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12.10.05

BOTTE E CALCI SUBLIMI

Di Davide Bregola
Franchini.jpg
Antonio Franchini
Gladiatori
Mondadori Strade Blu
pp.185, E. 15,00
Bolidi, virgulti, border line, combattenti, pugili, lottatori, borgatari, giganti dell'est, atleti africani, disgraziati, opere d'arte. Questo e anche più nel libro di Antonio Franchini intitolato Gladiatori. I combattenti dell'antichità non sono mai spariti, oggi come allora si sfidano in singolar tenzone, si allenano, sacrificano una vita, un corpo, un cervello a una disciplina che non lascia scampo. Descrizione di combattimenti; freefight, Valetudo, Lotta libera, Judo. Palestre e tanto sudore, sangue raggrumato che esce dalle bocche di chi prende misura con la gomma per farsi il paradenti. Interviste a pugili di periferia che lasciano in bella vista le ferite di una vita, le coltellate, le pallottole i cui fòri sono ancora visibili da parte a parte sulla carne . Ragazzi di tredici anni con un destino segnato, uomini anziani che si sentono ancora pronti per il ring. "Odio la guerra detesto gli eserciti amo combattere" c'è scritto su un muro della palestra di Vedano al Lambro. Questa frase è l'assioma che accompagna tutto il libro e tutti i personaggi che ne fanno parte. Persone come Maggi, allenatore il cui magistero lo fa assurgere a sacerdote, uomini come Michele Orlando, che per 50 euro più rimborso spese combatterebbe a Monterotondo con chiunque e allo stesso tempo è chiamato in America da Don King per fare qualche match sui ring spettacolari degli Stati yankee. C'è anche il wrestling in questo reportage-romanzato difficile da collocare in un genere ben definito, perché in mezzo alle interviste ci sono digressioni filosofiche sul combattimento, c'è una visione del mondo lontana dalla Materia e al tempo stesso esente da estetismo intellettuale, ci sono i volti dei pugili, fotografati in ammirevoli B/N dall'occhio di Piero Pompili, e poi c'è la sintassi un pò barocca e iperrealista di Franchini, che da dieci anni dico essere uno degli scrittori più potenti che la Patria delle Lettere italiana possa vantare. Antonio Franchini non sbaglia un libro; a partire da Camerati(1991), passando per Quando vi ucciderete maestro!(1996) fin anche a Cronaca della fine (2003)infila uno dopo l'altro libri di grande tensione morale e originalità da grande scrittore per lettori con gli attributi. Qualcuno se n'è accorto?
Leggi anche I Miserabili

Posted by Davide Bregola at 12.10.05 17:39

Comments

sottoscrivo tutto sulla fiducia (in franchini). antonio franchini - l'ho scritto ieri sul mio blogghe - è uno dei migliori scrittori italiani. a partire da "Quando vi ucciderete, maestro?", "Acqua, sudore, ghiaccio" e "L'abusivo"; senza dimenticare quel bellissimo racconto che c'è in "Disertori"

Posted by: paolo beneforti at 13.10.05 07:50