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<title>Bottega di lettura</title>
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<description>Una volonterosa accolita di lettrici e lettori</description>
<copyright>Copyright 2008</copyright>
<lastBuildDate>Fri, 28 Nov 2008 21:15:41 +0100</lastBuildDate>
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<title>Mario Desiati: Il paese delle spose infelici, Mondadori, 2008</title>
<description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.bartolomeodimonaco.it">Bartolomeo Di Monaco</a></strong><br />
[<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/01/tutte_le_lettur.html">tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco</a>]</p>

<p><a href="http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=47"><img alt="Il paese delle spose infelici" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/immagini/sposeinfelici.jpg" width="144" height="220" border="0"></a>Incontro di nuovo molto volentieri Mario Desiati, dopo che nel 2003 avevo letto il suo romanzo “Neppure quando è notte” e successivamente, nel 2006, “Vita precaria e amore eterno”, vincitore del premio per l’impegno civile Paolo Volponi.<br />
Martina Franca è la cittadina del Sud che ci accompagnerà nella storia: “città di trulli, vino bianco e belle fanciulle, dove anche le matte sono donne affascinanti.” È questo il caso di Annalisa D’Efebo, giovane originale e ammaliatrice: “Era sempre in mezzo ai maschi e agli ultimi, i pazzi e gli ammalati.”<br />
</p>]]></description>
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<category>Narrativa italiana</category>
<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 21:15:41 +0100</pubDate>
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<title>Lo stato delle cose, di Richard Ford</title>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://blogsenzaqualita.splinder.com"><strong>Ezio Tarantino</strong></a></p>

<p><img alt="lostatodellecose-193x300.jpg" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/lostatodellecose-193x300.jpg" width="141" height="219" /><strong>The lay of the land</strong>(2006) di Richard Ford, ben tradotto con il titolo wendersiano <strong>Lo stato delle cose</strong>, conclude la cosiddetta "trilogia di Frank Bascombe", cominciata con <a href="http://books.google.it/books?id=Dy3zsVYS4M8C&dq=richard+ford&source=gbs_summary_s&cad=0"><strong>The Sportswriter</strong></a> (1986) e proseguita con <a href="http://books.google.com/books?id=SCZuEu_MHZMC&dq=richard+ford&hl=it&source=gbs_summary_s&cad=0"><strong>Independence day</strong></a> (1995).</p>

<p>Non è soltanto il personaggio a tenere insieme i tre romanzi. E' il suo punto di vista. E non solo perché in tutti e tre i libri Frank Bascombe è l'io narrante, il portavoce quindi del suo autore, ma perché Frank Bascombe è il portavoce dello spirito del suo tempo. E questo non rivela solo un meccanismo narrativo, ma uno stile.</p>]]></description>
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<category>Narrativa statunitense</category>
<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 21:39:28 +0100</pubDate>
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<title>Teresa Ciabatti: I giorni felici, Mondadori, (2008)</title>
<description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.bartolomeodimonaco.it">Bartolomeo Di Monaco</a></strong><br />
[<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/01/tutte_le_lettur.html">tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco</a>]</p>

<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teresa_Ciabatti"><img alt="I giorni felici" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/immagini/giornifelici.jpg" width="95" height="133" border="0"></a>Sono molto contento di poter leggere questo secondo romanzo di Teresa Ciabatti, che fa seguito a "<em>Adelmo, torna da me"</em> (Einaudi 2002), pubblicato da una casa editrice prestigiosa, come Mondadori.<br />
Nonostante le aspre critiche che assalirono l'autrice, fatte, secondo me, più di malevolenza che di verità, il libro di esordio mi piacque molto e ne scrissi assai compiaciuto. Ne è stato tratto un film da Carlo Virzì,"<em>L'estate del mio primo bacio"</em>, e ricordo con piacere e anche con un po' di commozione l'invito che l'autrice mi rivolse di prendere parte alla proiezione della "prima" del film. Pigro come sono declinai, ma non dimenticherò mai l'attenzione e la cortesia che mi furono riservate, rare ai nostri tempi. Oggi la Ciabatti scrive con successo anche per il cinema.</p>]]></description>
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<category>Narrativa italiana</category>
<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 06:50:24 +0100</pubDate>
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<title>Miglior sesso, siamo inglesi</title>
<description><![CDATA[<p>(o Sex, non in the city, ma into the books)<br />
di <a href="http://cletus19.blogspot.com">cletus</a><br><br />
<img src="http://ima.dada.net/image/253724.jpg" height="201" WIDTH="154"><p>Succede anche di questo.<br />
L'intento è nobile, la letteratura ha bisogno di liberarsi dai cattivi esempi. Quali ? Quelli di quanti, scrivendo, si sono macchiati dell'incapacità di saper descrivere l'atto sessuale, o lo hanno fatto in modo cosi insulso da meritarsi la messa al bando (con l'intento propedeutico, di evitare in futuro il ripetere tali cadute di stile).<br />
Il sesso, il grande tabù viola, che nelle pagine dei libri, sta alla capacità di chi scrive evitare venga banalizzato, nella sua crudezza, a mero atto fisiologico.</p>]]></description>
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<category>Riflessioni</category>
<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 08:51:08 +0100</pubDate>
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<title>Il rapporto, di Philippe Claudel</title>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://paolocacciolati.blogspot.com">Paolo Cacciolati</a></p>

