14.07.08

La ragazza di Vajont, di Tullio Avoledo

di giuliomozzi

laragazzadivajont.jpgLa prima cosa che mi vien da dire è che, per quanto mi riguarda, adesso Tullio Avoledo potrebbe anche smettere di scrivere romanzi. La ragazza di Vajont (che mi pare essere una sorta di seguito ideale dello Stato dell'unione, anche se narrativamente non c'entra nulla) è un libro definitivo e finale.

La seconda cosa che mi vien da dire è che il titolo La ragazza di Vajont non mi convince, mentre mi pare che il titolo vero del romanzo sia a pagina 15: La volpe della memoria e quella vera.

La terza cosa che mi vien da dire è che in Einaudi qualcuno deve aver deciso che i libri di Avoledo devono avere in copertina una figura di spalle. Così fu per Tre sono le cose misteriose, così fu per Breve storia di lunghi tradimenti (con un'impressionante somiglianza tra l'uomo in copertina e Avoledo stesso), e così è per La ragazza di Vajont.

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Pubblicato da giuliomozzi alle 15:47 | Commenti (1)

03.07.08

Enzo Siciliano: La principessa e l’antiquario (1980)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Enzo Siciliano

Quando il 9 giugno del 2006 fu annunciata la morte di Enzo Siciliano, la mia memoria rievocò, ancora una volta meccanicamente allorché sento pronunciare il suo nome, le immagini care che ho conservate di lui. Non è possibile per me ricordarlo diversamente. Erano gli anni in cui alla televisione andava in onda, curato da Leone Piccioni, un programma culturale straordinario, che si chiamava "L'Approdo", una testata che disponeva di un comitato direttivo di prim'ordine, tra cui spiccavano artisti del calibro di Riccardo Bacchelli, Carlo Bo, Roberto Longhi, Giuseppe Ungaretti. Avevo 21 anni allorché nel febbraio del 1963 iniziò il lungo ciclo di trasmissioni destinato a durare fino al dicembre del 1972.

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23.06.08

La prima notte, di Raul Montanari

di Paolo Cacciolati
LAPRIMANOTTEFOTO.jpg
Le uscite del nostro orticello letterario quest’anno sembrano essere dominate da due soli protagonisti: new epic o donne.
Da questa dicotomia avanza poco, così non mi stupisco se anche un autore come Raul Montanari si sia, per così dire, "allineato", scegliendo per il suo nuovo romanzo il topos “donna”, centrando il libro su una figura femminile, Irene, che domina tutta la vicenda ed è la principale voce narrante.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 07:11 | Commenti (0)

20.06.08

Guido Cavani: “Zebio Còtal” (1961)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Guido Cavani-Zebio Còtal

È stato il mio conterraneo Vincenzo Pardini, che mi onora della sua amicizia, a consigliarmi la lettura di questo romanzo e di questo autore che non conoscevo.
Nato a Modena nel 1897, Guido Cavani fa il tipografo, poi entra a lavorare presso il Comune di Modena. Ama la letteratura e vi si dedica da autodidatta. Nel 1923 compare la sua prima raccolta di poesie: “Liriche campagnole”, a cui fanno seguito: “Lumi di sera” (1940); “Solitudini” (1950); “Misericordia del tempo” (1954); “Nei ritorni a me stesso” (1960); nel 1958 esce il romanzo che darà all’autore vasta notorietà, “Zebio Còtal”, ristampato da Feltrinelli nel 1961 con prefazione di Pier Paolo Pasolini, che portò lo sconosciuto autore all’attenzione del mondo letterario; nel 1967 (l’anno della sua morte) esce la raccolta di racconti “Racconti in penombra”. Collabora anche alle riviste “Paragone” e “La fiera letteraria”.
Scrive Pasolini nella sua prefazione: “abbiamo avuto una breve corrispondenza: la sua calligrafia era quella di un vecchio-bambino, malata e diligente.”

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 08:02 | Commenti (0)

09.06.08

Silenzi Vietati, Francesco Caccamea

di Demetrio Paolin

Caro Francesco, ti scrivo come se fosse una mail, ma in realtà questa sarebbe una recensione, anzi una lettura, a me le recensioni non piacciono, del tuo libro Silenzi Vietati (Avigliano). Allora sgomberiamo il campo, così arriviamo al centro del mio discorrere.
Il libro mi è piaciuto.
Io credo che a salvarti sia stata proprio la scelta di farne un romanzo epistolare e la scelta di usare come “tu”, una persona reale, vera e conosciuta. Anche a me sarebbe piaciuto farlo, ma l’unica persona a cui vorrei mandare delle lettere è Paolo di Tarso, ma lui è nel terzo cielo.
Comunque.

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Pubblicato da Demetrio Paolin alle 14:49 | Commenti (0)

02.06.08

Franz Krauspenhaar: Era mio padre (2008)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Franz Krauspenhaar

Il 21 maggio 2008 ho conosciuto a Firenze, al Gabinetto Vieusseux, Franz Krauspenhaar, spigliato, disinvolto, coi suoi occhi azzurri che sprigionano simpatia e gioia. Così lontana la sua fisicità dall’immagine di irrequietezza e ribellione che emerge dai suoi romanzi, sempre sanguigni, appassionati, portatori di una verità contorta, rivelatrice di un malessere segreto che ancora la scrittura non è riuscita a vincere del tutto.
Ora tocca a “Era mio padre” raccogliere questa eredità e una tale sfida.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 23:27 | Commenti (18)

23.05.08

Bonaventura Tecchi: "Gli egoisti" (1959)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Bonaventura TecchiMorto nel 1968, all'età di 72 anni, lo scrittore, docente di letteratura tedesca presso l'università di Roma, è stato, oltre che narratore, saggista, elzevirista (l'ultimo elzeviro, intitolato "Tre nipotini", apparve postumo sul "Corriere della sera" il 7 aprile 1968 - era morto il 30 marzo dello stesso anno) e un germanista molto apprezzato. Purtroppo, come altri, anche lui si trova nel novero degli autori quasi del tutto dimenticati. Il suo nome mi richiama alla mente un altro bravo autore, del pari fine germanista, oggi caduto nell'oblio: Italo Alighiero Chiusano. Resta davvero un mistero come taluni artisti, capaci di scrivere testi ancora validi e stimolanti, possano essere dimenticati, mentre altri, meno bravi, riescano a sopravvivere attraversando quelle nefaste mode letterarie che si susseguono, quasi sempre capricciose e inconcludenti, negli anni.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 18:49 | Commenti (0)

09.05.08

Le libere donne di Magliano, Mario Tobino

di Ramona

Mario Tobino

Può succedere. Parti per qualche giorno, non hai molto spazio in valigia, ti porti dietro solo un libro da leggere in treno. In teoria dovrebbe bastare per andata e ritorno, ma a metà dell’andata lo hai già finito. Così, quando arrivi a destinazione e hai da occupare qualche ora, senti che sei in astinenza da lettura e giri per una casa che non è la tua, cercando qualche pagina da tenere di nuovo fra le mani.
È stato così, per una crisi di astinenza da lettura, che in quella casa ho sentito il richiamo, unico, fra le decine di libri impilati su una sedia.
Per curare la mia crisi stavolta ho scelto, o forse mi ha scelta, un autentico specialista: Mario Tobino, lo psichiatra scrittore.
Un dottore dell’anima, per il mio avido bisogno di parola scritta.

