papa Ratzinger e il Vaticano rispettivamente come un extraterrestre e una postazione UFO insediatasi qui 2000 anni fa. In chat si fa di più: si immagina che Berlusconi faccia morire sua madre per impietosire gli elettori, si immagina Follini come fosse il nuovo Forlani, si immagina persino che la tecnologia sia dominata dagli estremisti. Amenità del genere sembrano SF, invece è tutto vero, ossia: tutto finto.

fuoco_sincero: In 4 milioni ieri sono andati alle primarie, visto?
stefanofico2003: e quindi il problema e' il tuo, non mio.
fuoco_sincero: che vorrà dire? che vincerà Prodi?
pazzaperpazza: No no, vorrà dire che ci sarà un casino a sinistra
betelgeuse963: bah speriamo che caccino berlusconi del resto non mi frega
pazzaperpazza: Per il momento Silvio Berlusconi ha fatto cacciare Follini, del resto si vedrà.
fuoco_sincero: 65% di preferenze tra le persone di sinistra, Prodi.
stefanofico2003: Ma ora dovranno fare le primarie pure quelli della Casa delle Libertà e del buon governo...
pazzaperpazza: No perché Forza Italia li ha comprati già tutti.
stefanofico2003: c'e ne sono parecchi, i soldi dove sono?
pazzaperpazza: Soldi guadagnati con le leggi ad personam per Mediaset e Co.
pazzaperpazza: và, comunista!
stefanofico2003: Chi è comunista esca subito dalla Stanza, avete rotto i cojoni
betelgeuse963: chiunque va bene, purché muoia la mente malata
pazzaperpazza: ok qui è un casotto
betelgeuse963: Chiunque meglio di lui
fuoco_sincero: Chiunque? anche Rauti?
merendinapiccante: Comunisti di merda dovete morire tutti voi! Avete visto la Siberia?

carlotta_red05: si ma io avrei preferito bertinotti
fuoco_sincero: ma qui la stanza mi pare tutta a destra, sbaglio?
carlotta_red05: si molti sono di dx
fuoco_sincero: estrema destra
carlotta_red05: ma c'è anche una buona percentuale di sx
carlotta_red05: qua sono tutti estremisti
carlotta_red05: tranne rari casi
fuoco_sincero: mussoliniani, alcuni, mi pare di aver sentito
carlotta_red05: SI SI
carlotta_red05: MA ANCHE MARXISTI
fuoco_sincero: ah
carlotta_red05: QUINDI...CI COMPENSIAMO
fuoco_sincero: bene bene
carlotta_red05: si
fuoco_sincero: ma follini l'han mandato via (se n'è andato)
carlotta_red05: FOLLINI è SEMPRE STATO CON UN PIEDE IN DUE SCARPE
carlotta_red05: un confuso a vita
carlotta_red05: ha fatto bene ad andarsene
fuoco_sincero: e alla fine Berlusconi ha vinto nella casa delle libertà senza fare primarie
carlotta_red05: e se anche mastella lo facesse a sua volta col csx,sarebbe meglio
fuoco_sincero: sì
carlotta_red05: ma berlusconi è sempre stato il vincitore della cdl
fuoco_sincero: mastella non è credibile in mezzo a tutti questi (nemmeno loro credibili, ma meno incredibili di lui)
fuoco_sincero: mi preoccupa la margherita
fuoco_sincero: potrebbe andare pure lei
carlotta_red05: rutelli..mah
carlotta_red05: no....è silvietto che vuole Margherita
carlotta_red05: ma rutelli difficilmente si stacca dai compagnucci come d'alema e gli altri
fuoco_sincero: silvio se non muore ce lo troviamo tra i coglioni ancora per 15 anni
carlotta_red05: ma se muore diventa un martire
carlotta_red05: meglio che vada in rovina
carlotta_red05: mai morto berlusconi
fuoco_sincero: rovinato e morto sarebbe l'ideale
carlotta_red05: poi iniziano i buonismi,i rimpianti.....per carità
fuoco_sincero: ma poi ci sono i suoi figli che romperanno i cojoni!
carlotta_red05: sai..da morti si diventa tutti bravi...i figli sono solo piccoli imprenditori
fuoco_sincero: scriveranno biografie apologetiche
carlotta_red05: credo non entreranno in politica
fuoco_sincero: sai cosa penso?
carlotta_red05: dimmi
fuoco_sincero: che Berlusconi per le prossime elezioni farà morire sua mamma per fare pena agli elettori. Vero che è capace?
carlotta_red05: ma no...ormai anche lui ha capito d'aver perso
carlotta_red05: berlusconi non è uno sprovveduto
carlotta_red05: sa come muovere le sue pedine
fuoco_sincero: oppure con la cazzata della Sars tireranno fuori leggi speciali e si rimanderanno le elezioni
carlotta_red05: non gioca con la politica..Lui la manovra a dovere un pò come fa con le leggi
fuoco_sincero: scusami ma sono incacchiato duro, per questo faccio analisi di pancia e nn di testa
carlotta_red05: ma poi si riformerà il correntone...la nuova dc
fuoco_sincero: probabile si rifaccia il centro con Prodi, Follini...e chi altri?
Cazzoduro: Fankulo, dovete morire voi che scrivete ste cose, fankulo!
carlotta_red05: Mah!

