16.02.08

Il totem del lupo, di Jian Rong

totem_lupo.jpg

di Ramona

Ero una bambina di 6 o 7 anni. Vedevo i lupi da vicino. Loro in gabbia nella “Villa Comunale” di Lecce, io a scrutarli di fuori. Provai da subito un gran rispetto e una pena intensa.
I lupi erano sempre inquieti, andavano avanti e indietro incessantemente nel poco spazio a disposizione. Dopo qualche tempo, tuttavia, languirono nell’inedia. Ricordo, è indelebile, l’odore forte, insostenibile. Da non poter starci vicino. Pensai fosse odore di selvatico, anche se non avevo mai sentito prima l’odore di selvatico.
Passavo molto tempo a guardare i lupi, quando i grandi mi portavano alla “Villa”.
Mi fu detto che una lupa sotto il leccio era il simbolo della città, e in effetti lo avevo visto, sul selciato in piazza, lo stemma cittadino. Ma non mi pareva che l’animale stilizzato somigliasse molto ai lupi veri.
Quel pelo arruffato, quegli occhi che non sembravano mai spenti, neppure nella forzata inattività, quell’odore pungente, erano tutta un’altra cosa.

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Pubblicato da Ramona alle 17:45 | Commenti (0)