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Pubblicato da Ramona alle 15:49 | Commenti (7)

03.05.08

Era mio padre, di Franz Krauspenhaar

di Paolo Cacciolati

eramiopadresmall.jpg
Se ci fosse uno strumento per misurare la tensione morale presente in un libro, l’intensità emotiva del suo autore, bene, nel caso di Era mio padre questa sorta di amperometro schizzerebbe alle stelle, con la lancetta a sobbalzare frenetica sulle tacche rosse del fine scala.
Un’intensità emotiva che non è possibile descrivere o filtrare, si può solo lasciar passare, come la mia scelta di far passare più testo possibile in questa lettura.
Ecco Krauspenhaar partire subito all’attacco, in apertura, con una sorte di furente dichiarazione programmatica rivolta al lettore:

voglio che vedi cosa c’è sotto la terra che calpesti, voglio che senta che sto parlando anche di te, perché un padre l’hai avuto anche tu, forse lo hai ancora. Voglio regalarti uno sguardo molteplice, un occhio febbrile sulle cose. Devi affondare con me e con lui.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 00:24 | Commenti (22)

01.05.08

Roberto Michilli: Fate il vostro gioco, 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Fate il vostro gioco

Fernandel editore
Questo romanzo viene dopo “Desideri”, pubblicato sempre da Fernandel nel 2005.
Il caso e la passione del rischio – l’azzardo – sono messi dall’autore sotto una lente di ingrandimento per cercare di capire quanto taluni cosiddetti vizi siano ingovernabili dall’uomo e quanto sulla fortuna o la sfortuna giochi molto il caso, al di là e al di sopra, perciò, della nostra volontà e della nostra intelligenza: “ Non c’è modo di evitare questa soggezione al capriccio del caso.”; “una certa dose di rischio è ineliminabile dalla nostra esperienza umana, una larga parte della quale continuerà, a dispetto dei nostri sforzi per programmarla e pianificarla, a essere governata dal caso.”

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 12:58 | Commenti (2)

16.04.08

Quella notte a Dolcedo o la povertà di terra

[Leggi la lettura di Bartolomeo Di Monaco su Quella notte a Dolcedo]

di Demetrio Paolin

Marino MaglianiMarino Magliani con Quella notte a Dolcedo (Longanesi) fa una doppia operazione di scrittura. Si libera del fantasma di Biamonti e trova il cuore della sua poetica che è raccontare la terra e la povertà della terra. Magliani con il suo nuovo romanzo trova la giusta misura e si libera di alcuni difetti, minimi, che erano presenti in Quattro giorni per non morire e ne Il collezionista del tempo.

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Pubblicato da Demetrio Paolin alle 12:28 | Commenti (0)

14.04.08

Paolo Volponi: La macchina mondiale (1965)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Paolo VolponiLe contraddizioni della civiltà industriale furono vissute sulla propria pelle da questo autore sensibile, nato ad Urbino nel 1924 e morto ad Ancona nel 1994, che non mancò mai, lungo tutto l’arco della sua vita, di sperare e di sognare una convivenza non soffocata dall’avidità del denaro, ma nutrita da una solidarietà più partecipata e generosa, in ciò assimilando la lezione di Adriano Olivetti, di cui fu amico e dirigente aziendale.
Iniziò con i libri di poesia, uno dei quali, “Le porte dell’Appennino” (1960), si aggiudicò il Premio Viareggio.
Il primo romanzo “Memoriale” è del 1962; ad esso seguirono: “La macchina mondiale”, 1965, con il quale vinse il Premio Strega, “Corporale”, 1975, “Il sipario ducale”, 1979, “Le mosche del capitale”, 1989.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 12:36 | Commenti (2)

09.04.08

Il mondo deve sapere, di Michela Murgia, (e Tutta la vita davanti, di Paolo Virzì)

di Paolo Cacciolati

IL MONDO DEVE SAPERE.jpgL'effetto di un'antilope che improvvisamente ti attraversa la strada intanto che guidi distratto dalle fioriture umane della primavera.
E' più o meno così che si è proposto alla mia attenzione il confronto tra il romanzo Il mondo deve sapere e il film Tutta la vita davanti.

Perchè mi interessa tanto? E' solo per capire come da un buon libro sul lavoro (anche ma non solo precario) si sia arrivati a un ottimo film?
No, qui la faccenda che più mi intriga è che c’è una sorta di inversione di ruolo, quasi uno scambio di formato tra le due opere.
Il libro ha molto del documentario, se non erro è originato dai post scritti dall’autrice sul suo blog, racchiude un orizzonte fatto di flash e visioni concentrate sul microcosmo truffaldino della società K., la famigerata azienda che propina similaspirapolveri, società per la quale la protagonista ha avuto la fantastica opportunità di lavorare.
Nel film invece c'è molto più “romanzo”, c’è intreccio e sviluppo delle vicende personali dei protagonisti. Insomma, c’è più storia nel film, è più romanzo il film del libro.

Il mondo deve sapere più che un romanzo pare uno scorcio di autobiografia romanzata, ma da non confondersi con l'autofiction, termine introdotto nel 1977 da Serge Doubrovsky e che ormai identifica un "genere serbatoio" per le narrazioni dove l'esperienza stessa dell'autore diventa finzione.
E’ evidente che anche con questo libro si è alle prese con una trasversalità di generi e di formati, una via su cui sembra marciare compatta buona parte dell'ultima leva dei nostri narratori, trasversalità che ha fatto storcere il naso a più di un critico nostalgico del romanzo tradizionale.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 23:38 | Commenti (7)

31.03.08

Rodolfo Celletti, Viale Bianca Maria

di giuliomozzi

Rodolfo Celletti, Viale Bianca Maria "Come quello del Gattopardo, anche il dattiloscritto del presente romanzo ci pervenne un anno fa anonimo, tramite una signora. Un appunto a lapis della presentatrice, sulla copertina del malloppo - più di quattrocento pagine, ahimè! - avvertiva che autore di esso era un 'illustre musicologo': informazione, questa, che ci lasciò piuttosto indifferenti, data la nostra radicata convinzione hce almeno in Italia sia molto difficile mettere insieme qualcosa di veramente buono, in letteratura, da parte dei non letterati: camionisti, tranvieri, muratori, meccanici, ragionieri, ingegneri, medici, avvocati, e, perché no?, perfino musicologhi. Senonché, anche questa volta, la lettura della prima pagina del misterioso dattiloscritto bastò a incuriosirci, e a segnalarci, meglio di qualsiasi informazione supplementare, l'indubbia presenza di qualcuno: di uno, vogliamo dire, che ci sapeva fare". Così scriveva Giorgio Bassani curatore per Feltrinelli della sezione "I contemporanei" della "Biblioteca di letteratura", nel segnalibro (non firmato, ma sicuramente suo) infilato dentro il volume numero 23 della collana, ovvero Viale Bianca Maria di Rodolfo Celletti (1961).

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Pubblicato da giuliomozzi alle 10:22 | Commenti (3)

25.03.08

Marino Magliani: Quella notte a Dolcedo

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Marino MaglianiMagliani è uno scrittore a cui sono molto affezionato. Affacciatosi timidamente sulla scena letteraria, va a poco a poco affermando una personalità già matura e coinvolgente. Vive in Olanda da molti anni, da cui si allontana per tornare a far visita alla sua terra di origine, la Liguria.
Il romanzo è ambientato alla fine del Novecento con forti riferimenti all’ultima guerra mondiale.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 07:18 | Commenti (2)

11.03.08

Giuseppe Genna, Hitler

di Giorgio Fontana

hitlercovermedia.jpg

0. Dopo le precedenti letture di Paolo e di Demetrio, un punto di vista diverso. Dove si pongono alcune domande e dove si presentano parecchie perplessità.

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Pubblicato da Giorgio Fontana alle 18:43 | Commenti (21)

10.03.08

Intervista a Mattia Signorini

di Federico Miozzi
signorini.jpg Il tuo modo di scrivere, a distanza di anni, ha mantenuto una certa semplicità. Quali modelli di scrittura ti hanno influenzato nella scelta di questo stile?

