« Agosto 2005 | Main | Ottobre 2005 »

30.09.05

SABATO 1 OTTOBRE ALLA LIBRERIA e:INTERNO 4 DI VERONA

140_finestresulcortile.jpg
Alla E:interno4 - libreria Via G. Garibaldi (centro storico), 15 37121 Verona. Informazioni: tel. 045 - 594078 e-mail:gionatalao@softhome.net:
Stefania Scateni, Romolo Bugaro, Davide Bregola, Enrico Palandri presentano Le finestre sul cortile (Quiritta)
ORE 18.30
ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili

Posted by Davide Bregola at 15:14 | Comments (0)

25.09.05

SCRIVERE SULLA ROCCIA

Di Davide Bregola
La scrittura è ancora fondamentale. Io scriverei sulla roccia, su stele, su bronzo. Questa idea me l’ha data Zio Demostene di Moresco.
Il suo libro potrebbe essere scambiato per una narrazione che attraverso le vicende di una famiglia ci racconta un pezzo dell’Italia del novecento e bla bla bla bla. Ma non è così. Oppure potrebbe sembrare un’autobiografia raccontata attraverso zii, nonni, padri, madri, sorelle. Troppo semplicistico. Ho letto Zio Demostene con lo stesso atteggiamento che mi ha fatto prendere in mano tante e tante autobiografie pubblicate dalle piccole case editrici di provincia che sfornano pubblicazioni di memorie con aggiunta di foto di famiglia, parenti morti, animali e cosi via, ma devo dire che c’è proprio la sua gran bella differenza; Scrittori e “maestri in pensione”, non c’è niente da fare: c’è la sua gran differenza. Gli scrittori fanno diventare ciò che scrivono unico e rappresentativo e ce lo rendono sottoforma di opera d’arte. Discorso vecchio e debole, ne convengo, ma è così e non c’è storia. Moresco prende spunto da documenti che Giovanetti (l’editore) Giovanni trova in archivi a Roma per risalire ai suoi avi: nonni paterni e materni, lontani cugini di Pola o emigrati in brasile, e ci dice: la memoria famigliare è un bel privilegio che non va perduto, la memoria che i nostri avi ci hanno lasciato deve essere scritta. Tutti noi, noi tutti che abbiamo un cellulare a testa, una macchina a testa, una parabola satellitare a testa, se non abbiamo anche un nostro libro di memorie per il futuro, non saremmo nessuno. Non saremmo mai stati!
Scansione0002.jpg
Antonio Moresco
Zio Demostene
Effigie

pp.101, € 12,00
Leggi anche VERTIGINE di Rossano Astremo

Posted by Davide Bregola at 13:33 | Comments (5)

24.09.05

LAB-SCRITTURA

A grande richiesta, dopo il primo Laboratorio di Scrittura della primavera scorsa con: Mozzi, Bregola, Ferrucci:il Coordinamento Scritture Dannose propone nei mesi di Ottobre e Novembre un corso di scrittura creativa dal titolo GLI STRUMENTI ESSENZIALI PER SCRIVERE NARRATIVA.Il corso si svolgerà presso la sede Arci Immagina di via Giustiziati a Mantova,il sabato pomeriggio e la domenica mattina per un totale di 24 ore.
Il Laboratorio si articolerà nei seguenti moduli:

L'AMBIENTAZIONE NEI ROMANZI E RACCONTI CONTEMPORANEI (3 ore)
docente Dario Voltolini scrittore e fondatore della scuola Holden, collabora all’inserto “Tuttolibri” del quotidiano La Stampa e alle riviste “L’indice” e “Pulp”

IL PERSONAGGIO/I PERSONAGGI (3 ore)
docente Silvio Bernelli scrittore e musicista torinese, autore per Sironi de I ragazzi del mucchio

IL DIALOGO IN UN'OPERA NARRATIVA (6 ore)
docente Davide Bregola scrittore di Mantova ha esordito con un libro di racconti dal titolo Racconti Felici (Sironi editore). Collabora con il quindicinale di libri STILOS e con il mensile Rolling stone sulle pagine cultura.

I GIALLI DELL'ANIMA (3 ore)
docente Grazia Verasani scrittrice bolognese, autrice, tra gli altri, di Quo vadis baby ? libro da cui Salvatores ha tratto il film omonimo

I NOMI NELLA COSTRUZIONE DEI PERSONAGGI DA ROMANZO (3 ore)
E LA REVISIONE DI UN CORPO NARRATIVO (6 ore)
Docente Roberto Ferrucci scrittore e giornalista, docente di Scrittura Creativa presso l’università di Venezia, collabora con il Manifesto, L’Unità e con le principali testate venete

Info costi(prezzo politico), modalità e iscrizioni:
Coordinamento Scritture Dannose: cell 340.3527836
e-mail: scritturedannose@libero.it

Posted by Davide Bregola at 01:49 | Comments (0)

19.09.05

I V.M.O: che burloni!

Liberando VMO.jpg
P.S.P Vogliamo assicurare DAVIDE BREGOLA nella foto non ce l'abbiamo con lui, non abbiamo mai avuto intenzione di danneggiarlo, NON!!!! abbiamo aperto il nostro blog/testata quasi registrata per sottrarre visite al suo (e infatti non è successo) e abbiamo il massimo rispetto per lui, al contrario di quanto insinuano personaggi ambiguissimi come BARBERI che nella foto di quando era bambino aveva già i capelli!!!, uno che si dice grande ammiratore di MORESCO e della ragazza CARLA (=vdi Brullo!!!) Benedetti ma che, inspiegabilmente, si dedica anima (non esiste ma è penetrata nella saggezza popolare) e corpo a vilipendere l'amico nostro carissimo persempre LUCIO ANGELINI. Non è possibile dirsi antirestauratori e nel frattempo insultare gravemente ANGELINI, che è anche egli un antirestauratore!!!! I veri antirestauratori devono stare insieme, se un antirestauratore ne attacca un altro vuol dire che è un RESTAURATORE!!!!

Posted by Davide Bregola at 14:26 | Comments (0)

18.09.05

W.T.Vollmann

Di Davide Bregola
Scansione0006.jpg
William T. Vollmann
Afghanistan Picture Show ovvero, come ho salvato il mondo
Alet, pp.308, € 18

Nel settantanove Vollmann lavorava in una assicurazione a Los Angeles. Niente di che, portava il caffé ai clienti e chiedeva loro quanti cucchiaini di zucchero ci volessero dentro. Guadagnati due soldi s’è licenziato, ha acquistato due macchine fotografiche tre obiettivi quaranta rullini e se n’è andato in Afghanistan a “salvare” il popolo dall’invasione russa. Detto così sembra una follia, invece è successo veramente e ce lo racconta con un reportage in cui al centro della narrazione c’è GIOVANOTTO, un ventenne con tante illusioni e poche conoscenze di politica internazionale. Il Giovanotto entra in contatto con ex generali che fanno la resistenza, deportati, profughi. Va nei campi dove sono ammassati in migliaia e scopre che anche in mezzo a gente con lebbra, tifo, vaiolo, c’è corruzione. Capisce che i ricchi si arricchiscono ancora di più con armi e disperazione, i poveri cercano di fregarsi a vicenda per arricchirsi. Capolavoro.

