Leggere un contratto di mutuo
di Mauro Mirci
Ho assunto con Giulio Mozzi un impegno, qualche tempo fa. Scrissi: "Appena riceverò la bozza del contratto di mutuo la recensirò" e lui mi prese in parola.
La bozza del contratto si è fatta attendere (e con essa i soldi chiesti in prestito), mentre non si è fatto attendere l'innalzamento del costo del denaro, che poi è l'interesse che un istituto bancario paga alla Banca Centrale Europea per avere i piccioli in prestito.
Insomma, a conti fatti il ritardo costerà a me e gentile consorte un quarto di punto percentuale in più d'interesse. Salvo ulteriori aumenti, che il direttore della banca, tanto per tirarci su, prevede ineluttabili.
Se un quarto di punto percentuale vi sembra poco, tenete conto che un incremento dello 0,20% vuol dire che, in vent'anni, su 100mila euretti imprestati, dovrete renderne quasi132mila e spiccioli con un tasso del 2,90 per cento, mentre il debito diviene di 134mila e rotti col 3,10%. E 2,90% o anche 3,10% sono tassi che ormai non pratica più nessuno, e ogni differenza in più sono soldi da pagare alla banca. Poi, se avete voglia e tempo, fate un saltino qui.
Potrete fare tutte le simulazione che volete. Buon divertimento.
Però questo pezzo ha finalità diverse dal manuale per il buon mutuo.
Mi trovo tra le mani il mio contratto di mutuo e lo soppeso. Peserà un 100, 150 grammi di carta da 80 grammi per metro quadro, Fabriano probabilmente, perché le banche mica possono rischiare malefigure coi clienti, che tanto, poi, pagano loro. I clienti dico.
Per leggere con cognizione di causa un contratto di mutuo non serve essere avvocati e manco commercialisti. Anzi, è deleterio. Si rischia di comprendere bene le cose che ci stanno scritte e quindi di essere colti dal panico. No, non conviene. Se avete bisogno di chiedere un mutuo per costruire o comprare casa, di quei soldi avete bisogno, avete un sogno da realizzare e rinunciare per paura delle clausole rischierebbe di rovinare il futuro vostro e della vostra compagna. Quindi un contratto di mutuo deve essere letto con svagatezza, senza procedere a consultare tomi normativi e codici, avendo sempre presente che tanto avete vent'anni di rate da pagare e queste rate vi daranno sempre il brivido dell'imprevisto, perché avete scelto un tasso variabile per ottenere uno spread più conveniente.
Ah, lo spread. Cos'è lo spread. Dicesi spread il guadagno della banca. Per dire, se alla banca il denaro costa il 2,75%, essalei ci aggiunge un altro 1,50%, per dire, che le andrà direttamente nella sacchetta. E quello è lo spread. Che poi, la cosa curiosa è che se la BCE aumenta il costo del denaro di un decimo di punto, anche lo spread aumenta di qualcosa. Non ho capito bene perché. Di fatto per la banca non dovrebbe cambiare niente, visto che la differenza alla BCE la paga sempre il mutuato, però una spiegazione deve pur esserci. Ecco, credo dipenda dallo stress. La banca, a ogni aumento del costo del denaro, prevede che andrete dal direttore a protestare e a lamentarvi che, a saperlo prima, avreste sottoscritto un mutuo a tasso fisso. I direttori gli vanno sotto stress, e questo ha un costo. Così danno una spintarella allo spread per riconoscersi un piccolo risarcimento. Sempre preferibile piangere con un occhio. Se poi l'occhio è quello del mutuato è pure meglio.
Però, per capire esattamente il tenore dei rapporti tra la banca e il mutuato, è forse bene descrivere un piccolo dialogo.
Futuro Mutuato (leggiucchiando veloce il contratto di mutuo ancora fresco di inchiostro): "Ma siamo sicuri che lo spread rimarrà sempre questo per tutta la durata del mutuo?"
