03.03.08

Ho voglia di Fringberger

fring.jpg di Toni La Malfa

L'immagine di questo cavalcavia mi ha riscaldato il cuore. Persino i "cavalcavia-writers", dunque, stanno rivolgendo la loro attenzione alla riscoperta di questo mito letterario del nostro tempo. E anch'io, lo ammetto, ho voglia di Fringberger. Ho voglia della sua competenza, al cospetto delle chiacchiere da salotto approssimative e becere che ormai insozzano le televisioni, tanto per fare un esempio.
Ho voglia di Fringberger e della sua essenzialità, del suo modo diretto di soffermarsi sui nodi fondamentali, sulle questioni improrogabili della nostra esistenza. A questo proposito vi devo raccontare un fatto.
Ma procediamo con ordine.

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Pubblicato da Toni alle 10:44 | Commenti (10)

20.04.07

Intervista ad Alex Fringberger

di cletus

Clicca qui per leggere tutti gli articoli su Alex Fringberger pubblicati nella BottegaProprio vero che la fortuna aiuta gli audaci. Era da tempo che non sentivo il mio amico G.C., uomo di robuste letture e fine letterato. G.C. ha libero accesso agli angoli più reconditi della prestigiosa Biblioteca Gregoriana, in Roma, ed è stato proprio grazie a lui che ho potuto attingere, con la clausola della consultazione in loco, ad un minuscolo phamplet, concernente un'intervista (ma gli storiografi più maliziosi insinuano si tratti piuttosto di un'auto-intervista) dell'insigne Alex Fringberger.

Cosi, ad ore antelucane G.C. mi conduce negli austeri locali della Biblioteca e pregandomi di attenderlo, poco dopo torna col prezioso volumetto, lasciandomi solo nell'angusta saletta, da dove la luce dell'alba penetra solo da una minuscola finestra.

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Pubblicato da Cletus alle 07:58 | Commenti (3)

04.04.07

Appunti per una teoria del tubo, di Alex Fringberger

di Paolo Cacciolati

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In ospedale ci si può anche annoiare.
Dopo l'orario delle visite guardavo dalla finestra. Le teste di quelli che camminavano nel parcheggio di sotto, vedere se passavano i miei.
Oltre il parcheggio c'era una grossa rotonda dal traffico circolarmente frenetico. Oltre la rotonda un parco battuto da gente di corsa con o senza cane. Oltre il parco un fiume percorso da canottieri torniti. Oltre il fiume una sponda popolata da imbarchini, di giorno gelatai assediati da bambini, la sera localini ingentiliti da fanciulle a braccetto dei loro omini.

In ospedale per non annoiarsi e per non pensare ad altro non resta che leggere.
Io che non mi ero preparato al ricovero, cercavo libri nel reparto.
Nell'anticamera della caposala c'erano due scaffali a parete.
In uno, romanzetti Harmony farciti con libri di Ken Follett, Patricia Cornwell, Giorgio Faletti.
Nell'altro, tre edizioni della Sacra Bibbia, qualche manualetto di storia, alcuni compendii di medicina per tutti e in fondo un tomo foderato con carta di giornale ingiallita.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 13:40 | Commenti (9)

27.03.07

Le storie delle traiettorie, di Alex Fringberger

di Cletus



L'altro giorno, ero in centro a fare due passi, sono entrato nel Reimanders di Piazza San Silvestro, e siccome non avevo molto da fare, mi sono messo a cercare fra le migliaia di testi li conservati, qualcosa di Alex Fringberger.

Ho trovato questo suo testo, che sulle prime, avendo sulla copertina un simbolo simile a quello della massoneria, compasso cerchio e quant'altro, ho pensato fosse un manuale di quell'allegra combriccola, si è rivelato invece essere un agile compendio di geometria.

Esperto anche in questa materia, Alex Fringberger si spende per le prime duecento pagine in un'escursus fra i teoremi più famosi, da quello di Pitagora a quello di Euclide, via via fino ai più evoluti come quello di Colhn Graham Straat, che, come noto, ha costituito una base imprescindibile per lo sviluppo della tecnologia balistica, dal secondo dopoguerra ad oggi.

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Pubblicato da Cletus alle 10:06 | Commenti (6)

11.03.07

La perdita delle proprie radici, di Alex Fringberger

di Toni La Malfa

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A noi piace ricordarlo così, in questa tenera foto d'infanzia.
Quel luminoso sorriso, ignaro delle delusioni che gli avrebbe riservato il futuro, sicuro dei suoi mezzi. Indiscutibilmente, i mezzi - e le relative concretizzazioni di questi - non gli sarebbero mancati: dentista, ornitologo, scrittore. Ma in quest'ultima veste Alex non ce la fa ad emergere, nessuno oggi si ricorda più dei suoi scritti, ed è proprio quest'ambito, la scrittura, lo spazio che più lo coinvolge, lo emoziona, in una parola lo fa sentire vivo.
In questa dimensione emerge la fragilità di Alex, che non accetta, non comprende il fatto di non essere dalla moltitudine né letto, né ascoltato, fino all'estremo gesto. Di tutto questo se ne parla anche nell'ultimo numero di Stilos apparso il sei marzo scorso in edicola, in un articolo a firma di Giulio Mozzi.
Con il passare dei giorni nei salotti letterari la curiosità di sapere qualcosa di più su Alex Fringberger assume il carattere di necessità. Quanti, viene da chiedersi, quanti libri ha scritto il nostro genio misconosciuto? Comincio a dubitare sulla veridicità della testimonianza della moglie, apparsa di recente in un commento: la signora parla di cinque suoi libri in giro per i remainders, più i due che in quel tempo erano già stati scovati dalla bottega di lettura, in tutto fanno sette potenziali capolavori. Ma in poche settimane, dal momento in cui Fringberger è prepotentemente tornato - ahimé, postumo - a far parlare di sé, sono già stati rinvenuti quattro libri; non so, ho l'impressione che la memoria della consorte - comprensibilmente sconvolta per le tragiche circostanze della morte di Alex - faccia difetto, forse la sua produzione letteraria è stata ben più ampia, lo speriamo vivamente.
Al momento, concedetemelo, è un ragionevole dubbio. Nel frattempo vi regalo una certezza: mi onoro di aver scoperto il suo quinto capolavoro, in quel di Venezia.
Ma procediamo con ordine.