Posted by Davide Bregola at 13:49 | Comments (7)

17.09.05

LIPPERATURA

Loredana Lipperini ha mutato l'estetica del blog Lipperatura e nel suo ultimo intervento promette che parlerà di Strettamente Personale (Pendragon) a cura di Giovanni Paris, dove tra gli altri c'è pure un mio racconto a cui tengo parecchio per motivo "strettamente personale", appunto: è un protocapitolo del mio romanzo ancora inedito che sarà pubblicato nel 2006 da Sironi Editore

"Di Loredana Lipperini
LA BANDA DEGLI IDIOTI
Tornano, in ordine sparso: la notte bianca (che a me, nota populista romana, provoca qualche mugugno del genere benissimo-le-rose-ma-il-pane-quando?), i libri staffetta (promessa: devo parlare di Strettamente personale, antologia in uscita da Pendragon..."

Altra uscita recente in cui c'è un mio racconto breve è Le finestre sul cortile (Quiritta) a cura di Stefania Scateni. Il 1° Ottobre 2005 assieme a Enrico Palandri, Romolo Bugaro e la curatrice dell'antologia, presenteremo il nostro pezzo alla Libreria Interno 4 di Verona dalle ore 18.00.

Posted by Davide Bregola at 14:38 | Comments (0)

14.09.05

LETTERE INQUIETANTI

Di Davide Bregola
Da quando ho aperto questo spazio su Vibrisse hanno iniziato ad arrivarmi e-mail particolari, tant'è vero che mi sono sentito in dovere di creare una nuova categoria dal titolo "La parola ai lettori" che fa il verso a quegli spazi vintage che sulle riviste degli anni '50, '60 ospitavano lettere tra le più disparate. Oggi mi giunge questa lettera in cui si parla di strani fenomeni creati in cielo da aerei militari.

Alla cortese attenzione di Davide Bregola

Ma il cielo è sempre più blu

In questi ultimi anni, si è intensificata una bieca attività che i mezzi di distrazione di massa continuano impunemente ad ignorare. Mi riferisco ai voli di aerei che attraversano i cieli sopra quasi tutte le regioni del pianeta. Questi velivoli lasciano, lungo le rotte seguite, delle strane scie che, a differenza di quelle di condensazione, non si dissolvono entro breve tempo, ma persistono nell’atmosfera, sino a trasformarsi in nuvole simili agli strati. È un fenomeno evidentissimo, abituale di cui tutti possono rendersi conto, semplicemente alzando lo sguardo al cielo. Eppure i quotidiani, le televisioni, gli scienziati, gli stessi meteorologi, che dovrebbero essere i primi a notare tali anomalie e a studiarle, si ostinano a non riconoscerle.
Su quelle che i ricercatori indipendenti hanno definito scie chimiche, esistono parecchi studi e non è questa la sede per riportarne i risultati. Mi limito a riferire le ipotesi degli studiosi sugli effetti di queste famigerate scie. Chi volesse approfondire il tema, può visitare i siti i cui indirizzi sono indicati in calce.
- Le sostanze chimiche rilasciate servono a modificare il clima della Terra per contrastare la formazione degli ammassi nuvolosi e quindi la caduta delle precipitazioni. La conseguenza più evidente è la siccità.
- Gli elementi irrorati determinano una ionizzazione dell’atmosfera in modo da favorire la trasmissione di segnali radio ad uso militare. Il solito bellicismo!
- Le sostanze generano campi elettro-magnetici che possono danneggiare le membrane cellulari e dunque concorrere all’insorgenza di neoplasie.
- Con i voli sono diffusi nell’aria virus e batteri atti a causare epidemie soprattutto di tipo influenzale.

Fantasie? Direi di no. I governi sono capaci di questo e di altro!!! Chi ne dubita può leggere il libro di P.B. Nichols, P. Moon, intitolato Progetto Montauk, 1992.
Anzi il fenomeno deve indurci a porre delle precise domande.
Chi autorizza questi voli?
Quanto costano ai contribuenti?
Da quali aeroporti decollano gli aerei?
È possibile che questo frenetico, costante sorvolo di ampie aree avvenga all’insaputa dei vertici politici e militari?
Perché gli organi di “informazione” si disinteressano del problema, proprio come se non esistesse?
Perché l’uomo del colle, uso a pronunciarsi su tutto ed il contrario di tutto, non ha mai neppure fatto un cenno a questi fatti?
Perché il sommo pontefice, uso a pronunciarsi su tutto ed il contrario di tutto, non ha mai neppure fatto un cenno a questi fatti?
Perché le due o tre interrogazioni parlamentari sulla questione sono rimaste lettera morta?

Ma oltre a questi interrogativi, sono d’uopo delle riflessioni. Se, come è vero ed inconfutabile, le scie chimiche sono parte di un progetto non molto edificante, eseguito in modo spudorato sotto gli occhi di tutti e evidentemente con l’avallo dei governi, potranno i cittadini credere ai politici quando essi affermano di voler predisporre, ad esempio, delle misure efficaci contro il terrorismo? Non sarà vero, invece, l’esatto contrario? Se la classe politica e gli apparati militari, in maniera così serafica, alla luce del sole, coram populo, approvano e compiono un’attività tesa a recar danno agli ecosistemi e alla salute pubblica, perché queste èlites non dovrebbero agire nell’ombra per perseguire i loro diabolici, inenarrabili scopi? Ecco rientrare dalla finestra la “teoria” della cospirazione, “teoria” che era stata espulsa dalla porta.
M’immagino già quei “giornalisti” che, di fronte alla realtà del complotto, si affannano, si arrabattano per negare, smentire e, quando non hanno più frecce spuntate al loro storto arco, ecco che irridono, sbeffeggiano, ironizzano. Giornalisti in letargo da quando sono nati, preda di un’incurabile narcolessia, addormentati sui flosci guanciali dei loro pregiudizi!

Quando, in occasione della prossima manovra finanziaria, il presidente del consiglio di turno, con voce suadente, chiederà agli Italiani di accettare qualche sacrificio per affrontare la sfavorevole congiuntura (sic) economica, per contenere il ciclopico debito pubblico, perché non chiedergli: Quanto sono costati tutti quei perniciosi voli? Non sostenere che non ne sai niente,
Sinone? Se vuoi risanare il deficit, riduciti le tue astronomiche prebende e quelle dei tuoi sodali!!! Risolvi i problemi con il tuo becero ottimismo! Non è forse il cielo sempre più blu?