<p><img alt="Il rapporto.jpg" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/immagini/Il rapporto.jpg" width="110" height="174" /hspace=4 vspace=4 align=left><br />
Una cartografia del male. Questo non è l'ennesimo libro sull'Olocausto, o l'ennesimo romanzo sul male, su ciò che siamo soliti considerare fuori da noi, altro da noi.<br />
Philippe Claudel traccia qui una nuova cartografia del male, una mappa di ciò che alcuni chiamano inferno, una mappa che parte da uno sperduto paese tra Francia e Germania, prima durante e dopo l'ultima guerra, per terminare con una x dritta nel cuore del protagonista.</p>]]></description>
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<category>Narrativa francese</category>
<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 22:53:02 +0100</pubDate>
</item>
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<title>&quot;La vita erotica dei superuomini&quot; di Marco Mancassola</title>
<description><![CDATA[<p>di <b><a href="http://www.giorgiofontana.com">Giorgio Fontana</a></b></p>

<p><img alt="mancassola.jpg" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/mancassola.jpg" width="100" height="174" /></p>

<p>Nello storico "Watchmen", più di vent'anni fa, Alan Moore decostruì una volta per tutte il supereroe in chiave etica. Da allora i tentativi di indebolire, umanizzare e complicare la figura supereroistica si sono moltiplicati, sia nel fumetto che nella letteratura, con esiti non sempre all'altezza del compito. Ora è il turno di Marco Mancassola, uno dei più talentuosi scrittori italiani, che coglie il bersaglio affrontando il supereroe da un punto di vista non inedito, ma splendidamente interpretato: l'emotività, l'interiorità, il bisogno. Rileggendo il marchio di fabbrica di Stan Lee, "supereroi con superproblemi", Mancassola inietta nuova linfa a un immaginario pop ormai stantio, regalandoci un libro di rara potenza.</p>]]></description>
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<category>Narrativa italiana</category>
<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 13:57:13 +0100</pubDate>
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<item>
<title>Federico Platania: Il primo sangue, Fernandel, 2008</title>
<description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.bartolomeodimonaco.it">Bartolomeo Di Monaco</a></strong><br />
[<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/01/tutte_le_lettur.html">tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco</a>]</p>

<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Platania"><img alt="Il primo sangue" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/immagini/primosangue.jpg" width="132" height="200" border="0"></a>L'autore ha già al suo attivo, sempre con Fernandel, "<em>Buon lavoro. Dodici storie a tempo indeterminato"</em>, uscito nel 2006.<br />
A distanza di 2 anni esce il suo primo romanzo, una prova, dunque, più impegnativa.<br />
In realtà, il romanzo è intrinsecamente strutturato in quadri, in cui sono narrate varie storie che accadono ad Andrea, uno dei componenti di un gruppo di lavoratori occupati per pochi soldi in una mensa aziendale. Anch'essi, come tanti altri, non se la passano bene e vivono, alcuni di illusioni, come Fabio, che si è comprato una casa, un "<em>buco"</em>, e deve sudare le sette camicie per pagare la rata del mutuo, altri di delusione e di impotente rabbia, come Andrea. Andrea è un punto di congiunzione, l'osservatore che mostrando ciò che vede, mostra in realtà se stesso. La povertà che lo circonda e lo coinvolge diventa il motivo ispiratore e scatenante del romanzo.</p>]]></description>
<link>http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/11/federico_platan.html</link>
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<category>Narrativa italiana</category>
<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 13:28:27 +0100</pubDate>
</item>
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<title>Uomo nel buio, di Paul Auster</title>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://cletus19.blogspot.com">cletus</a><br />
<img src="http://giotto.ibs.it/cop/copt13.asp?f=9788806194741" alt="la copertina del libro"> <br><br />
Poi, un giorno, bisognerebbe fare un discorso sul fascino perverso di Fabio Fazio. Intendo sulla capacità subliminal-prescrittiva che il volere scrittori di fama, in studio, facendogli ad arte domande sia sulla loro personale visione della vita e “vistochecisono” anche della loro ultima fatica.<br />
Cosi ho ceduto e qualche settimana fa, proprio a seguito della visione della trasmissione ho preso questo testo. Conoscevo Auster per aver sfogliato la sua triologia su NY. L'utilizzo del verbo sfogliato non è casuale. Non l'ho mai completata. Un giorno, forse, lo farò.</p>