Quando scrivo cerco di essere il più semplice possibile. Mi piace la bella pagina, che suona bene, credo nelle idee che traspaiono attraverso il racconto della storia. Quando ho scritto Lontano da ogni cosa ero avevo sempre vicino a me Sulla strada di Kerouac e Tokio Blues, Norvegian Wood di Murakami. La loro capacità di scrivere linearmente e di deviare all’ultimo momento con colpi di scena o impennate stilistiche mi affascinava molto.

Il tuo romanzo racconta la lotta esistenziale di una generazione narcotizzata, lontana da ogni cosa. Trapela però una voglia di riscatto che condiziona il tono della narrazione, a tratti feroce ed emozionale. Sei d’accordo?

Giusto, narcotizzata. Ma in mezzo al mucchio c’è sempre chi non lo è. E quelle persone, per tirarsene fuori, spesso devono fare grandi lotte, soprattutto con se stessi.

Continua a leggere "Intervista a Mattia Signorini"

Pubblicato da Federico alle 17:45 | Commenti (3)

05.03.08

Hitler, di Giuseppe Genna

di Demetrio Paolin

[Leggi nella Bottega, di questo stesso libro, la lettura di Paolo Cacciolati]

hitlercovermedia.jpgIl romanzo di Giuseppe Genna (Hitler, Mondadori) si presenta di per sé come un monstrum per il tema e il soggetto (la vita, la morte del dittatore tedesco), per i tempi di gestazione (10 anni), ma è anche un unicum, in quanto nessun altro scrittore ha tentato di narrare la vita di Hitler.

Continua a leggere "Hitler, di Giuseppe Genna"

Pubblicato da Demetrio Paolin alle 16:32 | Commenti (41)

29.02.08

Prima esecuzione, Domenico Starnone

[in questo periodo ho continuato a leggere romanzi e testi che hanno come filo conduttore gli anni Settanta. Molti di questi testi non sono entrati nella stesura finale di Una tragedia negata. Ho pensato che potesse essere interessante mettere qui i miei appunti di lettura di alcuni di questi libri. dp.]

di Demetrio Paolin

Mentre andavo scrivendo e componendo Una tragedia negata, più volte mi sono sorpreso a pensare che fosse la materia, gli anni ’70 e il terrorismo rosso e nero, a non essere adatta al romanzo. L’unico modo di scrivere un libro su questo argomento, pensavo, era partire dal fallimento di tali forme. Poi un giorno ho comperato Prima Esecuzione di Starnone (Feltrinelli) e leggendolo ho avuto la conferma della sensazione che m’aveva accompagnato nella stesura del mio libro.
Nel testo di Starnone assistiamo ad un cortocircuito, che avviene a pagina 18, dove leggiamo

Decisi di introdurre un spazio bianco dopo “azione sovversiva”. Lo feci non perché sentissi il bisogno diciamo estetico, ma perché di quelle ultime righe ultime righe non ero contento. Le lessi, le rilessi, la scontentezza aumentò.

Continua a leggere "Prima esecuzione, Domenico Starnone"

Pubblicato da Demetrio Paolin alle 15:38 | Commenti (1)

22.02.08

Marco Candida, Il diario dei sogni

di giuliomozzi

Il diario dei sogni di Marco Candida, edizioni Las VegasPer me è sempre difficile parlare dell'opera letteraria di Marco Candida. Non perché susciti in me impressioni, sentimenti o giudizi contraddittori: tutt'altro. Io ammiro Marco Candida, trovo che tutto ciò che scrive sia molto bello, molto importante, molto memorabile (nel senso che: non riesco a dimenticarlo), molto istruttivo. E dico "tutto ciò che scrive" per intendere i libri e i racconti, sì, certo, ma anche le email che ci scambiamo o gli articoli scritti magari al volo nel suo sito.
Marco Candida mi sembra una persona per la quale queste cose così ordinarie e alla portata di tutti - il parlare, lo scrivere - sono infinitamente problematiche. Non perché Marco Candida non riesca o non sia capace di parlare o di scrivere (tutt'altro), ma perché ogniqualvolta ascolto Marco Candida o leggo qualcosa che Marco Candida ha scritto, ho una visione.

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Pubblicato da giuliomozzi alle 21:03 | Commenti (4)

Anna Banti: Artemisia (1947).

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Anna BantiUna particolare attenzione ha dedicato questa autrice alla condizione della donna nella storia e "Artemisia" è in questo senso una delle opere più riuscite. Numerosa la bibliografia. Ci limitiamo a segnalare i lavori più importanti: "Itinerario di Paolina", 1937; "Il coraggio delle donne", 1940; "Sette Lune", 1941; "Le monache cantano", 1942; "Le donne muoiono", 1951; "Il bastardo", 1953; "La casa piccola", 1961; "Le mosche d'oro", 1962; "Campi Elisi", 1963; "Noi credevamo", 1967; "un grido lacerante", 1981. Saggista, ha scritto, tra l'altro: "Matilde Serao", 1965, e "Lorenzo Lotto", 1978.
Sposata con il noto critico letterario Roberto Longhi, fondò insieme con lui la rivista "Paragone".

Continua a leggere "Anna Banti: Artemisia (1947)."

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 09:42 | Commenti (0)

01.02.08

hitler, di Giuseppe Genna

di Paolo Cacciolati

[Leggi nella Bottega, di questo stesso libro, la lettura di Demetrio Paolin]

hitlercovermedia.jpgIl paese di mia madre si chiama Borgo S. Dalmazzo, quartieri residenziali, villette e fabbrichette, il centro storico addensato lungo la statale che sale verso il Colle di Tenda, come un trampolino per la Francia. La ferrovia che si affianca alla strada, bucando la montagna.
Nel paese c’è anche una piccola stazione, con le porte di legno e gli altoparlantini tondi che gracchiano ai treni da e per Cuneo. Oltre la stazione, su un binario morto, è parcheggiato un vagone dalle lamiere rosate, contornato da una passerella di ferro.
In occasione del Giorno della Memoria la passerella ospita ghirlande, corone, e autorità variegate che pronunciano alti discorsi. Per il resto dell'anno il vagone è lasciato in pace, i viaggiatori sui treni per la Costa Azzurra gli riservano al massimo qualche occhiata distratta. Guardano e passano oltre.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 11:48 | Commenti (8)

06.01.08

Mattia Signorini: Lontano da ogni cosa (2007)

di Bartolomeo Di Monaco [tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco] Salani editore Mattia SignoriniDopo "Severo American Bar", uscito nel 2004 per PeQuod, il giovane scrittore veneto, nato nel 1980, si presenta al pubblico dei lettori con questa seconda opera narrativa. Vi si raccontano le vicende di alcuni giovani di oggi. È Stefano Bersani che ne parla, che si è trasferito a Padova con un amico pittore, Alberto Lari, e insieme frequentano l'università. Ad una festa incontrano Chiara Valentini, una ragazzina "tutta piccola e perfetta", che diventa la compagna di Alberto.

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05.01.08

Antonio Errico: Viaggio a Finibusterrae (2007)

di Livio Romano

Manni editori

Viaggio a FinibusterraeDel Fenomeno Salento si parla troppo e dei salentini che si parlano addosso francamente non se ne può più. Sembra concordare con questo assunto Antonio Errico che, nel suo ultimo libro, Viaggio a Finibusterrae edito da Manni, a pag. 75 urla contro coloro i quali operano “reductiones ad unum” quando, per stigmatizzare la poetica dei nostri maggiori poeti, invocano un auspicato e mai avvenuto superamento della “nostalgia dei muretti a secco e del mare”. Come se la grandezza dei Bodini, Ercole D’Andrea, Comi, Toma, Verri, De Donno non fosse piuttosto da rintracciare nell’affannosa ricerca linguistica e di senso che ha reso la loro poesia universale.