Posted by Davide Bregola at 10:49 | Comments (1)

12.10.05

BOTTE E CALCI SUBLIMI

Di Davide Bregola
Franchini.jpg
Antonio Franchini
Gladiatori
Mondadori Strade Blu
pp.185, E. 15,00
Bolidi, virgulti, border line, combattenti, pugili, lottatori, borgatari, giganti dell'est, atleti africani, disgraziati, opere d'arte. Questo e anche più nel libro di Antonio Franchini intitolato Gladiatori. I combattenti dell'antichità non sono mai spariti, oggi come allora si sfidano in singolar tenzone, si allenano, sacrificano una vita, un corpo, un cervello a una disciplina che non lascia scampo. Descrizione di combattimenti; freefight, Valetudo, Lotta libera, Judo. Palestre e tanto sudore, sangue raggrumato che esce dalle bocche di chi prende misura con la gomma per farsi il paradenti. Interviste a pugili di periferia che lasciano in bella vista le ferite di una vita, le coltellate, le pallottole i cui fòri sono ancora visibili da parte a parte sulla carne . Ragazzi di tredici anni con un destino segnato, uomini anziani che si sentono ancora pronti per il ring. "Odio la guerra detesto gli eserciti amo combattere" c'è scritto su un muro della palestra di Vedano al Lambro. Questa frase è l'assioma che accompagna tutto il libro e tutti i personaggi che ne fanno parte. Persone come Maggi, allenatore il cui magistero lo fa assurgere a sacerdote, uomini come Michele Orlando, che per 50 euro più rimborso spese combatterebbe a Monterotondo con chiunque e allo stesso tempo è chiamato in America da Don King per fare qualche match sui ring spettacolari degli Stati yankee. C'è anche il wrestling in questo reportage-romanzato difficile da collocare in un genere ben definito, perché in mezzo alle interviste ci sono digressioni filosofiche sul combattimento, c'è una visione del mondo lontana dalla Materia e al tempo stesso esente da estetismo intellettuale, ci sono i volti dei pugili, fotografati in ammirevoli B/N dall'occhio di Piero Pompili, e poi c'è la sintassi un pò barocca e iperrealista di Franchini, che da dieci anni dico essere uno degli scrittori più potenti che la Patria delle Lettere italiana possa vantare. Antonio Franchini non sbaglia un libro; a partire da Camerati(1991), passando per Quando vi ucciderete maestro!(1996) fin anche a Cronaca della fine (2003)infila uno dopo l'altro libri di grande tensione morale e originalità da grande scrittore per lettori con gli attributi. Qualcuno se n'è accorto?
Leggi anche I Miserabili

Posted by Davide Bregola at 17:39 | Comments (1)

10.10.05

LAPO, un eroe dei nostri tempi (chi comanderà l'Italia per i prossimi 50 anni reload)

Di Giovanni Costa
Ho sentito la notizia su Lapo all'ospedale.
Ora ho la risposta al mio quesito.

lapo3.jpg
Un mese fa scrivevo:
"L'ufficio stampa Fiat è uno dei migliori dopo quelli del Vaticano e della presidenza del consiglio. Da qualche anno cercano di costruire l'immagine giusta per Lapo e John, i due nuovi volti del padronato Fiat versione terzo millennio. Oggi Lapo è stato intervistato qui e si può riascoltare scaricando la puntata.
Newyorkese di nascita, Lapo Elkann è nipote di Gianni Agnelli e dal 2002 è responsabile della promozione dei marchi del Lingotto. E' lui che ha fatto produrre -sostenendo che sia stato un modo per testimoniare l'orgoglio del marchio- le felpe con la scritta "FIAT", sempre lui che vuole riportare i giovani a comprare auto italiane e che dice che la Fiat ce la farà. Lo stato di salute dell'azienda automobilistica italiana, i nuovi modelli e la strategia di rilancio, la comunicazione del marchio Fiat, il rapporto tra proprietà e banche, le possibili alleanze in vista e il futuro del Lingotto sono i temi che affrontiamo nel filo diretto con Lapo Elkann, responsabile Brand Promotion di Fiat Auto.
Giorgio Bocca ha recentemente scritto un libro dal titolo L'Italia l'é malada, Giuseppe Genna apre spesso i suoi "editoriali" su Carmilla chiamandoli Il paese di Merda. Elkann Lapo è un nuovo imprenditore con il golfino marchiato a gomma FIAT o una vittima sacrificale di un'organizzazione più grande di lui che lo manda avanti perché a lei "scappa da ridere"? Per adesso accontentiamoci di vederlo su tutte le testate nazionali e all'apertura dei Tg. Ascoltiamo ciò che dice per radio. Io non ho ancora capito se è impressionante o fa paura.".
E ora?
Lapo1.jpg

Posted by Davide Bregola at 20:31 | Comments (6)

