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02.08.05
Davide Bregola: La cultura enciclopedica dell'autodidatta (la recensione perfetta)
Cosa si trova nel manoscritto La cultura enciclopedica dell’autodidatta? C’è un personaggio con una famiglia operaia che vive in un paesino del profondo nord Italia. Questo personaggio scrive delle lunghe liste di Indici, fa curriculum e li spedisce a destra e a sinistra, tira giù nomi di chi comanderà l’Italia per i 50 anni a venire. Protagonista di tutte le vicende è Giovanni Costa, figlio di un pensionato Enel che era operaio negli anni '70, impiegato negli ’80 e ’90. Madre casalinga, fratello trasportatore di carni col camion. Giovanni era un fenomeno a scuola, poi è scoppiato, o “il sistema” ha voluto che scoppiasse. Ha mollato Legge dopo 2 anni e 18 esami passati. La società doveva scegliere: o lui o gli altri. Giovanni Costa ora è sottoccupato ma ha un grande scopo nella vita: Sapere la VERITA’. Tutto il manoscritto è sì paragenerazionale, confuso, delirante, parasaggistico, parafilosofico, paranoico, ma Costa non è un paraculo. Si mette alla ricerca, in mezzo a tutta la mediocrità possibile di cui anche lui fa parte, e come un novello enciclopedico (enciclopedismo di nuova specie che nulla ha a che fare con gli Illuministi) scopre che la la verità…è formata da progenitori falsi e contemporanei senza palle. Lessico e sintassi sono riconducibili a un linguaggio medio settentrionale, tanto per darti qualche direzione (ma questa è un’idea medievale dello stile che ai giorni nostri non può avere senso). Probabilmente Davide aveva un certo numero di scelte stilistiche disponibili e ha usato quelle che a mio avviso sono le più funzionali. Questo dattiloscritto l’abbiamo letto in pochi: Giulio Mozzi ha detto che è un libro “pericoloso” ma necessario in questo inizio di ventunesimo secolo. Alcuni editori l'hanno considerato una sparata autobiografica, ma di auto c'è veramente poco. Così, dopo grandi e tese riunioni che potrebbero ricordare i mitici mercoledì einaudi hanno fatto il grande passo: libro a rischio. Non si pubblica. Altri han letto solo capitoli sparsi; nella fattispecie i 3 episodi che ho allegato nel mio blog (Cagna, Lista). E ancora se ne parla su vari siti e pagine elettroniche sperdute. Che dire? Rimarrà inedito? Sarà edito tra 10 anni? Chi lo sa, l’importante è che dopo una svolta del genere non si torna più indietro. Io La cultura enciclopedica dell’autodidatta – del quale ho parlato brevemente, ma sicuramente con le parole che potrebbe usare l’autore in persona per descriverlo – lo avrei dato alle stampe. E’ un ottimo libro.
Posted by Davide Bregola at 02.08.05 06:30
Comments
Non lo si potrebbe avere, con la promessa poi di comprarlo in caso di uscita nelle librerie ?
Posted by: Federico at 02.08.05 10:07
La cosa è assai complicata, il libro non è ancora libro, ma dattiloscritto e io per una regola immodificabile (e molto personale) sono restio a dare in giro dattiloscritti. Il lettore che recensisce l'ha avuto da una casa editrice e solo dopo avere perso il file si è rivolto al sottoscritto. D.
Posted by: D.B. at 02.08.05 13:09
Però i due esempio: cagna e lista ti danno una buona idea di quale sarà la "voce" del dattiloscritto. D.
Posted by: D.B. at 02.08.05 13:11
Mi sembra giusto. Anche se le due "buone idee" ingolosiscono un curioso patologico come me. Confiderò nel coraggio delle case editrici (aiuto!) :)
Posted by: Federico at 02.08.05 15:59
La cosa migliore che abbia mai scritta, caro Davìd :)
Posted by: duerighesopra at 02.08.05 18:40
Bravo M, sei troppo umile, hai scritto cose molto buone al di là di questa protorecensione!
;)D.
Posted by: D.B. at 02.08.05 21:00
Io vorrei avere il libro già in libreria, ma se rimarrà inedito come fare? L'editoria è ingiusta, cmq bravo Bregola, continua e tieni duro.
C.
Posted by: Carbo at 02.08.05 21:10
Io addirittura volevo comprare il dattiloscritto (in file) al presunto prezzo di copertina del libro, ma se la regola di DB è così non faccio nemmeno la proposta. Però mi dispiace non poterlo leggere non per il valore del libro ma per l'idea di mercato che si è fatto qualche funzionario di casa editrice.
Posted by: andrea barbieri at 03.08.05 10:41
Comunque, dato che l'editoria ci vende in abbondanza soltanto noir con la panzana che ci fanno conoscere la realtà, bisognerebbe inventarsi un mercato parallelo che aggiri quello ufficiale, un ur-mercato con ur-recensioni e distribuzione funzionante e lettori veri. Magari il web, coi suoi costi vicini allo zero, potrebbe proprio essere la strada.
Posted by: andrea barbieri at 03.08.05 10:47
Bella idea Andrea! Ma sai cosa penso? Penso che bisogna avere fiducia, la fiducia di pensare che se una cosa vale, al di là delle mode, prima o poi uscirà allo scoperto in qualsiasi forma, con qualsiasi mezzo, ma verrà alla luce. Questo discorso è generale, non sto pensando al mio dattilo, ora. Ma alla generalità. D.
Posted by: D.B. at 03.08.05 13:23
a verità a verità sembra funari
a verità..buffoni
la verità l'avete lì vicino....è Gesù Cristo
ritornate a CRISTO fratelli vi scongiuro
salvatevi da questa generazione perversa....
Posted by: l'araldo at 22.08.05 09:12