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30.12.07

Scrittori Lucchesi: Alfredo Bianchi: Il fiore rosso (2001)

di Bartolomeo Di Monaco

[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]
[Per andare agli altri scrittori lucchesi trattati, cliccare qui]

Il fiore rossoQuesto romanzo è stato pubblicato dall'Associazione culturale lucchese "Cesare Viviani" per dare un riconoscimento tangibile ad uno scrittore assolutamente sconosciuto, e che merita invece di essere aggiunto agli scrittori che con le loro opere hanno onorato la terra di Lucchesia.
Nato a Camaiore il 16 aprile 1922, Alfredo Bianchi vive a Lucca dal 1959. È stato direttore didattico e ha cominciato a scrivere a 24 anni, ottenendo, per un suo racconto, l'importante apprezzamento di Luigi Russo. Conserva nel proprio cassetto manoscritti inediti che hanno, come questo romanzo, quale tema principale "la storia e la psicologia infantile." "Il fiore rosso"; "Un'isola piccolissima"; "Giovani fascisti"; "Il paesetto", se tutti pubblicati, formerebbero una tetralogia molto interessante. Inedite sono anche alcune raccolte di racconti: "Storie"; "Gli scalzacani"; "Harrié" e specialmente "Ululato", ambientata quasi interamente nel periodo fascista e della guerra partigiana. Oltre a quella per la letteratura, l'altra sua grande passione è la pittura, e numerosi sono i quadri dipinti che arredano ed impreziosiscono la sua casa posta nella frazione di Sant'Anna, a due passi dalle Mura della città.

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27.12.07

Marino Magliani: L'estate dopo Marengo (2003)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Philobiblon edizioni

Marino MaglianiIl romanzo è del 2003 e precede dunque gli altri due che hanno fatto conoscere ad un pubblico più vasto, grazie all'editore Sironi e al fiuto di Giulio Mozzi, questo scrittore che si richiama alle migliori tradizioni della narrativa ligure: "Quattro giorni per non morire" del 2006, e "Il collezionista di tempo" del 2007.
Il dottor Johan Cornelius Zomer, olandese di Haarlem con studi regolari in Francia, a Tours, ha prestato servizio nell'armata di Napoleone Bonaparte, e ha preso parte alle battaglie di Akkon, Jaffa e Abukir dove i francesi hanno subito delle dure perdite e registrato numerose diserzioni.

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21.12.07

Alfio Squillaci: Mare Jonio (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Mare JonioAlfio Squillaci, nato a Catania nel 1955 e da anni residente in Lombardia, è un raffinato amante e cultore della letteratura, in special modo di quella francese e di Stendhal e Flaubert prima di tutti. Scrittore brillante, dirige la rivista web La Frusta! Letteraria, che è una autentica miniera di informazioni e approfondimenti.
Mare Jonio è la sua prima pubblicazione, costituita da una raccolta di quattro racconti, nei quali si riversa una amara ironia sulla sorte degli uomini del sud, ed in special modo della provincia del sud. Nei primi due, la lezione di Molière, Machiavelli, Goldoni, Boccaccio, Pitré, Capuana, Verga, Basile, si fonde in una scrittura che Squillaci sa rendere festosa e frizzante, nonostante la gravità dei temi trattati.

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16.12.07

L'acchito, Pietro Grossi

di Paolo Cacciolati

L'acchito.jpg
L’impressione che mi sono fatto del secondo libro di Pietro Grossi? Che son corso in libreria a cercare i racconti di esordio, Pugni.

A Pietro Grossi deve piacere il rischio, sia pure come strada obbligata. C’è questa faccenda del primo romanzo e del secondo libro che poteva essere un disastro. Esordisce a ventotto anni, con Sellerio, e il suo libro è acclamato come una delle rivelazioni dell’anno scorso. Entra pure nella cinquina dello Strega.
Chiaro che si finisce per ingenerare un sacco di aspettative, con un romanzo poi, l’ansia della conferma, il critico appostato dietro l’angolo come un brigante, come offrire la gola al pericolo di fallire. E invece.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 17:55 | Commenti (6)

03.12.07

La dote

di Mauro Mirci

copertina_la-dote.jpg[Manco da un po' da Bottega di Lettura. Sarebbe stato forse il caso di ricomiciare con qualcosa di più impegnativo, chessò, una chiosa a un saggio di Foucault (ma chi osa?), oppure con una bozza di apparato critico per un incunabolo secentesco. O, almeno, con un saggio sull'inutilità dell'uso delle tavole logaritmiche nel terzo millenio (e infatti credo non le utilizzi più nessuno), o sulla pessima qualità della carta nelle raccolte normative di più frequente uso negli enti locali.
Tuttavia, per motivi che accenno nel testo che segue (e più diffusamente qui), ho difficoltà a impegnarmi in stesure tanto impegnative.
Ricomincio, quindi, con qualche considerazione sull'Ero-Noir di Michele Serio, La dote, e sulle difficoltà di un mammo quasi quarantenne alle prese con le nottate in bianco
]

Il libro ha una copertina graziosa, molto delicata: uno sfondo rosa sul quale campeggiano un paio di slippini da teen ager a cuori. Tanto da far pensare che, sotto la copertina, ci sia un romanzetto d'amore, appunto, per dolci teen agers. Nulla di male, ma siccome quegli anni li ho passati da un pezzo... Insomma, ho iniziato la lettura con un mah! Però, siccome di questi tempi mi tocca fare le alzatacce e poi non riesco a riaddormentarmi, ho pensato che una lettura leggera, tanto per, sarebbe stata un buon viatico per la riconquista del sonno.
Dico la verita: io Michele Serio non lo conoscevo, ché viceversa non avrei pensato le cose che ho appena scritto. Michele Serio è un autore di noir che con la letteratura per dolci teen agers non ha nulla a che fare. Tant'è, fatto sta che La dote, alla fine, il sonno me l'ha fatto perdere. Capita coi libri che si fanno leggere.

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Pubblicato da Paroledisicilia alle 00:34 | Commenti (2)

28.11.07

Nel ricordo di Alberto Moravia: Il conformista (1947)

28 novembre 1907-28 novembre 2007

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

[Mai mi sarei potuto immaginare che proprio oggi, giorno in cui nacque Alberto Moravia, nascesse anche il mio nipotino Fabio, rendendomi nonno per la seconda volta. bdm]

Alberto MoraviaAlberto Moravia è stato uno dei maggiori protagonisti del nostro Novecento letterario. Presente in ogni dibattito che riguardasse la letteratura e il nostro costume non ha mancato, come sempre avviene, di crearsi sostenitori e nemici. Ma il suo valore, a distanza di quasi venti anni dalla sua morte, avvenuta nel 1990, regge esemplarmente alla prova del tempo. Nato a Roma il 28 novembre 1907, quest’anno, il 2007, ricorre il centenario dalla nascita. La sua scrittura limpida, che sa sapientemente amalgamare rotondità e asciuttezza, ha disegnato in modo lucido e allo stesso tempo crudele una società malata e decadente al modo che nel cinema ha fatto Luchino Visconti.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 13:00 | Commenti (2)

26.11.07

Una cosa piccola che sta per esplodere di Paolo Cognetti

di Giorgio Fontana
cognetti.jpg
Dopo un esordio felice come Manuale per ragazze di successo, Paolo Cognetti poteva fare tre cose: mantenere stabile il tiro, rovinarsi completamente, oppure superarsi. A conferma delle sue doti e soprattutto della sua volontà certosina, Cognetti sceglie la terza strada. Regalandoci altri cinque racconti di qualità assoluta.