LAVORO E NARRATIVA

di Davide Bregola
Io di lavoro ne so poco o punto. La mia idea sul lavoro deriva da un numero particolarmente interessante della rivista IL MENABO' dedicata alla "Fabbrica" e poi letture di romanzi o saggi che conosciamo più o meno tutti; un pò di esperienze sul campo: fabbrica, ufficio, libreria, bibloteca, ferrovia. Eppure martedi 15 Novembre 2005 alle 21 presenterò a Carpi in teatro Francesco Dezio, Aldo Nove, Andrea Bajani. Parleremo di LAVORO, mi son guardato un po' in giro e ho trovato Giuseppe Genna che su I MISERABILI scriveva dopo la stroncatura di Nove al libro Con le peggiori intenzioni scritta su Liberazione: "Chi impose Aldo Nove se non un regime mediatico? Egli, e i suoi compagni di ventura, godettero di un favore di stampa e media vari che fu storico: da anni non avveniva che l'opinione pubblica si rendesse conto dell'esistenza di scrittori contemporanei grazie a un'operazione tanto spettacolare e gridata. Se Aldo Nove accusa Piperno di essere stato battezzato da Ferrara, dovrei ricordare io forse che lui lo fu da Andrea Pezzi? Dovrei ricordare l'insostenibile leggerezza del nonessere che lui e gli altri Cannibalizzati ci propinavano da ognidove? Gli articolini sulla Marcuzzi in riviste ambigue? Le allucinazioni su Italia 1 di fronte a scrittori ultrasessantenni? Le mossettine da cantanti spacciate per performance neoavanguardiste e in realtà pure parodie sessantine? Per poi, calato il casino mediatico sull'etichetta Cannibale, mettersi a berciare contro quell'etichetta, che prima faceva comodo e permetteva di dire che i massacri omerici erano la premessa allo splatter di inizio Novanta...
E cosa ci lasciarono costoro? Costoro che disponevano di un simile potere mediatico e forse letterario? Ci lasciarono una letteratura profonda? Rimisero in gioco le cose? Deossificarono la società culturale italiana? Aprirono dibattiti memorabili? Intervennero per scardinare dogmi critici? Compirono effettive performance narrative? Segnarono la storia del romanzo italiano? Furono autori di saggi che, trascorsi oggi più di dieci anni, valutiamo come imprescindibili? Approfittarono di una impazzita dazione di potere culturale per spalancare le porte di collane nuove che segnarono la letteratura degli anni Novanta? Si impegnarono con i generi considerati allora minori facendoli? Ci descrissero con le armi della poesia, che non è mimesi bensì divina mimesi, anni pazzeschi, decenni di merda come gli Ottanta e i Novanta? Innovarono la scansione dell'immaginario o vissero di rendita su pezzettini di immaginario pre-esistenti?"

Invece su LIPPERATURA c'è un'intervista a Andrea Bajani: "Il tema dei tagliatori di teste percorre tutto il romanzo. E' un tema che già ricorreva nelle cronache e comincia a percorrere la letteratura. Inutile chiedere perché. Però: come è nata l'idea di affrontarlo poeticamente, con lo scrittore di lettere di licenziamento?
Lo scrittore di lettere di licenziamento è uno che forza il vocabolario per rendere più efficace la sua condanna. A lui viene richiesto a cottimo di esercitare sulla pagina “affezione, gratitudine, simpatia, dispiacere, imbarazzo e profonda solidarietà” nei confronti degli impiegati che sta mettendo alla porta. In sostanza gli viene richiesto di inventarsi una burocrazia sentimentale, che prenda il posto della freddezza asettica dei moduli prestampati da far firmare in calce ai futuri disoccupati. Il risultato è questa trasformazione del sentimento in procedura, e di conseguenza lo svuotamento di senso dell’emotività. Chino sulla pagina lui produce così lettere roboanti, pirotecniche che grondano di una retorica stucchevole e barocca che alla lettura produce un effetto contemporaneamente comico e amaro. Mette la sua pratica al servizio di una gestione delle risorse umane ostentatamente friendly, che fa della retorica motivazionale uno dei suoi cavalli di battaglia. Detto in altri termini: mette la sua vocazione “letteraria” al servizio di un modello che non può prescindere da una devitalizzazione del vocabolario. Per mestiere gli viene chiesto di fare del sentimento un meccanismo di incremento della produttività, e perché ciò avvenga deve usare le parole contemporaneamente come sicari e come vittime sacrificali. “La sua mano è il mio sicario preferito”, gli dice il direttore del personale. Il paesaggio in cui vive, d’altra parte, è quello di un’azienda che infarcisce i suoi dipendenti di retorica motivazionale, che usa la comunicazione per vendere loro un prodotto ben preciso: la loro adesione incondizionata. Il dipendente è per certi versi il primo dei clienti, il primo su cui esercitare persuasione. Il discrimine, in questo gioco alla devitalizzazione del vocabolario, sono proprio i due bambini che lo scrittore di lettere di licenziamento si trova un giorno sulla porta di casa. Con loro è obbligato a tenere da parte la “cordialità”. Deve ricominciare a far coincidere le parole con le cose, a usare le parole per dare vita e non per toglierla.
Penso alle tante figure di burocrati e impiegati rappresentati in decenni di letteratura e penso all'azienda "purificata" del tuo romanzo, con i dipendenti costretti a raccogliere le proprie cose in scatole sempre più piccole. Sembra quasi che tu riesca a provare almeno un filo di clemenza anche nei confronti del direttore del personale, però, e della sua follia.
L’azienda di “Cordiali saluti” mira alla purificazione nella misura in cui chiede ai suoi dipendenti di rinunciare alla loro vita in cambio di un surrogato precotto fornito dall’azienda stessa. Non c’è nulla della vita di fuori che non possa essere abbandonato perché non c’è nulla che, in nome della produttività, l’azienda non possa fornire al dipendente. Scampagnate aziendali, crociere motivazionali, tornei di tennis, residence aziendali. In cambio si richiede soltanto la rinuncia a tutto ciò che è legato alla vita extralavorativa, e quindi a mogli, mariti, figli e passioni. Quando ciò non avviene, quando ci si sottrae anche solo parzialmente alla dedizione totale, ecco che cadono i presupposti per la collaborazione. È il caso del personaggio di Ines Citterio, colpevole in nome della salvaguardia della propria vita coniugale di non rispondere più alle telefonate notturne del direttore del personale che vorrebbe parlarle di “ristrutturazioni aziendali”. E dunque, anche per lei, arriva implacabile il Cordiali saluti. L’azienda purificata è in sintesi quella in cui la vita stessa è diventata un benefit, esattamente come il cellulare o il computer portatile aziendale. Quando poi il rapporto finisce, i dipendenti restituiscono cellulari, portatili e quel che è rimasto della loro vita. L’azienda contemporanea propone un sistema sostitutivo (“Siete qui per abbandonare il vostro sistema di valori, un’inutile zavorra”), e un’adesione così incondizionata da eliminare il senso dell’autorità. Da qui l’impressione di clemenza per il direttore del personale che si può provare leggendo alcune pagine di “Cordiali saluti”. In queste aziende esiste il potere ma non l’autorità, e tutti sono in qualche modo sono equiparati. Come dice Richard Sennet “se tutti sono vittime […] nessuno può essere il responsabile di niente, e certamente non il dirigente che licenzia i dipendenti”.
Come è cambiato, secondo te, il linguaggio narrativo che si occupa del mondo del lavoro?
Penso che sempre di più il lavoro tornerà ad affacciarsi nella letteratura contemporanea semplicemente perché sta facendo saltare in aria la vita privata di una generazione. Questo è il grande cambiamento, rispetto al passato. C’è uno scarto fondamentale, e dunque una contraddizione drammatica, tra la scorpacciata euforica di comunicazione che sta saturando il nostro immaginario e invece la provvisorietà delle vite di ciascuno. È come se in qualche modo il mondo non si fosse messo d’accordo. Esiste un sistema che dice: “tutto è alla tua portata”, e contemporaneamente un altro sistema che dice “tu socialmente non conti nulla”. Il primo sistema è quello, appunto, che attraverso il marketing e la comunicazione, rende noto alle persone che grazie a piccole e comode rate le automobili costano € 99 e non € 18.000, che i computer costano € 25 e non € 1.500: tutto è talmente alla portata di tutti che non è più necessario nemmeno specificare i totali. L’altro sistema, viceversa, è quello del mercato del lavoro, ovvero, in sostanza, il mondo dei destinatari di quelle comunicazioni, dei beneficiari di quelle agevolazioni. Questi sistemi sono in completa contraddizione, perché il lavoratore precario all’atto pratico viene respinto al mittente e non può usufruire delle rateizzazione pubblicizzate perché non può fornire alcun tipo di garanzia. Gli si chiede la garanzia dei genitori! Ciò significa che gli si comunica che socialmente è un paria. Da questa schizofrenia diffusa non può che nascere un cortocircuito, che è un cortocircuito linguistico ed esistenziale, tra il linguaggio finalizzato e confortevole del marketing e quello della miseria quotidiana, tra la condizione di clienti totali e il sentimento di un’insicurezza generalizzata.
C'è un termine di paragone inevitabile, in ambito letterario, che è “Vogliamo tutto” di Nanni Balestrini. Ma quel che avviene oggi nel mondo del lavoro italiano permetterà un unico approccio? Come sarà possibile, cioè, dar voce alle tante diverse e drammatiche realtà di oggi?
La differenza principale, rispetto al romanzo di Balestrini, e al tempo in cui è stato scritto, è che lui poteva scrivere questa frase: “Il giorno dopo arrivo lì al lavoro e mi chiamano i guardioni e mi danno una lettera in mano. La apro e c’è scritto che sono licenziato. Per rissa in fabbrica per sabotaggio e non so che cazzo. Per cui non mi davano neanche gli otto giorni di preavviso e non so quali altri diritti”. C’è un’intera generazione (e soprattutto ce ne saranno di future), che non sa quali sono i propri diritti, perché fondamentalmente non ha diritto a nulla. Soprattutto, non sa più che cosa significhino le parole. Non sa che cosa sia il “diritto del lavoro”, e di termini come “ferie”, “mutua” non ha che idee confuse e generiche. Basta fare poche domande in giro, e ci si rende conto che la parola “ferie” significa soltanto “giorno non lavorativo”, o al limite “giorno concesso dall’azienda”. In alcuni casi non significa proprio nulla, e questo è piuttosto desolante. Quando cominciano a scomparire la parole, il danno più grave è fatto, perché le parole si portano via le cose. In ogni caso questo mi sembra paradossalmente un buon punto di partenza, una buona direzione in cui procedere per non far scomparire le cose, per ricominciare a dare loro una corrispondenza. Mi sembra, quantomeno, un buon motivo per mettersi a scrivere.".

