20.12.07

La sposa liberata, di Abraham Yehoshua

di Ezio Tarantino

yehoshua_sposa.jpgLo dico subito e senza cautele (omettendo quindi il classico "secondo me"): il più grande merito della scrittura di Abraham Yehoshua è la capacità di rapire il lettore e calarlo in un universo parallelo ricchissimo di dettagli, di una quotidianità vivida e subito familiare; di renderlo complice, amico, almeno per un pezzo di strada, del viaggio dei suoi personaggi, del loro destino confuso, avvincente, tragico.
Leggere romanzi di Yehoshua mi fa sempre la stessa impressione: di potermi riconciliare con la forma-romanzo pura e semplice, perfetta, ancorata perfettamente alla sua vocazione di suscitare meraviglia, passione.
Ma questo non è sufficiente. La grandezza di Yehoshua risiede anche nella tensione generosa e sincera, priva di falsi moralismi o ideologismi o complessi di inferiorità, verso l’oggetto della sua narrazione.La sua tensione verso la comprensione dell’altro (l’arabo, nel suo caso) non fa sconti alla rivendicazione della propria identità. E non c’è calcolo, non c’è secondo fine: c’è solo la grande rappresentazione classica di forze antagoniste e compromesse in una necessità unica: quella del racconto. La grandezza di Yehoshua sta nel non retrocedere di un millimetro dalla sua vocazione di romanziere: di colui, cioè, che ama i suoi personaggi. Tutti. La sua è l’arte della tregua imposta dall’universale funzione palingenetica dell’arte.

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Pubblicato da Ezio alle 20:33 | Commenti (4)

07.11.06

Yehoshua Kenaz, Ripristinando antichi amori

di giuliomozzi

Yehoshua KenazHo letto Ripristinando antichi amori di Yehoshua Kenaz (Mondadori, pp. 295, trad. Elena Loewenthal, fuori catalogo) la notte tra il 12 e il 13 ottobre, viaggiando in treno da Salerno a Padova. Eravamo in sei nello scompartimento, io stavo dalla parte del corridoio e leggevo con la mezza luce che veniva di lì. Ogni tanto dormivo un po’ anch’io.
Il libro è strano. La stranezza è che ci sono cinque o sei storie – due strettamente interdipendenti e le altre vagamente connesse – e che in queste storie ci sono almeno un paio di misteri belli grossi: che però non vengono risolti, mentre il tutto termina con un avvenimento improvviso, imprevisto, e direi quasi insensato. Mentre leggevo ero pieno di tensione, ma la fine delle storie non me l’ha fatta scaricare, così che mi è rimasta tutta dentro.

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Pubblicato da giuliomozzi alle 14:55 | Commenti (0)