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22.10.07

Gualtiero Ghizzoni, Il cappellaccio

Gualtiero Ghizzoni, Il cappellaccio, Einaudi 1957, collana Gettoni

Gualtiero Ghizzoni, Il cappellaccio, Einaudi 1957.

I gettoni, Collezione di letteratura diretta da Elio Vittorini, 51.

Grafica della collana di Albe Steiner. Copertina di Bruno Munari. Disegno di Renata Surbone.

Risvolto di copertina:

Scritto in un linguaggio che oscilla tra il barocco e il maccaronico, e comunque artificioso, libresco, ma portato a caricarsi, procedendo con gusto di gergo e con modi da boogie-woogie, di significati popolareschi molto moderni come fu il linguaggio, nel suo tempo, dell'Aretino o anche quello del Ruzzante, Il Cappellaccio è un libro che, già solo per questo, presenta un interesse letterario di primo grado. Ma è peraltro un romanzo, con una trama che punta spilli, capillarmente, in una vasta plaga di appetiti primordiali, mirando a farci accettare per realtà media il sottobosco umano in cui tanto si compiacciono di frugare, se hanno forza che viene da malizia, gli isolati d'ogni letteratura. Di modo che quel linguaggio non riesce alla lunga gratuito, e anzi torna a indicare nella via del "falsetto" forse la più efficace per render comuni certi aspetti estremi delle cose.
L'autore, Gualtiero Ghizzoni, è nato a Milano nel 1926 da genitori dell'Emilia. Ha studiato medicina e legge. Il Cappellaccio è il primo libro che pubblica.

[Senza firma, sicuramente di Elio Vittorini]

Pubblicato da giuliomozzi alle 22.10.07 12:02

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