25.11.07

Francesco Recami, Il correttore di bozze

rilettura di Paolo Cacciolati

Immagine Il Correttore di bozze.jpg
Scrisse Cletus: Sarei contento se qualcun altro, qui in Bottega, si volesse divertire a leggerlo e subito dopo a scriverne le proprie impressioni di lettura.

Divertirmi mi sono divertito, anche se è un divertimento cupo quello che ispira il Correttore di Recami, questo eroe della solitudine alienata, perfetto doppio letterario di un altro correttore in carne e ossa che fece una triste fine: George Turklebaum.

Qualcuno ne ha sentito parlare? Era il gennaio del 2001 quando in una società editrice di New York, fu trovato il cadavere di George Turklebaum, impiegato come correttore di bozze.
Morì di infarto il lunedì, nella sua postazione in fondo all’open space che condivideva con altri 23 colleghi, ma nessuno se ne accorse fino al sabato mattina, quando un addetto alle pulizie provò a chiedergli perché lavorasse anche nel week-end. Il suo capo, tale Elliot Wachiaski, dichiarò: ”George è sempre stato il primo ad arrivare al mattino e l’ultimo ad andarsene la sera, quindi nessuno ha trovato insolito che stesse nella stessa posizione tutto quel tempo e che non dicesse niente. Era sempre così assorto e preso dal suo lavoro”. Pare anche che Turklebaum, quando morì, stesse correggendo delle bozze di testi medici, ma forse è una coloritura di qualche giornalista sadico.

Sicuro è che il Corettore di Recami ha qualche punto in comune con George Turklebaum, o forse è proprio quel tipo di lavoro che porta dritto alla nevrosi perfetta.
Apparentemente Recami vira la vicenda sul metafisico, amche se in questo caso mi pare azzardato parlare di metaromanzo, o di sperimentalismo. Certo, ci sarebbe la tentazione di accostarlo ai romanzi prodotti negli anni ’60 da quelli del Gruppo ’63 ,per esempio a quel capolavoro che è Il Serpente di Luigi Malerba.
Qui in effetti ci sarebbe qualche comunanza. C’è una somiglianza nel continuo sovraPPorsi di divagazioni e piani narrativi, con quella visione traslucida della realtà che si trasforma in un gioco di finzioni. Poi però Recami mi pare deviare rispetto al suo ipotetico maestero. Nel suo libro comunque si insinua l’ansia? La voluttà? di far quadrare la storia, anche se confondendo un pochino le carte. Di metterlo in qul posto anche al correttore, “perché alla fine la vicenda quadra anche troppo”, come ammette l’autore nel commentare il post di Cletus.

Insomma, Recami non rompe il contratto di verità con li lettore, si limita semmai a giocherellare con la sua ingenutià. Si rimescolano le carte, c’e un’inversione di sequenza temporale, il finale non è alla fine, ma i conti devono tornare. Malerba mai si sarebbe sognato di mettere una quadra. Il correttore no, lui non mente, lui non può neppure nascondere le sue nefadnezze, ripiegato sui suoi segnetti, sui suoi gingilli in forma di matita rossa e blu, il marcio dentro chhe finisce per tracimare.del resto, mi pare che l’obiettivo di Recami sia diverso rispetto a Malerba. Il senso di costrizione,lo strozzamento di vita, nel Correttore di bozze è ancora amplificato. Malerba perlomeno lasciava libero sfigo al suo protagonista, gli concedeva la libertà di confessare al lettore che stava mentendo.
Qui e esattamente il contrario. Rispetto al Serpente, manca il nonsense di una narrazione evidentemente marchiata dal vizio della falsità. Al contrario Recami mette in scena un cruda rappresentazione di fatti reali, premurandosi di svelare la vera natutra del correttore di bozze. Recami, crudelmente, leva ogni libertà al suo protagonista, tantiomeno quella di confessare che è tutta una finzione. Anche perché non c’è finzione. E tutto vero.
Quindi, lasciamo al povero correttore almeno la soddisfazine di rifarsi con questa lettura.

Pubblicato da Paolo Cacciolati il 25.11.07 09:56

COMMENTI

Paolo, il testo ha molti refusi.
Ciao.
Bart

da Bartolomeo Di Monaco il 25.11.07 14:05

ehi Paolo, carina la storia che hai citato (link). Quanto al testo, la bellezza della bottega è proprio questa, la possibilità di conrontare le proprie impressioni di lettura, con l'evidente e spesso sorprendente risultato di riapprezzare, attraverso gli occhi altrui, particolari e/o dettagli, che forse ci sono sfuggiti o non abbiamo saputo apprezzare con la nostra, individuale, lettura. Grazie.

da cletus il 25.11.07 20:57

@ Bart: come scrivo nell'ultima riga, ho voluto fare un piccolo omaggio al correttore di bozze...;-))

@ Cletus: grazie a te, Clè.

P.

da Paolo Cacciolati il 25.11.07 21:07

Non l'avevo presa, perbacco, è ottimo! E direi abbondante;-)

da Bartolomeo Di Monaco il 25.11.07 21:33

"conrontare", ovvio che sono stato anche io al gioco...

da cletus il 25.11.07 22:19

Lo maggio al corettore di boze E' geniale

da Toni La Malfa il 26.11.07 11:21

A dirla tutta, sulla vicenda di George Turklebaum gravita un forte sospetto di leggenda metropolitana...

da Paolo Cacciolati il 26.11.07 16:32

L'ho visto in libreria. Non l'ho comprato ma lo farò alla mia prossima visita. Prima volevo leggere il libro con lo stesso titolo di Steiner.

da alexandra il 12.12.07 13:52




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