Sulle scie chimiche vedi www.nexusitalia.com, www.orgoneitalia.com, www.centrostudileonardodavinci.it, www.acam.it, www.chemtrailcentral.com, www.carnicom.com, www.rense.com, www.apfn.org.

Posted by Davide Bregola at 18:24 | Comments (3)

GENTE DISPERATA LA CHAT L' AIUTA #4

Di Giovanni Costa
DIO.gif

Oggi siamo nella Stanza “Religione” della chat ICQ di Microsoft. Melinasaz, una sorta di mistica dalle idee confuse cerca di spiegare agli altri del gruppo che Gesù è sottomesso a Dio e che non sono la stessa persona. A volte delira, a volte cita i Vangeli. Padre Brown incalza, cerca di attaccarla. Gli altri non sanno nulla di religione e non si sono mai posti il problema del Giudizio Universale. Pampo finisce a tarallucci e vino con la trinità: Ge sù/Ge Giù/Ge più. E si ristabilisce l’ordine.

Sei in "Religione:1" ( Per discussioni di spirito. )
melinasaz: Basta farsi influenzare da persone speculatore che non trovano riscontro assoluto con la PAROLA DI DIO
luca050875: Veramente io trovo riscontro tra chiesa e Dio
melinasaz: Dio è una persona vivente spiritualmente
luca050875: Trovo riscontro nel battesimo nel Giordano
melinasaz: e Gesu altrettanto vivente spiritualmente
Padre Brown: Non bestemmiare melina!
melinasaz: Gesu é l'unigenito figlio di Dio. EGLI STESSO non pretende mai di essere uguale al PADRE anzi il contrario di ciò che falsamente afferma la dottrina della trinità
pampo59: credo anche che sia importante parlare della possibilità di seguire la fede con il prossimo
Padre Brown: come ti permetti di giudicare 2000 anni di storia
melinasaz: quali duemila anni va e studia, che fai bene
Padre Brown: tu che hai una vita media di 70 anni sii umile. Rispetto alla chiesa sei nulla!

melinasaz: Padre Brown, io sarò umile sempre, ma menzognero e stolto mai per imitarti!
melinasaz: capisci la differenza,tu sei incredulo segui la parola della menzogna di uomini che hanno tramutato la Verità in menzogna
melinasaz: io segue solo la PAROLA DI DIO
melinasaz: ASCOLTA TE ED ALTRI
melinasaz: IO NON PRETENDO NULLA DA VOI. APRITE LE BIBBIE E VEDRETE CIO’ CHE DICO!
pampo59: Io non sono un martire e nemmeno tu, quindi non puoi parlare.
melinasaz: MA SE NON RIUSCETE A VEDERE CIO’ LA COLPA NON E DI Dio Onnipotente ma di chi vi ha accecato le menti!
pampo59: Se faccio del male e solo per difendermi e tu ?
melinasaz: senza dirlo senza parlare, ma come disse l'apostolo Paolo “non basta avere conoscenza delle sacre scritture ma accurata conoscenza.”
IL-CRISTIANO: melina mi spieghi cosa voleva dire Gesù sul fatto di nascere di nuovo?
pampo59: qual’ é il nostro compito? Servire dio?
melinasaz: IL Cristiano, parli della Resurrezione? Parli delle persone che avvicinandosi a Dio é come se nascessero di Nuovo?
luca050875: Rinascere dall'alto
IL-CRISTIANO: Si parlo di Nicodemo
melinasaz: Molte sono le espressioni e i significati, bisogna avere l'appurata perspicacia che Dio si concede a chiunque lo cerca umilmente
melinasaz: Ascoltate: se io vi direi (sic!) vi AMO sarebbe logico e giusto?
IL-CRISTIANO: il tuo cuore cosa ti dice meli?
luca050875: Se dicessi: Pampo, per servire il signore devi vivere l'amore?
melinasaz: Se Noi insieme usassimo ragionare secondo le sacre scritture e non secondo il nostro intendimento sicuramente avremo un solo pensiero. Il mio cuore é imperfetto L'AMORE é un sentimento di forte affezione a bisogno di conoscere, essere coltivato.
melinasaz: INSIEME POTREMO, SE NON TUTTI, MA IN PARTE, CONDIVIDERE CONOSCENDOCI, QUESTO SENTIMENTO.
melinasaz: Potremo con logica e meditazione condivedere e dialogare sui vari argomenti delle sacre scritture ma credetemi dopo tanti anni di ricerche meditazioni e confronti pronta a dimostrarvi sono arrivata alla conclusione che Dio onnipotente é una cosa e GESU UN'ALTRA.
melinasaz: HANNO LO STESSO PENSIERO COME GLI ANGELI E COLORO CHE COMPIONO LA LORO VOLONTA’. MA GESU E’ UMILMENTE SOTTOMESSO AL PADRE
pampo59: Melina cos’é la trinità?
melinasaz: PERCIO’ LUI STESSO NON ACCETTEREBBE QUESTA RILUTTANTE DOTTRINA DELLA TRINITA.
luca050875: Come mai Gesu' giudichera' il mondo
melinasaz: PERCHE’ IL PADRE HA POSTO TUTTO NELLE SUE MANI
melinasaz: IL PADRE HA POSTO. NON LUI CAPISCI?
Padre Brown: Gesù è il tramite tra noi e dio.
luca050875: E nel giorno del giorno del giudizio apparira' il segno della Croce?
melinasaz: PAMPO VAI A LEGGERE LA TRINITA E POI TI RISPONDO. VISTO CHE NON SAI, SEI SCUSABILE
Padre Brown: Gesù è spirito, noi siamo materia.
melinasaz: DOVE E’ SCRITTO CHE APPARIRA QUESTO SEGNO LUCA? NELLA TUA MENTE? O GESU ED ALTRI L'HANNO SCRITTO DA PARTE? NEI PENSIERINI SU UN QUADERNO?
pampo59: Scusa melina io non sono imparato...
PADRE BROWN: Nei dipinti medievali gesù aveva i piedi sopra a un quadrato.
luca050875: Adesso lo cerco melina
Padre Brown: Il quadrato era la materia, e lui stava sopra, perché dominava la materia
melinasaz: PAMPO, IO NON DEBBO SCUSARTI DI NIENTE SEI SCUSATO DA TE,GLI INCREDULI SONO SCUSATI MA CERCA DIO e saprai.
Padre Brown: Melina nn sai nulla della simbologia iniziatica! Non conosci gli archetipi. Se prendi alla lettera la bibbia farai come i teocon americani che credono ad adamo ed eva come ai primi umani apparsi sulla terra. Devi essere più rigorosa, fatti aiutare da un teologo
melinasaz: Smettete di fare falsi ragionamenti nelle voitre menti e di ragionare secondo il vostro intendimento,uomini di scarsa fede perché non conoscete la PAROLA DI DIO non potrete mai capire.
pampo59: Melina io ho provato a leggere la bibbia... e la cosa più difficile che ho mai letto .... ora... ripeto fede o scenza?? (Sic!)
Padre Brown: Non puoi imparare da sola
melinasaz: Pampo fatti aiutare a leggere la Bibbia. Ti capisco, inizialmente è difficile. Ma poi tu stesso grazie a Dio la comprenderai
Padre Brown: si, pampo dovresti leggere la bibbia
pampo59: io sono l alfa e omega...
melinasaz: La fede si acquista con la conoscenza di Dio
Padre Brown: in questo caso Melina ha ragione.
pampo59: Vado al supermercato?
Padre Brown: Valla a prendere dalle paoline
IL-CRISTIANO: II Timoteo 4:1 - Versione Nuova Riveduta: Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesú che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno:
melinasaz: “DIO e Cristo” Bravo ILCristiano, incominciamo ad intenderci.
IL-CRISTIANO: Lettura da: I Pietro 4:5 Ne renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti. 4:6 Infatti per questo è stato annunziato il vangelo anche ai morti; affinché, dopo aver subìto nel corpo il giudizio comune a tutti gli uomini, possano vivere mediante lo Spirito, secondo la volontà di Dio.
pampo59: Si può studiare o imparare la fede?
cedaromanzo: Sia lodato gesù cristo. Buona notte.
pampo59: Pace
melinasaz: Gesu' spesso ringrazia il PADRE SUO PERCHE’ GLI HA CONCESSO IL BENEFICIO DI GIUDICARE I VIVI E MORTI,GESU STESSO DICE AL padre : Se puoi allontana da me questo calice. Gesù stesso dice gli apostoli che Tu mi hai dato,Gesù stesso riconosce il Ruolo alto del padre,perché ci sono tanti chiusi di mente a non capire,che proprio Gesù asserisce di pregare il PADRE E NON A LUI E TUTTO QUELLO CHE CHIDEREMO IN NOME SUO AL PADRE E NON A LUI GLI SARA’ DATO SE E’ IN ARMONIA CON LA VOLONTA’ DEL PADRE?
pampo59: Io comunque per non sbagliare ho fatto un patto con San Pietro: GE SU’-GE GIU’-GE PIU’!