Posted by Davide Bregola at 14:25 | Comments (1)

07.10.05

Seminario itinerante sulla letteratura contemporanea - a cura di Enrico Palandri-

images.jpg

Di seguito il dibattito tenutosi in occasione del secondo incontro del "Seminario itinerante sulla letteratura contemporanea", diretto da Enrico Palandri. L'incontro si è tenuto a Venezia Università Ca' Foscari.

I. Interventi della mattina

Helena Janeczek Quello che ci vuole è conoscere la musica, sapere cosa vuoi fare. Mi ricordo benissimo i primi tempi che mi ero trasferita in Italia e parlavo senza difficoltà ma senza congiuntivi, perché l'italiano l'avevo imparato parlando, e stavo male. Capire che mentre parlavo non riuscivo a trovare il termine adeguato mi faceva venire il nervoso e mi veniva da piangere. Perché l'esigenza di esprimersi, l'amore per la parola, il senso di come si usano le parole, credo che siano cose che uno ha o non ha a prescindere, che abbiano una certa universalità di fondo in cui credo fortemente. La lingua è uno strumento ma non significa che debba essere considerata in modo così strumentale, scusate il paradosso. Ci vuole una forza produttiva. Può avvenire dopo, può essere tutta una storia personale però ci vuole, la devi sentire come qualcosa di vivo, appartenente a te. Non può soltanto essere che si scrive in inglese, per esempio, perché ci si lancia meglio sul mercato mondiale.

