02.04.06

Maneggiare con cura di Joe R.Lansdale

di Cletus

Devo all'uragano Katrin la conoscenza di questo autore. Se non fosse stato per una serie di articoli a sua firma, pubblicati sul Corrsera, a mo di diario (e credo l'occhiello fosse proprio una cosa del tipo... Diario dall'uragano), il suo nome sarebbe ancora, serenamente, a far compagnia a tanti altri di cui ho si sentito parlare, ma non ho ancora avuta la fortuna (e sopratutto il tempo) di leggere.
Texano, di età imprecisata fra i cinquanta e i cinquantacinque, prendendosi la briga di lanciare un search su google, possono uscirne pagine e pagine, tanto il materiale che ha dato alle stampe (e da cinefilo accanito potevano mancare? anche numerose sceneggiature), il nostro ha scritto davvero tanto.

Essenzialmente per pigrizia, quindi, in modo premeditato, ho scelto di approcciarlo dai racconti. Editi da Fanucci, ho trovato Maneggiare con cura (i migliori racconti di Joe R.Lansdale, recita la copertina, che riporta, tanto per rendere l'atmosfera, una mosca spiaccicata). Amo troppo questa forma di narrazione (i racconti) per correre il rischio di una delusione partendo da un romanzo (e si che fra i tanti da lui scritti, fra l'altro, c'era anche l'imbarazzo della scelta).

Bene, questi racconti spaziano con rara maestria fra l'immaginario e il più trito quotidiano. Nella post-fazione a questa raccolta, a firma di..., si parla di capacità di giostrare su diversi registri. Quello che me lo ha fatto amare, da subito, è quello onirico-surreale. Lansdale ha la grazia di descriverti lo scuoiamento di un cadavere che potrebbe avere Pellegrino Artusi nel descrivere come confezionare una crema pasticcera. Lui sembra essere altrove, ciò che descrive, e c'è di che esser duri di stomaco, lascia il lettore in un limbo, un territorio altro, nel quale, scevro da sovrastrutture, funamboliche descrizioni, interminabili giri di parole, ci arriva la "realtà" come fosse una polaroid, ma senza avvertire nulla di ostile.

Molto efficace nei dialoghi, nei quali leggiamo la disperazione ridotta alla razionalità, quasi fosse un impeto ad esorcizzare, a rendere familiare la violenza. Estrarla, leggerla in atti comportamenti, nella sua forma più pura, e qui il paradigma, per rendercela poi "domestica", ma non meno terrorizzante di quella che si cela dietro l'apparente normalità di tante azioni banali, meccaniche di cui è infarcito il vivere alienato di questi tempi. Come nel dialogo di due balordi, reduci dall'ammazzamento e successivo stupro, di una ragazza bionda e con gli occhi azzurri, "ma con due piedi grandi come quella roba che hanno sotto gli idrovolanti", una spietata disamina, al confine con la tentazione sociologica, sul ruolo della donna e i rapporti di coppia, in una società "evoluta" come quella della provincia americana. O ancora, nel racconto breve che parla dell'avventura di un uomo con una bambola gonfiabile, che si anima, ribellandosi al suo status-quo e riduce l'uomo, come in un contrapasso dantesco, a bambolo gonfiabile. Ma anche nel racconto "Godzilla in riabilitazione", dove la satira sociale fa da sfondo ad un programma tanto illusorio, quanto esilarante, di ridurre alla ragione il mostro.Il quale troverà la forza di ribellarsi, mandando all'aria le coercizioni dello staff, tutor in testa, a volerlo "usare" per dirimere conflitti sociali.

Snack, ecco. Potreste assumere questi racconti, come un qualcosa da sgranocchiare, comodamente seduti in poltrona, davanti alla tele accesa, ma senza audio. Vanno giù che è una bellezza. E poi, magia eh? devo ammettere: questa cosa di partire dai racconti di un autore apre a nuove, piacevoli, sorprese. Mi è cosi piaciuto, che ho preso anche (e messo in pole position fra le prossime cose da leggere) un suo romanzo (anche se è improprio chiamarlo cosi, essendo composto da due raccontoni) che si chiama La notte del Drive-in. Ne riparleremo, se vorrete. Intanto, se sapete cosa vuol dire esser grati ad un autore per avervi fatto esplodere in più di una risata, sotto gli occhi attòniti degli altri occupanti di un vagone ferroviario, o di una corriera, beh, correte a leggerlo. Ne vale la pena.