Posted by Davide Bregola at 13:59 | Comments (0)

13.09.05

GENTE DISPERATA LA CHAT L' AIUTA #3

Di Giovanni Costa

In un mondo dove persone si descrivono nel "profilo" in questo modo:
Yahoo! ID: dino_sv76
Nome vero: dino
Località: imperia
Età: 29
Stato civile: Single in cerca
Sesso: Maschio
Occupazione: fare tanto sesso
Ulteriori informazioni
Hobby tanti.....uno solo e il piu bello del mondo.....fare tanto sesso!!!!
Ultime notizie: vivi e lascia vivere se siete interessate questo è il mio numero di telefono vero rispondo personalmente....329/0***** è vero credetemi....a presto
Citazione preferita: carpediem!!!!
sembra non esserci più speranza per nessuno. Invece può sempre arrivare un metalmeccanico emiliano a farci dire che c'è poesia nelle nostre esistenza.
Questo dialogo è stato fatto in Messenger Yahoo dalle 18.12 alle 18.41 di lunedì 12 settembre 2005 nella “stanza” Libri e Letteratura. Signori e signore parlano di metrica, intesa come misura per valutare la lunghezza dell’organo riproduttivo maschile. Poi alla fine arriva un genio della disperazione: Enzo da Imola, metalmeccanico separato, che cerca nella chat quello che Carlo Marx avrebbe voluto cercassero gli operai in officina: l’amore.

Sei in "Libri e letteratura:1" ( L'arte di scrivere e la passione di leggere. )

Tutticagammoalvento: Ma noi maschi siamo davvero abbastanza fissati
keamirra: Nello scherzo un fondo di verità …
keamirra: Già mi sono accorta
ilfollettodeicalzinispaiati: Secondo voi... per una donna... a letto... è più importante che ci sappia fare o che abbia la passera stretta?
keamirra: beh
ilfollettodeicalzinispaiati: eh?
keamirra: Non si può generalizzare
moonello: kea, 'Sto fatto che noi uomini siamo fissati con le dimensioni ... è una palla messa in giro da voi donne per farci stare una chiavica
ilfollettodeicalzinispaiati: Che ne pensate?
keamirra: Non siamo tutte uguali
ilfollettodeicalzinispaiati: Moon (si riferisce al nik Monella n.d.r.)
moonello: Tipo una qui che, pubblicamente, ha detto che per meno di 20 cm non se ne fa niente
keamirra: Moon?

