Il Diario a fumetti di James Kochalka
di brekane
Esistono dei libri, invece, che prima di consigliarli ci devi pensare sopra, perché non sono per tutti o per tutti i momenti - ... e se qualcuno mi dirà che nessun libro è mai per tutti o per tutti i momenti, io a quel qualcuno, ruotando verso l'alto gli occhi e sbuffando e alzando le spalle, risponderò uff, sì, va bene, ma certi libri hanno una gamma di momenti di fruibilità (come altro parlare a qualcuno di così pendante?) più ampia, hanno un pubblico più vasto - o anche: alcuni libri rispecchiano, più facilmente di altri, il limitato gruppo socioculturale che frequento; oppure: quando intendo 'tutti' intendo, con una certa fatalità, proprio quel gruppo di amici, forse troppo omogeneo.
Fatto sta che se io, per esempio, presto a X, in qualsiasi momento, Moska-Petuski di Vendikt Erofeev, so con una certezza, diciamo, dell'80 percento, che lui, X, Mosca-Petuski, lo troverà quantomeno interessante, se non bello, o eccezionale, o addirittura il più bel romanzo della sua vita, quello che diventerà la pietra di paragone con cui giudicare le letture future (ma anche quelle presenti, quelle passate, quelle non fatte e le scritture sue proprie, o anche solo le immaginazioni sue proprie, anche quelle verranno ritenute valide a seconda di quanto scartino o si avvicinino allo spirito di Mosca-Petuski).
Epperò, se io, a X, gli passo nel momento sbagliato della sua vita, o della mia, Il diario a fumetti di James Kochalka (1998-1999) di James Kochalka, pubblicato da Fernandel, io, da X, non so bene cosa aspettarmi e probabilmente (come è avvenuto) lo troverà ributtante, inutile, costoso, brutto, umiliante, oggettivamente offensivo nei confronti suoi personali e per qualche giorno non mi rivolgerà la parola per il fatto che io, evidentemente, ho un'idea non esplicita di lui talmente sbagliata da pensare che possa piacergli un'opera del genere.
Non che ci sia niente di sbagliato nel diario a fumetti di James Kochalka, o in me, o in X. È solo che Il diario a fumetti di J.K. (192 pagine, 12 euro) ha una struttura, per propria stessa ammissione, non narrativa.* O meglio: cerca di intraprendere una via narrativa diversa, più sottile, enigmatica, sperimentale.
Dal 1998 ad oggi James Kochalka - fumettaro americano iperattivo, ma quasi sconosciuto qui - giorno dopo giorno divide una pagina di diario in tre o quattro vignette e in queste vignette racconta cosa gli è successo. Non ha la pretesa di raccontare tutto. Non è come quei diari di chi, come me, ha paura di dimenticare e segna perfino l'ora della colazione, il numero delle volte in cui va in bagno, ecc. Sono intuizioni, sentimenti, fantasticherie o dialoghi con la moglie, con gli amici. Spesso si resta spiazzati, perché presi singolarmente, questi quadretti non sembrano andare da nessuna parte. Kochalka dà l'impressione di scegliere ciò che meno si presta al racconto, come quando disegna un cumulo di neve e gli fa dire: "Sono un mucchio di neve felice!"/"Weeee!"/(...)/"E durerò per sempre!".
Il risultato, per chi legge, è una certa frustrazione, soprattutto se non si apprezza la semplicità e la pulizia del segno, i contrasti netti del bianco e nero. Eppure, sulla lunga distanza, oltre a sentire una sensazione di familiarità affettuosa, il lettore si stupisce di scoprire come la categoria che potremmo dire "il narrativo" (approssimativamente: una storia con un inizio, una fine, un intreccio e qualcosa che accade) riesca ad emergere anche da ciò che narrativo non vuole essere: nelle sue pieghe, negli spazi bianchi tra le vignette, nel retro delle immagini, in quella parte di vita che non ci è raccontata ma che balena a volte di nascosto e senza volerlo.
Ma soprattutto Il diario, raccontando un anno a sprazzi, attraverso i momenti "vuoti" e senza cercare la battuta a tutti i costi, aumenta per i fumetti le frontiere del dicibile, come quei libri che ci sorprendono e ci fanno dire: "Non pensavo che si potesse scrivere anche di questo".
James Kochalka, Sketchbook diaries, volume primo, Fernandel, 2005
[Di Kochalka si può leggere qualcosa anche qua: L'orribile verità sul fumetto.]
* L'introduzione dell'autore dice (la barra obliqua indica il cambiamento di vignetta): "La vita non ha la struttura tipica della narrazione/ [...] / La vita ha momenti sì e momenti no. Su e giù. E avanti e indietro all'infinito./ E infinite distrazioni./ La storia della mia vita non è per niente una storia".
Pubblicato da brekane il 23.03.06 13:57