10.04.07

Ci ha lasciato

di cletus

hart.jpgStamattina, buffo apprendere le cose dai blog, ma nei TG, almeno quei pochi che ho seguito in questi giorni, non ne ho avuta notizia, leggendo il blog di Segnaleorario, ho seguito il link a La Repubblica e appreso che il buon Johnny Hart non è più tra noi.

Hart ha costituito per me un punto di riferimento. Devo alla coincisione delle sue battute, vere e proprie lezioni di humor. Voglio sperare, mi auguro, che a presto tutta la sua opera (o almeno, una buona parte di essa) possa ritrovare spazio presso l'editoria nostrana. Come già scritto qui, sono anni che non viene ripubblicato più niente di suo, qui da noi.
Una prece.

Cletus

Pubblicato da Cletus alle 12:46 | Commenti (3)

04.10.06

I PEANUTS di Charlie Schulz

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di Ramona

Questo libro non è un romanzo unico. Questo libro contiene più romanzi. Si tratta, in effetti, di un volumone che peserà un paio di chili, ha la copertina di cartone duro. Sembra proprio una cosa seria. E secondo me lo è. Ma stiamo parlando di fumetti. E che fumetti!…
Ho ordinato il volumone tramite una rivista tipo club per gli editori. Non avevo fatto caso alle dimensioni, mi aspettavo qualcosa di più leggero. A dire il vero non mi sono affatto soffermata sulle sue caratteristiche. L’ho visto e l’ho ordinato. E’ stato un acquisto compulsivo, guidato dall’istinto.
Ed ecco, il volumone così sorprendentemente ingombrante ora è qui fra le mie mani. Me lo coccolo, lo sfoglio, lo leggo, mi diverto e mi commuovo. Diciamo che forse l’ho acquistato proprio con quello scopo segreto, trascorrere cioè qualche ora di puro divertimento. I fumetti, del resto, nascono proprio con l’intento di regalare attimi scacciapensieri.
Tuttavia i Peanuts non sono solo pura evasione. Chi li conosce lo sa.

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Pubblicato da Ramona alle 10:42 | Commenti (2)

18.05.06

Campo di Babà di Amanda Vahamaki

di brekane

Questo è un fumetto che ti entra nel sangue più lento, lettura dopo lettura C'è un orso che guida una macchina. Non me ne intendo, potrebbe essere una Panda, forse una Ritmo. Indossa la cintura di sicurezza. Con una zampa, cerca una stazione radio decente. Giri la pagina e c'è Paperino con uno dei nipoti. Fischiettano; sembrano aspettare un autobus vicino a una cabina di legno. C'è una strada che si intuisce lunga, degli alberi fitti sullo sfondo. Arriva un dinosauro e si pappa i paperi. In un paio di vignette c'è un ragazzino che dorme - forse il dinosauro fa parte dei suoi sogni. Giri la pagina e c'è una mandorla (o qualcosa del genere) con una faccia, che viene piano piano distrutta da uno schiaccianoci. Lo schiaccianoci è pieno di denti e non si vede chi lo manovra. Si sentono però tutta l'energia della pressione, la resistenza della mandorla: la sua faccia, la faccia della mandorla, si tira sempre più in un sorriso. Il ragazzo, intanto, continua a dormire al buio, ma quando la mandorla si spezza, si sveglia. Era un incubo?

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Pubblicato da brekane alle 21:14 | Commenti (5) | TrackBack (0)

30.04.06

B.C. di John Hart

di Cletus

"Ci sono tre cose che sono reali: Dio, la follia umana e le risate. Le prime due sono aldilà della nostra comprensione, perciò vediamo di darci da fare con la terza". La frase è di John F.Kennedy, e campeggia nelle prime righe del sito Creators Comics, nella scarna biografia di John Hart.
Come incipit non è male. Chi è John Hart ?
Se provate a digitare John Hart su google "forzando" pagine in italiano o provenienti da Italia, ne uscirà ben poco.

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Pubblicato da Cletus alle 09:59 | Commenti (10)

23.03.06

Il Diario a fumetti di James Kochalka

di brekane

Esistono dei libri, invece, che prima di consigliarli ci devi pensare sopra, perché non sono per tutti o per tutti i momenti - ... e se qualcuno mi dirà che nessun libro è mai per tutti o per tutti i momenti, io a quel qualcuno, ruotando verso l'alto gli occhi e sbuffando e alzando le spalle, risponderò uff, sì, va bene, ma certi libri hanno una gamma di momenti di fruibilità (come altro parlare a qualcuno di così pendante?) più ampia, hanno un pubblico più vasto - o anche: alcuni libri rispecchiano, più facilmente di altri, il limitato gruppo socioculturale che frequento; oppure: quando intendo 'tutti' intendo, con una certa fatalità, proprio quel gruppo di amici, forse troppo omogeneo.

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Pubblicato da brekane alle 13:57 | Commenti (6)