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24.07.07
Il crollo delle aspettative. Scritti insurrezionali su Milano, di Luca Doninelli

di Giorgio Fontana
Gioco degli aggettivi. Milano: crudele, piovosa, grigia, industriale, ipocrita, finta, falsa, costosa, fighetta, decaduta, superficiale, inquinata, cattiva, brutta, palazzona, modaiola, incamminabile.
Milano. Questa città mi ossessiona da sempre — ci ho gravitato attorno per anni, passato la tarda adolescenza e la giovinezza con rapide incursioni, l’ho navigata in auto da cima a fondo, fra poco più di un mese mi ci trasferirò. E per Milano ho sempre provato una forma viscerale d’odio e disprezzo, che però sapevo essere in parte figlia di un luogo comune. Il mio odio si fermava lì, alla superficie, ai commenti vomitati con rabbia, sotto la pioggia, di fronte alle birre da cinque euro e oltre, di fronte a una città perbenista e invivibile, che quasi azzera il grado di sopravvivenza. Ma non sono mai stato in grado di analizzarlo correttamente, trovarne le motivazioni profonde. Finché non ho letto questo libro.
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Pubblicato da Giorgio Fontana alle 17:57
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15.11.06
Il gioco grande. Ipotesi su Provenzano (2006)
di Tonino Pintacuda
La quarta di copertina del libro “Il gioco grande - Ipotesi su Provenzano” di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza non consente fraintendimenti: “finora ci hanno raccontato la «favola» della mafia a una dimensione, culminata nella storia minimalista di Provenzano. I segnali cifrati che filtrano dalle cronache ci dicono però che Provenzano è qualcosa di diverso, qualcosa di più: l’attore di un gioco grande, di una strategia eversiva che ha portato l’Italia per l’ennesima volta sull’orlo del golpe”. La mafia non è un sistema monodimensionale: agisce e prospera in mezzo ad altri sistemi che, sottotraccia, attraversano tutta la nostra società.
Il titolo ricalca la celebre frase del giudice Falcone:
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Pubblicato da Tonino Pintacuda alle 16:30
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20.06.06
Gomorra, Roberto Saviano
di Demetrio Paolin
Ca’intra non vuristi nenti.
E’ come se mi fossi svegliato, ripetendomi queste parole. A risvegliarmi dal sonno è il libro di Roberto Saviano Gomorra (Mondadori). Lo dico subito, così poi posso mettermi a fare i miei giri soliti, che questo è un libro bello e importante, dove si raccontano e narrano fatti di verità con uno stile asciutto eppure potente. Quello di Saviano è il romanzo dell’esistenza nuda, dove ogni cosa si riduce a profitto e perdita, vita e morte, amico nemico. Coppie dicotomiche, che si scontrano, cozzano come in una battaglia che l’autore descrive senza mai perdere lucidità (ogni episodio è corroborato da prove) e pietas. Questa duplice tensione ci consegna un libro, che non è solo un reportage degno del miglior giornalismo investigativo, ma anche un’opera di letteratura di primissimo piano.
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Pubblicato da Demetrio Paolin alle 15:58
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26.04.06
Non pensare all'elefante! di George Lakoff
di brekane
Direttamente dal Medioevo, il mio professore di retorica disse, più o meno: «Questi americani...» Era un uomo basso e decrepito, brillante, anche se parecchio distratto. Aveva dei problemi con i nomi. Tutti i nomi. Se parlava di Aristotele o di Platone, diceva "Aristotele" quando intendeva Platone e "Platone" quando intendeva Aristotele. «... con la scusa che non hanno una storia, alle volte ci azzeccano». Sventagliava un libro che ci aveva messo in bibliografia, Metafora e vita quotidiana, di George Lakoff e Mark Johnson.
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Pubblicato da brekane alle 17:22
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27.03.06
Giuseppe Bascietto: Stidda
di Mauro Mirci
Nella particolare tassonomia delle mafie, quattro sono gli esemplari universalmente noti: Cosa Nostra, la Camorra, la 'Ndrangheta e la Sacra Corona Unita. Più recentemente, grossomodo dalla metà degli anno '80 in avanti, si è affermato un nuovo esemplare di Mafia. Nasce nell'agrigentino, per opera di Giuseppe Croce Benvenuto e Salvatore Calafato, per la precisione a Palma di Montechiaro. Ma vuole la leggenda che il nome sia legato alla patrona di Barrafranca, in provincia di Enna: la Madonna della Stella.
E appunto la Stidda (Stella) viene detta la Quinta Mafia, come recita il sottotitolo del libro del giornalista vittoriese Giuseppe Bascietto.
Ci sono due modi possibili di leggere questo libro. Mantenendo un punto di vista esterno, distaccato, senza coinvolgimento emotivo, come mera enumerazione e descrizione di fatti di cronaca siciliana.
Oppure questo libro può essere letto con la partecipazione di chi vive nei luoghi di cui si racconta, e non riuscirebbe a mantenere un atteggiamento distaccato neanche se lo volesse.
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Pubblicato da Paroledisicilia alle 17:18
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18.03.06
La grande rivoluzione del XX secolo
di Roberto Tossani
Ciò che manca essenzialmente alla donna d'oggi per fare delle grandi cose è l'oblio di se stessa: ma per dimenticarsi bisogna prima essere solidamente sicuri di essersi definitivamente trovati.
SIMONE DE BEAUVOIR, Esiste la donna?, Gallimard 1949, il Saggiatore, Milano 1976, p. 253
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Pubblicato da Roberto Tossani alle 06:50
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