groggylau: Orpo, pretese grandissime!
keamirra: Appero
velella47: azz
groggylau: 20 cm??? Ella madonna
moonello: E io mi stavo suicidando
keamirra: Ma dai
velella47: Uno squartatore insomma
ilfollettodeicalzinispaiati: Moon mica è colpa nostra se al posto della passera questa c'ha un armadio a 4 ante
groggylau: Chi e' la tipa?
pattyladivina: Credo sia vogliosologuardartiincam
moonello: però rimane aperta la mia domanda
keamirra: stava scherzando o forse era un frocio che si nascondeva dietro al nik femminile
keamirra: spero
keamirra: cosa moon
moonello: ogni misura richiede un sistema di riferimento ... ergo: da dove si misura? da sotto o da sopra ?
velella47: a parte che in chat sono tutti di 22 cm
keamirra: E’ vero, tutti si sovradimensionano
groggylau: chi e' la tipa?
tutticagammoalvento: beh credo che se una donna con meno di 20 cm non riesca a divertirsi siano problemi suoi
ilfollettodeicalzinispaiati: a litri moon, misuralo a litri
groggylau: lo ripetero' finche' non lo dici
groggylau: vele
tutticagammoalvento: vele io non ci arrivo a 22 ma di carne ne ho abbastanza
ilfollettodeicalzinispaiati: ma certo velè...è risaputo che i chatters sono tutti superdotati
velella47: davvero....se lo scrivono anche sul nick: penone27, fallo35cm…
tutticagammoalvento: ok anche oggi siamo finiti sugli organi genitali
ilfollettodeicalzinispaiati: comunque
velella47: Bresciano 22 cm alex 22 cm.......
moonello: Non si dice, chi era la donna pretenziosa, non era quella che dice Pattyladivina. Chi c'era c'era e chi no no
deleuzeguattari: Mi confermate che sono in stanza LIBRI E LETTERATURA?
ilfollettodeicalzinispaiati: folletto 22 cm....di altezza
moonello: No no, sbagli velella ... in chat stanno tutti a 23 cm
tutticagammoalvento: si deleuzeguattari
deleuzeguattari: perché oggi il pc fa le bizze
tutticagammoalvento: Ma del resto
tutticagammoalvento:Come disse pavese
moonello: cmq se si misura all'attaccatura dello scroto ... allora grazie che si arriva over 20
ilfollettodeicalzinispaiati: siamo in stanza cazzi e metri, deleuzeguattari, non in Libri e letteratura.
velella47: davvero moon? mi son persa dei nick allora!
groggylau: folli!
ilfollettodeicalzinispaiati: cazzi e metri:1
deleuzeguattari: ah, grazie
tutticagammoalvento: se il sesso non fosse la cosa più importante (sich!) della vita
tutticagammoalvento: la Genesi non inizierebbe da lì.
moonello: Ci stiamo occupando di metrica
moonello: quindi oggi "poesia"
ilfollettodeicalzinispaiati: il sesso è la cosa più importante...cioè il riprodursi... è funzionale alla vita
wilden?: mi servi in mp (qui wilden vuol dire che pretende chattare privatamente con ilfollettodaicalzinispaiati n.d.r.))
ilfollettodeicalzinispaiati: se non si chiava finisce la vita
moonello: wilden, non rompere i coglioni
deleuzeguattari: Venticasillabi, sillabe da venti cm!
tutticagammoalvento: Si ma non è finalizzato solo alla riproduzione
tutticagammoalvento: è questa la cosa basilare
moonello: Per riprodursi bene bisogna esercitarsi
ilfollettodeicalzinispaiati: ehm...a molti sfugge il vero senso della vita... secondo me la vita è funzionale alla vita stessa....
ilfollettodeicalzinispaiati: e quindi il senso della vita è dare vita
ilfollettodeicalzinispaiati: Altrimenti ciccia
moonello: infatti l'obesità aumenta a dismisura
deleuzeguattari: lo diceva già un filosofo, folletto
moonello: Troppa ciccia
ilfollettodeicalzinispaiati: chi deleuze?
Deleuzeguattari: Un filosofo della scienza
moonello: Follé, non sei mai originale
tutticagammoalvento: Bene folle, d’accordo, ma la sessualità ha dignità e importanza anche fuori dalla riproduzione
wilden?: falletto?
ilfollettodeicalzinispaiati: chi l’ha detto prima di me?
deluzeguattari: Nell'800
ilfollettodeicalzinispaiati: cazzo ma avrà un nome sto filosofo no?^
deleuzeguattari: Studia, invece di misurartelo no?
moonello: Riprenderemo il discorso sulla metrica in serata
ilfollettodeicalzinispaiati: però non mi dispiacerebbe sapere chi è sto gennio (sic!) immenso che ha avuto la stessa mia idea
groggylau: vado a cercarmi una piscina riscaldata fate i bravi
groggylau è uscito dalla stanza
ilfollettodeicalzinispaiati: sò modesto
wilden?: falletto
ilfollettodeicalzinispaiati: dimmi wild
ilfollettodeicalzinispaiati: porka*****lezzanzaredem*****...mi stanno mangiandovivo...
ilfollettodeicalzinispaiati: e per fortuna....
ilfollettodeicalzinispaiati: che se mi mangiassero morto sarebbe peggio
velella47: chi folle'?
deleuzeguattari: vabbé wittgenstein era, nn propriamente '800, ma nato nel 19 secolo e oltre che di linguaggio pure di scienza s'è occupato
mr_frizzlefry_76: nn ce' nulla da fare in room?
deleuze_guattari_xxx: speedysquirrel è una sciocchina
mr_frizzlefry_76 è uscito dalla stanza
keyra_from_nowhere: sono enzo da imola
keyra_from_nowhere: anni 48
keyra_from_nowhere: metalmeccanico
keyra_from_nowhere: separato
keyra_from_nowhere: agonia di giorno sudore notturno
keyra_from_nowhere: cercavo donna mai appagata mal pagata assetata di polvere ferrugginosa
keyra_from_nowhere: stanca
keyra_from_nowhere: di vivere sola
ilfollettodeicalzinispaiati: key ma hai bevuto?
ilfollettodeicalzinispaiati: ?????
keyra_from_nowhere: no è l'autunno folletto l'autunno
keyra_from_nowhere: sono enzo da imola metalmeccanico 48 anni separato e stanco
ilfollettodeicalzinispaiati: ah sempre l'autunno eh.....
keyra_from_nowhere: sempre l'autunno ahhhhhh
ilfollettodeicalzinispaiati: sto svenendo dal sonno
keyra_from_nowhere: sono enzo da imola metalmeccanico 48 anni separato e stanco
keyra_from_nowhere: chatto x dimenticare
keyra_from_nowhere: cerco donna da appagare
sicut_nox_silentes: da pagare?
keyra_from_nowhere: contanti sicuri
keyra_from_nowhere: Contanti
keyra_from_nowhere: cerco donna con tanti

Posted by Davide Bregola at 11:06 | Comments (0)

12.09.05

La narrativa italiana scritta da stranieri (terza e ultima parte)

Burattinaio.jpg
Di Davide Bregola

Alcuni autori migranti e i loro libri
Bibliografia minima

Lily-Amber Laila Wadia è nata a Bombay, in India. Vive a Trieste dove lavora presso l’Università. Traduttrice e interprete, ha esordito nel 2004 con un racconto nell’antologia La seconda pelle AA.VV. Ex&Tra Editori. Dello stesso anno il libro di racconti Il Burattinaio Cosmo Iannone Editore.
Ron Kubati è nato a Tirana, in Albania, nel 1971 e ora vive a Roma. E’ autore del libro Va e non torna, pubblicato da Besa. nel 2000. Proviene da una nota famiglia di intellettuali dissidenti di Tirana ed è in Italia dal 1991. Laureato in Filosofia, ora si dedica alla ricerca e svolge attività di traduzione in tribunali. In Italia ha pubblicato anche Venti di libertà e gemiti di dolore (1991) e in Albania Tra speranza e sogno (1992). Il suo ultimo romanzo è del 2003 e si intitola M Besa editore.
Younis Tawfik, irakeno, nato nel ´57 a Mosul, la mitica Ninive. La straniera, uscito da Bompiani: l'amore tra Amina, una ragazza marocchina, costretta a prostituirsi, e un uomo di cui non viene mai rivelato il nome né il paese di provenienza, se non nella generica origine «mediorientale». La lingua italiana è vissuta con toni lirici che segnalano la necessità di trovare un respiro dentro questa lingua straniera, che faccia sognare la propria. Tawfik vive in Italia dal '79, si è laureato a Torino in Lettere Moderne. Scrive per diversi quotidiani, ha tradotto per Pratiche ed. Dante e l’Islam, il testo del sacerdote spagnolo Asin Palacios, che all’inizio del Novecento ha trattato dell´escatologia islamica nella Commedia. Nel 2002 pubblica La città di Iram, Bompiani, L'Iraq di Saddam, Bompiani, 2003 Islam. Dai califfi all'integralismo, Ananke, 2004.
Smari Abdel Malek è nato nel 1958 a Costantina in Algeria. Dopo la laurea in psicologia clinica si trasferisce in Italia. Ha pubblicato un racconto nell’antologia La lingua strappata ed. Leoncavallo. Nel maggio del 2000 Il Saggiatore pubblica il romanzo Fiamme in paradiso, la tragica storia di un emigrante che parte dalla propria terra verso l’occidente con tante speranze disattese. Insegna arabo e italiano a Milano, dove risiede.

