Racconti di adulteri disorientati, Juan Josè Millàs,
di Paolo Cacciolati
La chick-lit adulteri esiste. Eccome. E’ un gomitolo che si dipana a ritroso nel tempo, prima che si avesse il solo sospetto del termine chick-lit, prima anche di Madame Bovary, fino ad arrivare alla mitologia delle scappatelle degli antichi dei. Ed è una saponetta che conduce a scontate scivolate nel ridicolo, come ha fatto recentemente, in materia di chick-lit adulteri very very vip, pure un quotidiano nazionale.
Eppure Racconti di adulteri disorientati, nonostante il titolo, non appartiene al generone di letteratura da buco della serratura. Quel generone in cui si potrebbero inserire anche campioni di vendite degli ultimi anni, come Non ti muovere, dove l’adulterio è onanizzato in presa diretta soggettiva, e l’adultero sviscerato nei suoi turpi desideri, indagato nelle sue turpissime azioni, e infine punito con il mesto ritorno nell’altoborghese ovile familiare. Il tutto con lo stile del libro confezionato per smerciare la milionata di copie più film fatto in famiglia.
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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 13:35 | Commenti (4)