Enrico Palandri Io mi sono molto ritrovato nelle tue parole, soprattutto quando dici che la lingua diventa uno strumento. Mentre non c'era un progetto commerciale di diventare uno scrittore internazionale, c'era invece questo senso di voler ritrovare un italiano che fosse più uno strumento e che fosse più libero dall'italiano parlato e contaminato con cui ero cresciuto. Questo c'era molto fortemente e anzi, il mio primo libro era molto parlato, scritto negli anni d'università con un gergo comune, mio e degli altri in quegli anni. Ed invece, improvvisamente, il far scattare qualcosa per cui non sentivo più di avere le priorità del mondo dei miei amici ma sentivo di avere come interlocutore la storia letteraria, aveva cambiato molto le cose. Penso che sia uno dei nodi, di cui parlavamo anche a Torino, dove discutevamo dell'alto e del basso, e la ragione per cui io ad un certo punto ho criticato Giorgio Vasta e qualcun'altro, che continuavano a citare metafore calcistiche e Marzullo, perché secondo me c'era un po' paura della vertigine che viene quando si comincia a scrivere, che è invece la vertigine di sentire che tu, che sei una brava persona, che hai i tuoi amici, i tuoi compagni di scuola, ti senti improvvisamente in compagnia di queste persone strane, che sono i protagonisti della storia della letteratura, che sono problemi forti, che sono cose che ti chiamano per nome. In quel momento questa capacità di assomigliare al mondo che hai intorno, improvvisamente, svanisce e ti lascia un po' più solo, ti costringe a prendere delle responsabilità. Credo, non voglio essere troppo freudiano, ma che questo richiamarsi al basso e far finta di non essersi staccati sia più un lapsus, credo che sia più quello che dice nascondendo di quello che dice in realtà ed è come se segnasse la separazione. In fondo è quando inizi a vedere l'alto ed il basso. È come se qualcuno dicesse «vedete che sono sempre lo stesso» nel momento in cui sente che sta diventando qualcos'altro. Non so se sono stato chiaro. Se tu ad un certo punto ti accorgi che con la lingua in cui sei immerso riesci a dire solo una certa quantità di cose e per altre devi avere altri mezzi, ecco quello è un momento di solitudine. Sopratutto se tu non nasci pensando di essere Giacomo Leopardi ma nasci andando a vedere le partite di calcio, condividendo la vita di tutti i giorni e poi, improvvisamente o un po' alla volta, questa appartenenza comincia a frantumarsi e tu inizi a dover fare una strada più da solo. A questo punto volevo chiedere a Davide qualcosa sul suo libro Da qui verso casa, anche alla luce delle cose che sono state dette.

DAVIDE BREGOLA: Io ad un certo punto della mia vita ho deciso che comunque volevo scrivere. Ho quindi iniziato a scrivere per i fatti miei e poi ho iniziato a frequentare altre persone che scrivevano o che magari avevano già pubblicato. I miei contatti erano sempre con scrittori italiani. Al liceo ho fondato un circolo culturale in cui s'invitavano scrittori che parlavano dei loro libri, di narrativa, di letteratura, di tecnica letteraria e il mio percorso di narratore è stato quello canonico della persona che vuole scrivere e che pubblica in un'antologia di racconti con altri autori. Dopodiché si entra in contatto con persone che hanno le stesse passioni e le stesse aspettative. Ciò che mi interessava però, era sempre questo aspetto del contatto con persone che avevano scritto libri che apprezzavo e questa cosa mi ha accompagnato un po' per tutto il mio percorso. Fino al momento in cui ho iniziato a leggere dei libri, m'incuriosivano gli autori che avevano nomi stranieri e ho voluto saperne di più, mi sono fatto una piccola bibliografia, e ho deciso di andare a cercare persone che avevano pubblicato libri in italiano pur avendo una lingua madre diversa. Mi sono avvicinato a loro come semplice lettore, come persona che ha intenzione di scrivere e vorrebbe cercare di farlo nel miglior modo possibile. È stato anche un avvicinamento un po' entusiastico e naive e, dopo aver letto i libri delle persone che volevo intervistare, ho chiesto gli appuntamenti per incontrarli. L'intenzione era di parlare con loro di letteratura, degli autori che li avevano entusiasmati, della loro esperienza, dell'approccio con una lingua diversa dalla loro lingua madre. Sono venute fuori delle cose interessanti. È partito tutto, in ogni modo, da due libri italiani. Ferdinando Camon negli anni '70 scrisse Il mestiere di scrittore e Il mestiere di poeta: intervistava degli scrittori e dei poeti italiani. Io volevo fare altrettanto, cioè intervistare approfonditamente delle persone che secondo me avevano qualcosa da dire, con questa particolarità: di essere persone provenienti da un'altra lingua. Nel giro di un anno ho fatto undici interviste a scrittori che provengono da ogni parte del mondo e pubblicano in italiano. Ho fatto un po' il giro del mondo rimanendo in Italia. Ho affrontato con loro degli aspetti di tecnica narrativa che m'interessavano perché per cercare di scrivere nel miglior modo possibile anch'io volevo passare attraverso l'esperienza. Casualmente Armando Gnisci, scrittore di comparatistica, è venuto a sapere di quello che stavo facendo, mi ha chiesto un po' i risultati della mia ricerca e, preso dall'entusiasmo, ha deciso di pubblicarla in questa collana, con una piccola casa editrice di Roma.

Enrico Palandri Però è strano Davide che per pensare di fare lo scrittore italiano decidi di intervistare degli autori non italiani.