Muin Madih Masri, ha quarant’anni, palestinese. Il suo primo libro è uscito nella collana Portofranco. Il titolo è Il sole d'inverno. L'autore abita in un paese vicino a Ivrea, Strambino. Lavora all'Olivetti ed è in Italia dall'85. E' sposato, ha 2 bambini. Non ha mai scritto in arabo ma in francese, la prima parola creativa è stata fin da subito in italiano. Dopo i racconti pubblicati su Internet, il romanzo, ambientato in Palestina. Una storia d'amore, la storia — come si scopre alla fine — di sua madre. Il libro sarà tradotto in israeliano, lui palestinese, scrittore italiano, tradotto in Israele. Nel 2003 pubblica Da dove sto chiamando per Portofranco, un libro di dialoghi tra una madre in Palestina e un figlio all’estero.
Jadelin M. Gangbo è nato in Congo nel 1976. Vive a Bologna dove si ingegna a lavorare come Pony express, cameriere, cuoco ecc., ha pubblicato nel 1999 il libro Verso la notte Baconga edito da Portofranco. Un romanzo di formazione, alla ricerca di sé attraverso gli altri, e soprattutto attraverso paesaggi nuovi, diversi, con in mente l'unico paesaggio possibile, quella notte bakonga del Congo. Nel 2001 presso Feltrinelli il romanzo Rometta e Giulieo, un originale vicenda aulica e teatrale in cui si narra la storia d’amore tra una studentessa e un ragazzo orientale.
Christiana de Caldas Brito, brasiliana, ha vissuto infanzia e adolescenza a Rio de Janeiro. Vive a Roma, dove svolge attività di psicoterapeuta per l’infanzia. Ha pubblicato nel 1998 il libro di racconti Amanda Olinda Azzurra e le altre per Lilith ed. e nel 2000 per le edizioni Il Grappolo il libro per l’infanzia La storia di Adelaide e Marco. Il suo ultimo libro pubblicato è del 2004, Qui e là Cosmo Iannone Editore.
Mbacke Gadji, di origine senegalese, ha lasciato l’Africa nel 1986 per vivere in Francia. Dopo alcuni anni si è trasferito in Italia, dove risiede attualmente. Ha pubblicato nel 1997 Numbelan: il regno degli animali (edizioni Dell’Arco), una raccolta di fiabe africane. Nel 1999 ha pubblicato per le edizioni Dell’Arco il romanzo Lo spirito delle sabbie gialle, in cui si narrano i legami di Mor, il protagonista con la sua terra d’origine e la sua terra d’adozione. Nel 2001, in autunno, è uscito per la stessa casa editrice il romanzo Pap Ngaje Jatt e gli altri.
Julio Monteiro Martins è nato il 2 luglio 1955 a Niterói nello Stato di Rio de Janeiro, Brasile. Insegna Lingua e Letteratura portoghese alla facoltà di Lettere a Pisa. Ha pubblicato nel 2000 per Besa il libro Racconti italiani ed è fondatore della scuola di scrittura Sagarana di Lucca. Del 2003 i racconti La passione del vuoto, e il romanzo Madrelingua nel 2005 entrambi per Besa.
Mohamed Ghonim, egiziano, è nato nel 1958 e risiede in Lombardia da alcuni anni. Studioso di psicologia e filosofia, ha pubblicato nel 1997 il romanzo Il segreto di Barhume per Fara editore e nel 1998 i racconti La foglia di fico per la stessa casa editrice. Suoi racconti sono apparsi in Antologia nel concorso letterario per immigrati Ex&tra.
Emmanuel Tano Zagbla del Congo, è nato nel 1961. Il suo romanzo del 1997 Il grido dell’AlterNativo (Edizioni Dell’Arco) è giunto alla terza ristampa. Ora abita a Padova. Il romanzo verrà ristampato nel 2002 in quarta edizione presso la casa editrice Logos di Padova.
Alvaro Santo è nato nel 1971 in Angola, nel continente africano. Studia Giurisprudenza a Milano. Nel 2000 le Edizioni Dell’Arco hanno stampato il suo primo romanzo Mille giorni in Angola. Nel 2001 ha scritto e stampato, per la stessa casa editrice L’uomo mistero. È di lingua madre portoghese, ma adotta l’italiano per scrivere narrativa.
Mohmse Melliti, tunisino, vive da anni a Roma. Ha scritto il suo secondo romanzo I bambini delle rose edito da Edizioni Lavoro direttamente in italiano nel ‘95. E' la storia di Nico e Ly, costretti a vendere rose per le strade e i ristoranti di Roma. Lui ha undici anni, è un piccolo nomade di origini serbe che vive con la madre e due sorelle nell'estrema periferia della città; anche lei è una bambina. Piccola come un uccello piccolo, ha la faccia rossa e gli occhi che paiono chiusi. Viene dalla Cina e, nel marsupio, conserva le foto di Mao. Ha già pubblicato Pantanella. Canto lungo la strada che è stato tradotto per le Edizioni Lavoro, nel 1993.
Jarmila Očkayova è nata in Slovacchia nel 1955 e dal 1974 si è trasferita in Italia. Dopo essersi laureata a Bologna, vive e lavora a Reggio Emilia. Il suo romanzo d'esordio Verrà la vita e avrà i tuoi occhi (Baldini&Castoldi, 1995) ha esaurito tre edizioni. Sempre per i tipi di Baldini&Castoldi ha pubblicato L'essenziale è invisibile agli occhi (1997) e Requiem per tre padri (1998). Tra i suoi lavori letterari, da ricordare la traduzione delle antiche fiabe slovacche, raccolte da Pavol Dobsinský, pubblicate da Sellerio col titolo Il re del tempo. Di prossima pubblicazione un suo romanzo per Cosmo Iannone.
Egidio Molinas Leiva è del continente americano, originario del Paraguay, ma da diversi anni abita in Italia. E’ nato nel 1942 e in italiano ha scritto il romanzo La notte del Yacaré, pubblicato nel 1998 da AIEP editore.
Pap Kuoma ha pubblicato Io, venditore di elefanti (insieme al giornalista e scrittore Oreste Pivetta, Garzanti ed. 1990), giunto oggi all'ottava edizione, adottato da molte scuole come libro di testo, e i cui brani sono inseriti in numerose antologie scolastiche, ed è stato curatore e coautore del libro Nato in Senegal immigrato in Italia (Ambiente ed. 1994). Di prossima pubblicazione un suo nuovo romanzo per B&C Dalai.
Helena Paraskeva, di origine greca, insegna in una scuola superiore a Roma. Ha pubblicato Tragediometro e altri racconti, nel 2003 da Fara Editori. Una storia dopo l'altra per rintracciare le origine greche della scrittrice, per riscoprire ritmi, abitudini e odori del nostro Mediterraneo, per conoscere di più noi stessi.