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Pubblicato da Giorgio Fontana alle 13:29 | Commenti (4)

25.11.07

L'anno lunare, di Mauro Pianesi

di cletus

la copertina del libro

Metà ottobre, circa, ricevo un mail. Il tenore più o meno questo:
Sig. Cletus, mi farebbe piacere leggesse il mio libro. F.to Mauro Pianesi.

In modo del tutto scaramantico ho dettato il mio indirizzo: Cletus Production, via tal dei tali ect.ect.
Immagino la faccia del corriere espresso che alla ricerca di una casa di produzioni, ne abbia trovata una le cui uniche produzioni sono di follia, quotidiana e puntuale.

Sia come sia, Mauro Pianesi è un grande. Lo dico subito cosi, per sgombrare il campo da ogni e qualsiasi "si…ma…però"

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Pubblicato da Cletus alle 20:49 | Commenti (14)

Francesco Recami, Il correttore di bozze

rilettura di Paolo Cacciolati

Immagine Il Correttore di bozze.jpg
Scrisse Cletus: Sarei contento se qualcun altro, qui in Bottega, si volesse divertire a leggerlo e subito dopo a scriverne le proprie impressioni di lettura.

Divertirmi mi sono divertito, anche se è un divertimento cupo quello che ispira il Correttore di Recami, questo eroe della solitudine alienata, perfetto doppio letterario di un altro correttore in carne e ossa che fece una triste fine: George Turklebaum.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 09:56 | Commenti (8)

23.11.07

Scrittori Lucchesi: Stelvio Mestrovich: Delitto in casa Goldoni (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

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Carabba Editore

Delitto in casa GoldoniNato a Zara nel 1948, l’autore vive a Lucca da molti anni, ma “mi sento viennese. Mio nonno paterno lo era veramente. Infatti, la mia famiglia, nonostante il cognome slavo, discende dalla Stiria, precisamente da Graz. Dal mio nonno Giovanni ho ereditato l’amore per Vienna, per l’Austria, per la storia dell’Impero Austro-Ungarico.”
S’interessa anche di musica, soprattutto quella dei secoli XVIII e XIX e a lui si deve la rivalutazione del genio di Antonio Salieri, a ricordo del quale, nel 2000, fece porre, a spese del comune viennese, una lapide sulla facciata della casa in cui visse, situata al numero 1 di Goettweihergasse, nella capitale austriaca. In occasione di un concerto dedicato a Salieri, tenutosi nel 2004 nel celebre teatro Konzerthaus dove si svolge l’altrettanto famoso Concerto di capodanno, a Mestrovich fu affidata la presentazione delle tre opere in programma scritte dal compositore di Legnago. La sala era gremitissima. Anton Diabelli – un genio tranquillo (2000), Appunti di archeologia musicale (2002), Wolfang Amadeus Mozart – IL Cagliostro della musica (2006) sono alcuni titoli esemplificativi del suo interesse per la musica.
Ma è soprattutto al genere noir che l’autore si è dedicato da qualche anno: L’assassino del confessionale (1998), Il filo della sinopia (1999), Il caso Palinuro (2003), Venezia rosso sangue (2004), sono solo alcuni titoli.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 16:54 | Commenti (0)

17.11.07

Luciano Botoni: Il vademedicum, ovvero Racconti di un medico condotto di campagna (2004)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Marinari Editore, Altopascio (Lucca)

Il vademedicumL’autore ha esercitato la professione di medico condotto in una frazione della provincia di Pisa, Orentano, al tempo in cui a pochi chilometri di distanza, ad Altopascio, praticava come medico un altro scrittore, Remo Teglia, e poco più in là, a Lucca, nel manicomio di Maggiano, Mario Tobino, il medico dei matti, ai quali dedicò alcune delle sue opere più importanti.
Bisogna dire che a Lucca e dintorni ancora oggi la scrittura si rivela una vocazione per molti medici. Uno di essi, autore di racconti ispirati alla sua professione, è Dino La Selva, anche lui, fino a che fu possibile, medico condotto di San Concordio, un quartiere appena fuori delle mura della città.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 21:16 | Commenti (3)

28.10.07

Intervista a Fabio Geda

di Paolo Cacciolati

Fabio GedaFabio Geda ha esordito quest'anno con il romanzo Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (Instar).
Consensi del popolo, elogi dall'aristocrazia. Chiaro che ci scappa l'intervista.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 10:10 | Commenti (10)

24.10.07

Intervista a Flavia Piccinni

di Federico Miozzi
piccinni.jpg
Chi è Flavia Piccinni? Potresti farci una tua biografia più informale?
Sono nata e cresciuta a Taranto. A undici anni mi sono trasferita a Lucca.

Leviamoci subito il sasso. Il romanzo è scritto in prima persona. Quanto c’è di autobiografico?
È una domanda che mi è stata fatta di frequente. Di autobiografico c’è ben poco. Credo che l’unica cosa che mi accomuni veramente a Martina, la protagonista del romanzo, sia la rabbia per le cose che non cambiano, che restano sempre uguali.

Potremmo definire il tuo un romanzo generazionale? E’ una definizione insopportabile ma inevitabile perché parli di una generazione che non esiste ancora in letteratura, quella che scandisce la propria vita con le aste di ebay.
Non credo che esistano definizioni inevitabili, nonostante questo sono convinta di non aver cercato di scrivere un romanzo generazionale, se è questo che intendi. Ho cercato semplicemente di raccontare un mondo di ragazzi più affine a quello che conosco, meno idealizzato e decisamente più realistico di quello che spesso trova posto sugli scaffali o al cinema. Il tempo di questi ragazzi, in particolare da Martina, non viene scandito da ebay. Ebay è un modo di liberarsi dai pensieri, un modo di anestetizzarsi da soli, senza il rischio di non risvegliarsi più. Il tempo dei protagonisti di “Adesso Tienimi” viene scandito dal vuoto, dal dolore, dalla sofferenza.

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Pubblicato da Federico alle 18:49 | Commenti (0)

23.10.07

Scrittori Lucchesi: Marco Vignolo Gargini: Oscar Wilde – Il critico artista (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

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Prospettiva Editirice

Oscar Wilde - Il critico artistaMarco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, ha al suo attivo numerosi impegni teatrali sia nella veste di attore che in quella di regista; è assiduo traduttore di testi di autori come Rimbaud, Skakespeare, Wilde. Ha già pubblicato i romanzi Bela Lugosi è morto, Fazi editore e Il sorriso di Atlantide, Prospettiva editrice, la stessa che edita ora questo saggio.
Nel 2003 un suo articolo, richiestogli dal Prof. André Guyaux della Sorbona di Parigi, è stato pubblicato sulla rivista francese nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona e l’Università di Bergamo. Nello stesso anno è stato inserito nella Storia della letteratura italiana contemporanea curata dal Prof. Neuro Bonifazi dell’Università di Urbino, che ha la prefazione del Prof. Giorgio Luti dell’Università di Firenze.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 20:13 | Commenti (3)

08.10.07

sappiano le mie parole di Sangue di Babsi Jones

di Demetrio Paolin

cover_babsi.jpgChe libro ho letto? Sappiano le mie parole di sangue
di Babsi Jones (Rizzoli). Intanto sgomberiamo il campo. Dimentichiamo che Babsi è una voce attiva in rete, dimentichiamo quindi il suo blog, le sue foto, video, post. C’abbiamo un libro davanti. Mi piacerebbe dirvi qualcosa, anzi tre cose, e le metto di seguito qui.

