B.C. di John Hart
di Cletus
"Ci sono tre cose che sono reali: Dio, la follia umana e le risate. Le prime due sono aldilà della nostra comprensione, perciò vediamo di darci da fare con la terza". La frase è di John F.Kennedy, e campeggia nelle prime righe del sito Creators Comics, nella scarna biografia di John Hart.
Come incipit non è male. Chi è John Hart ?
Se provate a digitare John Hart su google "forzando" pagine in italiano o provenienti da Italia, ne uscirà ben poco.
Si deve alla premiata ditta Fruttero & Lucentini, l'arrivo di questo autore qui da noi. Apparve, per prima, come appendice ai compianti URANIA (periodico di fantascienza della Mondadori), facendosi subito apprezzare. Pochi anni dopo, allora adolescente, come in ogni famiglia che si rispetti, c'era sempre uno zio ricco e l'Oscar Mondadori "L'ANTICHISSIMO MONDO DI B.C." campeggiava sul divano di casa sua. Quel libro è stato il primo di fumetti (striscie) capace di farmi ridere, di cuore. Letto nel corso di estenuanti quanto noiose riunioni domenicali fra parenti. Confesso di aver avuto poi per le mani qualche diario scolastico, con B.C. (Before Christ, ndb) o con l'altra sua serie di strip Il mondo di Wizard (ambientato nel medioevo e sostanzialmente satira del mondo di Re Artù, con maghi, serpenti, draghi e fattucchiere).
Da allora ho tentato negli anni, ogni qualvolta ho messo piede in libreria, ma soprattutto nei remainders o direttamente nelle bancarelle dell'usato, di rintracciare qualche suo testo. Invano. Le uniche tracce si arrestano a un paio di decenni fa. Nulla è stato più ripubblicato. Ed è un vero peccato !
Hart possiede la capacità (sto parlando di B.C.) di condensare, nello striminzito spazio di una strip, la qualità che apprezzo di più in un "autore" : l'ironia intelligente. Forse le majors italiane avranno ritenuto superato il suo mondo preistorico, le battute folgoranti dei suoi personaggi (nell'ordine, BC, la cicciona, il serpente, Thor, Gronk, e compagnia cantando…). Irrimediabilmente perse ed inattuali. Invece, per quanto strano e limitate siano le sue tracce nel web, Hart continua a pubblicare negli States, almeno su qualche importante quotidiano e le sue strip, nel sito della Creators Comics.
Perché è importante, per me, questo autore ? Perché possiede il dono dell'umorismo. Lui de-contestualizza, ci presenta con uno scarno tratto grafico (quasi sempre senza ricorrere al colore, come impone l'obbligo della stampa sui quotidiani, prima dell'avvento della policromia), un universo nel quale ci riconosciamo un po controvoglia. La capacità di rivedere il nostro presente, irriso, sussunto in brevi vignette, con un potente effetto dissacratorio. Ci denuda, enfatizzando i nostri tic, e trasportandoci di peso nel passato, agli albori della nostra cosidetta "società civile". Folle no ? Infondo è operazione non da poco, soprattutto se affidata ad una manciata di vignette.
Ho speso una fortuna, anni fa, in una fiera del fumetto tenuta qui a Roma. Ho fatto incetta di tutto il trovabile su di lui. Ho reperito il vecchio Oscar Mondadori di mio Zio, (non sono proprio certo che si tratti della stessa copia), ma è quello nel quale c'è una gustosa prefazione di Fruttero e Lucentini (che scrivono le introduzioni anche gli altri due Oscar Mondadori, L'alfabeto preistorico di B.C. del 1973, e B.C. in 24 lezioni del 1972). L'ultimo, e più recente è invece Il meglio di B.C. edito da Rizzoli nel 1991, formato più grande, duecentoquaranta pagine da farti venire le lacrime dalle risate. Su tutte, una dozzina di pagine nel quale delle strip un po più lunghe (una decina di vignette ciascuna) c'è B.C. che affida a delle tavolette di legno, dei messaggi destinati ad un ipotizzato altro popolo, ad un'altra civiltà (come non leggervi la somiglianza con l'invio di tavolette cosmiche affidate a sonde sparate oltre il nostro sistema solare ?) che suppone esista aldilà del mare, dando vita ad un dialogo costituito da battute secche tipo questa: C'è B.C. sulla spiaggia che scrive su una tavoletta di legno questa esistenziale domanda "Abbiamo creato una cultura permissiva, un sistema monetario, il libero amore, le grandi Imprese e la pubblicità, cosa avete fatto voi ?". La getta in mare e poi si siede pazientemente sulla riva e attende, in silenzio, per due o tre vignette. Alla fine ritorna la tavoletta, antesignana di tante email, con questa laconica battuta: "Rese più severe le nostre leggi sull'immigrazione".
Ecco, se mai la bottega potesse avere una valenza di stimolo verso il mondo dell'editoria, un suggerimento veramente sentito è questo: ripubblicatelo ! Grazie.
cliccando qui un assaggio. Enjoy
Pubblicato da Cletus il 30.04.06 09:59