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16.08.07
Il discorso che fabbrica l'arte
di giuliomozzi
Mercanti d’aura. Logiche dell’arte contemporanea (il Mulino 2006, pp. 285, ill., 18 euro) è un bel saggio divulgativo di Alessandro Dal Lago (sociologo, docente di Sociologia dei processi culturali presso l’Università di Genova) e Serena Giordano (illustratrice e scenografa, docente di Immagine e comunicazione presso l’Università di Genova). L’intento del saggio è spiegare come, nel Novecento, il discorso sull’arte abbia preso definitivamente il sopravvento sulla fisicità dell’arte. Le opere d’arte non sono tali di per sé, per loro caratteristiche “verificabili” (sono fatte di certi materiali, hanno certi soggetti ecc.), ma “diventano arte” – se lo diventano – grazie ai discorsi che vengono allestiti attorno ad esse da critici, mercanti, curatori di musei, nonché dagli stessi artisti.
Il punto di partenza è, inevitabilmente, l’orinatoio di Marcel Duchamp. Si tratta di un semplice orinatoio – di un prodotto di serie – che nel 1917 Duchamp espose, capovolto, titolato «Fontana» e firmato «R. Mutt» in una mostra d’arte. È evidente che in quell’oggetto non c’è alcun “lavoro dell’artista”, se non il lavoro di presentarlo come se fosse un’opera d’arte: c’è, appunto, un “lavoro di discorso”; e c’è un “lavoro di potere”, in quanto un discorso ha bisogno, per affermarsi, di essere sostenuto da soggetti autorevoli.
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Pubblicato da giuliomozzi alle 16:01
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25.09.06
L'invention du quotidien (Michel de Certeau, Luce Giard, Pierre Mayol)
Ma: forse non e' il massimo, parlare di un'opera avendone letto solo il secondo volume. D'altra parte posso dire di aver fatto il possibile per leggere anche il primo, e che solo quei pasticcioni di alapage.com, che evidentemente promettono piu' di quanto sappiano mantenere, me l'hanno finora impedito (ma io resto in speranzosa attesa). Comunque, L'invention du quotidien (L'invenzione del quotidiano, nel senso di vita quotidiana - non di giornale) di Michel de Certeau, Luce Giard e Pierre Mayol mi sembra, per la meta' che ne ho letta, un libro interessante e istruttivo (l'edizione oggi in commercio, in due volumi, nella collana economica Folio di Gallimard, e' stata aggiornata e integrata da Luce Giard e Pierre Mayol, ed e' preferibile all'edizione originale del 1980).
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Pubblicato da giuliomozzi alle 04:46
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31.08.06
Paolo Jedlowski, Storie comuni
di giuliomozzi
Storie comuni di Paolo Jedlowski, sottotitolo: Le narrazioni nella vita quotidiana (Bruno Mondadori, pp. 207) è uno di quei libri che – come diceva quello – quando hai finito di leggerli ti viene voglia di alzare il telefono e chiamare l’autore per fare quattro chiacchiere: non necessariamente attorno all’argomento del libro, ma così in generale, perché ti pare che avere quella persona come amico non sarebbe male, potrebbe migliorare la tua vita.
Io veramente l’ho un po' confusamente, a pezzi e bocconi, in una settimana con troppe cose da fare e con troppi viaggi corti e interrotti. Per leggere bene, mi ci vuole un bel viaggio in treno, almeno un paio d'ore. Fortuna che Storie comuni è diviso in tanti capitoletti brevi, così è più facile mollare e ripigliare il filo.
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Pubblicato da giuliomozzi alle 16:07
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