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Pubblicato da Toni alle 10:22 | Commenti (8)

28.02.07

Alex Fringberger, Economia domestica comparata, con particolare attenzione a metodiche e pratiche casalinghe nelle isole Galappos, facilmente adattabili al mondo occidentale

In un vicino giorno di similprimavera avevo un appuntamento clandestino e trasgressivo a Porta Portese. Lui era uno sconosciuto che mi accingevo a conoscere, tra una folla di sconosciuti che sarebbero rimasti tali, salvo qualche collega di ufficio e amico di famiglia, che inevitabilmente si incontra in luoghi così anonimi, soprattutto quando vuoi passare inosservata. Dopo la difficoltà del riconoscimento, troppe giacche di velluto nero, troppi uomini più alti di me di una spanna, sopravviene la inevitabile delusione, visto che di terni al lotto ne ho all’attivo ben pochi (ed è per questo che ancora esco di casa alle sette di mattina tutti i giorni lavorativi). Con un ultimo sguardo di rimpianto ad una certa giacca nera il cui indossatore non era niente male, mi incammino, già che ci siamo, con il quasi sconosciuto accompagnatore tra le bancarelle. Mentre lui si dedica ad ami da pesca e relative esche sacrificali, e questo basterebbe per fingere un improvviso malore o un impegno urgente, il mio occhio si posa su una bancarella di libri nuovi però a metà prezzo. Ne punto due: “La cucina macrobiotica zen”, che ancora oggi reputo uno dei migliori acquisti della mia vita, a parte il capitolo sul pesce, scritta da Michel Abehsera, marocchino macrobiotico residente in Francia e “Economia domestica comparata, con particolare attenzione a metodiche e pratiche casalinghe nelle isole Galappos, facilmente adattabili al mondo occidentale”.

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Pubblicato da Pamela Canali alle 21:48 | Commenti (3)

25.02.07

Alex Fringberger, I segreti delle cabine elettorali

di giuliomozzi

[Qui sotto: un ritratto di Alex Fringberger in età giovanile]

Alex Fringberger. Un ritratto giovanileNon avrei mai immaginato che tra i frequentatori abituali della Bottega di lettura ci fosse anche Renato Mannheimer, il direttore dell'Istituto di studi sulla pubblica opinione di Milano ben noto al grande pubblico per i suoi articoli nel Corriere della sera e le partecipazioni a programmi televisivi. Ebbene: l'altra mattina un corriere mi ha recapitato un pacco. Dentro c'era la fotocopia di un'opera finora a me ignota di Alex Fringberger: I segreti delle cabine elettorali. E una breve lettera:

Caro Mozzi, sono lieto che anche lei e i suoi collaboratori siano entrati nel novero degli ammiratori di Alex Fringberger, del quale per parte di madre mi onoro di essere lontano parente. Poiché possiedo un esemplare di questa sua opera - che, per curiosa coincidenza, concerne proprio il mio ambito di studi -, mi pregio di fargliene omaggio. Si tratta solo di una fotocopia, come vede: ma lei capirà come sia umanamente impossibile, per me, distaccarmi dall'originale. Cordiali saluti, eccetera.

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Pubblicato da giuliomozzi alle 22:45 | Commenti (7)

21.02.07

L'ornitologia, oggi di Alex Fringberger

di Cletus


Ho comprato questo libro, su una bancarella dell'usato, incuriosito soprattutto dal titolo e dalla copertina, rigorosamente nera con caratteri in rosa shocking. Sulle prime ho pensato potesse trattarsi di un volume con tante fotografie, utile per le ricerche di mia figlia.

Grande è stata la mia sorpresa, iniziandolo a leggere, perché a giudicare dalle scarne note di copertina Alex Fringberger, mi sembrava un nome familiare, e infatti era l'autore anche dell'altro trattato "Le storie delle Protesi", già qui recensito.


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Pubblicato da Cletus alle 07:57 | Commenti (10)

24.01.07

Le storie delle protesi, di Alex Fringberger

di cletus

Ho trovato questo libro su una bancarella dell'usato, E' stata una vera sorpresa, perché ammetto di averlo preso, incuriosito soprattutto dal titolo e dalla copertina, completamente nera opaca a caratteri bianchi.

L'autore un tale Alex Fringberger, recitano le scarne note nella quarta di copertina, ha lavorato per anni in un importante reparto odontoiatrico di un nosocomio Olandese.

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Pubblicato da Cletus alle 15:44 | Commenti (5)