09.05.08

Le libere donne di Magliano, Mario Tobino

di Ramona

Mario Tobino

Può succedere. Parti per qualche giorno, non hai molto spazio in valigia, ti porti dietro solo un libro da leggere in treno. In teoria dovrebbe bastare per andata e ritorno, ma a metà dell’andata lo hai già finito. Così, quando arrivi a destinazione e hai da occupare qualche ora, senti che sei in astinenza da lettura e giri per una casa che non è la tua, cercando qualche pagina da tenere di nuovo fra le mani.
È stato così, per una crisi di astinenza da lettura, che in quella casa ho sentito il richiamo, unico, fra le decine di libri impilati su una sedia.
Per curare la mia crisi stavolta ho scelto, o forse mi ha scelta, un autentico specialista: Mario Tobino, lo psichiatra scrittore.
Un dottore dell’anima, per il mio avido bisogno di parola scritta.

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Pubblicato da Ramona alle 15:49 | Commenti (7)

03.05.08

Era mio padre, di Franz Krauspenhaar

di Paolo Cacciolati

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Se ci fosse uno strumento per misurare la tensione morale presente in un libro, l’intensità emotiva del suo autore, bene, nel caso di Era mio padre questa sorta di amperometro schizzerebbe alle stelle, con la lancetta a sobbalzare frenetica sulle tacche rosse del fine scala.
Un’intensità emotiva che non è possibile descrivere o filtrare, si può solo lasciar passare, come la mia scelta di far passare più testo possibile in questa lettura.
Ecco Krauspenhaar partire subito all’attacco, in apertura, con una sorte di furente dichiarazione programmatica rivolta al lettore:

voglio che vedi cosa c’è sotto la terra che calpesti, voglio che senta che sto parlando anche di te, perché un padre l’hai avuto anche tu, forse lo hai ancora. Voglio regalarti uno sguardo molteplice, un occhio febbrile sulle cose. Devi affondare con me e con lui.

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Pubblicato da Paolo Cacciolati alle 00:24 | Commenti (22)

01.05.08

Roberto Michilli: Fate il vostro gioco, 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Fate il vostro gioco

Fernandel editore
Questo romanzo viene dopo “Desideri”, pubblicato sempre da Fernandel nel 2005.
Il caso e la passione del rischio – l’azzardo – sono messi dall’autore sotto una lente di ingrandimento per cercare di capire quanto taluni cosiddetti vizi siano ingovernabili dall’uomo e quanto sulla fortuna o la sfortuna giochi molto il caso, al di là e al di sopra, perciò, della nostra volontà e della nostra intelligenza: “ Non c’è modo di evitare questa soggezione al capriccio del caso.”; “una certa dose di rischio è ineliminabile dalla nostra esperienza umana, una larga parte della quale continuerà, a dispetto dei nostri sforzi per programmarla e pianificarla, a essere governata dal caso.”

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Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco alle 12:58 | Commenti (2)