La domanda ha una logica. Il mutuo scelto dal Futuro Mutuato in questione è conveniente per via di uno spread particolarmente basso. Variando lo spread lo stesso mutuo potrebbe non essere altrettanto vantaggioso.
Direttore: "Certo che lei fiducia nelle banche al cinquanta per cento, eh?"
Anche la risposta ha una sua ragion d'essere. Vuol dire: "Te l'ho detto e ridetto, allora mi prendi per un imbroglione". Ma il contropensiero del Futuro Mutuato è: "Caro direttore, dopo quello che è successo a Parma e Lodi, un po' di sana diffidenza me la potresti anche concedere".
Comunque.
F.M.: "Fiducia nelle banche? Fino a prova contraria le garanzie siete voi a chiederle".
Primissimo piano sullo sguardo afflitto (e anche un po' scocciato) del direttore.
Detto questo possiamo pure passare alla disamina del contratto di mutuo.
Il contratto di mutuo è un oggetto da almeno 4000 battute per cartella, una serie di pagine fitte di arial corpo 10, con rari e preziosi capoversi che intervallano periodi decisamente ipotattici, fatti per scoraggiare qualsiasi tentativo di interpretazione da parte del profano. Già l'articolo 1 mette le carte in tavola, schierando un periodo di ben 14 righe per non meno di 120 battute per rigo. I segni di interpunzione presenti contano 15 virgole (esclusa quella che separa parte intera e centesimi nella somma concessa in prestito), un duepunti, un altresì. Il punto fermo alla fine è dato per scontato. Persino Manzoni, col suo "Quel ramo del lago di Como", non seppe fare meglio.
L'articolo 1 è la prova del fuoco per il Futuro Mutato (F.M. già in premessa, così come nel prosieguo del presente atto). Superato lo scoglio di tale formativa lettura, già la mente comincia ad abituarsi a questa prosa assolutamente sciatta e dissuasiva. La triste consapevolezza di avere compreso solo un trenta per cento delle cose lette fino a quel momento è nulla a paragone con il timor panico che nasce dall'avere sfogliato il documento e avere scoperto che si compone di altri 10 articoli, quasi tutti agguerriti come il primo. Per non dire del capitolato di patti e condizioni allegato: altri 17 articoli ancora tutti da scoprire.
Il F.M., però, è animato da feroce determinazione. Egli vuole sapere cosa gli accadrà dopo la firma dell'atto. Che sarà per quattro lustri in balia della banca lo intuisce, quello che non sa esattamente è come. Cioè: vabbé, ti devo ridare indietro i piccioli con congrua dote di interessi, ma oltre a questo?
Oltre a questo si scopre una cosa.
La banca diventa il tuo signore e padrone. Le clausole parlano chiaro. Credevi che i soldi da pagare fossero solo quelli degli interessi? Banane! Appena firmerai verranno trattenute sulla somma prestata una quantità di spese: per le famigerate spese di istruttoria, per la perizia del tecnico, quella che serve a dare un valore di mercato all'immobile che vuoi acquistare o costruire (le garanzie, và); per il notaio, per le commissioni, per ogni rata di mutuo a pagare. Il F.M. rileva che anche ogni suo possibile comportamento futuro avrà un costo. Vincerà al superenalotto e vorrà estinguere il debito residuo in un colpo solo? Pagherà una percentuale sul debito residuo. Vorrà variare o cancellare l'ipoteca (dovrà farlo comunque a fine mutuo, quando avrà restituito anche l'ultimo centesimo)? Pagherà sempre lui. Vorrà vendere l'immobile a qualche benefattore deciso ad accollarsi il debito al suo posto? Pagherà anche per questo. Ritarderà a pagare qualche rata? E' possibile, la banca lo sa, e con gli interessi di mora risolve la questione.
