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04.06.08
Ma-mma, Nadia Zorzin
di Demetrio Paolin
Ma-mma di Nadia Zorzin, editore Untitl.Ed, non è una grafic novel, né un fumetto, benché ci siano disegni e fumetti.
Ma-mma è un libro di poesia. Il libro è un regalo dell’autrice verso la figlia Emma, perché abbia un talismano, una bussola, una memoria a cui aggrapparsi ora che la mamma è nuovamente incinta e aspetta un fratellino, Elia. La storia è presto detta: si racconta la maternità, la madre racconta alla figlia il suo ri-essere madre, in modo che tutti possano sopportare questo atto di grazia che è l’avere figli.
Ho scritto “sopportare” perché come ogni evento di grazia anche questo è violento e per niente indolore. L’autrice non descrive una maternità sognante buona giusto per le telenovelas.
La sua maternità sono corpi che si modificano, umori che vengono perduti, liquidi, solitudini strazianti, ricerca di piacere, incomprensioni, gelosie.
Nadia non si nasconde, ma impudicamente racconta.
La pura impudicizia del suo racconto è ciò che fa di questo libro un libro bellissimo.
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Pubblicato da Demetrio Paolin alle 11:52
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23.05.06
Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie, di Tim Burton
di Criscia
E’ impossibile farsi scivolare addosso questo libriccino come nulla fosse. Tim Burton, il geniale regista di grandissimi film di successo, fra cui anche La Fabbrica di Cioccolato di cui si è parlato proprio giorni fa qui nella bottega , dimostra di essere anche un vero cantastorie, un abile menestrello e un sensibile disegnatore. Sì, perché i suoi disegni, oltre ad essere originalissimi, sanno parlare anche da soli, si muovono come pensieri e azioni fra le pagine. Ma in realtà non sono soli. Ci sono delle parole che li accompagnano, delle filastrocche.
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Pubblicato da Criscia alle 12:48
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08.05.06
Poesia d'amore, di Hikmet/Doisneau
di Mauro Baldrati

Solitamente da un libro illustrato ci si aspetta che le immagini svolgano una funzione di integrazione al testo, lo abbelliscano, lo approfondiscano. Forse l’esempio più calzante sono le illustrazioni del Dorè alla Divina Commedia, che rappresentano i Canti, i personaggi ecc. Insomma è il testo che “tira”, e le immagini sono al suo servizio. Oppure vi sono esperimenti di poesia – disegno – pittura, ma l’integrazione, o la comunicazione, è comunque difficile.
L’aspetto interessante di questo Poesia d’Amore (Mondadori 2006) è che, semplicemente, sono due storie, due viaggi di due grandi autori: un poeta e un fotografo che condividono il periodo, gli anni Cinquanta, e hanno in comune un forte talento emotivo e narrativo, ma ognuno va per la sua strada, guarda la vita coi suoi occhi, e soffre, ama, si diverte coi propri sensi e le proprie gioie e le proprie tristezze e le proprie ironie. D’altra parte è proprio questo che affascina, questo stupore doppio, questa duplice scoperta.
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Pubblicato da Mauro Baldrati alle 09:24
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