Per saperne di più:
El-Ghibli
Kuma-Rivista
Voci dal silenzio
Kumacreola

Posted by Davide Bregola at 11:13 | Comments (2)

09.09.05

Chi comanderà l'Italia per i prossimi 50 anni

Di Giovanni Costa
nip_elkann1.jpg
L'ufficio stampa Fiat è uno dei migliori dopo quelli del Vaticano e della presidenza del consiglio. Da qualche anno cercano di costruire l'immagine giusta per Lapo e John, i due nuovi volti del padronato Fiat versione terzo millennio. Oggi Lapo è stato intervistato qui e si può riascoltare scaricando la puntata.
Newyorkese di nascita, Lapo Elkann è nipote di Gianni Agnelli e dal 2002 è responsabile della promozione dei marchi del Lingotto. E' lui che ha fatto produrre -sostenendo che sia stato un modo per testimoniare l'orgoglio del marchio- le felpe con la scritta "FIAT", sempre lui che vuole riportare i giovani a comprare auto italiane e che dice che la Fiat ce la farà. Lo stato di salute dell'azienda automobilistica italiana, i nuovi modelli e la strategia di rilancio, la comunicazione del marchio Fiat, il rapporto tra proprietà e banche, le possibili alleanze in vista e il futuro del Lingotto sono i temi che affrontiamo nel filo diretto con Lapo Elkann, responsabile Brand Promotion di Fiat Auto.
Giorgio Bocca ha recentemente scritto un libro dal titolo L'Italia l'é malada, Giuseppe Genna apre spesso i suoi "editoriali" su Carmilla chiamandoli Il paese di Merda. Elkann Lapo è un nuovo imprenditore con il golfino marchiato a gomma FIAT o una vittima sacrificale di un'organizzazione più grande di lui che lo manda avanti perché a lei "scappa da ridere"? Per adesso accontentiamoci di vederlo su tutte le testate nazionali e all'apertura dei Tg. Ascoltiamo ciò che dice per radio. Io non ho ancora capito se è impressionante o fa paura. A breve lo intervisterò se prenderà contatto con me. Saprò essere più preciso quando ci incontreremo.

Posted by Davide Bregola at 13:20 | Comments (1)

07.09.05

La narrativa italiana scritta da stranieri (seconda parte)

Di Davide Bregola

Storia alternativa

Tra qualche anno avremo anche in Italia casi editoriali come quelli di Salman Rushdie, Tahar Ben Jelloun, Hanif Kureishi? Per il momento non è importante porsi questa domanda in modo pressante; si tratta solo di attendere.Garane.gif
Sulla rivista Afriche e Orienti dell’autunno-inverno 2000, Nadia Valgimigli nel suo saggio Nel ventre della balena sancisce la nascita di questa letteratura “emergente”, come la chiama lei, con l’avvenimento dell’assassinio di Jerry Essan Masslo avvenuto il 24 agosto 1989 a Villa Literno. Razzismo e intolleranza, nei fatti di cronaca, entrano nella letteratura di alcuni migrant writers e, come nel caso di Essan Masslo, vengono cristallizzati come «evento-limite», dice la studiosa. L’evento è preso come convenzione, con tutti i pregi e i limiti del caso.
Naturalmente prima di quella data scrittori stranieri avevano già scritto e pubblicato in Italiano. Primo tra tutti l’indimenticabile J.Rodolfo Wilcock.

Approdato in Italia da Buenos Aires, già alla fine degli anni ’50 dello scorso secolo ha iniziato a pubblicare scrivendo direttamente in Italiano trasfondendosi con un’operazione che solo a pochissimi, come Conrad e Nabokov per l’inglese è riuscita.
Nel processo di sviluppo della letteratura di immigrazione (termine che al tempo veniva usato per definirne il fenomeno e che ora risulta inappropriato e inesatto perché da tempo si parla di “narratori migranti”), possiamo distinguere tre momenti sfumati tra di loro. Il primo è costituito dalla cosiddetta letteratura di testimonianza, nata dal bisogno di comunicare, attraverso la scrittura, direttamente con il pubblico italiano. Di questo filone sono espressione i romanzi, scritti tutti a quattro mani con autori o giornalisti italiani, di Salah Methnani che scrisse Immigrato per Theoria nel ‘90, Nassera Chohra con Volevo diventare bianca per E/O del 1993, Saidou Moussa Ba con La promessa di Hamadi De Agostani del 1991, Pap Khouma con Io venditore di elefanti per Garzanti uscito nel 1990. Storie di violenza e razzismo, di solitudine e integrazione impossibile tra immigrati e società "ospitante". In tempi più recenti, una seconda ondata di scrittori dell'immigrazione (ancora così erano definiti) ha cominciato ad emanciparsi dalla scrittura in collaborazione con autori o giornalisti italiani e sta mostrando di volersi costituire e presentare come scrittori in senso pieno. Il che significa: non solo come testimoni di un fenomeno sociale e culturale traumatico e di ancora improbabile e difficile composizione, ma anche come narratori e poeti di situazioni ed esperienze del disagio, e soprattutto delle differenze culturali. Sono nate così opere, diverse per valore letterario, ma tutte accomunate dalla necessità di superare l'autobiografismo testimoniale della prima fase, per affrontare temi più vari. Un terzo momento della scrittura di immigrati la spiega bene lo scrittore Carmine Abate in una intervista al CIES (http//digilander.iol.it/vocidalsilenzio): “Ho seguito questa letteratura fin dalla nascita e devo dire che col tempo sto scoprendo degli autori che hanno davvero molto da dirci e lo dicono sempre meglio. Oggi è stata superata la fase che Armando Gnisci, (Ne parla in Creolizzare l’Europa Meltemi, 2003 n.d.r.) appassionato esperto di questa letteratura, aveva definito efficacemente “carsica”, cioè “resa invisibile dall’industria culturale”. Autori come Yunis Tawfik, Muin Masri, Momhse Melliti, Christina de Caldas Brito, Jadelin Mabiala Gangbo, Ron Kubati, Gezim Hajdari, per citare qualche nome, o scrittori come Dante Liano, Jarmila Ockajovà, Alice Oxman, che scrivono in italiano, ma non (ancora) sui temi dell’immigrazione, hanno conquistato uno spazio importante nel panorama letterario italiano. A me sembra che anche in Italia cominci a prendere forma una letteratura che ha alla base il dialogo, affiorino i primi tentativi di incrocio e ibridazione di modelli letterari, di lingue, di storie, si creino i presupposti di quella che dovremmo cominciare a chiamare letteratura multiculturale. Una letteratura fatta dallo sguardo plurimo e ibrido sul mondo, di cui è portatore chi parte e vive altrove”.
Tra qualche anno avremo anche in Italia casi editoriali come quelli di Salman Rushdie, Tahar Ben Jelloun, Hanif Kureishi? Per il momento non è importante porsi questa domanda in modo pressante; si tratta solo di attendere.