Davide Bregola Secondo me non è strano perché avendo conosciuto tanti narratori italiani, avendoli frequentati, in questo circolo culturale in un paesino di seimila abitanti, sentivo che dopo un po' di tempo, bene o male, ero troppo vicino alle cose che dicevano, vi appartenevo, erano familiari. Mi era saltata la curiosità quindi di sentire qualcuno che avesse un'esperienza completamente diversa dalla mia. M'interessavano le geografie, che ho trovato molto suggestive. Per carità, anche gli scrittori italiani sono molto interessanti. Però volevo in qualche modo tradire questi tratti comuni degli scrittori italiani che avevo conosciuto. Era proprio una curiosità. Chi non citava Tondelli, chi non citava De Carlo, che appartenevano a due scuole diverse, ma con delle comunanze che mi davano fastidio. Io stesso provengo da letture di scrittori italiani, al di là di Enrico, degli entusiasmi per Tondelli eccetera, eppure ad un certo punto questi autori ho iniziato ad odiarli, forse non è il caso di dirlo. Dopo l'imitazione dei 14-15 anni ho voluto tradirli, ucciderli! Siccome abitavo in questo paesino piccolissimo in Lombardia, nella punta nord-est della Lombardia, volevo vedere chi aveva scritto qualcosa riconducibile a quella geografia, tra gli autori italiani stranieri. È stata una cosa bellissima perché mi ha sprovincializzato! Con la paranoia di essere provinciale, vedere che altri autori avevano parlato di questa cosa, è stato interessante, sembra una cazzata però poi invece serve.

Helena Janeczek Mi sembra che per gli scrittori italiani sono più problematici luoghi di origine tipo Mantova o Venezia o Firenze che paesini sperduti. Io adesso abito da un po' di anni a Gallarate che è uno dei posti più spersi che esistono. In quella zona lì, che è una delle più povere, c'è una sproporzione di scrittori! Vengono da questa terra di nessuno, cosa che mi sembra molto interessante. Mi sembra interessante che oggi moltissimi autori italiani vengano da queste terre del nord-est così trasformate. Ho la sensazione che invece il centro, come luogo, non funzioni.
Tutto l'incontro su: http://www3.unibo.it/boll900/numeri/2003-ii/W-bol/Venezia/Venezia.html

Posted by Davide Bregola at 22:08 | Comments (0)

05.10.05

SE LE PORTE DELLA PERCEZIONE FOSSERO RIPULITE

Di Davide Bregola
LAPSICOLOGA (così si firma)sul FORUM "Perdere un figlio" scrive: "Ciao a tutti! Di solito non bazzico da queste parti (mi si trova più spesso nei forum linea e dietetica...), ma sto leggendo un libro meraviglioso che mi ha illuminata, e ho pensato di condividere questa scoperta con voi. Si intitola GUARIRE, l'autore è David Servan-Schreiber e l'edizione è Sperling.
Parla di come vivere meglio senza farmaci nè psicoterapia, di come lasciarsi alle spalle quei piccoli problemi che tutti abbiamo e che ci fanno vivere peggio di come potremmo.
E' meraviglioso, davvero illuminante. Vale la pena di spendere 8 per acquistarlo.
Buona lettura e... fatemi sapere!"
Una "amica" le risponde: "nn sapevo che partorire un figlio morto a 8 mesi e 1\2 fosse un piccolo problema. hai ragione...meno male che ci sei tu a dircelo. senza offesa, ma mi sa che hai sparato una CAZZATA enorme a mettere questo post qua.
scusa, ma ti pare che chi ha peso un figlio ( è il titolo del forum) pensi di avere un piccolo problema????
meraviglioso? illuminante?? beh, nn credo che ci sia un libro che ti aiuti a stare meglio dopo aver perso un figlio alla fine della gravidanza. e scusami se nn voglio spendere 8 euro per acquistare il libro...
ma pensa te...."

mondrian.jpg
Tragedie da dover raccontare a una massa indistinta di persone, manuali di autobiografia, scrittura come cura di sé; ne ha rovinati più Duccio Demetrio che un qualsiasi Reality Show. Il Forum Perdere un figlio mi annichilisce per la crudezza delle storie raccontate e per la desolazione che emanano certe vicende di solitudine, disperazione, rabbia. Dopo "Gente disperata la chat l'aiuta" di Giovanni Costa, propongo la versione antiabortista e pre-Legge sull'aborto che ha messo in atto il sito "Al Femminile.com". Non so se le testimonianze siano reali o inventate da copy senza scrupoli. E' certo che sono toccanti e non lasciano indifferenti. Ma la domanda è: cosa cerca, chi cerca conforto tra persone di cui non sa identità e con cui non ha nessun tipo di contatto? E' curativo l'atto di scrivere dei propri drammi?

non so da dove iniziare e come raccontare la mia storia... ho 31 anni, mi chiamo antonella e vivo in svizzera zurigo...

il 10.07.2004 mi sono sposata dopo un fidanzamento durato 7 anni e da quella notte che mio marito (antonello) ed io provavamo ad avere un bambino/a. intando il tempo passava ed io ogni mese rimanevo delusa perché i test risultavano sempre negativo...il mio piú grande desiderio era poter avere un figlio...

vi racconto la mia esperienza, spero che nelle mie parole troviate un motivo, anche se piccolo per non farlo, io non vi invito a guardare un crudo filmato perchè io stessa, per paura di morire dal dolore non l 'ho guardato. L'anno scorso, il 28 maggio dopo 10 girni di ritardo feci il test di gravidanza, risult positivo, lo feci da sola, alle due di notte, i miei in camera che dormivano e io che da sola scoprivo che io e il mio attuale fidanzato eravamo in tre.
Avevo 19 anni e lui 23, insieme da 4 anni, un rapporto meraviglioso, ci amavamo alla follia addirittura mesi prima fantasticavamo sul cercarlo davvero un figlio, quello notte quando scoprii di essere incinta il mondo mi croll addosso, il mese dopo avevo l'esame di maturità ero in piena crisi non sapevo cosa fare.

