06.03.07

Nenio, di Eugenio De Medio

di Ramona

Clicca qui per scaricare gratis il romanzo NenioHo già letto molte volte questo libro, nonostante sia stato edito da Vibrisselibri da pochissimi giorni. L’ho letto così tanto per il semplice motivo che Nenio, appena l’ho incrociato, mi ha preso a braccetto e non mi ha più lasciato fino a che non si è affacciato al mondo letterario.
La prima volta che ci siamo incontrati, il libro non era ancora libro. Ha bussato alla porta del comitato di lettura di vibrisselibri, di cui faccio parte, e si è presentato, con grande semplicità. Ho scelto di leggerlo incuriosita dal suo biglietto da visita, appena un accenno di trama. Subito qualcosa mi ha afferrato alla gola. E ho detto sì.

I casi della vita. Una volta deciso per la pubblicazione, sono stata scelta per contribuire, insieme all’editor ufficiale, alla revisione di Nenio. Dovevamo lavorare con lui, su di lui, per permettergli di vedere ufficialmente la luce del mondo. Quindi è cominciata una serie di letture, molto più attente e critiche. Bisognava estraniarsi dalla storia e cercare l’imperfezione, l’incongruenza, la ripetizione. Ero alla mia prima esperienza di revisione e ho dovuto assimilare un altro modo di leggere. Ho imparato cosa vuol dire vivere in compagnia di un testo per molti giorni, averne in testa, martellanti, ogni singola parola che lo compone e tuttavia non stancarsene.
Ma di questo parlerò dopo.
Ora è di Nenio che voglio parlare.

Nenio narra di una storia vera. La storia di un bambino come tanti, forse un po’ più sensibile di altri, che nasce in una famiglia come tante. Almeno in apparenza. Perché si scopre subito che il bambino invece vive un’altra realtà. Ultimo figlio di genitori già avanti negli anni, che inizialmente avevano perfino scambiato la gravidanza per una brutta malattia (e lo ammettevano davanti a lui), Nenio, appellativo dolcissimo che riduce il vero nome Nazareno, un po’ più impegnativo, si accorge presto di avere genitori quanto meno distratti. Entrambi insegnanti, sono tutti presi dalle vicende degli alunni e non si accorgono del loro ultimogenito. Che, per paradosso, ha proprio la madre per maestra… e questa, per non essere accusata di favoritismi, si dimentica letteralmente della propria maternità.

Nessuno in casa si accorge del dramma di Nenio, che quando ha 6 anni incontra l’orco, nella persona di suo fratello Glauco. Glauco che lo violenta, lo terrorizza, lo picchia e lo plagia, inculcandogli il sospetto di non essere amato dai genitori. Del resto come non credere che sia vero? In fondo nessuno lo viene a salvare, nessuno gli è accanto mentre si dispera in silenzio all’idea di essere incinto e aspetta tremando il momento in cui gli crescerà la pancia.
Ci vorrà del tempo perché qualcosa scatti in Nenio e lo spinga alla ribellione. E più ancora, molto più tempo, per liberarsi dei propri fantasmi, per cercare di ripristinare l’ordine in una vita che ordine non ha più, che invece è presa d’assalto da individui ambigui, genitori assenti, istituzioni senza morale. Tutto da solo, faticosamente, superando prove su prove, tormentandosi su un dubbio angosciante: diventerà il torturato torturatore a sua volta? E’così che funziona? Ma la risposta è nel fondo dell’animo gentile del bambino, poi ragazzo e poi adulto: no, non funziona così. Nenio in qualche modo, per come può, si assume la carica di paladino degli indifesi, riparatore dei torti e difensore dei bambini. No, lui non perpetuerà a sua volta il male. E finalmente prenderà coscienza di avere un bisogno assoluto di liberarsi del terribile segreto che gli appesantisce l’anima. L’incontro con la psicoterapia aprirà la porta alla ricostruzione del sé perduto.

Come già detto, la vicenda narrata è una tragedia autentica, non pura fiction. L’autore racconta in prima persona, rivivendo il passato con gli occhi del bambino ormai adulto e l’ingenuità dell’adulto mai affettivamente cresciuto. Si vive intensamente assieme al bambino il momento della violenza, per la semplicità infantile con cui è raccontata. Sembra di toccare la sua paura e di sentire la terribile domanda: perché?! Perché tutto questo accade a me? Strada facendo si comprende alla perfezione il perfido meccanismo che annienta la volontà del piccolo e lo sottomette al suo aguzzino e non si può che provare orrore e pietà.

Ecco, io credo che questa sia la parte fondamentale di tutto il libro. Quella che più attrae e respinge. Quella che spiega il prima e il dopo. Quella per cui vale la pena affrontare la lettura e di affrontare, insieme ad essa, anche gli orrori che non vogliamo o possiamo vedere.
Il resto, a mio parere, è un degno contorno.
Ci sono descrizioni dettagliatissime di un Abruzzo quasi agreste di una quarantina d’anni fa, le tradizioni, i luoghi, la gente. A volte queste rappresentazioni sembrano fin troppo pignole, e rispetto alla trama centrale, cioè il dramma del bambino, ci si chiede a che cosa servano. Potrebbero perfino risultarci, in certi momenti, noiose, perché smaniamo di conoscere piuttosto come evolverà la situazione di Nenio. In realtà ogni particolare fa parte della vita di Nenio, serve a immergerlo nel suo ambiente e a farci capire cosa si agita dentro di lui.

Come dicevo ho partecipato alla revisione di questo romanzo-verità, insieme a Valeria Cappelli, Lucio Angelini e lo stesso autore Eugenio De Medio, che è al suo primo libro, di professione fa l’architetto e vive ancora in Abruzzo.
L’avventura è stata intensa e istruttiva. Entusiasmante è stato discutere, in un virtuale fianco a fianco, seduti ad una immaginaria tavola rotonda, sulle virgole, sugli accapo, sulla posizione di una parola o l’utilità di una ripetizione. Leggere e rileggere, faticosamente cercando di estraniarsi dalla storia, per poi accorgersi che quel momento brutale, quello della violenza al bambino, ci invadeva ogni volta con la stessa intensità. Leggere per lavoro, con la coscienza diversa da chi cerca nella lettura un momento di relax. Leggere per dare il giusto spazio e la giusta forma a una creatura che già era pronta a volare e sbatteva le giovani ali impaziente. Leggere in molti modi, ma sempre in compagnia del bambino che non ti permette di dimenticare la sua straziante vicenda.
Ora il momento del volo è arrivato, la storia è diventata un libro, che consiglio di leggere. Perché a volte crediamo di sapere tutto dei nostri figli, ma le verità sono talvolta così nascoste e dolorose da risultarci intollerabili.

Nenio si può attualmente leggere scaricandolo gratuitamente qui, in attesa che incontri la carta, come sognano tutte quelle trame che nascono per raccontarci una storia.

Pubblicato da Ramona il 06.03.07 20:51

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