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Pubblicato da Demetrio Paolin alle 15:24 | Commenti (19)

25.09.07

Il correttore di bozze, di Francesco Recami

di cletus

Il correttore di bozze, copertina
Sapevo che Sellerio è la casa editrice delle sorprese. Lo sapevo. Nonostante questo, per un insieme di motivi che un giorno sarebbe simpatico indagare a fondo, entrato per la prima volta in una piccola libreria dalle mie parti, ho intravisto questo volumetto, con la rigorosa copertina blu oltremare con la quale sono “vestiti”i volumi di questa prestigiosa casa editrice palermitana.
E’ stato il titolo a fregarmi. Il correttore di bozze. Una figura che nel mio immaginario, complici chissà quali retaggi infantili, ha sempre esercitato un fascino un po’ sinistro.
Lo prendo, e nel corso di qualche “sala d’attesa” lo inizio a divorare restandone incantato.

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Pubblicato da Cletus alle 08:00 | Commenti (15)

24.09.07

Intervista a Marco Di Porto

di Federico Miozzi

Kaddish BDL: Chi è Marco Di Porto?

MDP: Sono cresciuto in una famiglia piena di casini, tra sfratti, problemi economici e assenze/abbandoni, e ringrazio Dio (o chi per lui) per essere ancora vivo e tutto sommato quasi sano di mente.
Sono affetto da una specie di “smania”, che credo abbia a che fare con la voglia di riscatto… laurea, lavoro, albo professionale, vivere da solo, pubblicare… ho bruciato le tappe, ho fatto tutto molto in fretta. Ora ho voglia di tirare il fiato, guardarmi intorno, fiutare l'aria e capire che direzione prendere.

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Pubblicato da Federico alle 12:38 | Commenti (2)

19.09.07

La melassa di Melissa P

di Toni

[A proposito di questo stesso libro, un articolo di Gabriele Dadati in vibrisse]

Melissa PNello scorso autunno scrissi, proprio su questo sito, un post in cui mi sorprendevo del fatto che ad Avignone, in una grande libreria, lo spazio riservato ad autori italiani nella sezione della narrativa fosse circa mezzo scaffale, non più di una cinquantina di autori.
Mi parevano un po' pochini.
In realtà sono tantissimi, se paragonati a ciò che ho constatato quest'anno in Irlanda: a Dublino, in una grande libreria a tre piani, la Eason, gli autori italiani - questa volta sparsi nell'ordine alfabetico generale della narrativa - sono in tutto tre.
Tre.
Ci si potrebbe fermare qui, e riflettere sul perché in Irlanda - terra ricca di grandi letterati - si possano comprare, in una grande libreria che risiede in O'Connell Street a Dublino, le traduzioni in inglese di tre soli scrittori italiani, badate bene, di tutti i tempi.
Ma chi sarebbero gli eletti?


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Pubblicato da Toni alle 01:50 | Commenti (27)

18.09.07

Torineide #4- I compagni del fuoco, di Ernesto Aloia

di Paolo Cacciolati

Torino faraone.jpg E’ difficile capire, e poi spiegare, perché un libro come questo, I compagni del fuoco, di Ernesto Aloia, non abbia risposto alle mie aspettative.
Non intendo scimmiottare l’artiglieria della critica che appunto artiglia implumi prede ( pratica peraltro sempre meno in voga, a favore di un generalizzato quanto soporifero laissez faire).
Vorrei solamente provare a spiegare cosa non mi ha convinto di questo libro.

Forse è colpa mia che sono partito nella lettura un tantinello indisposto per il prezzo. 18 euri. Per carità, povero lo stesso anche senza i suddetti.
Il fatto è che per un prezzo superiore alla media uno mercantilmente si aspetta anche un prodotto superiore alla media.
Poi, la carta della collana 24/7 mi pare piuttosto da edizione economica, leggerina, giallina, rasposina. Peccato per la Rizzoli, che mi piace già solo per il logo con quella erre che si allunga come un calzascarpa, quasi un invito a calzare con comodo la lettura del libro.
Magari il prezzo è collegato alla lunghezza del romanzo: trecentonovantun compattissime pagine.
Ma ovviamente la questione non è il prezzo, la carta o la lunghezza, perché con novantun o cencinquantun pagine in meno il risultato, credo, sarebbe lo stesso.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 23:04 | Commenti (3)

13.09.07

Stefano Bernazzani: L’inverno che non dimenticheremo (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Mobydick editore

L'inverno che non dimenticheremoL’autore è nato nel 1970, è piacentino, e questo è il suo primo romanzo. Nel 2003 aveva esordito con una raccolta di racconti, Viaggiatori diretti altrove, pubblicata dalla stessa casa editrice, che rientrò nella rosa dei finalisti del Premio “Assisi”.
Le prime cose che colpiscono in Bernazzani sono la piacevolezza e la brillantezza della scrittura, che ricorda un po’, in certi passaggi, quella di Stefano Benni, già matura per un esordiente. Intrisa di un appena sussurrato umorismo, noi intuiamo, sin dall’incipit, che abbiamo a che fare con un protagonista, Marco, che cerca di affrontare la vita riempiendola di sogni, dei quali sa già in partenza l’alto grado di commistione tra verosimiglianza e improbabilità. Per convincere i compagni increduli che Teo (Matteo), dissimile in tutto da lui, finanche nel fisico, è suo fratello gemello, deve ogni volta fare a botte con loro, aiutato proprio da Teo, al quale “piaceva che finisse così.”; “per qualche anno non mi resi mai conto di quanto io fossi piccolo e magro e di quanto Teo fosse invece grande e robusto.”

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 10:29 | Commenti (3)

10.09.07

Lo scarabeo, di Francesco Scatigno

di Federico Miozzi

Lo scarabeo di Francesco Scatigno Iniziamo dalla copertina. Gli editori piccoli, di nicchia, proprio perché meno distribuiti e meno esposti, dovrebbero curare l’aspetto grafico con attenzione ancora maggiore rispetto alle grandi potenze. La novella di Scatigno ha la copertina di un sussidiario anni ottanta: una foto da catalogo di museo su uno sfondo verdino. Non ne esce bene la Bastogi, casa editrice foggiana: credere in una storia significa anche confezionarla con cura.
Passiamo alla storia. La protagonista è Rebecca, una ragazza che ritorna al Sud al capezzale del padre. La prima parte della storia, quella del ritorno, quella della morte del padre, è la più dura e anche la più riuscita: la lingua di Scatigno è precisa, chirurgica sulle espressioni, sui volti dei personaggi, non tralascia nulla (“suo padre poggia con la testa a nord”!).

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Pubblicato da Federico alle 16:22 | Commenti (1)

31.08.07

Torineide #3 / Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani, di Fabio Geda

di Paolo Cacciolati

sottoponte_maggio05_1.jpg
Sono uscito dalla lettura di Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani con molte soddisfazioni e qualche domanda. Una, sopra tutte, anche in relazione all’attività di Fabio Geda. La professione dell’autore (specie se esordiente) può influire sul suo libro? Tra lavoro e scrittura può esserci un collegamento diretto, inteso come esplicita fonte di ispirazione? E in caso positivo, quando e in che modo può produrre un buon risultato?
Insomma, l’occupazione dell’autore, anche se (o proprio perché) fuori dal così detto mondo delle lettere, può contribuire a far emergere l’osso giusto, quello attaccato al quale c’è lo scheletro di un dinosauro che aspetta solo di essere dissepolto?
Ci si potrebbe divertire a cercare conferme o smentite a questo collegamento tra lavoro e ispirazione, anche se è un esercizio da passarci le giornate.
Solo per limitarmi ad alcuni spunti, e per restare nell’orticello italico e contemporaneo, tra le smentite mi viene in mente Gianni Biondillo, che di professione fa l’architetto, senza che ne emerga (credo) traccia esplicita nei suoi romanzi, così come per Leonardo Colombati che ho letto occuparsi di fibre ottiche.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 16:33 | Commenti (3)

23.08.07

Antonio Pizzuto: Si riparano bambole (1960)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Sellerio editore