ciao ragazze
vi ho scritto della mia tragica perdita. del giorno del parto che doveva essere uno dei giorni più belli della mia vita e si è trasformato nel mio più brutto incubo ad occhi aperti. e poi c'è appena stato questo aborto spontaneo. la nuova gravidanza mi aveva restituito un po' di speranza e di normalità e invece eccomi di nuovo nel mio baratro.
mi sono di nuovo chiusa in me stessa. vivo un po' come in una grotta a parte le ore che devo lavorare (per adesso sto facendo una sorta di part-time). non mi va di vedere nessuno. neanche le mie amiche di sempre. una è presa dal suo matrimonio, un'altra dalla sua gravidanza, due di loro hanno partorito da poco... ovviamente quelle che hanno partorito non riesco proprio ad andare a vederle, sarebbe troppo doloroso. mi vedo solo con mia sorella e con mia mamma e qualche volta vado al cinema con mio marito. anche a voi è capitato di diventare asociali?
tra due giorni devo tornare dalla psicologa della asl. l'avevo vista appena prima di sapere dell'aborto e le avevo espresso le mie ansie (non si vedeva il sacco vitellino) e lei mi aveva detto di essere fiduciosa, che sarebbe andato tutto bene... sono passati 5 mesi e ancora non riesco a tornare alla normalità. anche per voi sarà stato uguale. ma questo non voler vedere la gente, è capitato anche a voi?


Posted by Davide Bregola at 11:17 | Comments (4)

03.10.05

Scritture Dannose

di Davide Bregola

Quattro donne, con la passione del leggere, una libraia, due libere professioniste e una maestra, eterogenee nelle professioni, nei dati anagrafici, eppure omogenee nel sentire forte l'attrazione per la scrittura, la più nascosta, la meno conosciuta, la meno visibile. Da due anni organizzano incontri con scrittori e laboratori di scrittura a Mantova e dintorni. Fanno parte di vari comitati per il volontariato del Festival Letteratura di Mantova. Si sentono un pò Clarice Lispector, un po' la Dickinson e un po' le Charlie's Angel. Trovate tutto su di loro al sito www.scritturedannose.it
group5.jpg

Posted by Davide Bregola at 14:44 | Comments (2)

01.10.05

GENTE DISPERATA LA CHAT LI AIUTA #5

di Giovanni Costa
FordNixonBushReagenCarter.jpg
Nel Forum Politico di Yahoo Messenger si decidono le sorti d'Italia! I personaggi che dialogano in questo foro hanno le idee confuse e rispecchiano diligentemente il "Paese di Merda" -come lo chiama Genna nei suoi editoriali su Carmilla- in cui viviamo. Il discorso di oggi verte su pedofilia, politici italiani, classe dirigente, cambio al vertice. Come sempre tutto alla fine si ricongiunge con il tema dei temi: la figa!
Sei in "Forum politico:1" ( Pensieri, proposte e utopie politiche. )

lunanera92: SPIEGAMI STA ROBA
miserveunnick: non parliamo dell’ alfa romeo che prodi ha regalato a Agnelli
lunanera92: PRODI?
lunanera92: MISERVEUNNIK MA SEI FUORI?
miserveunnick: Adesso abbiamo la nuova classe dirigente fiat
miserveunnick: Lapo elkan
non_rex_non_ius_non_mos: Nn siete mai contenti di nulla...
lunanera92: REX VENIAMO QUI APPOSTA
Passerinafuriosa: Sentite quando parla Lapo? E’ imbarazzante
miserveunnick: mi sembra assodato che prodi abbia regalato l’ alfa alla fiat
lunanera92: MISERVEUNNIK A ME NN PARE PROPRIO
non_rex_non_ius_non_mos: E io che mi affanno a proporvi 1a monarchia costituzionale...
lunanera92: MA FORSE TU SEI PIU INFORMATO
cunnilingus_69it: diciamo anche che esiste una mai sopita abitudine a piangerci addosso....
boiachimollait: Questo e' vero cunnilingus!
non_rex_non_ius_non_mos: Massi' tenetevi presidenti alla ciappi
miserveunnick: Ho sentito quando Elkann diceva “è figo guidare fiat”.
lunanera92: CUNNI OGNUNO VIENE QUI E SI METTE NEL SUO RUOLO CHE HA SCELTO
non_rex_non_ius_non_mos: Ma secondo voi chi sara' il nuovo presidente della repubblica?
lunanera92: ORMAI SONO ANNI CHE NESSUNO DICE NULLA DI INTERESSANTE
boiachimollait: Vittorio EmanueleIV
cunnilingus_69it: Facile che Vittorio Emanuele IV lo sia tra 20 anni!
non_rex_non_ius_non_mos: Dai facciamo il toto'presidente.......tanto quello attuale schiatta tra un po’!