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Pubblicato da Cletus il 02.04.06 22:42

COMMENTI

Cletus, io ho conosciuto Lonsdale per la sua partecipazione al Festivaletteratura accompaganato da Lucarelli. Forse, e dico davvero, mi interessava più il secondo.
Dopo aver fatto ricerce come te su google ho cercato di leggere qualcosa tra la sua immensa produzione letteraria.
Pur amando anche io i racconti brevi, ho scelto tra i suoi romanzi "La sottile linea scura".
Letteralmente divorato. Sono rimasto preso, incastrato nel suo modo di descrivere e raccontare, nella storia di un drive in texano degli anni cinquanta.
Ultimamente invece ho letto il romanzo presentato proprio a Mantova (Tramonto e Polvere). E' praticamente lo stereotipo dell'altro libro, cambia la storia ma non i personaggi. Certo è come dici tu, i suoi scritti sono degli snack. Siano essi racconti brevi o trame più intricate. Il suo stile è in ogni modo un marchio di fabbrica; e lui lo usa con naturalezza.
Prenderò di sicuro il libro da te recensito.
Il mio consiglio è di leggere Lonsdale dopo o prima di letture impegnative, come scacciapensieri.
Magari con il sottofondo musicale dei Talking Heads, interpreti a loro modo delle stramberie Americo/Texane di cui Lonsdale è portatore sano.

da matteo il 03.04.06 08:40

Oddio, che abbaglio: Lansdale e non Lonsdale, pardon :/

da matteo il 03.04.06 08:43

be', mi sembra un po' riduttivo parlare della scrittura di Lansdale come uno snack da sgranocchiare tra una lettura impegnata e l'altra. Insomma, questo è un signor narratore, con un carisma che salta addosso a ogni pagina, indipendentemente dall'argomento, satirico o impegnato. Io lo ricordo al Festivaletteratura, e mi ha fatto impazzire il suo modo scarno e feroce di parlare di scrittura, con frasi breve, prive di sentimentalismo, ma impregnate di ironia realtà, verità. ecco, questo tenderei a sottolineare, in ogni sua produzione ( che siano racconti o romanzi ) viene a galla ciò che realmente sente vive o ha vissuto lo scrittore, senza artifici, senza allegorie, ma con una sincerità a volte imbarazzante ( penso all'argomento razzismo, alla crudezza della violenza ) a volte commovente. ecco. Lansdale credo sia una voce forte della letteratura americana contemporanea che meriti approfondimento... poi, è ovvio.. se non cattura non c'è niente da fare, io parlo perchè assolutamente innamorata della sua scrittura !! grazie e scusate il mio essere un po'..logorroica !

da monica il 05.04.06 08:31

Ho letto tempo fa LA SOTTILE LINEA SCURA, e poi, a rotazione, altri titoli, altre storie, con detective omosessuali ( simpatici) e deliranti sparatorie ed improbabili inseguimenti, sempre per i tipi della casa dello struzzo (o, visto il caso, dello strutto). Lo ammetto: il primo è, per me, il migliore, anche se non nego il coinvolgimento provato in BAD CHILI, o Il MAMBO DEGLI ORSI. Ma LA SOTTILE LINEA SCURA ha la magia di diventare e proporsi come un luogo, un luogo per eccellenza dove ogni novello Tom vorrebbe vivere e agire. Un'eterna, coinvolgente, America minore, dove, accade il già visto e sentito, ma è il modo, l'intensità della scrittura, la sua apparente semplicità, a conquistarti sin dalle prime pagine. Siamo stati tutti, più o meno, almeno quelli della mia generazione, credo, degli amanti di una certa idea dell'America, di quell'America. Ecco, una delle magie del libro, è ri-creare quel mondo, con tutte le suggestioni e le potenze evocative dell'infanzia, di quell'età dell'innocenza, che sconfina nella progressiva scoperta della della propria, e collettiva, compromissione. Nessun innocente, nessun lieto fine, perchè il libro si conclude con il sapore dolce-amaro di un uomo adulto che finisce per rimpiangere un tempo per sempre smarrito e ritrovato nella dimensione del racconto, della narrazione. Del coinvolgimento e compromesso emotivo, emozionale, che si sviluppa quando si mettono in moto i relè della memoria, del confronto. il sogno(americano?, no universale, proprio ad ogni essere umano), e la certezza di una limitazione, di una perdita. In questa dimensione mitica, il romanzo mi sembra particolarmente efficace, nel suo ritmo, nella definizione e caratterizzazione dei personaggi, delle situazioni, delle prove che il giovane protagonista dovrà affontare per poter arrivare ad una sua privata, singola catarsi. Nel suo ri-trovarsi, insomma, diverso, rispetto ai modelli medi, della sua generazione, del suo tempo, di sua moglie. Bello, insomma, questo libro, con la gioia giocosa di chi sa padroneggiare in modo splendido il suo "mestiere" di vivere.

da luca bidoli il 29.05.06 13:40