Posted by Davide Bregola at 10:01 | Comments (1)

06.09.05

La narrativa italiana scritta da stranieri (Prima parte)

di Davide Bregola
sandra.jpg
Nella foto Sandra Clementina Ammendola, autrice del libro Lei, che sono io Sinnos Editore

Meticcio narrativo

Vero è che una somma di indizi non vale come prova, ma quanto meno alimenta il sospetto che rende necessario un supplemento di indagine.
Si sta radicando una nuova coscienza nell’ambito narrativo del nostro paese, le tracce si trovano in quotidiani, libri che parlano di narrativa dell’immigrazione, riviste di scrittura, bimestrali o periodici, siti internet. Vediamo di cosa si tratta.
Esistono scrittori la cui lingua principale è diversa dalla italiana, eppure, per svariati motivi, decidono di comunicare, scrivendo, con la lingua di Dante. Ecco i nomi: Ron Kubati, Younis Tawfik, Smari Abdel Malek, Muin Madih Masri, Jadelin M. Gangbo, Christiana de Caldas Brito, Mbacke Gadji, Julio Cesar Monteiro, Mohamed Ghonim, Emmanuel Tano Zagbla, Alvaro Santo, Mohmse Melliti…
Tutti gli autori appena nominati hanno scritto uno o più libri senza un coautore, provengono dalle più svariate parti del mondo, hanno scelto la lingua italiana per farsi capire e comunicare. La letteratura che producono non è letteratura marginale, narrativa etnica, esotica o chissà cos’altro. Questa è letteratura tout court, perché innova il dire e la rappresentazione di mondi possibili. “Produce futuro”, come chiede Lyotard in Leçons sur l'Analytique du sublime, l99l. C’è molta consapevolezza di scrittura in tutti gli scrittori migranti che ho nominato. Il più delle volte sono intellettuali motivati, animatori culturali di riviste, associazioni culturali, organizzatori di convegni e seminari. Non si cada nell’errore di scambiare i loro libri per “strategie letterarie di sopravvivenza”, come ha scritto la studiosa Nadia Valgimigli sulla rivista Africa e Mediterraneo (n.1/1997). Tutti i libri di questi autori sono testimonianze letterarie di una palingenesi del linguaggio e delle tecniche narrative di una lingua viva: l’italiano .

Nel novembre del ’99 sul Corriere della sera, in occasione dell’uscita dei libri La straniera di Younis Tawfik, Bompiani, e Nel sole d’inverno di Muin Madih Masri, Portofranco, la giornalista Cinzia Fiori chiedeva: “Ma attraverso quali processi può cambiare la lingua letteraria di un paese? Egi Volterrani, traduttore di Ben Jelloun, porta l’esempio della Francia. «Lì – dice – l’influenza degli immigrati è stata molto evidente. Su Nedjma, pubblicato nel 1956 dal drammaturgo arabo Kateb Yacine, sono state scritte decine di tesi di laurea. E’ un romanzo che vive di scrittura, Yacine usa il francese con un fervore tale da rendere efficacemente atmosfere quasi intraducibili. Per ottenere questo risultato, non esita a cambiare la struttura della frase: non mette sempre il soggetto, non usa le dipendenti e, anche quando sceglie una sintassi tradizionale, lo fa in modo inaudito. Grazie ad autori come lui la letteratura francese ha perso aulicità. Poi altri fenomeni sono venuti, penso alla torrenzialità equatoriale di Sony Labou Tansi, ottenuta con l’utilizzo di centinaia di termini anziché accontentarsi di uno. Ma potrei portare altri esempi, per dire come l’attenzione posta dagli autori francofoni agli etimi delle parole, abbia segnato la narrativa francese».
Per tornare in Italia, dove il caso della letteratura scritta da stranieri non è paragonabile al fenomeno di scrittori anglofoni o francofoni, l’americanista Marisa Bulgheroni puntualizza: «La lingua prescelta tende ad essere modificata secondo due linee. La prima è una trasformazione profonda, ottenuta tramite invenzioni idiomatiche partite dalla lingua d’origine. La seconda è una trasformazione nascosta, che non altera formalmente la lingua acquisita, ma con qualcosa di simile a una pronuncia mentale la piega all’espressione di rituali e comportamenti che le sono estranei. C’è però una differenza fra le letterature anglofone o francofone, nate dal desiderio di dar voce a un passato soffocato, e il mutamento spinto dalla necessità vitale di comunicare in un paese nuovo, con una nuova lingua. In questo senso, quanto si annuncia in Italia è simile a ciò che è avvenuto negli Usa. Lì ogni etnia ha riformato l’inglese partendo dal proprio patrimonio, arrivando a creare delle vere e proprie letterature, poi entrate nella storia letteraria americana».
Nel caso dell’Italia conclude: “Penso che passeremo per una fase di espressività, con modi di dire, come quelli in siciliano di Camilleri, che pur forzando la convenzione, non riescono a diventare neologismi. Soltanto se l’immigrazione continuerà, l’italiano orale dei vari gruppi etnici giungerà ad arricchire d’invenzioni la nostra letteratura, com’è successo in America”.
Oltre agli scrittori nominati poco fa ce ne sono altri che non arrivano dai cosiddetti “Mondi sud” ma che provengono e si sono formati in altri Paesi per poi approdare in Italia e scrivere con una lingua diversa dalla originaria. Questi scrittori sono: Helga Schneider, Giorgio Pressburger, Jarmila Ockayovà, Alice Oxman, Helena Janeczek, Sandra Clementina Ammendola, Helena Paraskeva. Sono polacchi, come nel caso della Schneider e della Janeczek, ungheresi di Budapest come Pressburger. Jarmila Ockayova è slovacca e Alice Oxman degli Stati Uniti, Paraskeva è greca, Ammendola “migrola” dalla’Argentina. Un bel giro del mondo!

Posted by Davide Bregola at 15:49 | Comments (2)