non_rex_non_ius_non_mos: Il monarca che piace a voi? Berlusconi for president?
lunanera92: SE VINCE LA DESTRA SI FA LA RIVOLUZIONE
Passerinacalda: Rivince la destra!
non_rex_non_ius_non_mos: Sentiamo altre proposte
sara_per_caso_15: La grande industria ha avuto sempre connivenze politiche .... tant'è che tutti sono concordi che è stata la piccola media impresa che ha risollevato le sorti di questo paese ....
lunanera92: SIAMO STUFI DEI LADRONI
Passerinacalda: Anzi, fosse destra! Rivince Silvio
lunanera92: SPERIAMO COSI LA FINIAMO IN POCO TEMPO
non_rex_non_ius_non_mos: Nomi di futuri presidenti pls..............
lunanera92: TUTTI A SAN VITTORE
non_rex_non_ius_non_mos: sentiamo, ardo di sentire dei nomi...
sara_per_caso_15: Si vabbè siccome si parlava di prodi e di agnelli
non_rex_non_ius_non_mos: Unico candidato berlusconi?
non_rex_non_ius_non_mos: presidente?
lunanera92: REX LO IMPALIAMO AL BERLUSKA
spermancastigatore: se siete quelli comodi che state bene voi
passerinacalda: ci saranno delle sorprese, se sono intelligenti candideranno altri.
spermancastigatore: se gli altri vivono x niente xkè i furbi siete voi
spermancastigatore: sorridete
non_rex_non_ius_non_mos: D'alema?
spermancastigatore: gli spari sopra
spermancastigatore: sono x voi
non_rex_non_ius_non_mos: Presidente della repubblica?
non_rex_non_ius_non_mos: fini?
non_rex_non_ius_non_mos: larussa?
non_rex_non_ius_non_mos: casini?
non_rex_non_ius_non_mos: buttiglione?
non_rex_non_ius_non_mos: letta?
lunanera92: MI CANDIDO IO.....TANTO SE HAN FATTO UNA PIVETTI
boiachimollait: D'alema al massimo presidente della coop di gallipoli
non_rex_non_ius_non_mos: pera?
non_rex_non_ius_non_mos: pollini?
non_rex_non_ius_non_mos: Per 1 paese di polli
lunanera92: QUELLO DELLE SCARPE?
non_rex_non_ius_non_mos: mi pare il candidato + adatto
lunanera92: LE SCARPE DEL POLLINI SONO LE MIGLIORI
sara_per_caso_15: berlusconi perderà ... le sue politiche sono state deleterie ..... vinceranno le sinistre ahime e non so quanto prodi e company siano in grado di portare qualche benificio collettivo
non_rex_non_ius_non_mos: il segretario dell'udc
non_rex_non_ius_non_mos: nn si chiama pollini?
non_rex_non_ius_non_mos: o follini?
non_rex_non_ius_non_mos: o tutteddue insieme
non_rex_non_ius_non_mos: rispecchiando gli italiani pollini follini
non_rex_non_ius_non_mos: polletti folletti
lunanera92: FOLLINI MI SEMBRA UN PRETE MANCATO..........MA STA GENTE DA DOVE ARRIVA
lunanera92: QUELLI CHE RIFIUTANO AL SEMINARIO LI METTONO A MONTECITORIO
boiachimollait: E prodi? un arciprete di campagna
boiachimollait: fassino un frate della confraternita della buona morte
non_rex_non_ius_non_mos: Prodi don abbondio
boiachimollait: d'alema un gesuita
lunanera92: PERO’ IL TRIO BERLUSLA PREVITI E DELL'UTRI
non_rex_non_ius_non_mos: I partiti si eleggono il loro presidente.....e a voi sta bene...........
sara_per_caso_15: follini nno è un prete ... è un politico scaltro... l'unica sua pecca sono gli amici
lunanera92: COME SOLITO UNITE IL CHE E CASTRO E I RUSSI COI COMUNISTI ITALIANI
lunanera92: VABBE’....VIVA L'IGNORANZA
lunanera92: PURE HITLER ERA pedofilo E COCAINOMANE
lunanera92: POI I COMUNISTI CHE SI RISPETTANO VEDO CHE VANNO A BRACCETTO COI FASCISTI
lunanera92: NN RIESCO A CAPIRE TUTTO STA ACREDINE
carlotta_red05: si rex,sono D'alemiana
lunanera92: GIAN IL TUO CHI TE LO PULISCE
lunanera92: VEDI IO USAVO IL BISTURI
lunanera92: IL KULO E’ LA TUA POVERA SIGNORA CHE LE TOCCA FARE CERTE COSE PERCHè SEI HANDY
gianfranco_cuorenero615: Cazzo TI DICE CHE lunanera92...SEI STATA/O MESSA/O NEL FANKULATOIO ASSIEME AD ALTRI mikioni COSI NON TI SENTI SOLA/O
non_rex_non_ius_non_mos: Boia nn essere severo con luna
sara_per_caso_15: Perchè si è così intolleranti e volgari?
lunanera92: MA QUANTO LA PAGHI?
lunanera92: ARRIVA LO SCEMO
lunanera92: è L'ORA
lunanera92: GIAN SEI SEMPRE PEDOFILO?
non_rex_non_ius_non_mos: luna quella in foto sei tu????? (si riferisce alla visione del PROFILO del Nik n.d.r.)
anneddu1971: BUONASERA A TUTTI (TRANNE AI FILOTERRORISTI E AI VOLGARI INSULTATORI)
sara_per_caso_15: io conoscoun pochino le persone le persone ..... non bisogna venire in chat ....ad ogni buon conto questo è un buon mezzo per un confronto .... c'è tanta gente che non ha molto da dire .... però nel momento in cui si prende il microfono perche non cercare di essere "civili"?
boiachimollait: sembra un gesuita carlotta
carlotta_red05: ma cosa dici boi
lunanera92: REX IO SONO CONVINTA CHE LE DONNE SIANO PIù INTELLIGENTI
sara_per_caso_15: non ignoro nessuno .... io ascolto fin quanto la mia pazienza resiste ...ascoltare mi permette di apprendere ....
cunnilingus_69it: carlotta,ma ti senti sessualmente attratta dal Massimone?Il pensiero di Lui provoca un effluvio di eccittazione nella tua "passerina"?
carlotta_red05: gian non ridere della mia eccitazione
agente_del_mossad: capezzoli sul turgido andante?
Agente: Se la tua è una passerina a 26 anni stiamo freschi.

Posted by Davide Bregola at 14:06 | Comments (10)