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27.10.05
«"Google Print": è nata la biblioteca di Babele?», in La Civiltà Cattolica 2005 III 507-516.
Di Antonio Spadaro
Lo scrittore argentino Jorge Louis Borges nel racconto La Biblioteca di Babele (1941) paragonava l’universo a un’immensa biblioteca; tutti sono attratti dal numero indefinito delle sue gallerie e trascorrono la vita a esplorarle, senza però mai venirne a capo: non si trovano né i confini estremi né i libri che si cercano: «La Biblioteca è una sfera il cui centro esatto è qualsiasi esagono, e la cui circonferenza è inaccessibile». Ecco la domanda: è possibile che qualcuno abbia pensato sul serio di catalogare, riprodurre e rendere disponibile al pubblico l’intera memoria dell’umanità contenuta in tutti i libri del mondo? Forse no, ma qualcuno ha avuto un’idea che, sebbene sia più realistica, si ispira comunque a quell’utopia.
Un progetto ambizioso
L’immagine di Borges è affascinante e viene spontanea alla mente quando si pensa che il più consultato motore di ricerca presente in internet, cioè Google(1), il 14 dicembre scorso ha reso noto un accordo per la digitalizzazione(2) di circa 15 milioni di volumi. Ciò significa che le intere collezioni della Stanford University (8 milioni di volumi), della University of Michigan (7 milioni di volumi), oltre a collezioni di documenti della New York Public Library(3), a testi dell’Ottocento di Oxford e a 40.000 volumi di Harvard, per un totale di circa 4,5 miliardi di pagine saranno trasferiti dalla carta su supporto informatico e poi resi accessibili gratuitamente attraverso la Rete. A questi vanno aggiunti i libri che gli stessi editori mettono a disposizione direttamente. Ovviamente, saranno consultabili integralmente soltanto quelli che non sono coperti da diritto di autore; degli altri è prevista la digitalizzazione integrale per attivare ricerche al loro interno, ma non la piena disponibilità per l’utente. Il lettore che desiderasse acquistare il volume consultato potrà farlo proprio dalla pagina di accesso alla lettura.
Concretamente ciò significa che tutta la ricchezza di questo sapere potrà essere consultabile da casa propria in qualunque parte del mondo. Mary Sue Coleman, rettore dell’University of Michigan, ha dichiarato che permettere l’accesso universale al sapere mediante i tesori della biblioteca è una delle missioni importanti di una grande università(4). Il progetto non è privo di fascino e ricorda da vicino l’utopia di poter raccogliere e schedare tutto il sapere prodotto dall’umanità, rendendo possibile al suo interno ricerche e studi. Il nome di questo progetto è Google Print(5), disponile all’accesso in una versione dimostrativa dal giugno scorso. La ricerca è realizzata sull’integrità dei testi già inseriti e così permette di visualizzare l’elenco dei libri che contengono le parole-chiave ricercate. Un esempio: digitando il titolo della nostra rivista tra virgolette (“La Civiltà Cattolica”) si scopre che sono stati inseriti già oltre 200 libri che la citano. Non è poco, se consideriamo che il numero di volumi digitalizzati al momento è molto ridotto. Di ogni volume possiamo leggere le pagine disponibili e visualizzare il luogo esatto del testo nel quale ricorre la citazione della parola o dell’espressione che stiamo cercando. Possiamo però vederne anche la copertina, scorrerne l’indice ed, eventualmente, effettuare una nuova ricerca all’interno dell’opera scelta. Se essa è soggetta a diritti di autore, Google Print propone la consultazione di poche pagine soltanto (ma anche altre parti come l’indice o la bibliografia o la presentazione, a seconda degli accordi editoriali), mentre i testi di pubblico dominio sono proposti integralmente. L’utente dispone di link verso i siti partner del progetto, cioè librerie che vendono i libri via internet e propongono l’acquisto del volume cartaceo(6). È possibile poi, sempre dalla stessa pagina, proseguire nella ricerca per avere informazioni sul libro in questione: giudizi critici e citazioni del medesimo presenti in tutta la Rete.
In realtà quello di Google non è un progetto del tutto nuovo. Già la libreria virtuale Amazon, col suo motore di ricerca A9(7), sin dall’ottobre 2003 offre un servizio molto interessante. Essa infatti ha varato il programma «Inside the book» (Dentro il libro), al quale hanno aderito numerosi editori.
PER LEGGERE IL SEGUITO DEL SAGGIO DI ANTONIO SPADARO: http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2005/3726/Articolo%20Spadaro.html
Posted by Davide Bregola at 27.10.05 10:55