Antonio PizzutoAntonio Pizzuto, palermitano morto a Roma nel 1976, appartiene al novero di quegli autori che hanno molto innovato nel loro tempo, destando l’interesse della critica più avveduta (fu infatti apprezzato, fra gli altri, da Cesare Brandi e da Gianfranco Contini, che lo considerarono un punto alto dell’avanguardia letteraria) e che oggi giacciono dimenticati. Cominciò a scrivere molto tardi, una volta andato in pensione dall’incarico che ricopriva di Questore. Ricordiamo tra le sue opere: Signorina Rosina, del 1959; “La bicicletta, del 1966; Testamento, del 1969; Giunte e virgole, del 1975; e postume: Ultime e penultime, del 1978; Sul ponte di Avignone, del 1985, che è una ristampa di un volume pubblicato con uno pseudonimo nel 1938.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 13:04 | Commenti (5)

21.08.07

Scrittori lucchesi: Julio Monteiro Martins: L’amore scritto (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

[Per andare agli altri scrittori lucchesi trattati, cliccare qui]

Besa editrice

Julio Monteiro MartinsDopo il romanzo Madrelingua, uscito sempre presso Besa nel 2005, lo scrittore brasiliano, ormai radicato a Lucca da anni, torna al racconto con questa raccolta nella quale fa la sua comparsa l’eros. Monteiro non abbandona tuttavia i suoi temi più cari che, quando emergono dal racconto (si veda Pomeriggio a casa), lo fanno sempre con la rabbia di chi si sente impotente a modificare le cose di questo mondo, “costretti come siamo a rinunciare alle nostre conquiste di libertà, risultato di tanti decenni di riflessioni e di lotte, per ritornare a paure e a istinti ancestrali, orrori tipici dell’Età delle tenebre”. Si legga anche: “La vecchia nave è naufragata da tempo, e ha portato tutte le voci con sé verso il fondo.” che conclude il breve racconto Un giorno arriverà. Il ballo del Pão de Açúcar, descritto nel racconto Seppuku, dove si sciolgono legacci e inibizioni e si scatenano al massimo livello le passioni degli uomini, è la risposta più efficace al futuro di morte che ci aspetta. È il “Paradiso Subito”.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 15:55 | Commenti (0)

07.08.07

Scrittori Lucchesi: Flavia Piccinni: Adesso tienimi (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Fazi Editore srl

[Per andare agli altri scrittori lucchesi trattati, cliccare qui]

[In Bottega, un'altra lettura dello stesso libro]

Adesso tienimiL’autrice non è lucchese, essendo nata a Taranto nel 1986, ma a Lucca è venuta a stabilirsi con la famiglia quando aveva l’età di 10 anni, abita in una strada, Via Fillungo, in cui palpita il cuore caldo della città. A Lucca si sta formando nel giornalismo, qui vive le sue intense giornate. Non commetto alcun errore se, giovane com’è, la inserisco nella raccolta degli autori lucchesi. La considero ormai una concittadina, sperando che, come accadde ai miei genitori affascinati dalla città, vi resti per sempre; e una concittadina, per di più, di cui occorrerà seguire il cammino letterario se all’età di ventuno anni esordisce, con il romanzo Adesso tienimi, presso un editore attento e importante quale è Fazi, cui si deve – non va dimenticato – la pubblicazione di due romanzi di Hans Christian Andersen sconosciuti in Italia: Il violinista (2005) e O. T. un romanzo danese (2006), entrambi nella bella traduzione di Lucio Angelini.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 13:51 | Commenti (2)

05.08.07

Intervista a Leonardo Colombati

di Federico Miozzi

Rio - Leonardo ColombatiQuanto tempo ha richiesto la scrittura di "Rio"?

LC: Due anni. Un tempo molto breve per me, che per scrivere il primo libro ce ne avevo messi undici. Avevo una data di consegna e l’ho rispettata. Non lo fa nessuno, lo so; ma a me piace rispettare i contratti e poi avere una scadenza può essere utile. Nel mio caso lo è stato.

“Rio” mi ha ricordato – non certo nella forma – “Con le peggiori intenzioni” di Alessandro Piperno. Entrambi i romanzi restituiscono il fallimento della borghesia romana. Sei d’accordo?

LC: Il protagonista del romanzo è figlio di un costruttore senza scrupoli; a Roma tipi del genere li chiamiamo “palazzinari”. Certo, il ritratto che ne faccio è piuttosto impietoso – così come per il contraltare antropologico del “generone”, la cricca radical-chic delle terrazze che d’estate si trasferisce all’Ultima Spiaggia di Capalbio –, però il mio intento non era quello di mettere questi due mondi alla berlina; il “palazzinaro” e lo scrittore famoso, in fin dei conti, rivelano una loro umanità, e il loro declino è forse pietoso, ma c’è una grandezza – un certo eroismo – nel loro lungo commiato alla vita. D’altronde, quando a Roma incontro personaggi del genere, il mio sentimento non è mai l’indignazione, quanto piuttosto la curiosità: ne sono affascinato.

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Pubblicato da Federico alle 22:14 | Commenti (6)

30.07.07

Supernova Express, AA.VV.

di Lorenzo Ireni

Supernova Express ha un merito: quello di sorprendere e fotografare un inizio. Il movimento connettivista, partito fra indugi e ripensamenti e poi rapidamente trascinato in velocità verso imprecisati orizzonti, traccia con questa antologia un primo bilancio delle proprie esperienze, visioni e capacità espressive. Come in tutti gli inizi, molto vi si trova di indeciso; ma tale indecisione è anche apertura, rinuncia ai pregiudizi. Tentare innesti vietati o ignorati nella pratica comune dell'artigiano di fantascienza, riscoprire vecchi marchingegni, scavare gallerie verso insospettati cieli sotterranei: gli scrittori connettivisti sperimentano così il paradigma olografico, a dimostrazione che in ogni frammento della realtà si manifesti il tutto. Vano, dunque, porre dei confini di genere: è invece la contaminazione che meglio si presta a narrare il vero.

Continua a leggere "Supernova Express, AA.VV."

Pubblicato da errore404 alle 12:08

Roberto Michilli: Desideri (2005)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Fernandel editore

DesideriClasse 1949, Michilli esordisce nel romanzo ad un’età già adulta, ma non è nuovo alla letteratura. Alle sue spalle ci sono: alcuni libri di poesia, l’aggiudicazione, nel 1997, del Premio Teramo e la partecipazione come finalista al Premio Assisi per l’inedito. È abbastanza per affermare che egli giunge a questo esordio con una buona esperienza formativa.
Il romanzo è ambientato a Teramo, la città in cui l’autore vive. È costituito da un insieme di quattro storie (Valerio e Angela; Elio; Claudia; Deborah) legate l’una all’altra da una sorta di mal di vivere e di desideri da realizzare, spesso spinti all’eccesso.