Poi arriva il colpo a tradimento: la decadenza. Sulla decadenza il contratto di mutuo diventa improvvisamente opaco. Se fino a poco prima, bene o male, il F.M., forte della sua lunga esperienza dietro a una scrivania, aveva in qualche modo saputo barcamenarsi, all'articolo titolato "Interessi di mora e dacadenza" si scontra con un'improvvisa reticenza. "La parte mutuataria incorrerà nella decadenza del beneficio del termine ricorrendo le fattispecie previste dalle disposizioni dell'art. 1186 del codice civile".
Un altro F.M. sarebbe passato oltre, ma questo F.M. possiede un codice civile (ed. Hoepli del 1997, comprato lire diecimila su una bancarella, ancora discretamente funzionante), e consulta l'articolo in questione.
Art. 1186 - "Quantunque il termine sia stabilito a favore del debitore, il creditore può esigere immediatamente la prestazione se il debitore è diventato insolvente o ha diminuito, per fatto proprio, le garanzie che aveva date o non ha dato le garanzie che aveva promesse."
C'è una postilla: "Lo stato di insolvenza si manifesta con inadempimenti o altri fattori esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni."
A questo punto il F.M. inizia a riflettere sul significato di "per fatto proprio" e su quello dell'utilizzo dell'ausiliare avere in "ha diminuito" che lo trasforma in soggetto attivo anche di possibili eventi che lo coinvolgano come oggetto passivo.
Mi spiego.
Accanto a casa tua, costruita con tanti sacrifici (stai ancora pagando il mutuo), l'ANAS decide di far passare un'autostrada a sedici corsie e, in conseguenza di ciò la tua magione non è più appetibile sul libero mercato, tanto che nemmeno un homeless desidererebbe abitarci? Bene (cioè, male), la banca può mandarti una lettera raccomandata pretendendo immediatamente i piccioli indietro, oppure la ricostituzione delle garanzie.
Altre garanzie, a te, che ti sei impegnato gli stipendi dei prossimi vent'anni e hai già la casa ipotecata (ma non vale più).
Oppure il Comune approva il nuovo piano regolatore e la zona dove abiti dovrà essere rasa al suolo per far posto a un nuovo, ecologicissimo, parco giochi?
Lo stesso. E fa lo stesso anche se, per dire, dal tuo paese vanno via tutti perché non c'è lavoro e il costo del mattone va giù a picco come un saltatore di bungee jumping.
Ma qualcosa di positivo c'è. La banca tutela le sue garanzie. Ti costringe a stipulare una polizza assicurativa contro incendi e disastri. Metti che un autotrasportatore distratto sbagli la sterzata in curva e ti entri nel salotto con tutto il suo autoarticolato. Niente paura, paga l'assicurazione.
Insomma, paga. Il contratto di assicurazione non l'ho ancora letto, diciamo che dovrebbe pagare e sollevare il Mutuato dall'onere del mutuo. Se poi la polizza preveda i disastri provocati da autotrasportatori distratti non saprei dirlo. Speriamo di sì.
Però, diciamo, c'è l'assicurazione ed è pur sempre un fatto positivo. In caso di incendi o disastri - e se si sopravvive - la banca è saldata e si tirerà avanti senza più rate da pagare, con il domicilio ormai diruto magari, ma senza assillo mensile (o trimestrale o semestrale). Senza più debiti, almeno con la banca.
Catastrofista, vero? Beh, l'avevo premesso: i contratti di mutuo si firmano ma non si leggono. Se vi venisse la tentazione optate per un buon romanzo. Come lettura è più divertente. Senz'altro meno ansiogena.
Quanto a me, firmerò. Anzi, firmeremo. Pure mia moglie ho coinvolto in questa follia, povera anima. Firmeremo e la mia mano tremerà. La sua spero no. Dopo aver letto lo schema di contratto gliel'ho mostrato e le ho chiesto se voleva darci un'occhiata. Lei mi ha detto:"Tu l'hai letto?". E io: "Sì, l'ho letto." E lei: "Tutto a posto?" E io: "Tutto a posto."
Amore mio, perdonami, mi è mancato il coraggio per raccontarti tutta la verità.
Pubblicato da Paroledisicilia il 19.06.06 22:21