Marco Candida, Il diario dei sogni
di giuliomozzi
[Leggi anche la lettura di Bartolomeo Di Monaco]
Per me è sempre difficile parlare dell'opera letteraria di Marco Candida. Non perché susciti in me impressioni, sentimenti o giudizi contraddittori: tutt'altro. Io ammiro Marco Candida, trovo che tutto ciò che scrive sia molto bello, molto importante, molto memorabile (nel senso che: non riesco a dimenticarlo), molto istruttivo. E dico "tutto ciò che scrive" per intendere i libri e i racconti, sì, certo, ma anche le email che ci scambiamo o gli articoli scritti magari al volo nel suo sito.
Marco Candida mi sembra una persona per la quale queste cose così ordinarie e alla portata di tutti - il parlare, lo scrivere - sono infinitamente problematiche. Non perché Marco Candida non riesca o non sia capace di parlare o di scrivere (tutt'altro), ma perché ogniqualvolta ascolto Marco Candida o leggo qualcosa che Marco Candida ha scritto, ho una visione.
La visione è: che un'intera pattuglia di diavoli si alzi in volo per impedire a Marco Candida di parlare, se sta parlando, o di scrivere, se sta scrivendo. Non intendo dire che Marco Candida sia un indemoniato (tutt'altro) ma intendo dire che in ogni sua azione linguistica Marco Candida mi sembra lottare, e valorosamente, contro i diavoli della non-lingua (sarà quindi, semmai, Marco Candida, qualcosa di simile a un angelo con la spada). Conosco scrittori, o reputati tali, che simili lotte diaboliche non sembrano combatterle: scrittori per i quali la lingua è qualcosa di dato, di tranquillo, di posseduto. A me pare che Marco Candida, ogni volta, per spicciare o scrivere una parola, debba andare fuori di sé, debba andare a prendere la parola fuori di sé, in un luogo molto pericoloso (ci sono i diavoli, appunto). E' da qui che nasce la mia ammirazione.
Il guaio è che quella pattuglia di diavoli con la quale Marco Candida combatte, la conosco anch'io. Nel corso della mia vita ho incontrato un certo numero di persone che, per brevità, potrei definire fratelli o sorelle gemelli. Non perché ci si somigli, non perché ci si trovi d'accordo su questo o su quello, non perché si vada d'amore e d'accordo (tutt'altro), ma perché si condivide un certo numero di diavoli: e un buon colpo che uno di noi assesta a un diavolaccio, è un valido fraterno aiuto a tutti gli altri. Laura Pugno, Roberta Schiavon, Umberto Casadei, Giuseppe Genna, Tiziano Scarpa, Vitaliano Trevisan, Dario Voltolini: ecco alcuni (non tutti) di questi che io considero sorelle e fratelli, e per di più gemelli. E tra loro, Marco Candida.
Del libro nuovo che Marco Candida ha fatto, Il diario dei sogni, pubblicato dalle minuscole e neonate edizioni Las Vegas, sono in grado di dire poche cose. La più importante è questa: che, leggendolo, mi sembrava di leggere una scrittura che affronta le stesse difficoltà e gli stessi diavoli che devo affrontare io: solo che la scrittura di Marco Candida, in questo libro, è molto più potente e valorosa di tutta la scrittura che io sia riuscito a gettare nella battaglia dal 1999 a oggi. Mi pareva, tempo addietro, mentre consigliavo all'editore Sironi - per il quale lavoro - di pubblicare La mania per l'alfabeto, primo libro di Marco Candida, di lavorare per portare alla luce un testo potente e bello: ma devo dire che Il diario dei sogni mi sembra, per potenza e bellezza, un libro molto superiore. E quindi un libro bellissimo.
Se fossi un recensore da Baci Perugina, direi: "Il diario dei sogni è un libro d'amore, ed è anche un libro di terrore". C'è un uomo che racconta, che racconta i suoi sogni e del suo ricordare e trascrivere sogni: ciò che avviene nei sogni, è la pura e semplice perdita - per tradimento - delle persone oggetto d'amore. E l'uomo che racconta i sogni sa, sa benissimo, che in quella continuamente ripetuta (e variata) perdita per tradimento sta qualcosa di essenziale all'amore.
Che altro devo dire? Leggete questo libro. Farete fatica a trovarlo in libreria: potete ordinarlo direttamente all'editore o spiegare al vostro libraio di fiducia che le edizioni Las Vegas sono distribuite dal consorzio Cda (info qui e, più dettagliate, qui). Se siete di quelli che a scatola chiusa comprano solo Arrigoni, cliccando qui leggete gratis le prime pagine.
Pubblicato da giuliomozzi il 22.02.08 21:03