<p>Uomo nel buio, invece è un romanzo breve. Uno di quelli che, a vederli, ti dici....questo me lo sparo in un pomeriggio (è nota la mia idiosincrasia per i romanzi, di conserva, prediligo le raccolte di racconti). Cosi è stato.<br />
</p>]]></description>
<link>http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/11/uomo_nel_buio_d.html</link>
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<category>Narrativa statunitense</category>
<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 07:13:08 +0100</pubDate>
</item>
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<title>Scrittori Lucchesi: Angelo Ponsi: Angelino, (2001)</title>
<description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.bartolomeodimonaco.it">Bartolomeo Di Monaco</a></strong><br />
[<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/01/tutte_le_lettur.html">tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco</a>]</p>

<p><a href="http://www.mauropagliai.it/asp/sa.asp?id=528"><img alt="Angelino" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/immagini/angelo_ponsi.jpg" width="105" height="200" border="0"></a>Di questo scrittore lucchese, che conduce vita ritirata a Camaiore, e che nella vita ha fatto l’industriale (l’azienda, fondata nel 1935, esiste ancora con sede a Viareggio, fabbrica rubinetti e articoli da bagno, ed è nota in Italia e all’estero per la qualità dei suoi prodotti), non si sa quasi nulla, se non che “Angelino”, edito da Pagliai Polistampa, è uscito nel 2001 in una collana di narrativa diretta da Enzo Siciliano e vanta la introduzione di Manlio Cancogni. Quanto basta a destare il mio interesse, allorché me ne parlò positivamente anche una collaboratrice della Rivista d’arte Parliamone, che dirigo: Mariapia Frigerio. Alcuni racconti di Ponsi sono stati pubblicati da “Paragone” e “Nuovi Argomenti”.<br />
</p>]]></description>
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<category>Narrativa italiana</category>
<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 11:32:46 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Caro Signor Capote di Gordon Lish</title>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://cletus19.blogspot.com">cletus</a><br />
<img src="http://www.bol.it/image/?cdSoc=BL&ean=978889584208&cdSito=BL&tpPrd=01&tipoOggetto=PIB" alt="la copertina del libro"><br><br />
Ho finito di leggere da poco, “Caro Signor Capote”, di Gordon Lish.<br />
(<a href="http://www.nutrimenti.net/">Nutrimenti</a> ed. €. 16,00). Non ho mai letto nulla di suo prima. L'ho preso perchè citato nell'articolo che ha dato il la per scrivere <a href="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/10/di_cosa_parliam.html">quest'altro pezzo</a>.</p>

<p>Difficile mettersi a leggere senza ricordare che GL è stato, anche, l'editor di Raymond Carver. Ma nulla, in questo testo, rimanda lontanamente a Carver. E' un testo “scomodo”. Una eterna, lunghissima lettera, di un uomo che sostiene di aver fatto fuori con una pugnalata (Paki è il nome dell'arma) nell'occhio sinistro ben ventitrè donne. <br />
</p>]]></description>
<link>http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/11/caro_signor_cap.html</link>
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<category>Narrativa statunitense</category>
<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 18:42:04 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>L&apos;importanza del lato B, di Annie Kelowsky</title>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://cletus19.blogspot.com">cletus</a></p>

<p>Da una scarna recensione su qualche rivista di culto, specializzata in libri [tuttolibri e l'inserto della domenica del Sole24] ho appreso dell'esistenza di questo testo. Fresco di stampa, l'ho trovato senza troppa fatica in una grande libreria di Roma. "Evento dell'anno", recitava l'immancabile fascetta.<br />
"Candidato al Book-prize", un'altra, e "da questo testo, a breve un film diretto da Wim Wenders" un'altra ancora.</p>

<p>Con credenziali del genere, minimo aspettarsi un capolavoro. <br />
E in parte lo è, ma di geometria che dilaga nella psicologia. </p>]]></description>
<link>http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/11/limportanza_del.html</link>
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<category>Narrativa statunitense</category>
<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 23:00:24 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Quell&apos;anno a scuola, di Tobias Wolff</title>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://blogsenzaqualita.splinder.com"> Ezio Tarantino</a></p>

<p><img alt="wolff1.jpg" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/wolff1.jpg" width="89" height="150" /><strong>Quell’anno a scuola</strong>, di Tobias Wolff, potrebbe sembrare tante cose diverse. Ma nessuna di queste a mio avviso lo rappresenterebbe davvero: un libro per aspiranti scrittori; un libro di genere (“college-americano-anni-sessanta”), un romanzo di formazione, un <em>memoir</em>. Non che non sia, visto dal di fuori, tutto questo: un libro di ricordi, che racconta della nascita della passione per la scrittura, svolto in un college americano negli anni sessanta.</p>