Continua a leggere "Roberto Michilli: Desideri (2005)"

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 11:28 | Commenti (2)

16.07.07

Adesso Tienimi, Flavia Piccinni

Cari lettori di Bottega, in questi giorni almeno 4 persone di cui mi fido assolutamente, mi hanno parlato di un libro. In questo momento non ho potuto leggerlo, ma mi ha incuriosito. Così vi segnalo la recensione, promesso che lo leggo poi e dico la mia, che ne fa Maura Gancitano su Bombasiclia, eccone un breve assaggio: "Adesso tienimi, romanzo d’esordio di Flavia Piccinni appena uscito per Fazi, è un libro urgente.
E non è solo la capacità di scrivere della giovanissima autrice (ha appena vent’anni) che mi porta a dirlo. Flavia racconta questa storia perché la deve raccontare, senza paura di fare male, senza voglia di scandalizzare.

continua a leggere la lettura di Maura Gancitano su BombaSicilia

[In Bottega, un'altra lettura dello stesso libro]

Pubblicato da Demetrio Paolin alle 10:01 | Commenti (2)

29.06.07

Marino Magliani: Il collezionista di tempo (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Sironi editore

Marino MaglianiOgni volta che ricevo una e-mail da Marino Magliani, che ancora non conosco di persona, ma che ho imparato a stimare per il modo riservato e quasi del tutto silenzioso con il quale ha fatto il suo ingresso nella nostra narrativa, essa reca sempre come oggetto: “dal nord”, allora capisco che è lui più che dal suo complicato indirizzo. Quelle e-mail portano a me, grazie proprio a quell’oggetto, il profumo di una terra, l’Olanda, che mi affascinò (era il 1992) per la sua bellezza e le sue dolci atmosfere. L’autore, di origine ligure (è nato a Dolcedo, in provincia di Imperia, nel 1960), vive e lavora a IJmuiden, di fronte al mare. Sono convinto che proprio queste due fortunate circostanze, l’origine ligure, patria di narratori asciutti e di raffinata sensibilità, e terra dalla bellezza aspra e magica, e la vita condotta in un Paese che ha anch’esso una lunga tradizione di mare e che offre una bellezza rassicurante e serena hanno contribuito a costruire in lui un narratore tra i più attenti e sensibili.

Continua a leggere "Marino Magliani: Il collezionista di tempo (2007)"

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 11:47 | Commenti (0)

25.06.07

V.M. 18, di Isabella Santacroce

di Gattostanco

[prelevo questo lunghissimo e mirabile post dal sito personale del Bottegaio Gattostanco. gm]

V.M. 18Ho letto "V.M. 18" di Isabella Santacroce, pubblicato da Fazi Editore, attirato dalla copertina.
Poco o nulla sapevo dell’autrice, a parte quel poco da giudicarne poco attraenti le opere senza averle lette. In una torrida Feltrinelli appena inaugurata l’ho stimato un costoso e infantile capriccio squisitamente lascivo e divertente.
A casa, mia moglie, anch’ella attirata dalla copertina e dal sesto senso muliebre, ha letto le prime righe per poi sorridere giudicandolo innocuo per noi. Avesse proseguito la lettura cozzando contro le dissertazioni sul cattolicesimo probabilmente si sarebbe irritata.

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Pubblicato da giuliomozzi alle 16:40 | Commenti (11)

23.06.07

Gaetano Cappelli: Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Marsilio editori

L'ultimo romanzo di Gaetano Cappelli“Divenire famosi è la cosa che più ti avvicina all’immortalità” è la frase che può connotare quel filo rosso attorno a cui ruotano taluni personaggi di spicco nella narrativa di questo autore. Anche il precedente romanzo, Il Primo, ne era intriso. È la molla, tuttavia, con cui si avvia un cammino disseminato di frustrazioni e sconfitte, giacché non è facile raggiungere e conservare il successo.
Cappelli è uno dei migliori, dinamici e freschi narratori dei nostri giorni. Vive a Potenza (“dove gran parte di questa storia si svolge”) e tra gli amici più cari annovera quel Giancarlo Tramutoli, suo concittadino, scrittore pure lui, di cui ci siamo occupati.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 15:16 | Commenti (3)

19.06.07

Torineide #1 - Va a finire che nevica, di Marco Cassardo

di Paolo Cacciolati

La Mole e Piazza Castello, di notteDopo essere stata deamicisiana, gozzaniana, pavesiana, arpiniana, volponiana, primoleviana, calviniana, lallaromaniana, fruttero&lucentiniana, nataliaginzburghiana, e passando per i più recenti Culicchia, Remmert, Perissinotto, Torino continua a prestarsi come sfondo per più e più romanzi, oltre a fare da quinta per sempre nuove produzioni cinematografiche.
Certo, Torino non è più (solo) quella cartolina ottocentesca dei palazzi barocchi, delle piazze maestose, delle pasticcerie lastricate di marmi e stucchi, ha perso quella vena quieta e aristocratica che la identificava come una piccola Parigi, ha ammorbidito i suoi spazi squadrati, seppure interrotti da proiezioni ortogonali verso le stelle come la Mole Antonelliana.
Non è più neppure la metropoli industriale della seconda metà del secolo scorso, la grigia Torino che si è allattata alla grande madre con i capezzoli a forma di ruota. E non è forse mai stata la Torino magica, il presunto terzo acuto di un triangolo dell’occulto che la dovrebbe congiungere con Lione e Praga, fantomatico centro di suggestioni esoteriche utili per riempire i quadranti delle guide turistiche.
Accantonando laudi da agenzia del turismo e immagini buone per scatole di cioccolatini, sorvolando sulla capacità di questa città di mutare continuamente veste, rimanendo però sempre fedele ad alcune caratteristiche goreniche (una fra tutte: l’inventiva con i piedi per terra), mi pare interessante approfondire come il capoluogo subalpino si trasformi in fondale per trame&intrecci. E vorrei farlo tramite i romanzi di alcuni esordienti, di recente uscita, che proprio su Torino hanno centrato le loro storie.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 22:26 | Commenti (3)

18.06.07

La mania per l'alfabeto di Marco Candida

di Federico

Marco Candida (Foto di Ezio Tarantino)
Del libro di Marco Candida ho letto molte recensioni positive, e questo non mi stupisce.
Mi stupisce però che i recensori abbiano apprezzato i momenti del romanzo più repulsivi.
Il libro è organizzato in tre parti, tre filtri fotografici per inquadrare Michele, il protagonista. Il primo filtro è l’amore (per Savemi), il secondo è il lavoro (in una ditta produttrice di conglomerato bituminoso) ed il terzo è la famiglia.
All’interno di questi scompartimenti si distribuiscono i foglietti, le opere di invenzione del protagonista, l’aspirante scrittore: storie argute, pirotecniche, frammentate ed incomplete che per molti sono prova di genialità.
A me non ha interessato però questo Michele/scrittore. A me ha interessato il Michele/uomo.

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Pubblicato da Federico alle 00:06 | Commenti (2)

17.06.07

Giancarlo Tramutoli: Uno che conta (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Manni editori

Giancarlo Tramutoli davanti a un suo quadroDi questo autore lucano (vive a Potenza), che ha studiato lettere moderne a Napoli, cassiere di banca (ossia, uno che conta, ma anche uno che osserva) e con la passione della pittura, ho già parlato nel libro Generazioni a confronto nella letteratura italiana (Marco Valerio editore, Torino, 2006), e qui, a proposito del suo precedente romanzo: La vasca da bagno (Fernandel, 2001).

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 13:23 | Commenti (2)

Gaetano Cappelli: Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo (2007)

di Giancarlo Tramutoli

Marsilio editori

L'ultimo romanzo di Gaetano CappelliGaetano Cappelli a due anni da Il primo, (storia di una rivalità tra amore ed editoria), ritorna con un altro sfolgorante romanzo dal lunghissimo e curioso titolo: Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo. La prima cosa che colpisce è la costruzione formale, fatta per piccoli capitoli dai titoli briosi, ironici, con raffinati rimandi letterari o filosofici, riassuntivi o esplicativi (come nella tradizione settecentesca) o più spesso ludici che danno alla pagina, già solo visivamente, un’ariosità, una leggerezza, un respiro che rende ancora più piacevole la lettura.

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 09:37 | Commenti (2)

14.06.07

Marco Candida: La mania per l’alfabeto (2007)

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Sironi editore

Marco Candida (Foto di Ezio Tarantino)Iniziato nei primi mesi del 2004 e terminato nel gennaio del 2006, il romanzo vede la luce poco più di un anno dopo, e rappresenta l’esordio di questo giovane narratore di Tortona, classe 1978. Ho conosciuto Marco Candida a Roma, il 16 novembre 2006, e l’ho incontrato di nuovo a Milano circa un mese dopo, sempre i