Intervista ad Andrea Bergamini, su "Paradiso Amaro" di Afrika
di Federico
“Paradiso amaro” di Afrika è un libro che sussurra.
Ti chiede docilmente di prenderti cura di lui. Ti si siede in braccio, ti seduce, per farti stare dalla sua parte. Quando l’ho terminato ero estremamente emozionato, direi quasi nervoso, perché avevo fretta di parlarne con qualcuno, avevo fretta di regalarlo, di prestarlo.
Leggerlo significa accettare una missione, arruolarsi nell’esercito pacifico di lettori che credono nella Letteratura, e nell’eternità di certe pagine.
Io ve ne devo parlare. Io vi devo dire di leggerlo, perché in questi tempi di guerre dovete allargare il vostro spirito, dovete essere pronti a contenere l’orrore senza smettere di sperare. Dovete saper riconoscere l’amore in tutto quello che muore. Non è facile, ma bisogna sporcarsi gli occhi, ingolfarsi il cuore per essere nel tempo.
Questo romanzo non è nostalgico, non è un documento. Non è un romanzo che vi spaventerà. Non vi colpirà allo stomaco con la sua crudeltà. Non cercherà di spiegarvi la follia umana.
Lavorerà per sottrazione: annienterà il vostro immaginario, non vi permetterà di cercare un colpevole, vi sgriderà quando vorrete piangere.
Vi denuderà. Vi lascerà avvolti in una coperta calda, che è la vostra compassione, che vi peserà addosso tanto sarà incontrollabile la voglia di scaldarci dentro le persone che amate.
In una vineria di Roma, ho incontrato Andrea Bergamini, l’editore che ha il merito di aver importato questo libro miracoloso e di averlo tradotto e pubblicato.
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Pubblicato da Federico alle 21:46 | Commenti (1)