<p><strong>Quell’anno a scuola</strong>, rovesciando la prospettiva messa sotto i riflettori dall’intreccio, io lo definirei soprattutto un libro sull’amore per la trasmissione del sapere, sulla straordinaria esperienza che è insegnare. E in particolare insegnare la letteratura: un gioco tutt’altro che semplice continuamente irrisolto dove verità e finzione sono incessantemente e necessariamente intrecciate. Come nella storia di questo libro.</p>]]></description>
<link>http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/10/quellanno_a_scu.html</link>
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<category>Narrativa statunitense</category>
<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 12:20:26 +0100</pubDate>
</item>
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<title>Marco Candida: Il diario dei sogni, Las Vegas, 2008</title>
<description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.bartolomeodimonaco.it">Bartolomeo Di Monaco</a></strong><br />
[<a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/01/tutte_le_lettur.html">tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco</a>]</p>

<p><a href="http://www.lasvegasedizioni.com/">Las Vegas edizioni</a></p>

<p>[<a href="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/02/marco_candida_i.html">Leggi anche la lettura di giuliomozzi</a>]</p>

<p><a href="http://lamaniaperlalfabeto.splinder.com/"><img alt="Il diario dei sogni" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/immagini/marco_candida2.jpg" width="68" height="100" border="0"></a>Dopo “La mania dell’alfabeto”, del 2007, Candida torna, a distanza di un anno, con questo “Il diario dei sogni“, edizioni Las Vegas, e con “Domani avrò trent’anni”, editore Eusmewil.<br />
“Il diario dei sogni” è il libro di cui ci occuperemo.<br />
Tenere un diario dei propri sogni per capire se stesso e la vita non è cosa facile, giacché non si tratta mai di raccontare, ma di scendere nel ventre delle parole suscitate dalle immagini. La parola è gonfia come una nutrice, pregna dei simboli dei suoi tanti significati. Come servirsene utilmente e senza sbagliare? È possibile?<br />
Che Candida abbia un vero culto per la parola è ormai una qualità già appurata nel romanzo di esordio, che sin dal titolo fa capire questa passione, al limite della mania.</p>]]></description>
<link>http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/10/marco_candida_i_1.html</link>
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<category>Narrativa italiana</category>
<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 19:59:29 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Il calore del sangue, di Irène Némirovsky</title>
<description><![CDATA[<p><img src="http://www.adelphi.it/catalogo/media_ris/2312_r.jpg" alt="la copertina del libro">di <a href="http://cletus19.blogspot.com">cletus</a><br></p>

<p>Domenica scorsa. Sole pallido, giornata ventosa. Pranzo, piazzo la sdraio in giardino (debitamente coperto da autan), metto sul pc una compilation di brani di Joni Mitchell dalle elementari ad oggi, spengo tutti i telefoni, e come una lucertola mi appresto alla lettura di questo volumetto.</p>

<p></p>

<p>E’ bello questo lavoro della Némirovsky, e ha una storia sofferta. Scritto durante l’esilio parigino, quando già il presentimento della deportazione era forte nell’aria, mentre la scrittrice si trovava a Issy-l’Eveque, lasciato incompiuto fino ad un paio d’anni fa, quando la figlia, <a href="http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=11&sez=120&id=26135">Denise Epstein</a>, rinviene casualmente i manoscritti con la parte finale, regalandolo (è il caso di dirlo) ai suoi ammiratori.<br />
</p>]]></description>
<link>http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/10/il_calore_del_s.html</link>
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<category>Narrativa francese</category>
<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 12:51:55 +0100</pubDate>
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<item>
<title>Centro commerciale, Mario Favini</title>
<description><![CDATA[<p>di <a href="http://paolocacciolati.blogspot.com">Paolo Cacciolati</a></p>

<p><img alt="centro_commerciale_1.jpg" src="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/immagini/centro_commerciale_1.jpg" width="118" height="175" /hspace=4 vspace=4 align=left><br />
Prima che la crisi colpisse anche i supermercati, quando i centri commerciali erano luoghi animati e pullulanti la vita, a quei tempi c’era chi amava farsi passare la tristezza passeggiando tra i banconi, osservando i consumattori  inscenare le infinite repliche della commedia delle merci, a quei tempi c’era persino chi, come una mia amica, sosteneva che trascorrere alcune ore in un ipermercato producesse effetti lenitivi della depressione.</p>]]></description>
<link>http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/10/centro_commerci.html</link>
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<category>Narrativa italiana</category>
<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 14:49:24 +0100</pubDate>
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