Maneggiare con cura di Joe R.Lansdale
di Cletus
Devo all'uragano Katrin la conoscenza di questo autore. Se non fosse stato per una serie di articoli a sua firma, pubblicati sul Corrsera, a mo di diario (e credo l'occhiello fosse proprio una cosa del tipo... Diario dall'uragano), il suo nome sarebbe ancora, serenamente, a far compagnia a tanti altri di cui ho si sentito parlare, ma non ho ancora avuta la fortuna (e sopratutto il tempo) di leggere.
Texano, di età imprecisata fra i cinquanta e i cinquantacinque, prendendosi la briga di lanciare un search su google, possono uscirne pagine e pagine, tanto il materiale che ha dato alle stampe (e da cinefilo accanito potevano mancare? anche numerose sceneggiature), il nostro ha scritto davvero tanto.
Essenzialmente per pigrizia, quindi, in modo premeditato, ho scelto di approcciarlo dai racconti. Editi da Fanucci, ho trovato Maneggiare con cura (i migliori racconti di Joe R.Lansdale, recita la copertina, che riporta, tanto per rendere l'atmosfera, una mosca spiaccicata). Amo troppo questa forma di narrazione (i racconti) per correre il rischio di una delusione partendo da un romanzo (e si che fra i tanti da lui scritti, fra l'altro, c'era anche l'imbarazzo della scelta).
Bene, questi racconti spaziano con rara maestria fra l'immaginario e il più trito quotidiano. Nella post-fazione a questa raccolta, a firma di..., si parla di capacità di giostrare su diversi registri. Quello che me lo ha fatto amare, da subito, è quello onirico-surreale. Lansdale ha la grazia di descriverti lo scuoiamento di un cadavere che potrebbe avere Pellegrino Artusi nel descrivere come confezionare una crema pasticcera. Lui sembra essere altrove, ciò che descrive, e c'è di che esser duri di stomaco, lascia il lettore in un limbo, un territorio altro, nel quale, scevro da sovrastrutture, funamboliche descrizioni, interminabili giri di parole, ci arriva la "realtà" come fosse una polaroid, ma senza avvertire nulla di ostile.
Molto efficace nei dialoghi, nei quali leggiamo la disperazione ridotta alla razionalità, quasi fosse un impeto ad esorcizzare, a rendere familiare la violenza. Estrarla, leggerla in atti comportamenti, nella sua forma più pura, e qui il paradigma, per rendercela poi "domestica", ma non meno terrorizzante di quella che si cela dietro l'apparente normalità di tante azioni banali, meccaniche di cui è infarcito il vivere alienato di questi tempi. Come nel dialogo di due balordi, reduci dall'ammazzamento e successivo stupro, di una ragazza bionda e con gli occhi azzurri, "ma con due piedi grandi come quella roba che hanno sotto gli idrovolanti", una spietata disamina, al confine con la tentazione sociologica, sul ruolo della donna e i rapporti di coppia, in una società "evoluta" come quella della provincia americana. O ancora, nel racconto breve che parla dell'avventura di un uomo con una bambola gonfiabile, che si anima, ribellandosi al suo status-quo e riduce l'uomo, come in un contrapasso dantesco, a bambolo gonfiabile. Ma anche nel racconto "Godzilla in riabilitazione", dove la satira sociale fa da sfondo ad un programma tanto illusorio, quanto esilarante, di ridurre alla ragione il mostro.Il quale troverà la forza di ribellarsi, mandando all'aria le coercizioni dello staff, tutor in testa, a volerlo "usare" per dirimere conflitti sociali.
Snack, ecco. Potreste assumere questi racconti, come un qualcosa da sgranocchiare, comodamente seduti in poltrona, davanti alla tele accesa, ma senza audio. Vanno giù che è una bellezza. E poi, magia eh? devo ammettere: questa cosa di partire dai racconti di un autore apre a nuove, piacevoli, sorprese. Mi è cosi piaciuto, che ho preso anche (e messo in pole position fra le prossime cose da leggere) un suo romanzo (anche se è improprio chiamarlo cosi, essendo composto da due raccontoni) che si chiama La notte del Drive-in. Ne riparleremo, se vorrete. Intanto, se sapete cosa vuol dire esser grati ad un autore per avervi fatto esplodere in più di una risata, sotto gli occhi attòniti degli altri occupanti di un vagone ferroviario, o di una corriera, beh, correte a leggerlo. Ne vale la pena.
Pubblicato da Cletus il 02.04.06 22:42